Fa schifo.
Non c'è altro commento da fare. Fa schifo perchè è malafede, perchè è disinformazione preventivata e strategica.
La Sensi che bussa alle porte della politica non fa notizia, nessuno si chiede il perchè, che cosa c'entra con la gestione finanziaria, con la gestione sportiva, ma anzi il commento è compiaciuto e quasi unanime, lei va per il bene di Roma, e prestate bene attenzione : non per il bene della asroma, ma per il bene di Roma.
E così tutto ciò che è comunicazione concorre e deve essere incanalato verso un unico aberrante concetto : Roma è la asroma e niente altro.
Il motivo posso immaginarlo. Soprattutto in questo momento.
La asroma, chi la gestisce, chi ci campa sopra, ha bisogno che si instauri fortemente l'unica idea in grado di mantenere la loro sopravvivenza, l'unica idea in grado cioè di coprire le zozzerie che finanziariamente e sportivamente li hanno tenuti in vita.
Questa idea è una città = una squadra.
E' ormai evidente che gli interessi di troppe persone siano ormai legati, volenti o nolenti, ai destini di una squadra di calcio, e che questi stessi interessi abbiano portato queste persone a remare tutte insieme per non affondare con la barca che ancora li soregge.
Bisogna vendere un prodotto e questo prodotto deve essere il migliore sul mercato. La pubblicità è l'anima del commercio.
Gli autori/attori di tutto questo sono l'attuale amministrazione della asroma, poi tutti i lacchè di azionisti, ed i giornalai, ed i calciatori con portafogli di azioni, e gli amministratori pubblici con il loro portafoglio di moneta e di voti, per arrivare ad un istituto di credito tanto grande e quindi tanto potente, e tanto bisognoso di fare numeri con un asset che si sta sgretolando fra le mani.
Venghino signori venghino, asroma = Roma, e gurda quindi che risultati, sia sportivi che di pubblico, e di seguito mediatico.
Venghino signori venghino, ed i buffi ? i bilanci ? un piccolo ostacolo, un contrattempo, un'ombra su un affare che, ci assicurano, rende e rende tanto in termini economici e di visibilità.
Il teatrino messo in piedi fino ad ora però non funziona ancora, e l'unica risorsa rimasta, esattamente come tra i banchi al mercato, è strillare più forte per farsi notare, che tradotto significa scalare la clasifica con qualunque mezzo, esaltare il risultato ottenuto coprendosi occhi e naso, e cancellare la fastidiosa presenza di chi, a Roma, la classifica l'ha ottenuta grazie a rigide regole di bilancio (non sia mai che per ipotetici e facoltosi investitori dovesse diventare appetibile una società sana che è seconda in classifica con un budget ridotto)