Ma la Lazio esiste???

Aperto da jenefamotre, 07 Gen 2011, 09:51

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Barabba Terzo

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Aggiungo che dopo la partita di ieri sera il terzetto delle meraviglie (Mauro-Sconcerti-D'Amico) ha anche detto che a questo punto l'anti-milan è il Napoli. Noi siamo secondi e loro terzi ma l'anti-milan sono loro. Fantastico.

Io inizio a pensare che il giro d'affari e potere legato al napoli sia molto simile a quello legato ai canidi.

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tutto vero quello che dite, ma la lazio in questa città e in questa regione e figuariamoci in italia non è considerata perchè non cè.

E non cè un pò per colpa della società da tanti anni (fin dalla gestione cragnotti) perchè nelle scuole si  lasciato campo libero a loro, nelle scuole calcio le affiliazioni sono tutte loro, gli store stanno cominciando solo ora ma con la grossa lacuna di una visibilità pari a zero nel centro storico dove tanta gente non conosce i nostri colori il tutto nella grande difficoltà di stare all'interno di un circuito mediatico tutto pro-roma.

Non cè  anche per colpa dei tifosi, perchè pensiamo più alle polemiche inter-nos che a fare dello stadio ciò che dovrebbe essere, perchè non ci coloriamo come loro, non siamo visibili, non si fa capire ai "neutrali" la stragrande maggioranza, che noi ci siamo eccome.

Cè negativamente poi per colpa di certi tifosi che hanno finito per affiancare il nome lazio a politica e violenza.
Il tutto aiutati da una connivenza mediatica assoluta per cui il motto è as roma=città di roma s.s. lazio=poracci neonazisti.


Questo è quello che va cambiato.
Mi pare che spiragli di novità da parte della società si stiano intrevedendo, ma il gap da colmare ancora, anche per noi tifosi, è enorme.

Beijing09

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Citazione di: Absaroke il 07 Gen 2011, 14:55
E appunto, esattamente quello che dicevo io ......  costringerli a interessarsi di noi
quello e' il compito ........  !!!


Dobbiamo costringere dei professionisti a fare il loro lavoro.... tesi interessante....
Quindi essere secondi non basta...mmm.. bene!! Ho la soluzione!!
Arriviamo primi!!! Che ci vuole!!


Potevi dirlo subito no....  :roll:

Barabba Terzo

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La storia del bacino d'utenza è molto marginale, basta vedere quanto e come parlano sempre del Palermo, che come bacino d'utenza credo non si avvicini nemmeno ad un decimo del nostro.

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Barabba Terzo

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Citazione di: Svennis il 07 Gen 2011, 13:20
ma i tifosi inglesi, i tifosi spagnoli o quelli tedeschi stanno a disquisire tutto il tempo su ste cose?
i tifosi del tottenham si incazzano se alla bbc parlano piú di arsenal e manchester united?

Infatti quest'anno che sta andando alla grande si parla tantissimo del Tottenham in inghilterra, come è giusto che sia. Sta tutta li la differenza.
Che poi scusa ma se uno ragionasse così su tutti i fronti dovrebbe fregarsene anche di quello che scrivono (o meglio non scrivono) i giornali di politica, perchè tanto l'importante è quello che pensiamo noi o quello che scrivono quei pochi giornali fidati che leggiamo.
Invece non deve essere così, perchè è importante anche assicurarsi che l'informazione telecomandata non plagi chi ha meno spirito d'osservazione di noi.
Se il tg1 si comporta in maniera criminale attutendo e insabbiando gran parte delle bravate del governo io non posso fregarmene pensando "ma tanto io lo so come stanno le cose, l'importante è quello, di quello che pensano gli altri sticazzi", è importante invece che anche chi segue meno, per propri limiti o per distrazione o per scarsa voglia d'approfondimento, capisca come stanno le cose senza essere incanalato dai media verso un certo tipo d'opinione.
Poi ok, la politica e lo sport staranno su piani di importanza diversi, ma il concetto di giornalismo che c'è alla base dovrebbe essere lo stesso.

Sercio69

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Citazione di: Barabba Terzo il 07 Gen 2011, 15:29
La storia del bacino d'utenza è molto marginale, basta vedere quanto e come parlano sempre del Palermo, che come bacino d'utenza credo non si avvicini nemmeno ad un decimo del nostro.
Tanto marginale non credo, visto che non mi risulta che parlino del Palermo con la stessa intensità con cui parlano di Juve o Milan. E' però vero che il Palermo oggi ha più peso mediatico della Lazio, ma qui secondo me ha importanza la qualità della comunicazione. Io alla DS o a Controcampo rappresentanti del Palermo o del Napoli li ho visti, rappresentanti della Lazio mai. Dopo l'ultimo derby ad esempio, non ho sentito nessun rappresentante della Lazio  parlare esplicitamente di furto, ho però sentito Ranieri prenderci letteralmente per il culo dopo la partita senza che nessuno osasse replicare. Però i geni della comunicazione pensano di comunicare con una radio che sentiranno 100 persone, con una rivista che venderà 200 copie e con una TV satellitare che avrà meno share della recita di mia figlia (vedere i dati di ascolto delle TV satellitari di squadre come Milan ad esempio, per rendersi conto...).
La Lazio non esisterà mai se chi è addetto alla comunicazione pensa che non sia importante avere rappresentanza in certe trasmissioni storiche.

