Mi sento come nel 92\93

Aperto da Rivolazionario, 23 Mag 2011, 23:41

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Rivolazionario

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Forse mi prenderete per pazzo.
Ma la sensazione è quella.
Ricordo che, quel giorno, provai una sensazione incredibile.
La Lazio in Europa.
E' la stessa sensazione che provo, a freddo, dopo la partita di ieri, e dopo tutta la stagione.
Nel caso della gestione Cragnotti, c'erano forse più giocatori di valore assoluto, basti pensare a Signori, Winter, Fuser.
Però credo che, questa Europa League, sia il modo migliore di crescere, di non fare il passo più lungo della gamba.
Un modo per dire "ci siamo".
La Lazio di oggi, ha un vantaggio però, rispetto a quella di Cragnotti.
Un minimo di esperienza in più.
Forse sbaglio, ma credo che in questo momento, questa, sia la nostra giusta dimensione.
Quella che ci consente di godere veramente una avventura Europea che ci può dare soddisfazioni.

Magnopèl

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Anche io credo che sia la nostra dimensione ; magari se fare anche solo il preliminare ,per poi uscire e finire in El, ci avrebbe portato più soldi , tanto meglio.
Ma cmq l'EL è la nostra dimensione al momento.

valpa62

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Citazione di: Rivolazionario il 23 Mag 2011, 23:41
Forse mi prenderete per pazzo.
Ma la sensazione è quella.
Ricordo che, quel giorno, provai una sensazione incredibile.
La Lazio in Europa.
E' la stessa sensazione che provo, a freddo, dopo la partita di ieri, e dopo tutta la stagione.
Nel caso della gestione Cragnotti, c'erano forse più giocatori di valore assoluto, basti pensare a Signori, Winter, Fuser.
Però credo che, questa Europa League, sia il modo migliore di crescere, di non fare il passo più lungo della gamba.
Un modo per dire "ci siamo".
La Lazio di oggi, ha un vantaggio però, rispetto a quella di Cragnotti.
Un minimo di esperienza in più.
Forse sbaglio, ma credo che in questo momento, questa, sia la nostra giusta dimensione.
Quella che ci consente di godere veramente una avventura Europea che ci può dare soddisfazioni.
Penso la stessa cosa,giochiamoci alla grande questa occasione !

Aregai

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direi proprio di no!!!
quello era un suggello dopo anni di bocconi amari (serie b) e illusioni sfuggenti (primi anni di zoff) ma si sentiva che era il preludio a qualcosa di veramente grande o comunque di ambizioso...
questa qualificazione è il segno di una rinascita ma, a medio-breve termine, non me ne voglia nessuno, non vedo grandissime prospettive di grandezza...senza dover dare "colpe" a nessuno.
pensiamo a confermarci su questi livelli.

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Barabba Terzo

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Attenzione piuttosto che, ora che non siamo entrati in champions, alcuni "comunicatori" stanno cercando in tutti i modi di far passare il concetto che l'europa league è un trofeetto infimo, ridicolo, una scocciatura da abbandonare il prima possibile per concentrarsi sul campionato.
L'ennesimo harakiri dell'ambiente va evitato in ogni modo. Occhio.

Aregai

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* 4.376
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ma magari la vinciamo la coppa!!!!
...ma non mi sento come dopo lazio - napoli 4 - 3!!

Rivolazionario

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Citazione di: Barabba Terzo il 24 Mag 2011, 01:24
harakiri

Il post è apprezzabile.
Questa parte qui, è da applauso.

(Finalmente qualcuno che non scrive karakiri, stima!)

portainsegne61

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Io non mi ci sento.
A quel tempo le competizioni internazionali erano di gran lunga più facili per le italiane, non esponevano a brutte figure e con la champions per i soli vincitori di titolo, la uefa era maggiormente importante.
Comunque vincere in Europa oggi avrebbe un sapore fantastico, considerando quante presunte grandi non ne hanno mai avuti idea.
Secondo me, visto il danno della champions con 3 sole italiane, dovrebbe essere la nostra federazione a stimolare la partecipazione con premi a vincere. I coefficienti uefa si costruiscono anche con questa competizione e la retrocessione di quest'anno rispetto alla germania è un danno per tutto il movimento.

