Avevo già in mente di scrivere prima del fatal lunedì.
Tanto non cambia di una virgola il mio timore.
Il mio timore è che la nostra tifoseria sia una tifoseria di mer.da.
Intendiamoci sul termine tifoseria. Quando si critica, spesso qui, sono tutti d'accordo. Tifoseria di mer.da. Tranne me.
C'è una scuola di pensiero. Sarà di merda, né più né meno di altre. E giù copiosi esempi.
Vero, eh? I copiosi esempi però rendono solo più desolante il quadro, non modificano l'assioma.
Se altre tifoserie mantengono nei confronti della propria società (intesa come dirigenza, staff, giocatori) gli stessi atteggiamenti della nostra, ebbene trattasi di pandemia: tifoserie di merda. Tutte.
Il problema è che io speravo che la nostra fosse differente.
Io, che ho passato i cinquanta, mi ricordavo dei cinquantamila che si strinsero attorno alla squadra a Lazio-Catanzaro, e io il pomeriggio andavo a Tor di Quinto a "far quadrato", mi ricordavo dei nostri momenti eroici, sempre coincidenti con le difficoltà, i drammi, ma noi c'eravamo, tanti, tantissimi, magari con meno distinguo e meno puzze sotto il naso. Stavamo in B e non è che dicevamo siamo la quinta tifoseria d'Italia, quindi ogni posto sotto il quinto non lo accetto. No, andavamo in diecimila ad Arezzo (c'ero) oppure a Como, che eravamo in A ma in B ci stavamo finendo, ed eravamo sempre diecimila (c'ero, e m'ero perso le chiavi della macchina nell'entusiasmo, sono tornato allo stadio e le ho ritrovate), oppure a Pisa, e quante altre...
Questo mi ricordo, e allora penso davvero che noi siamo diversi. Sappiamo soffrire, prendiamo bottigliate in faccia ma siamo accanto alla squadra. A questi megnifici colori. A questa storia emozionante. Pure se ci avevamo quelle magliette della Seleco che ho sempre trovato orride. Pure se non ci organizzava nessuno, non è che ci preparavamo per gli scontri, sto cazzo di tessera del tifoso non era ancora stata partorita a forza da un idiota in preda alla stipsi, papà, mia sorella, mio zio, un paio di cugini, pure una cugina tettona che mi attizzava, un paio di macchine, un po' di sciarpe e via sull'autostrada verso posti improbabili, Terni, Rimini, San Benedetto, Campobasso, e vai, facendo risuonare il clackson ogni volta che ci superava una sciarpetta biancoceleste.
Ma oggi, settembre 2011, siamo diversi dagli altri? Cosa distingue la nostra tifoseria da un Napoli, un'Inter, una Roma? Togliamo bandiere e colori, mischiamoli e invertiamoli a piacimento. Li riconosceremmo? Forse per alcuni cori, qualche romanista ebreo o laziale che avevi il moschetto ci potrebbe indirizzare, ma per il resto... reazioni, contestazioni preventive, rancore, frustrazione, odio... lo stesso identico rispetto agli altri.
Siamo diversi? In cosa siamo diversi? Nella nostra storia? Ma chi cavolo la conosce la nostra storia, e più che altro chi la ricorda? La storia bisognerebbe non solo conoscerla, ma anche onorarla e rispettarla, e onorare e rispettare i suoi protagonisti. Qua non si onora e non si rispetta niente e nessuno. Non c'è un attimo di felicità, un attimo di gioia, neanche quando si vince. Quando si vince, è dovuto. Tutto è dovuto, e se tutto è dovuto, se il tifoso ha tutti i diritti (diritti di incazzarsi, di fischiare, di insultare tutto e tutti, prima, durante e dopo) ma nessun dovere (che sarebbe quello - mi rendo conto di essere obsoleto - di incitare la propria squadra), tutto quanto accade è logicamente conseguente. Nessuna sorpresa.
A questo punto di solito si alza uno che - con meritorio vigore - rivendica il proprio diritto di critica. Perbacco, è un forum, si può - anzi si deve - criticare. Sennò che ci stiamo a fare.
E ha ragione, lo dico subito. Critichi pure, è sancito costituzionalmente. Se (per tornare all'attualità) il nostro allenatore è un minestraro e pure vecchio, perbacco, urliamolo forte. Più forte dei nostri dirimpettai, che quasi ci perdono gusto. Con tutte quelle spalate di mmerda che leggo qua sulla nostra società, non saprebbero fare di meglio. Ma - ripeto - il diritto c'è, la voglia pure. Fate vobis.
Però anche qui sui forum. Togli Lazionet (che ritengo fra l'altro cent'anni luce superiore ad ogni forum sulla Lazio) e metti Violanet o Ciuccionet. Cambia l'ordine dei fattori, il prodotto non cambia.
Siamo tutti uguali. E se qualcuno può trarre consolazione dal fatto che gli altri sono pessimi, io no. Speravo con tutto il cuore che fossimo diversi, era un po' come quando c'era una persona che stimavi e scoprivi che era laziale, ti faceva un bel piacere. Vedi, il laziale è mejo. E se invece qualcuno sempre che stimavi era tipo difettoso, bé a me seccava, c'era qualcosa che non andava. Ora che cambia?
Fare il tifo non è mettersi uno straccio biancoceleste o giallorosso e sei della Lazio o della roma. E' altro. Sei della Lazio? Bé cazzo te lo devi meritare di essere della Lazio, non basta affermarlo, se poi ti comporti come uno qualsiasi.
E noi - oggi - non ce la meritiamo, la Lazio.
Guy
(PS scritto d'impeto, senza rileggere)
nulla da aggiungere.
condivido anche le parentesi e i punti e virgola
Ce la meritiamo perchè siamo noi.
Ho sempre di più la vaga idea che quasi tutte le tifoserie ormai si equivalgano.
Citazione di: GuyMontag il 20 Set 2011, 18:15
Avevo già in mente di scrivere prima del fatal lunedì.
Tanto non cambia di una virgola il mio timore.
Il mio timore è che la nostra tifoseria sia una tifoseria di mer.da.
Intendiamoci sul termine tifoseria. Quando si critica, spesso qui, sono tutti d'accordo. Tifoseria di mer.da. Tranne me.
C'è una scuola di pensiero. Sarà di merda, né più né meno di altre. E giù copiosi esempi.
Vero, eh? I copiosi esempi però rendono solo più desolante il quadro, non modificano l'assioma.
Se altre tifoserie mantengono nei confronti della propria società (intesa come dirigenza, staff, giocatori) gli stessi atteggiamenti della nostra, ebbene trattasi di pandemia: tifoserie di merda. Tutte.
Il problema è che io speravo che la nostra fosse differente.
Io, che ho passato i cinquanta, mi ricordavo dei cinquantamila che si strinsero attorno alla squadra a Lazio-Catanzaro, e io il pomeriggio andavo a Tor di Quinto a "far quadrato", mi ricordavo dei nostri momenti eroici, sempre coincidenti con le difficoltà, i drammi, ma noi c'eravamo, tanti, tantissimi, magari con meno distinguo e meno puzze sotto il naso. Stavamo in B e non è che dicevamo siamo la quinta tifoseria d'Italia, quindi ogni posto sotto il quinto non lo accetto. No, andavamo in diecimila ad Arezzo (c'ero) oppure a Como, che eravamo in A ma in B ci stavamo finendo, ed eravamo sempre diecimila (c'ero, e m'ero perso le chiavi della macchina nell'entusiasmo, sono tornato allo stadio e le ho ritrovate), oppure a Pisa, e quante altre...
Questo mi ricordo, e allora penso davvero che noi siamo diversi. Sappiamo soffrire, prendiamo bottigliate in faccia ma siamo accanto alla squadra. A questi megnifici colori. A questa storia emozionante. Pure se ci avevamo quelle magliette della Seleco che ho sempre trovato orride. Pure se non ci organizzava nessuno, non è che ci preparavamo per gli scontri, sto cazzo di tessera del tifoso non era ancora stata partorita a forza da un idiota in preda alla stipsi, papà, mia sorella, mio zio, un paio di cugini, pure una cugina tettona che mi attizzava, un paio di macchine, un po' di sciarpe e via sull'autostrada verso posti improbabili, Terni, Rimini, San Benedetto, Campobasso, e vai, facendo risuonare il clackson ogni volta che ci superava una sciarpetta biancoceleste.