nordest2

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la Lazio esiste  :)
ma basta vedere i casi di ieri milan+roma e l intellighenzia  :x del potere tv dove si andrà a parare
visto mai dare un rigore contro milan e roma x un fallo del tipo licht con la sampdoria?   MAI!

e mai lo vedremo

qs è la differenza più importante

Svennis

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Citazione di: Barabba Terzo il 07 Gen 2011, 15:46
Infatti quest'anno che sta andando alla grande si parla tantissimo del Tottenham in inghilterra, come è giusto che sia. Sta tutta li la differenza.
Che poi scusa ma se uno ragionasse così su tutti i fronti dovrebbe fregarsene anche di quello che scrivono (o meglio non scrivono) i giornali di politica, perchè tanto l'importante è quello che pensiamo noi o quello che scrivono quei pochi giornali fidati che leggiamo.
Invece non deve essere così, perchè è importante anche assicurarsi che l'informazione telecomandata non plagi chi ha meno spirito d'osservazione di noi.
Se il tg1 si comporta in maniera criminale attutendo e insabbiando gran parte delle bravate del governo io non posso fregarmene pensando "ma tanto io lo so come stanno le cose, l'importante è quello, di quello che pensano gli altri sticazzi", è importante invece che anche chi segue meno, per propri limiti o per distrazione o per scarsa voglia d'approfondimento, capisca come stanno le cose senza essere incanalato dai media verso un certo tipo d'opinione.
Poi ok, la politica e lo sport staranno su piani di importanza diversi, ma il concetto di giornalismo che c'è alla base dovrebbe essere lo stesso.

nei miei post ho specificato che stiamo parlando di sport, proprio perché prevedevo un post come questo. e puntualmente é arrivato.
l´approfondimento di cui parli tu, io non me lo aspetto da pistocchi, sconcerti o davide dezan.
o meglio, se fossero disinteressati li seguirei pure. ma visto che non sono, spengo tutto e tanti saluti.

si vive lo stesso.
a mio parere si vive meglio.

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Barabba Terzo

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Citazione di: Sercio69 il 07 Gen 2011, 15:46
Tanto marginale non credo, visto che non mi risulta che parlino del Palermo con la stessa intensità con cui parlano di Juve o Milan. E' però vero che il Palermo oggi ha più peso mediatico della Lazio, ma qui secondo me ha importanza la qualità della comunicazione. Io alla DS o a Controcampo rappresentanti del Palermo o del Napoli li ho visti, rappresentanti della Lazio mai. Dopo l'ultimo derby ad esempio, non ho sentito nessun rappresentante della Lazio  parlare esplicitamente di furto, ho però sentito Ranieri prenderci letteralmente per il culo dopo la partita senza che nessuno osasse replicare. Però i geni della comunicazione pensano di comunicare con una radio che sentiranno 100 persone, con una rivista che venderà 200 copie e con una TV satellitare che avrà meno share della recita di mia figlia (vedere i dati di ascolto delle TV satellitari di squadre come Milan ad esempio, per rendersi conto...).
La Lazio non esisterà mai se chi è addetto alla comunicazione pensa che non sia importante avere rappresentanza in certe trasmissioni storiche.

Madonna, sei un disco rotto.
I geni della comunicazione, si.
Per me lotito e tare fanno bene a non andare più in queste trasmissioni, visto che venivano invitati solo ed esclusivamente per essere messi alla gogna o presi per il culo, a seconda dei momenti.
Vedere le ultime apparizioni a sportitalia.
Puoi essere un genio della comunicazione quanto vuoi, ma se ti trovi in una trasmissione in cui l'obiettivo principale del conduttore è metterti in cattiva luce stai sicuro che in un modo o nell'altro ci riuscirà. Perchè la trasmissione l'organizza e la gestisce il conduttore, non lotito.
Lotito può organizzare la comunicazione gestita dalla Lazio, di certo non può cambiare quella degli altri.
Ma adesso neanche questo va bene.
Arrivare a criticare il fatto che la Lazio stia approntando dei media personali è una cosa quasi comica, soprattutto dopo esserci lamentati per anni che gli altri avevano il canale sky e noi no.
Tu ti spingi addirittura più in la e pronostichi per il lazio channel uno share pari alla recita di tua figlia (come pronosticavi un campionato di bassa classifica, come pronosticavi che Hernanes non sarebbe mai arrivato e come pronosticavi che se pure fosse arrivato sarebbe stato solo una scommessa).
Ma non ti rendi conto di quanto astio trasudi? Non è una cosa bella da vedere, te lo assicuro.

Sercio69

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Citazione di: nordest2 il 07 Gen 2011, 15:49
la Lazio esiste  :)
ma basta vedere i casi di ieri milan+roma e l intellighenzia  :x del potere tv dove si andrà a parare
visto mai dare un rigore contro milan e roma x un fallo del tipo licht con la sampdoria?   MAI!

e mai lo vedremo

qs è la differenza più importante
Sono d'accordo, ma mi piacerebbe che queste cose, oltre a dirle noi in un forum, le dicesse la società in trasmissioni televisive di massimo impatto mediatico. Io questo non l'ho mai visto, e non da oggi.... anche all'epoca d'oro di Cragnotti era la stessa cosa.....

Dusk

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Premesso che ho rispetto per tutti, e per qualsiasi opinione, mi chiedo, però, cosa spinga molti Amici Laziali a minimizzare.