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matador72

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Nel 92/93 c'era entusiasmo, tornavamo in europa dopo 16 anni anche se ne uscimmo presto.
Adesso , purtroppo per colpa di un ambiente "malato" non vi è antusiasmo, anzi.......

arkham

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Sarò strano io, ma sono fomentatissimo.
Non vedo l'ora che esca dall'urna la sfera con il nostro nome.
Tornare alla ribalta europea è per noi un grandissimo successo, una carta che ci dobbiamo giocare nel migliore dei modi.
La nostra storia europea è stata quasi incidentale sino all'avvento di Cragnotti, poi per 3-4 stagioni, siamo stati stabilmente fra le grandissime del calcio europeo.
Il nome Lazio ha assunto un ruolo per gli appassionati di calcio di tutto il continente.
Poi solo sporadiche apparizioni, sino a sparire.
Abbiamo la possibilità di mostrare a tutta Europa che la Lazio c'è ancora e che è ancora competitiva.
Dobbiamo essere protagonisti. Come il Liverpool di Benitez, il Porto di Maurinho, il Siviglia di Maresca o l'Atletico Madrid di Forlan.
Il grande calcio e il prestigio internazionale passano anche attraverso questa grande manifestazione. E la Lazio deve fare di tutto per sfruttare al meglio l'occasione.

maumarta

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* 7.080
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Mi piacerebbe tanto sentirmi come nel 92/93... e mica solo per la Lazio! :)

Però la situazione mi sembra molto diversa.

Tanto per cominciare all'inizio della scorsa stagione eravamo esattamente allo stesso posto, con la coccarda della Coppa Italia sul petto (subito sotto la lapide) ed una Supercoppa di Lega nuova di zecca nella bacheca.
Il tutto condito da un "mercato" autocelebrativo (in fondo aveamo vinto due coppe in quattro mesi) che invece era stato la fiera dell'autoflagellazione con Ledesma e Pandev epurati a vantaggio di Baronio e Makinwa e con la coppia centrale difensiva che era Cribari-Siviglia.
Il tutto dopo "aver fatto tesoro" del mercato macchietta della stagione della Champions.
Della serie sbagliare è umano perseverare è... lotitiano.

Nel 92/03 eravamo al primo anno della gestione Cragnotti.
Venivamo da onesti campionati di Serie A dove per arrivare un Coppa Uefa poteva non bastarti il sesto posto e che quindi vedeva in nostri piazzamenti tra l'ottavo e il decimo posto come gli attuali dodicesimo/quattordicesimo posto.
A fronte di questo ci fu una campagna acquisti che portò, in ordine sparso, grandi giocatori conclamati, grandi giocatori di prospettiva immediata e giovani promesse.
Tanto per fare nomi: Signori, Fuser, Winter, Gascoigne, Cravero, Favalli, Bonomi, Marcolin.
Una campagna acquisti basata sulla crescita immediata e proiettata all'immediato futuro e non speculativa del risultato arrivato nella stagione precedente.
Quella Lazio arrivò quinta, come questa, ma quel piazzamento era il top dallo Scudetto del 74 e ci riportò in Europa dopo 17 anni di assenza.
L'entusiasmo che si respirava quel giorno era figlio della lunga attesa ma anche della consapevolezza di aver solo aperto una porta e fatto il primo gradino di una scala che saliva in alto.
Il motto coniato dalla società in quel periodo era "Io ci credo" e trascinò tutto l'ambiente, dai giocatori ai tifosi, passando per i media.