Ma oggi, settembre 2011, siamo diversi dagli altri? Cosa distingue la nostra tifoseria da un Napoli, un'Inter, una Roma? Togliamo bandiere e colori, mischiamoli e invertiamoli a piacimento. Li riconosceremmo? Forse per alcuni cori, qualche romanista ebreo o laziale che avevi il moschetto ci potrebbe indirizzare, ma per il resto... reazioni, contestazioni preventive, rancore, frustrazione, odio... lo stesso identico rispetto agli altri.
Siamo diversi? In cosa siamo diversi? Nella nostra storia? Ma chi cavolo la conosce la nostra storia, e più che altro chi la ricorda? La storia bisognerebbe non solo conoscerla, ma anche onorarla e rispettarla, e onorare e rispettare i suoi protagonisti. Qua non si onora e non si rispetta niente e nessuno. Non c'è un attimo di felicità, un attimo di gioia, neanche quando si vince. Quando si vince, è dovuto. Tutto è dovuto, e se tutto è dovuto, se il tifoso ha tutti i diritti (diritti di incazzarsi, di fischiare, di insultare tutto e tutti, prima, durante e dopo) ma nessun dovere (che sarebbe quello - mi rendo conto di essere obsoleto - di incitare la propria squadra), tutto quanto accade è logicamente conseguente. Nessuna sorpresa.
A questo punto di solito si alza uno che - con meritorio vigore - rivendica il proprio diritto di critica. Perbacco, è un forum, si può - anzi si deve - criticare. Sennò che ci stiamo a fare.
E ha ragione, lo dico subito. Critichi pure, è sancito costituzionalmente. Se (per tornare all'attualità) il nostro allenatore è un minestraro e pure vecchio, perbacco, urliamolo forte. Più forte dei nostri dirimpettai, che quasi ci perdono gusto. Con tutte quelle spalate di mmerda che leggo qua sulla nostra società, non saprebbero fare di meglio. Ma - ripeto - il diritto c'è, la voglia pure. Fate vobis.
Però anche qui sui forum. Togli Lazionet (che ritengo fra l'altro cent'anni luce superiore ad ogni forum sulla Lazio) e metti Violanet o Ciuccionet. Cambia l'ordine dei fattori, il prodotto non cambia.
Siamo tutti uguali. E se qualcuno può trarre consolazione dal fatto che gli altri sono pessimi, io no. Speravo con tutto il cuore che fossimo diversi, era un po' come quando c'era una persona che stimavi e scoprivi che era laziale, ti faceva un bel piacere. Vedi, il laziale è mejo. E se invece qualcuno sempre che stimavi era tipo difettoso, bé a me seccava, c'era qualcosa che non andava. Ora che cambia?
Fare il tifo non è mettersi uno straccio biancoceleste o giallorosso e sei della Lazio o della roma. E' altro. Sei della Lazio? Bé cazzo te lo devi meritare di essere della Lazio, non basta affermarlo, se poi ti comporti come uno qualsiasi.
E noi - oggi - non ce la meritiamo, la Lazio.
Guy
(PS scritto d'impeto, senza rileggere)
bello :hail:
e pensa quando no scrivi di impeto...
Condivido tutto tranne il giudizio sulle maglie Seleco che secondo me erano bellissime. 8)
il problema è che si dovrebbe essere meno pecore e più lupi solitari, bella guy!
Io a Lazio Catanzaro stavo in Curva Nord
tifoseria è una concetto che non mi piace
come quello di popolo, è indefinito, è impreciso, non distingue
preferisco parlare di tifosi, tanti, ciascuno con la sua identità
ci sono tifosi laziali con i quali sono orgoglioso di identificarmi, altri che invece cerco cordialmente di evitare
allo stadio, al mare, al lavoro, nel forum
la Lazio è di tutti, ma ognuno per se, per cortesia
non ce la meritiamo, la Lazio? sono cinquanta anni che la amo e credo di non averle mai fatto del male
altro che se me la merito, me la merito eccome!
grande guy sei un grande :beer: :ssl molti veramente se sò scordati desse da lazio,ma la lazio vera quella che non te fà dormire non dopo la partita ma la sera prima della partita......perchè il punto stà tutto li ....prendo sonno la sera prima della partita pensando chi segna che famo perdemo firmo per un pareggio.....questa notte regà volete sapere il pensiero che me gira in testa per la partita di cesena.....firmo un bel pareggio,cosi passa la notte aspettando domenica il palermo...io sono cosi.......poi cè sono i laziali che parlano dopo la partita per ore e ore ma non sognano la stessa lazio.......non sognano mai.
e sarà perchè non ne ho 50 ma solo 45 che ... condivido tutto, e mi complimento per aver colto un'aspetto che non riuscivo a percepire
la mentalità, l'omologazione, lo standard, ciò contro cui qualcuno vorrebbe essere e che invece lo identifica in toto
Citazione di: aquilante il 20 Set 2011, 19:06
tifoseria è una concetto che non mi piace
come quello di popolo, è indefinito, è impreciso, non distingue
preferisco parlare di tifosi, tanti, ciascuno con la sua identità
ci sono tifosi laziali con i quali sono orgoglioso di identificarmi, altri che invece cerco cordialmente di evitare
allo stadio, al mare, al lavoro, nel forum
la Lazio è di tutti, ma ognuno per se, per cortesia
non è così, lo stadio non è un posto per singoli individui è un posto dove il singolo si unisce ad un'altro diventando moltitudine
Citazione di: amor_marde il 20 Set 2011, 19:33
non è così, lo stadio non è un posto per singoli individui è un posto dove il singolo si unisce ad un'altro diventando moltitudine
è cambiata la spinta emotiva che porta la gente allo stadio , non è un caso che GuyMontag ha citato Lazio Catanzaro quel giorno davanti c'era un bivio e bisognava decidere quale strada prendere , oggi che le aspettative sono moltiplicate il bivio lo ritroviamo ad ogni partita , ogni volta che la Lazio gioca è una partita decisiva e la moltitudine deve decidere se stare al fianco della Lazio od aspettare le prime difficoltà per sfogare le sue frustrazioni
Citazione di: GuyMontag il 20 Set 2011, 18:15
Avevo già in mente di scrivere prima del fatal lunedì.
Tanto non cambia di una virgola il mio timore.
Il mio timore è che la nostra tifoseria sia una tifoseria di mer.da.
Intendiamoci sul termine tifoseria. Quando si critica, spesso qui, sono tutti d'accordo. Tifoseria di mer.da. Tranne me.
C'è una scuola di pensiero. Sarà di merda, né più né meno di altre. E giù copiosi esempi.
Vero, eh? I copiosi esempi però rendono solo più desolante il quadro, non modificano l'assioma.
Se altre tifoserie mantengono nei confronti della propria società (intesa come dirigenza, staff, giocatori) gli stessi atteggiamenti della nostra, ebbene trattasi di pandemia: tifoserie di merda. Tutte.
Il problema è che io speravo che la nostra fosse differente.
Io, che ho passato i cinquanta, mi ricordavo dei cinquantamila che si strinsero attorno alla squadra a Lazio-Catanzaro, e io il pomeriggio andavo a Tor di Quinto a "far quadrato", mi ricordavo dei nostri momenti eroici, sempre coincidenti con le difficoltà, i drammi, ma noi c'eravamo, tanti, tantissimi, magari con meno distinguo e meno puzze sotto il naso. Stavamo in B e non è che dicevamo siamo la quinta tifoseria d'Italia, quindi ogni posto sotto il quinto non lo accetto. No, andavamo in diecimila ad Arezzo (c'ero) oppure a Como, che eravamo in A ma in B ci stavamo finendo, ed eravamo sempre diecimila (c'ero, e m'ero perso le chiavi della macchina nell'entusiasmo, sono tornato allo stadio e le ho ritrovate), oppure a Pisa, e quante altre...
Questo mi ricordo, e allora penso davvero che noi siamo diversi. Sappiamo soffrire, prendiamo bottigliate in faccia ma siamo accanto alla squadra. A questi megnifici colori. A questa storia emozionante. Pure se ci avevamo quelle magliette della Seleco che ho sempre trovato orride. Pure se non ci organizzava nessuno, non è che ci preparavamo per gli scontri, sto cazzo di tessera del tifoso non era ancora stata partorita a forza da un idiota in preda alla stipsi, papà, mia sorella, mio zio, un paio di cugini, pure una cugina tettona che mi attizzava, un paio di macchine, un po' di sciarpe e via sull'autostrada verso posti improbabili, Terni, Rimini, San Benedetto, Campobasso, e vai, facendo risuonare il clackson ogni volta che ci superava una sciarpetta biancoceleste.