Non è questione di vittimismo o di scandalizzarsi. E' questione di sopravvivenza. La comunicazione mediatica CONTA. Non sono regole che ho fatto io. A me nemmeno piacciono, figuriamoci.
Il punto è che è una cosa che conta. I bambini, da generazioni, tifano milanjuveinter perchè vengono nominate continuamente, perchè si è sempre parlato di loro, le si è sempre esposte ad una comunicazione a getto continuo. Bambini di Biella, di Canicattì, di Narni, come di Campobasso. La scelta della squadra, fatta in età infantile, è una cosa che uno si porta dietro per tutta la vita. E da bambini ciò che conta è una comunicazione semplice, chiara, diretta. Qui da noi, il fatto che si nomini la roma settantamila volte al giorno, fa sì che, toh, la maggioranza dei bambini tifino roma.

E in un mondo chiuso, circoscritto al mio condominio, con regole diverse da quelle attuali, potrebbe anche non fregarmene di meno.
Ma, forse c'avrete fatto caso, viviamo nell'età dell'esasperazione del consumo, della iper-comunicazione, del tempo reale, di internet e altre mille fresche che non sto a ricordarvi.
Il cabotaggio di una squadra, ahimè, dipende molto anche da questo. Da quanti "clienti" (la definizione cragnottiana, per quanto deprimente, ahimè, corrisponde alla nudissima realtà) acquistano un prodotto.
E mentre per qualsiasi altro prodotto, dal partito politico (al primo che mi dice "cosa c'entrano i partiti politici col marketing", gli regalo un mappamondo) alla marca di gomme da masticare, le preferenze del consumatore sono soggette, più o meno, a poter cambiare, grazie a un efficacia campagna di comunicazione, col calcio no.
La squadra te la scegli da bambino e nel 99,99% dei casi te la porti fino alla tomba. Però si può in ogni caso cambiare la percezione che si ha di una squadra, anche presso coloro i quali non la tifano, con conseguenze a catena che non sto a riassumere.
Non possiamo minimizzare e dire "che ci frega". Perchè, ci piaccia o meno, viviamo in un mondo simile.
Senza contare la sfera "globale". Oggi TUTTI viaggiano, tutti girano il mondo. Le persone si spostano, da un luogo a un altro. E le notizie fanno altrettanto. Secondo voi perchè esiste un Lazio club in Indonesia, composto da Indonesiani? Perchè conoscono Bigiarelli e si commuovono ar gò-de-Fiorini?
No. Lo sono perchè la comunicazione viaggia: alcuni canali viaggiano in Italia, e altri per il resto del mondo. E per un certo periodo la Lazio è stata la squadra su cui il Manchester United puntava a misurarsi.
Per far parlare di Lazio in Italia, in quello stesso periodo, abbiamo dovuto stra-vincere tutto. E guardacaso, quando erano assolutamente costretti a parlare di noi, è uscita fuori la storia della "curva razzista", che per quanto oggettivamente deprecabile, è stata strumentalizzata nella maniera più intellettualmente disonesta del pianeta. 20 anni di cori su Paparelli urlati da una curva intera non sono fregati un c***o a nessuno (io ho fatto le elementari a inizio anni '90, e i cori su Paparelli li cantavano i miei amichetti di 8 anni, giuro), manifestazioni di antisemitismo e razzismo ciarlatano sfoggiate dal 75% delle curve di tutta Italia non sono fregate un c***o a nessuno. Però si è riusciti a costruire un Caso Nazionale su un gruppo di imbecilli, probabilmente composto da un cospicuo numero di adolescenti brufolosi, che faceva "gli ululati razzisti".
Da quando la Lazio non vince, del razzismo non frega più una beneamata fava a nessuno, l'avevate notato?
Mi sono rivisto i servizi di 90 minuto della Lazio dello scudetto. Puntuale, a ogni partita, c'erano i 10 secondi di condanna degli ululati "dei Laziali".
E sapete che succedeva?
Che si cercava di erodere il consenso, ineluttabile, che si creava verso una squadra vincente. Secondo voi perchè il giorno dopo il nostro scudetto c'è stata la famosa riunione a casa Capello con il "Gotha" (me viè da ridere pure a me, lo so) del giornalismo sportivo romano, con lo scopo dichiarato di trovare un modo per eclissare da subito lo scudetto della Lazio e poter tornare a parlare daaaroma? Forse perchè il piano mediatico CONTA TANTISSIMO?

La smetto di dilungarmi, va. Vengo al presente.
Io non mi scandalizzo, e non parlo di vittimismo o altro. Parlo di sopravvivenza. Penso che una distorsione media dell'essere romanisti si riversi effettivamente in tutti i campi della vita sociale, ma il grosso è dettato da altro. Motivi meramente economico-commerciali, anteposti alla deontologia professionale.
La Lazio è seconda. E non si parla di Lazio. Si parla del vertice della classifica, e si citano le squadre sotto di lei. Come sottolineava qualcuno, a Inter-Napoli, nell'intro si è parlato di lotta per lo scudetto, citando, pare pare, le prime sei squadre in classifica. Ah no, scusate, la prima, e poi dalla terza alla settima.
Sono stati costretti a nominarci, imbarazzatissimi, sottovoce, digrignando i denti e montando la pappardella della "squadra fortunata", quando eravamo PRIMI, e non c'erano scuse per non nominarci...
Non ditemi che è normale, per piacere.
E se lo fanno, pensateci 5 secondi: evidentemente una ragione C'E'. Non è "e che sarà mai!".

