Cioè, mentalità ultras allo stato puro, almeno nella sua parte più candida. Ma anche odore di ascelle sudate d'estate, di cane bagnato d'inverno, sotto la pioggia ... nello stadio ideale non c'è la copertura ... in macchina ho sempre un impermeabile da stadio, quelli di cellophane che non valgono niente ma che, all'occorrenza ... Non tiriamo fuori la storia della ciriola con la fettina panata (la cotoletta la lasciamo a San Siro), del bibbitaro "aranciobiracoca - caa-affé borghetti", "mo' vengo là e te dò n'ombrellata" ... che è da stupidi nostalgici. La partita, il prato che di quel verde non c'è nessun LED TV che te lo riproduce uguale (sbagliano anche lì il pantone), il silenzio dell'attesa dell'inizio. Lo stomaco che si stringe ... e magari ti senti orgoglioso di averci RIportato tuo padre, che ti ci aveva portato quando eri ragazzino, o di esserci stato RIportato da tuo figlio in una catena di Santantonio della fede miscredente che mai tradiremo. Ognuno di noi la vive in modo completamente diverso e tutti abbiamo in comune quello che sentiamo. Ora ci sono gli inni che li sappiamo a memoria (mica come gli strisciati che gli fanno il karaoke) ... Ma dal vivo non te li interrompono per mandare lo spot della TIM. E le formazioni.
La partita vissuta allo stadio è LA partita. Quando mi chiedono se mi manca Roma rispondo sempre, ma proprio sempre, che Roma è la città più bella del mondo me che non so se tornerei a viverci. E tra i pochi motivi per cui ci tornerei c'è lo stadio.
'tacci vostri! Dopodomani devo passare da Roma per prendere un aereo e potrebbe essere che ci scappa un abbonamento, di quelli che rimangono intonsi ... di curva eh!