Ma oggi, settembre 2011, siamo diversi dagli altri? Cosa distingue la nostra tifoseria da un Napoli, un'Inter, una Roma? Togliamo bandiere e colori, mischiamoli e invertiamoli a piacimento. Li riconosceremmo? Forse per alcuni cori, qualche romanista ebreo o laziale che avevi il moschetto ci potrebbe indirizzare, ma per il resto... reazioni, contestazioni preventive, rancore, frustrazione, odio... lo stesso identico rispetto agli altri.
Siamo diversi? In cosa siamo diversi? Nella nostra storia? Ma chi cavolo la conosce la nostra storia, e più che altro chi la ricorda? La storia bisognerebbe non solo conoscerla, ma anche onorarla e rispettarla, e onorare e rispettare i suoi protagonisti. Qua non si onora e non si rispetta niente e nessuno. Non c'è un attimo di felicità, un attimo di gioia, neanche quando si vince. Quando si vince, è dovuto. Tutto è dovuto, e se tutto è dovuto, se il tifoso ha tutti i diritti (diritti di incazzarsi, di fischiare, di insultare tutto e tutti, prima, durante e dopo) ma nessun dovere (che sarebbe quello - mi rendo conto di essere obsoleto - di incitare la propria squadra), tutto quanto accade è logicamente conseguente. Nessuna sorpresa.
A questo punto di solito si alza uno che - con meritorio vigore - rivendica il proprio diritto di critica. Perbacco, è un forum, si può - anzi si deve - criticare. Sennò che ci stiamo a fare.
E ha ragione, lo dico subito. Critichi pure, è sancito costituzionalmente. Se (per tornare all'attualità) il nostro allenatore è un minestraro e pure vecchio, perbacco, urliamolo forte. Più forte dei nostri dirimpettai, che quasi ci perdono gusto. Con tutte quelle spalate di mmerda che leggo qua sulla nostra società, non saprebbero fare di meglio. Ma - ripeto - il diritto c'è, la voglia pure. Fate vobis.
Però anche qui sui forum. Togli Lazionet (che ritengo fra l'altro cent'anni luce superiore ad ogni forum sulla Lazio) e metti Violanet o Ciuccionet. Cambia l'ordine dei fattori, il prodotto non cambia.
Siamo tutti uguali. E se qualcuno può trarre consolazione dal fatto che gli altri sono pessimi, io no. Speravo con tutto il cuore che fossimo diversi, era un po' come quando c'era una persona che stimavi e scoprivi che era laziale, ti faceva un bel piacere. Vedi, il laziale è mejo. E se invece qualcuno sempre che stimavi era tipo difettoso, bé a me seccava, c'era qualcosa che non andava. Ora che cambia?
Fare il tifo non è mettersi uno straccio biancoceleste o giallorosso e sei della Lazio o della roma. E' altro. Sei della Lazio? Bé cazzo te lo devi meritare di essere della Lazio, non basta affermarlo, se poi ti comporti come uno qualsiasi.
E noi - oggi - non ce la meritiamo, la Lazio.
Guy
(PS scritto d'impeto, senza rileggere)
Io invece perdonami, leggo il tuo post e ci trovo il solito laziale che si lamenta pensando ai bei tempi andati. NOn vogio essere bruto nei modi, però trovo questo topic il solito refrain "che bello ai miei tempi!"... mamma mia... e con queste parole dovremmo incoraggiare le giovani leve laziali a tifare meglio?!?... cioè, ci stiamo dicendo, che la risposta alla critica preventiva è fare come questi politici attuali che ci vogliono far credere che bisogna ritornare all'unità politica anni '70?!?... senza contenuti reali?...rimango molto stupito di tutto questo.
Se il tuo topic voleva essere uno sfogo, lo è, ma è lamento, non è ragionare su qualcosa di nuovo, che ti faccio serenamente notare... non c'è più.
Come dicono i buddhisti, nulla è permanente. E gli anni 70 e '80, mi dispiace dirlo... ma non ci sono più.
Oggi ci sono politici che governano con internet e youtube (Ancora no in italia, chiaro), e noi dovremmo lamentarci ricordando i bei tempi?
Perdonami, con tutto il cuore, ma non mi sembra che si possano convincere dei ragazzetti di 20 anni oggi, con "ai miei tempi...".
Forse dobbiamo insegnargli a ragionare. Più che ricordare i bei tempi.
E un mister, a quell'età, forse dovrebbe dimostrare la sua esperienza, lavorando in silenzio (visto sempre l'appoggio assoluto di società e giocatori) e non aizzare la piazza con scosse di vittimismo. E allora un quindicenne che dovrebbe fare?
Perchè non guardiamo al futuro? Ma pensiamo davvero che rievocare quelle benedette trasferte o parite serva a qualcosa?
E' una domanda che ti pongo seriamente e senza la benchè minima ironia.
Io me la merito la mia Lazio. Perchè cerco con tutte le forse di accendere il cervello e ragionare dopo forti emozioni domenicali. Senza violenza e aggressioni. Questo faccio per la Mia Lazio.
Citazione di: Alerub il 20 Set 2011, 19:53
Io me la merito la mia Lazio. Perchè cerco con tutte le forse di accendere il cervello e ragionare dopo forti emozioni domenicali. Senza violenza e aggressioni. Questo faccio per la Mia Lazio.
Io me la merito
e rivendico il mio diritto di critica, civilmente argomentando senza forzature violente, ma me la merito. in pieno.
Sicuramente non mi merito di essere definito cornice marcia e tarlata, soprattutto da chi è divenuto laziale 47 anni dopo di me. Senza dare patenti.
Invito sempre tutti a rammentare che noi parliamo di gente ricca, e che lo è solo grazie alla nostra passione.
Non parliamo di nostro fratello, padre o nostro nonno, ieri tifavano per un'altra squadra e domani per un'altra ancora.
Nel mondo del calcio non c'è il nemico da abbattere, ma neanche povere vittime vessate nella dignità.
Ce ne voleva un'altro che viene a roma a dirci che il mondo lazio è fradicio, grazie per un'altro luogo comune da accollarci, tanto ce ne sono pochi......mentre altri bruciano i centri sportivi, accoltellano il tifoso avversario di turno, insultano dirigenti arbitri e avversari.
Bene ha fatto lotito a non accettare le dimissioni di questo signore, e sono convinto che se la formazione che circola, domani sera gioca a Cesena si vince.
Ma a fine anno, come laziale lo voglio fuori dal mondo che mi appartiene, voglio una persona che non divida, che non si lamenti che abbia tutti i crismi della Lazialità, anche se non vince nulla, perchè i danni provocati alla tifoseria spaccata sono fortissimi e io mi merito che la mia Lazio abbia una tifoseria unita, senza nessuno che cerchi consenso e sostegno alle proprie tesi producendo ulteriori frammentazioni.
Ci sono solo due squadre per un Laziale: La Lazio e l'atra squadra qualsiasi.
:band1:
Citazione di: GuyMontag il 20 Set 2011, 18:15
Avevo già in mente di scrivere prima del fatal lunedì.
Tanto non cambia di una virgola il mio timore.
Il mio timore è che la nostra tifoseria sia una tifoseria di mer.da.
Intendiamoci sul termine tifoseria. Quando si critica, spesso qui, sono tutti d'accordo. Tifoseria di mer.da. Tranne me.
C'è una scuola di pensiero. Sarà di merda, né più né meno di altre. E giù copiosi esempi.
Vero, eh? I copiosi esempi però rendono solo più desolante il quadro, non modificano l'assioma.
Se altre tifoserie mantengono nei confronti della propria società (intesa come dirigenza, staff, giocatori) gli stessi atteggiamenti della nostra, ebbene trattasi di pandemia: tifoserie di merda. Tutte.
Il problema è che io speravo che la nostra fosse differente.
Io, che ho passato i cinquanta, mi ricordavo dei cinquantamila che si strinsero attorno alla squadra a Lazio-Catanzaro, e io il pomeriggio andavo a Tor di Quinto a "far quadrato", mi ricordavo dei nostri momenti eroici, sempre coincidenti con le difficoltà, i drammi, ma noi c'eravamo, tanti, tantissimi, magari con meno distinguo e meno puzze sotto il naso. Stavamo in B e non è che dicevamo siamo la quinta tifoseria d'Italia, quindi ogni posto sotto il quinto non lo accetto. No, andavamo in diecimila ad Arezzo (c'ero) oppure a Como, che eravamo in A ma in B ci stavamo finendo, ed eravamo sempre diecimila (c'ero, e m'ero perso le chiavi della macchina nell'entusiasmo, sono tornato allo stadio e le ho ritrovate), oppure a Pisa, e quante altre...