A me, nel mio intimo, nun me ne potrebbe fregà di meno. Laziale, unico e fiero, che cammina controvento, blablablabla.
Ma toh. Vivo in una società in cui queste cose contano e sono basilari per il futuro della Mia Amata Lazio.
Potrò essere un po' incaxxato? Potrò voler vedere i laziali compatti almeno su questo, invece di vedere che i distinguo e le minimizzazioni vengono proprio da noi?

Grazie.

Scusate il post sconnesso, ma andavo pure di fretta. :D

Sercio69

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Citazione di: Dusk il 07 Gen 2011, 16:18
Premesso che ho rispetto per tutti, e per qualsiasi opinione, mi chiedo, però, cosa spinga molti Amici Laziali a minimizzare.

Non è questione di vittimismo o di scandalizzarsi. E' questione di sopravvivenza. La comunicazione mediatica CONTA. Non sono regole che ho fatto io. A me nemmeno piacciono, figuriamoci.
Il punto è che è una cosa che conta. I bambini, da generazioni, tifano milanjuveinter perchè vengono nominate continuamente, perchè si è sempre parlato di loro, le si è sempre esposte ad una comunicazione a getto continuo. Bambini di Biella, di Canicattì, di Narni, come di Campobasso. La scelta della squadra, fatta in età infantile, è una cosa che uno si porta dietro per tutta la vita. E da bambini ciò che conta è una comunicazione semplice, chiara, diretta. Qui da noi, il fatto che si nomini la roma settantamila volte al giorno, fa sì che, toh, la maggioranza dei bambini tifino roma.

E in un mondo chiuso, circoscritto al mio condominio, con regole diverse da quelle attuali, potrebbe anche non fregarmene di meno.
Ma, forse c'avrete fatto caso, viviamo nell'età dell'esasperazione del consumo, della iper-comunicazione, del tempo reale, di internet e altre mille fresche che non sto a ricordarvi.
Il cabotaggio di una squadra, ahimè, dipende molto anche da questo. Da quanti "clienti" (la definizione cragnottiana, per quanto deprimente, ahimè, corrisponde alla nudissima realtà) acquistano un prodotto.
E mentre per qualsiasi altro prodotto, dal partito politico (al primo che mi dice "cosa c'entrano i partiti politici col marketing", gli regalo un mappamondo) alla marca di gomme da masticare, le preferenze del consumatore sono soggette, più o meno, a poter cambiare, grazie a un efficacia campagna di comunicazione, col calcio no.
La squadra te la scegli da bambino e nel 99,99% dei casi te la porti fino alla tomba. Però si può in ogni caso cambiare la percezione che si ha di una squadra, anche presso coloro i quali non la tifano, con conseguenze a catena che non sto a riassumere.
Non possiamo minimizzare e dire "che ci frega". Perchè, ci piaccia o meno, viviamo in un mondo simile.
Senza contare la sfera "globale". Oggi TUTTI viaggiano, tutti girano il mondo. Le persone si spostano, da un luogo a un altro. E le notizie fanno altrettanto. Secondo voi perchè esiste un Lazio club in Indonesia, composto da Indonesiani? Perchè conoscono Bigiarelli e si commuovono ar gò-de-Fiorini?
No. Lo sono perchè la comunicazione viaggia: alcuni canali viaggiano in Italia, e altri per il resto del mondo. E per un certo periodo la Lazio è stata la squadra su cui il Manchester United puntava a misurarsi.
Per far parlare di Lazio in Italia, in quello stesso periodo, abbiamo dovuto stra-vincere tutto. E guardacaso, quando erano assolutamente costretti a parlare di noi, è uscita fuori la storia della "curva razzista", che per quanto oggettivamente deprecabile, è stata strumentalizzata nella maniera più intellettualmente disonesta del pianeta. 20 anni di cori su Paparelli urlati da una curva intera non sono fregati un c***o a nessuno (io ho fatto le elementari a inizio anni '90, e i cori su Paparelli li cantavano i miei amichetti di 8 anni, giuro), manifestazioni di antisemitismo e razzismo ciarlatano sfoggiate dal 75% delle curve di tutta Italia non sono fregate un c***o a nessuno. Però si è riusciti a costruire un Caso Nazionale su un gruppo di imbecilli, probabilmente composto da un cospicuo numero di adolescenti brufolosi, che faceva "gli ululati razzisti".
Da quando la Lazio non vince, del razzismo non frega più una beneamata fava a nessuno, l'avevate notato?
Mi sono rivisto i servizi di 90 minuto della Lazio dello scudetto. Puntuale, a ogni partita, c'erano i 10 secondi di condanna degli ululati "dei Laziali".
E sapete che succedeva?
Che si cercava di erodere il consenso, ineluttabile, che si creava verso una squadra vincente. Secondo voi perchè il giorno dopo il nostro scudetto c'è stata la famosa riunione a casa Capello con il "Gotha" (me viè da ridere pure a me, lo so) del giornalismo sportivo romano, con lo scopo dichiarato di trovare un modo per eclissare da subito lo scudetto della Lazio e poter tornare a parlare daaaroma? Forse perchè il piano mediatico CONTA TANTISSIMO?

