Citazione di: momi il 30 Dic 2022, 09:11
Grazie Least,
io ho una curiosità se avrai voglia di rispondermi: a tuo avviso l'IdL è un buon indice a cui rapportare lo stato di salute delle società di calcio? Ed è l'unico parametro importante per decidere se una società può o meno spendere per il mercato?
Grazie anticipatamente
Questa domanda richiede una risposta molto articolata. Vado per capitoli. Innanzitutto, capiamo che cos'è e a cosa serve l'IdL. Poi analizziamo il diverso significato dell'IdL nelle società di calcio rispetto alle altre imprese produttive. Infine, vediamo perché non ha alcun senso (anzi, è profondamente ingiusto) basare il controllo dei club sul solo IdL.
L'IdL, semplificando un po', è definito dal rapporto tra due grandezze. Al numeratore ci sono i soldi che ho in cassa (ad es, depositi sul conto corrente) e le somme che incasserò nei prossimi 12 mesi (ad esempio, nel caso di un club, le rate dei diritti tv o del cartellino di un calciatore ceduto). Al denominatore ci sono invece i debiti che dovrò rimborsare nei prossimi 12 mesi.
L'IdL misura la capacità di un'impresa di far fronte alle scadenze debitorie entro i 12 mesi senza dover ricorrere a ulteriore indebitamento. Ciò accade se l'IdL è maggiore di 1 (cioè se il numeratore è maggiore del denominatore). Nel caso in cui l'IdL è minore di 1 possono verificarsi tensioni di liquidità e, nei casi peggiori, ciò può innescare una crisi d'impresa.
Nelle società di calcio l'IdL, definito come descritto sopra, ha poco senso. Questo perché le società di calcio hanno delle caratteristiche peculiari che le differenziano molto dalle altre imprese produttive. Per cominciare, negli attivi dei club ci sono delle voci molto facilmente smobilizzabili: i cartellini dei calciatori.
Laddove un club avesse un IdL molto basso e quindi esigenze forti di liquidità, potrebbe reperire tale liquidità senza indebitarsi, cedendo uno o più calciatori. Pensate alla differenza con un'impresa produttiva, che per fare la stessa cosa dovrebbe vendere un macchinario o un capannone industriale: non è la stessa cosa. Va anche sottolineato, a rafforzamento di questo argomento, che nei bilanci delle imprese il valore dei cartellini è nettamente più basso del valore di mercato (soprattutto perché in bilancio si riporta il valore contabile netto dei cartellini, cioè il prezzo del cartellino al netto della parte ammortizzata).
Non è un caso che quest'anno, quando Lega e FIGC discutevano sull'IdL come criterio ammissivo, i primi avessero proposto di modificare la definizione dell'IdL, in modo che venisse incluse nel computo anche parte del valore dei cartellini dei calciatori.
Una seconda peculiarità dei club di calcio, che riduce moltissimo il rischio di crisi di liquidità anche con IdL molto basso, è il fatto che tali club siglano contratti pluriennali sui diritti tv (maggior fonte di reddito) e quindi possono agevolmente scontare i ricavi futuri, se e quando serve.
Oggi il sistema di controllo dei club di calcio in Italia è basato su tre indicatori. IdL, Indicatore di costo del lavoro allargato e indicatore di indebitamento. L'indicatore di costo del lavoro allargato è, nella sostanza, quello appena introdotto nel nuovo FFP UEFA e mira a tenere sotto controllo il rapporto costi ricavi. L'indicatore di indebitamento misura invece il rapporto tra debiti e ricavi.
La vera stortura del sistema FIGC è che solamente l'IdL è vincolante (se non raggiungi la soglia, non fai mercato). Gli altri due indicatori sono correttivi (cioè servono solo a ridurre la somma che serve per sbloccare il mercato nel caso in cui la soglia IdL non è stata raggiunta). Questa stortura ha finito per penalizzare i club che operano con scarsa liquidità, quelli che non hanno proprietà ricche pronte a ricapitalizzare e quelli che vogliono mantenere bassi debiti finanziari.
È interessante notare come l'IdL produca addirittura un effetto perverso sui debiti finanziari, incentivando debiti a lungo termine (oltre i dodici mesi). In altre parole e per fare un esempio, se emetto un bond di 300 milioni a 5 anni con restituzione integrale a scadenza, la mia liquidità (numeratore IdL) aumenterà di 300 milioni mentre i debiti entro 12 mesi (denominatore IdL) resteranno invariati. Il mio IdL, di conseguenza, sarà elevatissimo e nettamente superiore alla soglia FIGC.
Il fallimento del sistema FIGC basato sul solo IdL è palese e sotto gli occhi di tutti. Basta guardare le perdite mostruose (oltre 3 miliardi di euro) accumulate dai club nell'ultimo decennio. Per non parlare dei debiti finanziari. Eppure, ancora questa estate, la FIGC insisteva addirittura volendo potenziare l'IdL, senza degnarsi minimamente di pensare agli aspetti economici (rapporto costi ricavi) e debitori (rapporto debiti ricavi).
Da solo l'IdL non dice nulla sulla salute di un club. Ci sono società sanissime che potrebbero investire ma non possono per via dell'IdL. Ci sono società sovraindebitate che producono solo perdite e che hanno un IdL adeguato solo perchè si indebitano a lungo termine oppure perchè le loro proprietà ricapitalizzano. Non ha senso.
Cosa sarebbe necessario fare? Ce lo dice innanzitutto l'UEFA, che ha introdotto nel nuovo FFP un parametro massimo del rapporto tra costi della rosa e ricavi (si tratta dell'indicatore di costo del lavoro allargato, che per la FIGC ha oggi mera valenza correttiva). Questo indicatore deve essere vincolante. Così come deve diventare vincolante l'indicatore sull'indebitamento.
Solo in questo modo si arriverà a un calcio sostenibile e si sradicheranno quelle storture che hanno avvantaggiato i club gargarozzoni, danneggiando la competizione sportiva.