Questo mi ricordo, e allora penso davvero che noi siamo diversi. Sappiamo soffrire, prendiamo bottigliate in faccia ma siamo accanto alla squadra. A questi megnifici colori. A questa storia emozionante. Pure se ci avevamo quelle magliette della Seleco che ho sempre trovato orride. Pure se non ci organizzava nessuno, non è che ci preparavamo per gli scontri, sto cazzo di tessera del tifoso non era ancora stata partorita a forza da un idiota in preda alla stipsi, papà, mia sorella, mio zio, un paio di cugini, pure una cugina tettona che mi attizzava, un paio di macchine, un po' di sciarpe e via sull'autostrada verso posti improbabili, Terni, Rimini, San Benedetto, Campobasso, e vai, facendo risuonare il clackson ogni volta che ci superava una sciarpetta biancoceleste.
Ma oggi, settembre 2011, siamo diversi dagli altri? Cosa distingue la nostra tifoseria da un Napoli, un'Inter, una Roma? Togliamo bandiere e colori, mischiamoli e invertiamoli a piacimento. Li riconosceremmo? Forse per alcuni cori, qualche romanista ebreo o laziale che avevi il moschetto ci potrebbe indirizzare, ma per il resto... reazioni, contestazioni preventive, rancore, frustrazione, odio... lo stesso identico rispetto agli altri.
Siamo diversi? In cosa siamo diversi? Nella nostra storia? Ma chi cavolo la conosce la nostra storia, e più che altro chi la ricorda? La storia bisognerebbe non solo conoscerla, ma anche onorarla e rispettarla, e onorare e rispettare i suoi protagonisti. Qua non si onora e non si rispetta niente e nessuno. Non c'è un attimo di felicità, un attimo di gioia, neanche quando si vince. Quando si vince, è dovuto. Tutto è dovuto, e se tutto è dovuto, se il tifoso ha tutti i diritti (diritti di incazzarsi, di fischiare, di insultare tutto e tutti, prima, durante e dopo) ma nessun dovere (che sarebbe quello - mi rendo conto di essere obsoleto - di incitare la propria squadra), tutto quanto accade è logicamente conseguente. Nessuna sorpresa.
A questo punto di solito si alza uno che - con meritorio vigore - rivendica il proprio diritto di critica. Perbacco, è un forum, si può - anzi si deve - criticare. Sennò che ci stiamo a fare.
E ha ragione, lo dico subito. Critichi pure, è sancito costituzionalmente. Se (per tornare all'attualità) il nostro allenatore è un minestraro e pure vecchio, perbacco, urliamolo forte. Più forte dei nostri dirimpettai, che quasi ci perdono gusto. Con tutte quelle spalate di mmerda che leggo qua sulla nostra società, non saprebbero fare di meglio. Ma - ripeto - il diritto c'è, la voglia pure. Fate vobis.
Però anche qui sui forum. Togli Lazionet (che ritengo fra l'altro cent'anni luce superiore ad ogni forum sulla Lazio) e metti Violanet o Ciuccionet. Cambia l'ordine dei fattori, il prodotto non cambia.
Siamo tutti uguali. E se qualcuno può trarre consolazione dal fatto che gli altri sono pessimi, io no. Speravo con tutto il cuore che fossimo diversi, era un po' come quando c'era una persona che stimavi e scoprivi che era laziale, ti faceva un bel piacere. Vedi, il laziale è mejo. E se invece qualcuno sempre che stimavi era tipo difettoso, bé a me seccava, c'era qualcosa che non andava. Ora che cambia?
Fare il tifo non è mettersi uno straccio biancoceleste o giallorosso e sei della Lazio o della roma. E' altro. Sei della Lazio? Bé cazzo te lo devi meritare di essere della Lazio, non basta affermarlo, se poi ti comporti come uno qualsiasi.
E noi - oggi - non ce la meritiamo, la Lazio.
Guy
(PS scritto d'impeto, senza rileggere)
Ti amo.
Ps. I 50mila di Lazio Catanzaro , per citar loro , non avevano :
"alazziosolloro"
"quelli che hanno portato rcarcio a roma"
cellulari con le cuffie nelle orecchie per ascoltare tutto il giorno radio6
erano liberi. Mentalmente liberi.
Oggi no , sono indirizzati , come le pecore, giri pe strada e se ne parla , poi senti :" ao' l'ha detto pure uirzon !!" embe' , perchè lo dice tal personaggio deve essere vero ?
"ao' l'ha detto guido!! " mejo me sento . . . .
Svegliamose noi , che se la Lazio non la paramo noi , non c'è rimasto piu' nessuno.
(Reja a me non piace).
Citazione di: GuyMontag il 20 Set 2011, 18:15
Avevo già in mente di scrivere prima del fatal lunedì.
Tanto non cambia di una virgola il mio timore.
Il mio timore è che la nostra tifoseria sia una tifoseria di mer.da.
Intendiamoci sul termine tifoseria. Quando si critica, spesso qui, sono tutti d'accordo. Tifoseria di mer.da. Tranne me.
C'è una scuola di pensiero. Sarà di merda, né più né meno di altre. E giù copiosi esempi.
Vero, eh? I copiosi esempi però rendono solo più desolante il quadro, non modificano l'assioma.
Se altre tifoserie mantengono nei confronti della propria società (intesa come dirigenza, staff, giocatori) gli stessi atteggiamenti della nostra, ebbene trattasi di pandemia: tifoserie di merda. Tutte.
Il problema è che io speravo che la nostra fosse differente.
Io, che ho passato i cinquanta, mi ricordavo dei cinquantamila che si strinsero attorno alla squadra a Lazio-Catanzaro, e io il pomeriggio andavo a Tor di Quinto a "far quadrato", mi ricordavo dei nostri momenti eroici, sempre coincidenti con le difficoltà, i drammi, ma noi c'eravamo, tanti, tantissimi, magari con meno distinguo e meno puzze sotto il naso. Stavamo in B e non è che dicevamo siamo la quinta tifoseria d'Italia, quindi ogni posto sotto il quinto non lo accetto. No, andavamo in diecimila ad Arezzo (c'ero) oppure a Como, che eravamo in A ma in B ci stavamo finendo, ed eravamo sempre diecimila (c'ero, e m'ero perso le chiavi della macchina nell'entusiasmo, sono tornato allo stadio e le ho ritrovate), oppure a Pisa, e quante altre...
Questo mi ricordo, e allora penso davvero che noi siamo diversi. Sappiamo soffrire, prendiamo bottigliate in faccia ma siamo accanto alla squadra. A questi megnifici colori. A questa storia emozionante. Pure se ci avevamo quelle magliette della Seleco che ho sempre trovato orride. Pure se non ci organizzava nessuno, non è che ci preparavamo per gli scontri, sto cazzo di tessera del tifoso non era ancora stata partorita a forza da un idiota in preda alla stipsi, papà, mia sorella, mio zio, un paio di cugini, pure una cugina tettona che mi attizzava, un paio di macchine, un po' di sciarpe e via sull'autostrada verso posti improbabili, Terni, Rimini, San Benedetto, Campobasso, e vai, facendo risuonare il clackson ogni volta che ci superava una sciarpetta biancoceleste.
Ma oggi, settembre 2011, siamo diversi dagli altri? Cosa distingue la nostra tifoseria da un Napoli, un'Inter, una Roma? Togliamo bandiere e colori, mischiamoli e invertiamoli a piacimento. Li riconosceremmo? Forse per alcuni cori, qualche romanista ebreo o laziale che avevi il moschetto ci potrebbe indirizzare, ma per il resto... reazioni, contestazioni preventive, rancore, frustrazione, odio... lo stesso identico rispetto agli altri.
Siamo diversi? In cosa siamo diversi? Nella nostra storia? Ma chi cavolo la conosce la nostra storia, e più che altro chi la ricorda? La storia bisognerebbe non solo conoscerla, ma anche onorarla e rispettarla, e onorare e rispettare i suoi protagonisti. Qua non si onora e non si rispetta niente e nessuno. Non c'è un attimo di felicità, un attimo di gioia, neanche quando si vince. Quando si vince, è dovuto. Tutto è dovuto, e se tutto è dovuto, se il tifoso ha tutti i diritti (diritti di incazzarsi, di fischiare, di insultare tutto e tutti, prima, durante e dopo) ma nessun dovere (che sarebbe quello - mi rendo conto di essere obsoleto - di incitare la propria squadra), tutto quanto accade è logicamente conseguente. Nessuna sorpresa.