La smetto di dilungarmi, va. Vengo al presente.
Io non mi scandalizzo, e non parlo di vittimismo o altro. Parlo di sopravvivenza. Penso che una distorsione media dell'essere romanisti si riversi effettivamente in tutti i campi della vita sociale, ma il grosso è dettato da altro. Motivi meramente economico-commerciali, anteposti alla deontologia professionale.
La Lazio è seconda. E non si parla di Lazio. Si parla del vertice della classifica, e si citano le squadre sotto di lei. Come sottolineava qualcuno, a Inter-Napoli, nell'intro si è parlato di lotta per lo scudetto, citando, pare pare, le prime sei squadre in classifica. Ah no, scusate, la prima, e poi dalla terza alla settima.
Sono stati costretti a nominarci, imbarazzatissimi, sottovoce, digrignando i denti e montando la pappardella della "squadra fortunata", quando eravamo PRIMI, e non c'erano scuse per non nominarci...
Non ditemi che è normale, per piacere.
E se lo fanno, pensateci 5 secondi: evidentemente una ragione C'E'. Non è "e che sarà mai!".

A me, nel mio intimo, nun me ne potrebbe fregà di meno. Laziale, unico e fiero, che cammina controvento, blablablabla.
Ma toh. Vivo in una società in cui queste cose contano e sono basilari per il futuro della Mia Amata Lazio.
Potrò essere un po' incaxxato? Potrò voler vedere i laziali compatti almeno su questo, invece di vedere che i distinguo e le minimizzazioni vengono proprio da noi?

Grazie.

Scusate il post sconnesso, ma andavo pure di fretta. :D
Hai fatto un discorso perfetto, altro che post saconnesso.....
Quello che però non mi torna è perchè è la stessa società (e non mi riferisco solo a quella attuale) a non fare nulla per tutelarsi? Perchè a fare certe considerazioni siamo solo noi poveri tifosi di un forum che contiamo come "il due di coppe quando regna bastoni", e non chi ha il dovere di tutelare se non i propri tifosi, quantomeno una società e i propri azionisti che hanno investito soldi?

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Riedle

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Forse perchè quando ci abbiamo provato a far sentire la "nostra" voce ci hanno tolto la qualificazione all'europa league, penalizzato e minacciato di mandarci in serie B?

dottor schulz

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Citazione di: Dusk il 07 Gen 2011, 16:18
Premesso che ho rispetto per tutti, e per qualsiasi opinione, mi chiedo, però, cosa spinga molti Amici Laziali a minimizzare.

Non è questione di vittimismo o di scandalizzarsi. E' questione di sopravvivenza. La comunicazione mediatica CONTA. Non sono regole che ho fatto io. A me nemmeno piacciono, figuriamoci.
Il punto è che è una cosa che conta. I bambini, da generazioni, tifano milanjuveinter perchè vengono nominate continuamente, perchè si è sempre parlato di loro, le si è sempre esposte ad una comunicazione a getto continuo. Bambini di Biella, di Canicattì, di Narni, come di Campobasso. La scelta della squadra, fatta in età infantile, è una cosa che uno si porta dietro per tutta la vita. E da bambini ciò che conta è una comunicazione semplice, chiara, diretta. Qui da noi, il fatto che si nomini la roma settantamila volte al giorno, fa sì che, toh, la maggioranza dei bambini tifino roma.

E in un mondo chiuso, circoscritto al mio condominio, con regole diverse da quelle attuali, potrebbe anche non fregarmene di meno.
Ma, forse c'avrete fatto caso, viviamo nell'età dell'esasperazione del consumo, della iper-comunicazione, del tempo reale, di internet e altre mille fresche che non sto a ricordarvi.
Il cabotaggio di una squadra, ahimè, dipende molto anche da questo. Da quanti "clienti" (la definizione cragnottiana, per quanto deprimente, ahimè, corrisponde alla nudissima realtà) acquistano un prodotto.
E mentre per qualsiasi altro prodotto, dal partito politico (al primo che mi dice "cosa c'entrano i partiti politici col marketing", gli regalo un mappamondo) alla marca di gomme da masticare, le preferenze del consumatore sono soggette, più o meno, a poter cambiare, grazie a un efficacia campagna di comunicazione, col calcio no.
La squadra te la scegli da bambino e nel 99,99% dei casi te la porti fino alla tomba. Però si può in ogni caso cambiare la percezione che si ha di una squadra, anche presso coloro i quali non la tifano, con conseguenze a catena che non sto a riassumere.
Non possiamo minimizzare e dire "che ci frega". Perchè, ci piaccia o meno, viviamo in un mondo simile.
Senza contare la sfera "globale". Oggi TUTTI viaggiano, tutti girano il mondo. Le persone si spostano, da un luogo a un altro. E le notizie fanno altrettanto. Secondo voi perchè esiste un Lazio club in Indonesia, composto da Indonesiani? Perchè conoscono Bigiarelli e si commuovono ar gò-de-Fiorini?
No. Lo sono perchè la comunicazione viaggia: alcuni canali viaggiano in Italia, e altri per il resto del mondo. E per un certo periodo la Lazio è stata la squadra su cui il Manchester United puntava a misurarsi.
Per far parlare di Lazio in Italia, in quello stesso periodo, abbiamo dovuto stra-vincere tutto. E guardacaso, quando erano assolutamente costretti a parlare di noi, è uscita fuori la storia della "curva razzista", che per quanto oggettivamente deprecabile, è stata strumentalizzata nella maniera più intellettualmente disonesta del pianeta. 20 anni di cori su Paparelli urlati da una curva intera non sono fregati un c***o a nessuno (io ho fatto le elementari a inizio anni '90, e i cori su Paparelli li cantavano i miei amichetti di 8 anni, giuro), manifestazioni di antisemitismo e razzismo ciarlatano sfoggiate dal 75% delle curve di tutta Italia non sono fregate un c***o a nessuno. Però si è riusciti a costruire un Caso Nazionale su un gruppo di imbecilli, probabilmente composto da un cospicuo numero di adolescenti brufolosi, che faceva "gli ululati razzisti".
Da quando la Lazio non vince, del razzismo non frega più una beneamata fava a nessuno, l'avevate notato?
Mi sono rivisto i servizi di 90 minuto della Lazio dello scudetto. Puntuale, a ogni partita, c'erano i 10 secondi di condanna degli ululati "dei Laziali".
E sapete che succedeva?
Che si cercava di erodere il consenso, ineluttabile, che si creava verso una squadra vincente. Secondo voi perchè il giorno dopo il nostro scudetto c'è stata la famosa riunione a casa Capello con il "Gotha" (me viè da ridere pure a me, lo so) del giornalismo sportivo romano, con lo scopo dichiarato di trovare un modo per eclissare da subito lo scudetto della Lazio e poter tornare a parlare daaaroma? Forse perchè il piano mediatico CONTA TANTISSIMO?

