Klose chiede spazio: "Ho bisogno di giocare tre partite di fila"
28.12.2014 09:55
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llsn.itMiroslav Klose si gode la vigilia di Capodanno sul divano della sua casa a Roma. Aspetta di festeggiare con la moglie Sylwia e con i gemelli Noah e Luan il 2015, mentre rivede nell'anno appena trascorso il coronamento della sua carriera. Dopo tre tentativi non riusciti, l'attaccante della Lazio con la sua Germania è riuscito a conquistare il titolo mondiale per poi dire addio alla Nazionale. Si è fermato all'apice, come solo i grandi fanno. In un'intervista rilasciata al portale Die Welt, il campione del mondo ha ripercorso le tappe fondamentali del suo 2014.
A fine anno, molte persone si prendono del tempo per guardarsi indietro. Tu cosa vedi?
"Soprattutto al titolo Mondiale. Sono campione del mondo. Ma quando penso all'inizio dell'anno era tutto diverso. Con la Lazio non riuscivo a giocare bene per i problemi alla spalla. Non ero in condizione. Facevo fatica a raggiungere il livello di rendimento che chiedo a me stesso. Ma ho lavorato duro perché avevo l'obiettivo della Coppa del Mondo in mente. Solo quando siamo arrivati in Brasile, ho notato che potevo dare il mio contributo alla squadra. Mi sentivo bene".
Avevi timore di ricadute fisiche e di non trovare un posto in squadra?
"Sì. Ero costantemente in contatto con Joachim Loew. Sapeva come mi sentivo e che ero in forma. Il pericolo maggiore riguardava qualche problema muscolare, ma tutto è andato bene. Gli istruttori di fitness e i fisioterapisti mi hanno aiutato alla perfezione".
Quando hai capito che avreste potuto vincere la Coppa del Mondo?
"Al primo tempo della partita contro il Brasile. Eravamo avanti 5 a 0. E' stato incredibile. Non è stato tanto il risultato, ma il comportamento di ogni singolo giocatore, che mi ha lasciato senza fiato. Tutti erano totalmente concentrati.Sapevamo che poteva accadere qualcosa di storico e che ci mancava solo un passo. Ognuno di noi è rimasto umile contro i brasiliani. Nessun colpo di tacco, nessun leziosismo. Non volevamo ridicolizzare l'avversario, insomma. Questo ha rafforzato la mia fede".
In questi episodi la squadra ha dimostrato tutto il suo carattere.
"Sì. Anche dopo aver battuto il Brasile, nei giorni precedenti la finale. Ricordo ancora come ci siamo allenati. Tutti hanno remato nella stessa direzione. Ho sempre e solo pensato: "Wow, che cosa sta succedendo qui?". E' stato fantastico".
In confronto ai precedenti Mondiali, la Nazionale tedesca quest'anno era perfetta?
"Assolutamente. Soprattutto se pensiamo che Mario (Gomez-ndr) e Marco (Reus-ndr) non c'erano. Questa è stata un'enorme prova di forza in Brasile. Abbiamo parlato molto, nessuno è stato lasciato fuori. Abbiamo curato fino all'ultimo dettaglio. Solo un esempio: ognuno sapeva che quando Toni ( Kroos-ndr) aveva la palla si poteva giocare in velocità. E potrei dirvi un particolare di ogni singolo giocatore. C'erano un sacco di piccole cose che hanno reso l'impresa possibile".
Mario Gotze, che ha segnato il gol partita, è stato caricato da te.
"Quando c'è stata la sostituzione gli ho detto che avrebbe segnato, me lo sentivo. Anche durante l'intervallo gli ho ripetuto la stessa cosa".
E lui l'ha fatto...
"Sì. ( breve pausa ). Recentemente ho visto una foto in cui si può vedere come subito dopo il fischio finale tutti saltano in piedi. E io rimango da solo seduto in panchina. Era tutto così incredibile. Una Foto lampante (ride-ndr)".
Mettiamo da parte per un attimo la Nazionale. Come ti senti alla Lazio, dove non sei stato impiegato molto in questa prima parte di stagione?
"Non posso dire di essere soddisfatto. Ho rinnovato con la Lazio perché voglio giocare e penso che posso aiutare la squadra. Per entrare in condizione, ho bisogno di giocare due o tre partite di fila. Ma se entro per meno di un tempo, non riesco ad entrare in ritmo partita. E' inutile.
Ma tu sei un campione del mondo...
"Finora sono rimasto tranquillo. Mi sentirei male se non trovassi spazio, sarei come un tavolo buttato giù in cantina. Non è il caso".
Comunque vada, escludi una tua partenza nel mercato invernale?
"Sì, assolutamente. Ho parlato con l'allenatore. Lui sa quello che voglio".
Puoi andare senza problemi. Il tuo apporto nella Lazio da un anno e mezzo (per esser buono) e pari a 0.