A questo punto di solito si alza uno che - con meritorio vigore - rivendica il proprio diritto di critica. Perbacco, è un forum, si può - anzi si deve - criticare. Sennò che ci stiamo a fare.
E ha ragione, lo dico subito. Critichi pure, è sancito costituzionalmente. Se (per tornare all'attualità) il nostro allenatore è un minestraro e pure vecchio, perbacco, urliamolo forte. Più forte dei nostri dirimpettai, che quasi ci perdono gusto. Con tutte quelle spalate di mmerda che leggo qua sulla nostra società, non saprebbero fare di meglio. Ma - ripeto - il diritto c'è, la voglia pure. Fate vobis.
Però anche qui sui forum. Togli Lazionet (che ritengo fra l'altro cent'anni luce superiore ad ogni forum sulla Lazio) e metti Violanet o Ciuccionet. Cambia l'ordine dei fattori, il prodotto non cambia.
Siamo tutti uguali. E se qualcuno può trarre consolazione dal fatto che gli altri sono pessimi, io no. Speravo con tutto il cuore che fossimo diversi, era un po' come quando c'era una persona che stimavi e scoprivi che era laziale, ti faceva un bel piacere. Vedi, il laziale è mejo. E se invece qualcuno sempre che stimavi era tipo difettoso, bé a me seccava, c'era qualcosa che non andava. Ora che cambia?
Fare il tifo non è mettersi uno straccio biancoceleste o giallorosso e sei della Lazio o della roma. E' altro. Sei della Lazio? Bé cazzo te lo devi meritare di essere della Lazio, non basta affermarlo, se poi ti comporti come uno qualsiasi.
E noi - oggi - non ce la meritiamo, la Lazio.
Guy
(PS scritto d'impeto, senza rileggere)
errore tuo
era ora che ti svegliavi
anzi, ti dirò di più: la Lazio non vale più di un napoli qualsiasi.
Non so gli altri , e francamente manco me frega , io me la merito alla GRANDE !
:since
Citazione di: Alerub il 20 Set 2011, 19:51
...
Caro Alerub
leggo con attenzione, ma non sono d'accordo.
Primo, sto discorso del futuro. Siamo in un mare di merda, ma questo è il futuro. Navighiamo. Non fate l'onda.
Guardare al futuro dimenticando il passato è un rischio. Parlo di calcio, parlo di Lazio, eh, non mi allargo in altri campi. Perché una squadra di calcio è un'idea. E l'idea è la nostra storia. Ci mollo una maiuscola. La nostra Storia. Non parlo dei bei tempi andati. Manco per niente. Erano tempi bui. Stavamo messi male, ma - credo tu sia più giovane - mooolto peggio di adesso. Per fortuna mi ricordo di meglio. Nel 1974 c'ero...
Se un ventenne non conosce la storia della sua Società, ebbene per me è un errore. E' quello che ci rende differenti. Vivere in un eterno presente è tipico di chi la storia (la Storia) non ce l'ha. Noi dobbiamo vivere nel presente SENZA dimenticare nulla del nostro passato. Che non era sempre bello. Spesso non lo era. Ma dovrebbe essere raccontato ogni due per tre. Perché questo è quello che siamo. Altrimenti siamo uguali a tutti gli altri. Prima giornata campionato 2011-2012. Tutti uguali, tutti senza storia, noi come il Lecce o il Cesena. Live for today. Poi li prendiamo per il cjulo perché sono nati nel '27. E per decreto. Ma noi dovremmo andare ORGOGLIOSI della nostra storia. Ogni istante. E quindi mi permetto di essere in totale disaccordo con la tua impostazione.
E inoltre, parlando di allora, non mi riferisco a quant'era bello. E' una questione relativa all'atteggiamento del tifoso nei confronti della squadra. C'ero, un po' l'ammanto di nostalgia (ero - indubbiamente - più giovane), ma di sicuro il rapporto tra tifoso e società era diverso. Mi permetto di aggiungere, più sano. Le colpe, magari, sono da parte di tutti gli "attori". Ma noi siamo tifosi, e di quelli parlo. A quelli, parlo.
Tu mi attribuisci un intento didattico ("forse dobbiamo insegnargli a ragionare") che non ho. Non ho soluzioni, se cercassimo di essere più orgogliosi della nostra diversità, se pensassimo di più all'amore per i nostri colori piuttosto che urlare ed eruttare rancori e frustrazioni ad ogni pié sospinto, non so... forse capiremmo di essere laziali invece di tifosi di noi stessi.
Con affetto
Guy
Citazione di: Alerub il 20 Set 2011, 19:51
Come dicono i buddhisti, nulla è permanente. E gli anni 70 e '80, mi dispiace dirlo... ma non ci sono più.
Oggi ci sono politici che governano con internet e youtube (Ancora no in italia, chiaro), e noi dovremmo lamentarci ricordando i bei tempi?
Perdonami, con tutto il cuore, ma non mi sembra che si possano convincere dei ragazzetti di 20 anni oggi, con "ai miei tempi...".
Forse dobbiamo insegnargli a ragionare. Più che ricordare i bei tempi.
Perchè non guardiamo al futuro? Ma pensiamo davvero che rievocare quelle benedette trasferte o parite serva a qualcosa?
E' una domanda che ti pongo seriamente e senza la benchè minima ironia.
Alerub non e' che il nuovo e' buono solo perche' nuovo .
Non credo che GM ed altri che la pensano come Lui , vogliano criticare chi critica (scusa il gioco di parole) .
Qui si critica la critica preventiva che si poggia su fattori che con il tifo NON hanno nulla a che fare .
Io sono diventato Laziale quando la Lazio era in B . Non quando vinceva in Italia ed Europa .
Non ero contento di stare in B , ero felice , dopo , di vincere .
Ma la Lazio prescinde da Cragnotti o meglio dall'era Cragnotti .
Non sono i risultati a fare il tifoso .
E' quello che GM ed i suoi "accoliti" stanno cercando di spiegare da Domenica Sera e non sono lamenti .
Quelli vengono da chi vuole sempre e solo vincere . A prescindere (come direbbe Toto' e non Siddharta)
:beer: and :ssl
Continuo a chiedermi a cosa mirano i contestatori e i critici ad oltranza.
Perche' criticare/ragionare/discutere e' una cosa, criticare per disfare per che'e'un mio diritto e' un'altra.
A chi giova?
Che vi serve?
Cosa ci fate poi?
La Lazio e' qualcosa che amiamno; ma voi le cose, le persone che amate continuate a criticarle?
Perche'?
Allora sìate coerenti e divorziate.
Ecco, fate pace con voi stessi, separatevi da sta societa' che vi infastidice, che vi guasta il fegato.
e lasciatela a noi.
A noi che ci va bene anche con le rughe.
Citazione di: Alerub il 20 Set 2011, 19:51
Io invece perdonami, leggo il tuo post e ci trovo il solito laziale che si lamenta pensando ai bei tempi andati. NOn vogio essere bruto nei modi, però trovo questo topic il solito refrain "che bello ai miei tempi!"... mamma mia... e con queste parole dovremmo incoraggiare le giovani leve laziali a tifare meglio?!?... cioè, ci stiamo dicendo, che la risposta alla critica preventiva è fare come questi politici attuali che ci vogliono far credere che bisogna ritornare all'unità politica anni '70?!?... senza contenuti reali?...rimango molto stupito di tutto questo.
Se il tuo topic voleva essere uno sfogo, lo è, ma è lamento, non è ragionare su qualcosa di nuovo, che ti faccio serenamente notare... non c'è più.
Come dicono i buddhisti, nulla è permanente. E gli anni 70 e '80, mi dispiace dirlo... ma non ci sono più.
Oggi ci sono politici che governano con internet e youtube (Ancora no in italia, chiaro), e noi dovremmo lamentarci ricordando i bei tempi?
Perdonami, con tutto il cuore, ma non mi sembra che si possano convincere dei ragazzetti di 20 anni oggi, con "ai miei tempi...".
Forse dobbiamo insegnargli a ragionare. Più che ricordare i bei tempi.
E un mister, a quell'età, forse dovrebbe dimostrare la sua esperienza, lavorando in silenzio (visto sempre l'appoggio assoluto di società e giocatori) e non aizzare la piazza con scosse di vittimismo. E allora un quindicenne che dovrebbe fare?
Perchè non guardiamo al futuro? Ma pensiamo davvero che rievocare quelle benedette trasferte o parite serva a qualcosa?