Oggi si è molto più realisti.
Questo da un certo punto di vista è un bene assoluto, una specie di salvavita.
Però tra il realismo e la mediocrità il passo può essere molto breve.
Sia chiaro, l'Europa League per me non è mediocre, anzi, è mediocre chi la guarda in TV invece di giocarla e spera nel tracollo in campionato di chi la gioca.
E' sempre Europa, non a cinque stelle ma Europa.
E' l'anticamera della grandezza, una "grandezza in pectore".
In questo modo bisognerebbe viverla, come una occasione di farsi (o rifarsi nel nostro caso) un nome in Europa.
Quanti di noi conoscevano lo Sporting Braga?
Adesso lo conoscono un po' tutti, e questo per loro è già un valore aggiunto.
Certo non è ideale l'approccio quando si dice che un conto è il mercato con la Champions un altro quello con l'Europa League.
Certo l'introito della Champions di poteva portare a prendere quel giocatore di livello in più.
Ma la certezza della Champions tu la avresti avuta ad agosto inoltrato ed a quel punto la squadra doveva essere bella e fatta, magari con l'incognita di una aggiunta di qualità dell'ultimo minuto.
Ecco l'orientamento giusto sarebbe stato dire "come strategie non cambia molto perchè per ai preliminari di Champions saremmo andati con la squadra che giocherà l'Eurpoa League per poi rinforzarla in caso di qualificazione".

Poi magari non lo facevi neanche ma l'approccio era propositivo, era molto più vicino a quel "Io ci credo".

Oggi come oggi in quanti ci credono veramente che questo campionato di vertice sia stato veramente la componente di un progetto di crescita e non solo una parentesi positiva di una programmazione basata solo sul mantenimento di posizioni "gestibili" dalla proprietà?

E' tutta qui la differenza con quel Lazio-Napoli 4-3 del 1993... 

arkham

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Io credo che questa Lazio, così come è adesso, è la squadra più forte portata in Europa da Lotito.
Più forte di quella messa in mano a Mimmo Caso, senza anima nè prospettive.
Più forte di quella che si giocò una competizione ben più impegnativa con Ballotta in porta.
Certo più forte di quella che si è assicurata l'ultima partecipazione in EL perdendo 18 partite nel mediocre campionato italiano.

Tecnicamente parlando, è molto più facile presentare una formazione dignitosa partendo da questa ossatura: due tre innesti di primissimo piano e il recupero stabile di giocatori usati amezzo servizio come Rocchi o Floccari, e potremmo dire la nostra. Non dico vincere la Coppa, ma per lo meno non sfigurare.
E con la quarta qualificazione europea su 8 campionati 8cui potremmo aggiungere anche l'improvvisatissimo intertoto cui partecipammo), possiamo anche dire che la nostra dimensione europea non è così casuale.
Non siamo il Palermo, e non siamo il Chievo.
Siamo una squadra che cerca faticosamente di crescere, ed è un dato oggettivo che in questi otto anni lo abbia fatto.
Lotito si gioca molto in questo calcio mercato. Il prestigio della Lazio si gioca molto nella prossima stagione.

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Drieu

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Me lo ricordo bene quel Lazio Napoli, fu la mia seconda partita allo stadio, avevo 11 anni...

La differenza sta nel fatto che quella Lazio era in trampolino di lancio e quell' estate Cragnotti acquitsò, senza vendere nessuno dei titolari, gente del calibro di Marchegiani, Boksic, Casiraghi più Di Mauro e Di Matteo...

in proporzione, con acquisti del genere e nessuna cessione, la squadra attuale potrebbe diventare una gran bella compagine...

tevere top

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i primi a snobbare la competizione sono i tifosi, con una media spettatori di 6/7 mila.
Con acquisti nuovi cominciò la lazio la stagione 93/94?

tevere top

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Citazione di: arkham il 24 Mag 2011, 12:02
Io credo che questa Lazio, così come è adesso, è la squadra più forte portata in Europa da Lotito.
Più forte di quella messa in mano a Mimmo Caso, senza anima nè prospettive.
Più forte di quella che si giocò una competizione ben più impegnativa con Ballotta in porta.
Certo più forte di quella che si è assicurata l'ultima partecipazione in EL perdendo 18 partite nel mediocre campionato italiano.