La smetto di dilungarmi, va. Vengo al presente.
Io non mi scandalizzo, e non parlo di vittimismo o altro. Parlo di sopravvivenza. Penso che una distorsione media dell'essere romanisti si riversi effettivamente in tutti i campi della vita sociale, ma il grosso è dettato da altro. Motivi meramente economico-commerciali, anteposti alla deontologia professionale.
La Lazio è seconda. E non si parla di Lazio. Si parla del vertice della classifica, e si citano le squadre sotto di lei. Come sottolineava qualcuno, a Inter-Napoli, nell'intro si è parlato di lotta per lo scudetto, citando, pare pare, le prime sei squadre in classifica. Ah no, scusate, la prima, e poi dalla terza alla settima.
Sono stati costretti a nominarci, imbarazzatissimi, sottovoce, digrignando i denti e montando la pappardella della "squadra fortunata", quando eravamo PRIMI, e non c'erano scuse per non nominarci...
Non ditemi che è normale, per piacere.
E se lo fanno, pensateci 5 secondi: evidentemente una ragione C'E'. Non è "e che sarà mai!".

A me, nel mio intimo, nun me ne potrebbe fregà di meno. Laziale, unico e fiero, che cammina controvento, blablablabla.
Ma toh. Vivo in una società in cui queste cose contano e sono basilari per il futuro della Mia Amata Lazio.
Potrò essere un po' incaxxato? Potrò voler vedere i laziali compatti almeno su questo, invece di vedere che i distinguo e le minimizzazioni vengono proprio da noi?

Grazie.

Scusate il post sconnesso, ma andavo pure di fretta. :D


un post interessante, altro che sconnesso.
però, secondo te è nato prima l'uovo o la gallina?
il bambino juventino e milanista non lo è diventato perché si parlava di più di milan e juve.  il fatto è che si parlava di più di milan e juve perché queste vincevano. e i bambini tifavano per quelle squadre che vincevano. gli juventini, che sono i tifosi più numerosi d'italia, non devono alle vittorie dei campionati italiani la loro riproduttività? il bambino, che viene immesso in un contesto sociale, tende a difendere le proprie debolezze attaccando. il bambino è fisiologicamente portato alla cattiveria, come inevitabile conseguenza di un inserimento precoce nel sistema sociale. il lunedì mattina deve poter prendere in giro gli altri per non essere preso in giro. e se la juve vince, nelle scuole di palermo si festeggia. a danno di altri, che hanno la loro squadra perdente o addirittura in serie b. c'è sempre un aspetto caratteriale che emerge nella scelta di una squadra, quando non avviene per una verticalità familiare di tipo ereditario (il padre che porta il bambino a vedere la sua squadra). inutile stupirsi.  molti tifosi della roma lo sono diventati anche perché  non romani, paradossalmente. poiché, trasferitisi nel tempo, hanno avuto bisogno di ostentare la loro romanità acquisita. non sanno neanche che la lazio è nata ventisette anni prima, e che ha origini più autentiche di ogni squadra di roma che sia mai esistita. basta quel nome e - puff -  negli anni in cui a roma non si vinceva niente, eri molto romano, anche cinematograficamente, se tifavi roma.
il fatto è che se non vinci non duri, mediaticamente. dal catania in poi, nessuna squadra è considerata, dal punto di vista mediatico. certo, il contentino per dovere di cronaca, bravo il chievetto, non male l'udinese, ma sono solo parentesi in attesa di parlare delle uniche squadre che contano e per le quali il chievetto e l'udinese sono solo gli strumenti grazie ai quali  si trionferà a fine anno. i programmi sportivi sono le camere del parlamento calcistico. e se parlano di milan inter e juve è perché l'audience è assicurato, finché parli di loro, anche - e soprattutto, verrebbe da dire - se metti due dementi come opinionisti (i vecchi processi del rosso docet). se parli di lazio e di napoli, il regista ti chiede un bel paio di cosce vicino al presentatore (quando queste non sono già a supporto, anche nel senso letterale, del presentatore).
sono cose vecchie, risapute, che non devono ricicciare fuori ogni volta che la lazio non viene menzionata. sono cose strutturate e strutturali. se lotito fa audience per simpatia o antipatia, lo chiamano e ci stanno un'ora. se è un ghirelli qualsiasi, due parole e via. anche con cragnotti, che aveva una società articolata, e paglia era addirittura l'addetto stampa, non ci dedicavano trasmissioni. si parlava dell'inter perennemente in crisi.
il corriere dello sport ha due edizioni. sarà un caso o una scelta editoriale? in una, la prima pagina riguarda sempre o lazio o roma, nell'altra mai. l'una ha tiratura solo locale, l'altra nazionale.