E' una domanda che ti pongo seriamente e senza la benchè minima ironia.
Forse però parlargli di quei tempi potrebbe essere un modo per farli ragionare sulla differenza sul tifo di una volta e quello che è diventato oggi (se ancora di tifo si può parlare, e forse è proprio quello il punto).
Sulla seconda frase sono completamente in disaccordo. Niente se e niente ma. Reja fa bene ad inca..arsi, altrochè. La tifoseria (quella vera) va spronata a riflettere sui suoi comportamenti ed a cercare di isolare chi alla presentazione della squadra, per esempio, fischia allenatore e giocatori, per non si sa quali colpe. Reja non lavora in silenzio?? Ma se è un anno e mezzo che lavora in silenzio. Ci ha portato da una quasi certa serie B ad una Europa League, sfiorando la qualificazione Champion's, persa un pò per colpe sue, un pò per colpe dei giocatori, ma anche per alcuni arbitraggi diciamo così "anomali", non dimentichiamolo. Ora, se vogliamo crocifiggere un allenatore per aver commesso qualche errore, Dio scampi la Lazio a qualsiasi allenatore del mondo. Qualsiasi.
Io invece preferisco continuare con un allenatore, che sarà pure "minestraro" (?), sarà pure difensivista(ri-?), ma l'anno scorso con la squadra che avevamo ci ha fatto vincere 20 partite. E quest'anno, forse, la squadra è pure più forte dell'anno scorso. E noi invece di stare vicino alla squadra in un momento in cui non ci gira bene, in cui tutto ci rema contro (vedi partita col Vaslui dove su due, dico due, azioni pericolose abbiamo preso due gol), che facciamo? Urliamo il nostro disprezzo per l'allenatore e rischiamo di buttare all'aria (per non dire peggio) tutto ciò di buono che è stato fatto l'anno scorso e che può essere ripetuto e , se dio vuole, migliorato quest'anno.
Infine c'è la penosissima storia dei Derby persi e di Zarate. Se veramente sono quelle le motivazioni dell'odio per Reja, mamma mia, a cosa ci siamo ridotti. Ma chi se ne frega di quelli dellà e chi se ne frega di Maurito (io lo adoravo, ma ora non è più con noi, e, almeno per me, non ne sto sentendo ancora la mancanza).
Citazione di: GuyMontag il 20 Set 2011, 20:32
Caro Alerub
leggo con attenzione, ma non sono d'accordo.
Primo, sto discorso del futuro. Siamo in un mare di merda, ma questo è il futuro. Navighiamo. Non fate l'onda.
Guardare al futuro dimenticando il passato è un rischio. Parlo di calcio, parlo di Lazio, eh, non mi allargo in altri campi. Perché una squadra di calcio è un'idea. E l'idea è la nostra storia. Ci mollo una maiuscola. La nostra Storia. Non parlo dei bei tempi andati. Manco per niente. Erano tempi bui. Stavamo messi male, ma - credo tu sia più giovane - mooolto peggio di adesso. Per fortuna mi ricordo di meglio. Nel 1974 c'ero...
Se un ventenne non conosce la storia della sua Società, ebbene per me è un errore. E' quello che ci rende differenti. Vivere in un eterno presente è tipico di chi la storia (la Storia) non ce l'ha. Noi dobbiamo vivere nel presente SENZA dimenticare nulla del nostro passato. Che non era sempre bello. Spesso non lo era. Ma dovrebbe essere raccontato ogni due per tre. Perché questo è quello che siamo. Altrimenti siamo uguali a tutti gli altri. Prima giornata campionato 2011-2012. Tutti uguali, tutti senza storia, noi come il Lecce o il Cesena. Live for today. Poi li prendiamo per il cjulo perché sono nati nel '27. E per decreto. Ma noi dovremmo andare ORGOGLIOSI della nostra storia. Ogni istante. E quindi mi permetto di essere in totale disaccordo con la tua impostazione.
E inoltre, parlando di allora, non mi riferisco a quant'era bello. E' una questione relativa all'atteggiamento del tifoso nei confronti della squadra. C'ero, un po' l'ammanto di nostalgia (ero - indubbiamente - più giovane), ma di sicuro il rapporto tra tifoso e società era diverso. Mi permetto di aggiungere, più sano. Le colpe, magari, sono da parte di tutti gli "attori". Ma noi siamo tifosi, e di quelli parlo. A quelli, parlo.
Tu mi attribuisci un intento didattico ("forse dobbiamo insegnargli a ragionare") che non ho. Non ho soluzioni, se cercassimo di essere più orgogliosi della nostra diversità, se pensassimo di più all'amore per i nostri colori piuttosto che urlare ed eruttare rancori e frustrazioni ad ogni pié sospinto, non so... forse capiremmo di essere laziali invece di tifosi di noi stessi.
Con affetto
Guy
Guy,
io ricambio con piacere il tuo affetto perchè quando si ragiona in questo modo così civile, io mi trovo sempre benissimo.
Quello che cercavo di dire, anche se potevo sembrare provocatorio, è che il tema della Storia è importantissimo, assolutamente, ma ancora più importante è non fare calderoni.
La confusione è il regno dei despoti. Più si fa confusione e più qualcuno cercherà di dominarci.
Qui mi sembra che ci sia una persona che stia sfruttando proprio la nomea della piazza calda romana per non assumersi le sue responsabilità professionali.
Io ho sempre ammesso che reja non mi piace assolutamente come allenatore. Ma qui, oggi, mi sono reso conto, dopo diversi topic molto interessanti e maturi, che è proprio l'uomo reja che mi ha deluso.
E' proprio da un allenatore di 65 anni, che vuole allenare in A, che io almeno mi aspetto l'intelligenza e l'esperienza di non agitare le acque quando la situazione è calda, soprattutto se la società ti protegge e hai i giocatori con te. MA ti sembra possibile che sia proprio lui ad alzare tutta questa caciara? Invece di lavorare e zitto?!
Ma proprio da una persona di esperienza ci mettiamo a fare conferenze stampa ancora più divisorie, invece di unire?
Guy,
il tifoso, rispetto agli anni '70 oggi ha più mezzi per ragionare. Ha addirittura più cultura, più mezzi d'informazione.
Io questa persona non la vorrei più neanche all'interno della società come futuro dirigente, dopo la vicenda di oggi.
MA io non sono Lotito e il presidente ha tutto il diritto di tenerlo.
Io tiferò la Mia Lazio, comunque. Sempre. Ma non rispetto più quell'uomo in panchina.
E non mi farò impressionare se comincerà a lamentarsi, poverino, se continueranno le contestazioni.
E se lotito non è in grado di gestire questa situazione, che te lo dico, ma tu adesso t'immagini che calvario che sarà ogni santa domenica, noi che ci possiamo fare?
Io non ci posso fare niente. Io starò in silenzio. E' la mia unica arma contro qualcosa che non condivido, e proprio perchè amo la mia Lazio.
Oggi stiamo così. Prima era peggio, era meglio. Oggi possiamo solo ragionare su chi si sta comportando da professionista. E oggi qusto allenatore non mi sembra lo stia facendo con questo vittimismo.
Non mi sembra che questa conferenza stampa o le mancate dimissioni abbia spostato di una virgola la situazione. Questo è un fatto. Reale. Storia.
Che verrà rimandato solo per qualche altra settimana.
Io non ci posso fare niente.
Io sosterrò la mia Lazio. Solo quei giocatori che correranno in campo, onorandola e onorandosi come Professionisti.
Chiedo scusa
possiamo lasciare fuori Reja e/o Lotito da questo topic?
Ce ne sono già ziliardi...
Guy
Citazione di: Adler Nest il 20 Set 2011, 20:47
Continuo a chiedermi a cosa mirano i contestatori e i critici ad oltranza.
Perche' criticare/ragionare/discutere e' una cosa, criticare per disfare per che'e'un mio diritto e' un'altra.
A chi giova?
Che vi serve?
Cosa ci fate poi?
La Lazio e' qualcosa che amiamno; ma voi le cose, le persone che amate continuate a criticarle?
Perche'?
Allora sìate coerenti e divorziate.
Ecco, fate pace con voi stessi, separatevi da sta societa' che vi infastidice, che vi guasta il fegato.
e lasciatela a noi.
A noi che ci va bene anche con le rughe.
Adler, il tuo discorso è giusto.
Però non credi che anche noi così alziamo un altro muro.
