A dire il vero il procuratore ha parlato di "diritto di riacquisto", che in gergo sarebbe la famosa recompra.
Il fatto stesso che la si decida di includere nel contratto significa che qualora al club di origine il giocatore non interessi più, esso si "accontenta" di garantirsi una parte del guadagno sulla vendita a un'altra società.
Ma se invece il club d'origine è interessato a riprenderlo, esercita il diritto che comunque prevede un range di innalzamento rispetto al valore del giocatore (e alla cifra con cui è stato acquistato) proprio per evitare che la squadra che al momento detiene il suo cartellino possa invalidare quella clausola sparando cifre fuori mercato che ne inibiscano di fatto il riacquisto.
Poi i termini esatti non li conosciamo e quindi staremo a vedere, ma non avrebbe senso garantirsi un diritto simile se non fosse contingentato con un criterio ragionevole per chi lo rivendica.