quanto a ieri, ho sentito dire di tutto. che il trio sconcerti mauro d'amico hanno deliberatamente omesso il nome della nostra squadra.
dimenticandosi, che fino a poche settimane fa lo stesso sconcerti guardava la lazio come unica squadra che poteva insidiare il milan, celebrandone l'intrinseca qualità e solidità.
dimenticandosi anche che la d'amico, per sua stessa ammissione, è tifosa della lazio.

ma ieri non hanno parlato di noi.
quindi tutto il mondo ce l'ha con noi.

CrazyEagle

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A parte il fatto che la noncuranza verso la Lazio mi fa quantomeno sghignazzare, ma cmq...

...questa cosa secondo me va a vantaggio nostro.

Riflettete... se la Lazio avesse ricevuto elogi su elogi ora molto probabilmente non sarebbe seconda in classifica, avrebbe qualche punto in meno perchè avrebbe sentito troppo la pressione, i riflettori addosso e quant'altro.

I fari spenti ci fanno bene e poi ricordate che qualsiasi cosa potranno fare o non fare i media, LA LAZIO CONTINUERA' COMUNQUE AD ESISTERE... possono dire quello che voglio, la Lazio e i laziali ci saranno sempre.

Possono non parlare di noi, ma noi ci siamo, siamo li.

Ed è quello che conta veramente no?

arrigodolso

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Il comportamento dei media nei confronti della Lazio denota solo il loro rosicamento , e se tanto mi da tanto, cioe' meno loro parlano di noi ,piu' noi continuiamo a stare lassu',.che cada pure l'oblio nei confronti della Lazio.
ma francamente leggendo qua e la' non so se certi opinionisti siano piu' vergognosi o patetici; leggete questa"opinione"
L'Opinione - Le cinque verità del turno dell'Epifania: Milan, Inter e Roma per lo Scudetto, Juventus fuori causa! Napoli da Champions, non di più...
Tante le indicazioni giunte dalla 18ª giornata di campionato.
di Sergio Chesi
07/gen/2011 16.36.00
Dolci a volontà, un po' di carbone e tante indicazioni interessanti in chiave campionato. Il turno di Serie A dell'Epifania, con i suoi risultati, ci ha lasciato in dote verità importanti sugli equilibri di un torneo mai così incerto come negli ultimi anni. Dal Milan campione d'inverno grazie al successo di Cagliari ai sorrisi di Inter e Roma, passando per il tonfo di una Juventus alla ricerca di se stessa e l'esame di maturità fallito dal Napoli in casa dei campioni del mondo. Ecco la nostra chiave di lettura sulla 18ª giornata...



Il Milan è la squadra da battere
Vincere senza Ibrahimovic, su un campo ostico come quello del Cagliari e dopo la pesante sconfitta interna contro la Roma è l'ennesimo segnale mandato dai rossoneri al campionato: il Milan è la squadra da battere. Al Sant'Elia è arrivato un successo sofferto e striminzito, uno di quelli che nell'arco di un campionato fa la differenza tra cui vince e chi resta a bocca asciutta. E poi fa ben sperare l'esordio di Antonio Cassano, subito decisivo a modo suo: un tocco, un assist. Tra qualche settimana, con Ibrahimovic regolarmente al suo posto e Fantantonio in condizioni fisiche accettabili, il Diavolo lì davanti farà davvero paura.


Leo può cambiare l'Inter e la sua annata

Così come una rondine non fa primavera, novanta minuti non fanno una rivoluzione. Passare dal bastone alla carota dopo una sola vittoria sarebbe facile e affrettato, ma dopo la prima di Leonardo sulla panchina dell'Inter i presupposti per assistere ad un matrimonio felice ci sono tutti. Il brasiliano ha donato entusiasmo e serenità ad una squadra apparsa nuovamente solida, autoritaria e compatta. Anche nel gruppo: gli abbracci dei giocatori al nuovo tecnico dopo ogni goal la dicono lunga, si respira una nuova aria nello spogliatoio. Con il tempo arriveranno gioco e certezze, i nerazzurri possono tornare ad essere leader.