Metti che io seguo il tuo ragionamento. Io non stimo più questa persona umanamente. E non lo stimo da tempo tecnicamente. L'unica cosa che potrò fare è sperare che si vinca, tifare per vincere, ma dissentire da quell'uomo in panchina.
Allora, se per caso la Nord entra in sciopero se perdiamo altre 4 partite... sarebbero maturi o no?
NO, perchè quando vanno a distruggere Formello o altri posti gli si da giustamente degli incivili. E se stessero in silenzio? NOn sarebbe un'azione civile?
A metà stagione, comunque il tifoso valuterà il suo operato. E poi?
Ma da questa persona, che si sta preparando furbescamente l'uscita, non è che nel momento che fallirà... potrà dire "vedete, è la prova che l'ambiente è marcio".
MOlto furbo. Mooolto furbo. NOn è che il tipo di "esperienza" che forse ci sta mostrando... questo non sarà uno scugnizzo italiano-medio che manco MOnicelli arriverebbe a tanto :)))))
Ci vedo un tantino di paraculaggine. Sensazioni. Cose che non tornano.
Però rimane sempre la mia personale opinione nel marasma dei calderoni e dei muri.
Citazione di: GuyMontag il 20 Set 2011, 18:15
Avevo già in mente di scrivere prima del fatal lunedì.
Tanto non cambia di una virgola il mio timore.
Il mio timore è che la nostra tifoseria sia una tifoseria di mer.da.
Intendiamoci sul termine tifoseria. Quando si critica, spesso qui, sono tutti d'accordo. Tifoseria di mer.da. Tranne me.
C'è una scuola di pensiero. Sarà di merda, né più né meno di altre. E giù copiosi esempi.
Vero, eh? I copiosi esempi però rendono solo più desolante il quadro, non modificano l'assioma.
Se altre tifoserie mantengono nei confronti della propria società (intesa come dirigenza, staff, giocatori) gli stessi atteggiamenti della nostra, ebbene trattasi di pandemia: tifoserie di merda. Tutte.
Il problema è che io speravo che la nostra fosse differente.
Io, che ho passato i cinquanta, mi ricordavo dei cinquantamila che si strinsero attorno alla squadra a Lazio-Catanzaro, e io il pomeriggio andavo a Tor di Quinto a "far quadrato", mi ricordavo dei nostri momenti eroici, sempre coincidenti con le difficoltà, i drammi, ma noi c'eravamo, tanti, tantissimi, magari con meno distinguo e meno puzze sotto il naso. Stavamo in B e non è che dicevamo siamo la quinta tifoseria d'Italia, quindi ogni posto sotto il quinto non lo accetto. No, andavamo in diecimila ad Arezzo (c'ero) oppure a Como, che eravamo in A ma in B ci stavamo finendo, ed eravamo sempre diecimila (c'ero, e m'ero perso le chiavi della macchina nell'entusiasmo, sono tornato allo stadio e le ho ritrovate), oppure a Pisa, e quante altre...
Questo mi ricordo, e allora penso davvero che noi siamo diversi. Sappiamo soffrire, prendiamo bottigliate in faccia ma siamo accanto alla squadra. A questi megnifici colori. A questa storia emozionante. Pure se ci avevamo quelle magliette della Seleco che ho sempre trovato orride. Pure se non ci organizzava nessuno, non è che ci preparavamo per gli scontri, sto cazzo di tessera del tifoso non era ancora stata partorita a forza da un idiota in preda alla stipsi, papà, mia sorella, mio zio, un paio di cugini, pure una cugina tettona che mi attizzava, un paio di macchine, un po' di sciarpe e via sull'autostrada verso posti improbabili, Terni, Rimini, San Benedetto, Campobasso, e vai, facendo risuonare il clackson ogni volta che ci superava una sciarpetta biancoceleste.
Ma oggi, settembre 2011, siamo diversi dagli altri? Cosa distingue la nostra tifoseria da un Napoli, un'Inter, una Roma? Togliamo bandiere e colori, mischiamoli e invertiamoli a piacimento. Li riconosceremmo? Forse per alcuni cori, qualche romanista ebreo o laziale che avevi il moschetto ci potrebbe indirizzare, ma per il resto... reazioni, contestazioni preventive, rancore, frustrazione, odio... lo stesso identico rispetto agli altri.
Siamo diversi? In cosa siamo diversi? Nella nostra storia? Ma chi cavolo la conosce la nostra storia, e più che altro chi la ricorda? La storia bisognerebbe non solo conoscerla, ma anche onorarla e rispettarla, e onorare e rispettare i suoi protagonisti. Qua non si onora e non si rispetta niente e nessuno. Non c'è un attimo di felicità, un attimo di gioia, neanche quando si vince. Quando si vince, è dovuto. Tutto è dovuto, e se tutto è dovuto, se il tifoso ha tutti i diritti (diritti di incazzarsi, di fischiare, di insultare tutto e tutti, prima, durante e dopo) ma nessun dovere (che sarebbe quello - mi rendo conto di essere obsoleto - di incitare la propria squadra), tutto quanto accade è logicamente conseguente. Nessuna sorpresa.
A questo punto di solito si alza uno che - con meritorio vigore - rivendica il proprio diritto di critica. Perbacco, è un forum, si può - anzi si deve - criticare. Sennò che ci stiamo a fare.
E ha ragione, lo dico subito. Critichi pure, è sancito costituzionalmente. Se (per tornare all'attualità) il nostro allenatore è un minestraro e pure vecchio, perbacco, urliamolo forte. Più forte dei nostri dirimpettai, che quasi ci perdono gusto. Con tutte quelle spalate di mmerda che leggo qua sulla nostra società, non saprebbero fare di meglio. Ma - ripeto - il diritto c'è, la voglia pure. Fate vobis.
Però anche qui sui forum. Togli Lazionet (che ritengo fra l'altro cent'anni luce superiore ad ogni forum sulla Lazio) e metti Violanet o Ciuccionet. Cambia l'ordine dei fattori, il prodotto non cambia.
Siamo tutti uguali. E se qualcuno può trarre consolazione dal fatto che gli altri sono pessimi, io no. Speravo con tutto il cuore che fossimo diversi, era un po' come quando c'era una persona che stimavi e scoprivi che era laziale, ti faceva un bel piacere. Vedi, il laziale è mejo. E se invece qualcuno sempre che stimavi era tipo difettoso, bé a me seccava, c'era qualcosa che non andava. Ora che cambia?
Fare il tifo non è mettersi uno straccio biancoceleste o giallorosso e sei della Lazio o della roma. E' altro. Sei della Lazio? Bé cazzo te lo devi meritare di essere della Lazio, non basta affermarlo, se poi ti comporti come uno qualsiasi.
E noi - oggi - non ce la meritiamo, la Lazio.
Guy
(PS scritto d'impeto, senza rileggere)
Un applauso. Se la stampa romana scrivesse così, avremmo un altro palmares. Mi commuove il tuo amore per la Lazio, allo stesso tempo l innocenza e l illusione di chi crede che certi tifosi possano essere meglio degli altri. L ossessione per il risultato immediato è lo specchio di questa società di cui il consumismo riesce a corromperne ogni aspetto. Lo sport, la sessualità, l arte.Dove la passione dovrebbe unire, dove l amore per l effimero dovrebbe rendere la vita più facile e meno dolorosa. Tutto va a farsi fottere, lo spirito muore ovunque e lascia spazio al vuoto profondo, quello che ti fà schiumare di rabbia e di odio verso chi non è all altezza delle tue aspettative. Stravincere subito, non vincere. Allora si calpestano le dignità, si umiliano le persone, ci si unisce al coro, la cosa più semplice ed istintiva da fare. Forza Lazio sempre.
Citazione di: GuyMontag il 20 Set 2011, 18:15
Avevo già in mente di scrivere prima del fatal lunedì.
Tanto non cambia di una virgola il mio timore.
Il mio timore è che la nostra tifoseria sia una tifoseria di mer.da.
Intendiamoci sul termine tifoseria. Quando si critica, spesso qui, sono tutti d'accordo. Tifoseria di mer.da. Tranne me.
C'è una scuola di pensiero. Sarà di merda, né più né meno di altre. E giù copiosi esempi.
Vero, eh? I copiosi esempi però rendono solo più desolante il quadro, non modificano l'assioma.
Se altre tifoserie mantengono nei confronti della propria società (intesa come dirigenza, staff, giocatori) gli stessi atteggiamenti della nostra, ebbene trattasi di pandemia: tifoserie di merda. Tutte.
Il problema è che io speravo che la nostra fosse differente.
