A costo di scoprire l'acqua calda, il conflitto in atto mi pare sempre più evidente.
Abbiamo un allenatore che vuole giocatori fatti, meglio se italiani, in grado di apprendere alla svelta la sua filosofia (che poi che ci sarà di cosi complicato da richiedere mesi di apprendistato boh).
E una società che invece vuoi per oggettivi limiti di spesa, vuoi per filosofia magnageriale di chi la gestisce, predilige le occasioni che passa il mercato (giovani scommesse, gente in scadenza o da rilanciare).
Questo conflitto, che è insanabile, veniva attenuato dalla figura di Tare che se non altro aveva il pregio di lavorare in silenzio a differenza di Lotito che ama esternare. E come...
Personalmente comprendo le ragioni di entrambi. Dell'allenatore che chiede i calciatori che ritiene più adatti al suo gioco e quelle della società nel voler individuare soluzioni compatibili e di livello ma più economiche. Anche perché, detto tra noi, non è che non si gioca più a pallone se non hai Ricci e Berardi....Forse c'è anche di meglio in giro, o no???
Penso tuttavia che è dai conflitti che nascono le cose migliori: perciò un po' di ottimismo e basta col moriremo tutti.... Faremo una bella stagione!