La Juventus è fuori dalla lotta Scudetto
L'accoppiata Chievo-Parma avrebbe dovuto portare sei punti puliti alla classifica della Juventus, stando ai valori in campo sulla carta. Il misero punticino conquistato dai bianconeri nelle ultime due uscite sancisce invece la fine del sogno Scudetto per la banda di Del Neri, bastonata nel morale e nelle gambe ad una giornata dal termine del girone d'andata. L'infortunio di Quagliarella è una tegola pesante, l'ultima impresa di Felipe Melo la spia di un'inadeguatezza che non può vantare chi punta a primeggiare in un campionato come la Serie A. Guai, adesso, a fallire per il secondo anno la qualificazione alla Champions


La Roma darà filo da torcere al Milan
Non entusiasma, non diverte, per certi versi neanche convince. Eppure fa risultato ed è sempre lì. La Roma di Claudio Ranieri tiene il passo del Milan e rafforza la propria convinzione di poter restare protagonista fino alla fine nella lotta al vertice. Vincere con cinismo, concretezza e un pizzico di fortuna rientra nel DNA di chi è destinato a competere per il titolo, così come l'abbondanza di risorse a disposizione che diventa fondamentale in certe circostanze. Poter tenere in panchina uno come Vucinic, prima di scatenarlo nel corso della ripresa, è un lusso da vera Big che in un torneo così equilibrato vale diversi puntifa la differenza.


Il Napoli non è pronto per il titolo
Le coraggiose ambizioni di Scudetto sono svanite a Milano sotto la pioggia e i colpi dell'Inter di Leonardo. Meglio così, tutto sommato. Questo Napoli, seppur in continua crescita, non è ancora attrezzato per lottare alla pari - per 38 giornate - contro le grandi. L'appuntamento con la storia, insomma, può aspettare. Quello con la Champions no. A San Siro - anche se solo a tratti - gli azzurri hanno messo in mostra qualità importanti che bastano per giocarsi con buone chances l'accesso all'Europa che conta. Il posticipo di domenica con la Juventus rappresenta l'occasione giusta per ripartire con nuovo slancio.



Senza parole.................

TheJoker

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Lazionetter
* 337
Registrato
non è cambiato nulla da quando ero un adolescente e la nostra navigava nei bassifondi della classifica, ad oggi, anzi le performances migliori degli ultimi anni hanno ancora di più incattivito certa manovalanza dedita solo rimestare nella mmerda.
certo è che anche se superiori a certe tecniche meschine, non possiamo fare finta di niente, almeno io e nel mio piccolo evito di guardarli e di finanziare quotidiani paragonabili alla carta igienica se solo fosse più morbida.
2 settimane fa era la juve l'anti milan, poi si è passati al duetto juve-napoli, oggi si parla dell'inter e dei piscioruggine, ma ad oggi l'unica vera realtà di questo campionato siamo noi che occupiamo il secondo posto.
e questo gli brucia, come dove non batte loro il sole quando quotidianamente si piegano a 90 gradi in attesa della gradita razione di mioduro.

chiedo venia per il inguaggio tribale.


Absaroke

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Lazionetter
* 7.885
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Citazione di: Barabba Terzo il 07 Gen 2011, 15:29
La storia del bacino d'utenza è molto marginale, basta vedere quanto e come parlano sempre del Palermo, che come bacino d'utenza credo non si avvicini nemmeno ad un decimo del nostro.

Io non direi, Palermo ha piu' di un milione di abitanti e mezza Sicilia tifa Palermo
sei sicuro dei numeri    ???     Io frequesto quei posti e ti dico che mezza Sicilia
tifa per il Palermo ....

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Brujita!

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Lazionetter
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Registrato
Citazione di: amor_marde il 07 Gen 2011, 12:12
Fa schifo.

Non c'è altro commento da fare. Fa schifo perchè è malafede, perchè è disinformazione preventivata e strategica.

Barabba Terzo

Sostenitore
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Lazionetter
* 10.623
Registrato
Citazione di: Absaroke il 07 Gen 2011, 19:16
Io non direi, Palermo ha piu' di un milione di abitanti e mezza Sicilia tifa Palermo
sei sicuro dei numeri    ???     Io frequesto quei posti e ti dico che mezza Sicilia
tifa per il Palermo ....


La descrizione che dai della Sicilia mi suona nuova sinceramente, dopo la Toscana è la regione con più campanilismi e ogni 20 chilometri si odiano a morte tra di loro, senza contare che una considerevole fetta degli stessi abitanti di Palermo ha sempre tifato per la Juve e le strisciate. I catanesi sicuramente tifano catania, i messinesi tifano messina, quindi i capoluoghi più popolosi dopo palermo (e di poco perchè Catania ha più di un milione di abitanti) hanno la loro squadra personale.
Tra l'altro ho cari amici coetanei a Palermo e Capo d'Orlando e nessuno di loro (ripeto, nessuno) tifa per il Palermo.
Al massimo lo simpatizzano come seconda squadra, ma considerandola passeggera.
Forse le nuove generazioni sono più "Palermiste", ma non credo che bastino a far schizzare le percentuali sopra alla prima squadra della capitale d'italia.

Sto discorso dei bacini d'utenza tra l'altro lascia il tempo che trova, in alcune classifiche vedo la fiorentina  accreditata come 5° forza con un bacino di oltre 3.000.000 di utenti. Per una città che non arriva a 400.000 persone e che tradizionalmente tutti gli altri toscani odiano a morte mi pare una stima abbastanza sospetta. Soprattutto considerando che la toscana tout court fa 3.500.000 di abitanti. E immagino che non tutte queste persone seguano il calcio.
Quello che conta per calcolare i bacini d'utenza "reali" credo siano gli abbonamenti alla pay-tv, non le statistiche fatte a campione. Se si facessero le statistiche a campione a Roma sud  la Lazio non entrerebbe nemmeno nelle prime 100 squadre italiane.

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