Citazione di: cosmo il 09 Ago 2011, 02:18
Ciao Tarallo, cerco di spiegare meglio la mia reazione.
Mi sembra che da quando la Lazio ha cominciato a scendere in campo, dopo la sbornia del calcio mercato, si sia di volta in volta cercato di trovare un granello nel meccanismo, una falla nel giocattolo. Capisco che durante la pausa estiva è dura trovare argomenti che suscitino interesse, ma siamo passati da Reja non ci capisce nulla, a Zarate che sicuramente sarà venduto, passando per Cana oggetto misterioso, Konko fracico e adesso un'ipotesi di cessione di Hernanes.
E' un copione che si ripete nell'ambiente Lazio da quando seguo questa benedetta squadra. Faccio un altro esempio: ogni volta che la Lazio acquista o acquistava il giocatore, automaticamente il laziale pensa o pensava subito a chi avrebbe dovuto lasciargli il posto, come se nel calcio non si giocasse in 14 (con le sostituzioni), come se non esistessero infortuni e squalifiche. Come se, di default, lo spogliatoio della Lazio non possa reggere la competitività interna.
Questo modo di pensare è parente prossimo, secondo me, del 'tutti possono essere venduti', una specie di malattia manageriale che ha contagiato un po' tutti i tifosi, non solamente noi.
Sento parlare e leggo di cifre da reinvestire su questo o quest'altro giocatore, come se non fossimo più tifosi ma economisti. Per l'economia ci sono topic a parte. Sennò è come giocare a Monopoli.
Parlo per me, ma davanti a certi giocatori non esistono cifre da reinvestire, per tanti motivi.
Adesso, prendiamo come esempio Hernanes ( e ne approfitto per fare il complimenti a quel burlone di Sirius
): beh, Hernanes è uno di quei giocatori su cui il tifoso dovrebbe mettere il punto. NO! Semplice, chiaro. Perché?, beh, legandomi al bellissimo topic sull'eterno dilemma, perché io rivorrei l'entusiasmo, la tenacia del tifoso che si cementa attorno ai giocatori chiave. Senza arrivare ai discorsi triti sui bambini e le magliette, che poi tanto triti non sono. Perché, appunto, non sono i giocatori in sé, ma il messaggio che si manda all'esterno.
E una Lazio che vende Hernanes dà il messaggio di essere una squadra che tira a campare.
Lo sai cosa mi piace della Lazio di Lotito rispetto a quela di Cragnotti? Che non siamo più un supermercato. Ai tempi di Cragnotti sapevi che quando usciva una notizia sul giornale che paventava la cessione di un nostro grande giocatore, era l'inizio di un calvario dall'epilogo prevedibile. Quel giocatore partiva.
Sì, è vero, vincevamo. Ma vincevamo perché c'era questa compravendita isterica? Forse. Non saprei. Magari no, ma non ci sarà mai la controprova.
E io ho sofferto quando abbiamo venduto Gazza, Signori, Nesta, Nedved e compagnia bella. Non voglio più ritornare a quei tempi, almeno per quei giocatori come Hernanes che sono arrivati ieri mattina e che hanno tutto per diventare negli anni un simbolo della Lazio di questi anni. Godiamocelo un altro po'. Sennò in campo ce mettemo i borsoni coi soldi.
Guarda che questo andirivieni di giocatori nel corso degli anni ha contribuito a dare un'immagine della Lazio come società bisognosa di soldi, come squadra satellite delle strisciate, e ci ha reso fragili, provinciali, subalterni.
Mi piace Lotito perché non vuole fare il subalterno, checché se ne dica.
Gli esempi che fai tu, di Vieri e Massa, beh non sempre la ciambella riesce col buco.
Per quanto riguarda Vieri, quella Lazio era talmente forte che ne toglievi uno e ne mettevi un altro e il livello rimaneva altissimo.
Per quanto riguarda Massa, non ero abbastanza grande per ricordarmi quale impatto potesse avere sull'opinione pubblica (l'opinione pubblica - questo mito surreale - era diversa e aveva meno possibilità di dire la sua ai tempi, credo), ma è un esempio che mi ha stancato. Lo tira fuori Guido De Angelis ogni volta che non sa che dire, come pretesto per riscaldare la minestra della Lazio del '74, Maestrelli, le pistole, lo spogliatoio spaccato.
La cessione di Massa è un po' come er go de Turone, forse è ora di liberarcene.
Chiudo scusandomi per la mia reazione esagerata, dettata dal fatto che a me la Lazio quest'anno piace tanto (siamo in topic mercato: ce serve solo un difensore, del centrocampista potrei farne a meno) e ogni volta che sento un'ipotesi di cessione di un nostro grande giocatore, riprecipito nell'incubo del 31 agosto 2002 quando in un colpo solo perdemmo Nesta e Crespo.
Certi traumi fanno fatica ad essere superati.
Magari il forum serve anche a questo, a ristabilire un senso di appartenenza e di orgoglio che passa anche per non essere subalterni dei più ricchi e a ricostruire la Lazio intesa come squadra--ambiente-idea, attorno a dei punti fermi.
Ricambio l'affetto!

Carissimo , io condivido molto del tuo pensiero , pero' ne io ne altri siamo Igli Tare. Cioè se uno afferma il proprio pensiero , tale rimane. Non è una sentenza tantomeno una trattativa.
Ricordo il primo anno di Zarate, ci spellavamo le mani pure sulla clausola rescissoria di 60 milioni troppo bassa, ora c'è gente che "ma chi tii da 8 mioni pe zarate? "
Ecco , è un forum , se chiacchiera, se gioca.
Scrivi piu' spesso , se puoi.