Tecnicamente parlando, è molto più facile presentare una formazione dignitosa partendo da questa ossatura: due tre innesti di primissimo piano e il recupero stabile di giocatori usati amezzo servizio come Rocchi o Floccari, e potremmo dire la nostra. Non dico vincere la Coppa, ma per lo meno non sfigurare.
E con la quarta qualificazione europea su 8 campionati 8cui potremmo aggiungere anche l'improvvisatissimo intertoto cui partecipammo), possiamo anche dire che la nostra dimensione europea non è così casuale.
Non siamo il Palermo, e non siamo il Chievo.
Siamo una squadra che cerca faticosamente di crescere, ed è un dato oggettivo che in questi otto anni lo abbia fatto.
Lotito si gioca molto in questo calcio mercato. Il prestigio della Lazio si gioca molto nella prossima stagione.

la lazio data a casao, è più scarsa solo di quella data a ballardini!

delioforever

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Però una cosa c'è da dirla, ci sono cicli storici regolarissimi

Anni '70 scudetto Lazio
Anni '80 scudetto alle mer.de
Anni '90 coppe in quantità e scudetto finale alla Lazio
anni 2000 scudetto alle mer.de e tanti piazzamenti

quest'anno è il primo degli anni '10 e guarda un pò rifiniamo sopra alle merd.accie e rientriamo in europa, ma soprattutto la rioma da tutta la sensazione di essere alla fine di un ciclo mentre la Lazio ha dopo anni una società molto solida e un parco giocatori più rilevante e numericamente più ampio di quando entrammo in champions. Forse sarà anche l'anno con un riequilibrio delle entrate dei diritti televisivi (anche in una ipotesi di compromesso) e forse dell'inizio dell'operazione stadio di proprietà.

tutto è molto diverso dagli anni '90, ma alcune sensazioni sono simili.
Io appoggio la sensazione di rivoluzionario ;)

Galla

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Anche io dopo la comprensibile delusione iniziale sto già  pensando ad una trasferta europea carina e tranquilla dove poter andare con i miei figli che sono invece super fomentati e fanculo a tutti quelli che su questa qualificazione ci sputano sopra!!

umanoide69

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Citazione di: delioforever il 24 Mag 2011, 12:32
Però una cosa c'è da dirla, ci sono cicli storici regolarissimi

Anni '70 scudetto Lazio
Anni '80 scudetto alle mer.de
Anni '90 coppe in quantità e scudetto finale alla Lazio
anni 2000 scudetto alle mer.de e tanti piazzamenti

[...]

Ricordo un lungo e dettagliato post su queste alternanze decennali, mi pare di Giangoverni, possibile?
Si ritrova?

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Barabba Terzo

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Citazione di: maumarta il 24 Mag 2011, 11:49

Oggi come oggi in quanti ci credono veramente che questo campionato di vertice sia stato veramente la componente di un progetto di crescita e non solo una parentesi positiva di una programmazione basata solo sul mantenimento di posizioni "gestibili" dalla proprietà?


Io.

Rorschach

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Nel 92/93 la SS Lazio aveva in rosa, o avrebbe acquistato nel giro di qualche anno alcuni tra i migliori interpreti dei singoli ruoli: Signori, Fuser, Di Matteo, Boksic, Gascoigne, Marchegiani...
Tutta gente col posto fisso in nazionale.
Forse in quel periodo nessuno aveva ben chiare le potenzialità di quella squadra.

OGGI la SS Lazio ha in rosa alcuni tra i migliori interpreti dei singoli ruoli: Dias, Radu, Lichtsteiner, Hernanes. Purtroppo solo il futuro saprà dirci se questi giocatori resteranno a lungo, e se verranno aggiunti altri potenziali campioni.
Quello che manca FORSE è la voglia di migliorarsi, la voglia di vincere e dimostrare a tutti la propria forza. Per questo, complice anche un allenatore che non ritengo in grado di accrescere l'autostima del gruppo, sarebbe necessario un nuovo Signori/Mancini/Stam, un giocatore che strigli a dovere i compagni perchè vuole vincere.
Io non ce la faccio più a veder indossare la fascia di capitano a giocatori senza carisma, che parlano poco o parlano per sé e non si incazzano mai con i compagni.
Secondo me questo futuro Capitano è Cana (e non me ne frega niente che sia il nuovo arrivato, serve carisma e palle).

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