Io, che ho passato i cinquanta, mi ricordavo dei cinquantamila che si strinsero attorno alla squadra a Lazio-Catanzaro, e io il pomeriggio andavo a Tor di Quinto a "far quadrato", mi ricordavo dei nostri momenti eroici, sempre coincidenti con le difficoltà, i drammi, ma noi c'eravamo, tanti, tantissimi, magari con meno distinguo e meno puzze sotto il naso. Stavamo in B e non è che dicevamo siamo la quinta tifoseria d'Italia, quindi ogni posto sotto il quinto non lo accetto. No, andavamo in diecimila ad Arezzo (c'ero) oppure a Como, che eravamo in A ma in B ci stavamo finendo, ed eravamo sempre diecimila (c'ero, e m'ero perso le chiavi della macchina nell'entusiasmo, sono tornato allo stadio e le ho ritrovate), oppure a Pisa, e quante altre...
Questo mi ricordo, e allora penso davvero che noi siamo diversi. Sappiamo soffrire, prendiamo bottigliate in faccia ma siamo accanto alla squadra. A questi megnifici colori. A questa storia emozionante. Pure se ci avevamo quelle magliette della Seleco che ho sempre trovato orride. Pure se non ci organizzava nessuno, non è che ci preparavamo per gli scontri, sto cazzo di tessera del tifoso non era ancora stata partorita a forza da un idiota in preda alla stipsi, papà, mia sorella, mio zio, un paio di cugini, pure una cugina tettona che mi attizzava, un paio di macchine, un po' di sciarpe e via sull'autostrada verso posti improbabili, Terni, Rimini, San Benedetto, Campobasso, e vai, facendo risuonare il clackson ogni volta che ci superava una sciarpetta biancoceleste.
Ma oggi, settembre 2011, siamo diversi dagli altri? Cosa distingue la nostra tifoseria da un Napoli, un'Inter, una Roma? Togliamo bandiere e colori, mischiamoli e invertiamoli a piacimento. Li riconosceremmo? Forse per alcuni cori, qualche romanista ebreo o laziale che avevi il moschetto ci potrebbe indirizzare, ma per il resto... reazioni, contestazioni preventive, rancore, frustrazione, odio... lo stesso identico rispetto agli altri.
Siamo diversi? In cosa siamo diversi? Nella nostra storia? Ma chi cavolo la conosce la nostra storia, e più che altro chi la ricorda? La storia bisognerebbe non solo conoscerla, ma anche onorarla e rispettarla, e onorare e rispettare i suoi protagonisti. Qua non si onora e non si rispetta niente e nessuno. Non c'è un attimo di felicità, un attimo di gioia, neanche quando si vince. Quando si vince, è dovuto. Tutto è dovuto, e se tutto è dovuto, se il tifoso ha tutti i diritti (diritti di incazzarsi, di fischiare, di insultare tutto e tutti, prima, durante e dopo) ma nessun dovere (che sarebbe quello - mi rendo conto di essere obsoleto - di incitare la propria squadra), tutto quanto accade è logicamente conseguente. Nessuna sorpresa.
A questo punto di solito si alza uno che - con meritorio vigore - rivendica il proprio diritto di critica. Perbacco, è un forum, si può - anzi si deve - criticare. Sennò che ci stiamo a fare.
E ha ragione, lo dico subito. Critichi pure, è sancito costituzionalmente. Se (per tornare all'attualità) il nostro allenatore è un minestraro e pure vecchio, perbacco, urliamolo forte. Più forte dei nostri dirimpettai, che quasi ci perdono gusto. Con tutte quelle spalate di mmerda che leggo qua sulla nostra società, non saprebbero fare di meglio. Ma - ripeto - il diritto c'è, la voglia pure. Fate vobis.
Però anche qui sui forum. Togli Lazionet (che ritengo fra l'altro cent'anni luce superiore ad ogni forum sulla Lazio) e metti Violanet o Ciuccionet. Cambia l'ordine dei fattori, il prodotto non cambia.
Siamo tutti uguali. E se qualcuno può trarre consolazione dal fatto che gli altri sono pessimi, io no. Speravo con tutto il cuore che fossimo diversi, era un po' come quando c'era una persona che stimavi e scoprivi che era laziale, ti faceva un bel piacere. Vedi, il laziale è mejo. E se invece qualcuno sempre che stimavi era tipo difettoso, bé a me seccava, c'era qualcosa che non andava. Ora che cambia?
Fare il tifo non è mettersi uno straccio biancoceleste o giallorosso e sei della Lazio o della roma. E' altro. Sei della Lazio? Bé cazzo te lo devi meritare di essere della Lazio, non basta affermarlo, se poi ti comporti come uno qualsiasi.
E noi - oggi - non ce la meritiamo, la Lazio.
Guy
(PS scritto d'impeto, senza rileggere)
CitazioneContinuo a chiedermi a cosa mirano i contestatori e i critici ad oltranza.
Perche' criticare/ragionare/discutere e' una cosa, criticare per disfare per che'e'un mio diritto e' un'altra.
A chi giova?
Che vi serve?
Cosa ci fate poi?
La Lazio e' qualcosa che amiamno; ma voi le cose, le persone che amate continuate a criticarle?
Perche'?
Allora sìate coerenti e divorziate.
Ecco, fate pace con voi stessi, separatevi da sta societa' che vi infastidice, che vi guasta il fegato.
e lasciatela a noi.
A noi che ci va bene anche con le rughe.
:hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail:
Citazione di: GuyMontag il 20 Set 2011, 18:15
Fare il tifo non è mettersi uno straccio biancoceleste o giallorosso e sei della Lazio o della roma. E' altro. Sei della Lazio? Bé cazzo te lo devi meritare di essere della Lazio, non basta affermarlo, se poi ti comporti come uno qualsiasi.
100%
purtroppo la globalizzazione del pensiero in un mondo
dove i pensieri scarseggiano non ha prodotto altro che
un mucchio di teste vuote in cui rimbombano le "aradio".
Lo vogliamo dire che questi comportamenti "isterici"
dell'ambiente sono dovuti al fatto che l'ambiente è
saturo di personaggi di bassissimo livello a partire
dalla stragrande maggioranza dei "tifosi"?
Io ancora leggo di ragionamenti sui tifosi della Lazio come
se si parlasse di un gruppo di intellettuali a congresso
mentre quelli dellà sono prima "romanisti" (dementi)
e poi tutto il resto anche nella vita di tutti i giorni.
Forse invece la demenza dilaga anche da questa parte
e i fatti degli ultimi anni ne sono l'effetto evidente.
Altro che idiotina.
un GM amaro ma chiarissimo. Grazie.
Citazione di: GoodbyeStranger il 20 Set 2011, 22:12
100%
purtroppo la globalizzazione del pensiero in un mondo
dove i pensieri scarseggiano non ha prodotto altro che
un mucchio di teste vuote in cui rimbombano le "aradio".
Lo vogliamo dire che questi comportamenti "isterici"
dell'ambiente sono dovuti al fatto che l'ambiente è
saturo di personaggi di bassissimo livello a partire
dalla stragrande maggioranza dei "tifosi"?
Io ancora leggo di ragionamenti sui tifosi della Lazio come
se si parlasse di un gruppo di intellettuali a congresso
mentre quelli dellà sono prima "romanisti" (dementi)
e poi tutto il resto anche nella vita di tutti i giorni.
Forse invece la demenza dilaga anche da questa parte
e i fatti degli ultimi anni ne sono l'effetto evidente.
Altro che idiotina.
Condivido. Ma questo forum credo sia popolato da persone abbastanza intelligenti , consapevoli che spesso si gioca e si fa ironia. Qualcosa di vero c'è nella differenza tra tifoserie, ma noi possiamo permetterci di divertici anche cazzeggiando su presunte superiorità perchè in realtà sappiamo che è una forzatura. Io sfotto sempre i riommers e mi diverto un casino e che certi soggetti la prendono troppo sul serio, fanno sorridere , e ti viene spontaneo sfotterli...e fingo un alterigia da Laziale, che in realtà non mi appartiene, ma che li fà tanto incazzare...
Citazione di: poeta1964 il 20 Set 2011, 22:59
Condivido. Ma questo forum credo sia popolato da persone abbastanza intelligenti , consapevoli che spesso si gioca e si fa ironia. Qualcosa di vero c'è nella differenza tra tifoserie, ma noi possiamo permetterci di divertici anche cazzeggiando su presunte superiorità perchè in realtà sappiamo che è una forzatura. Io sfotto sempre i riommers e mi diverto un casino e che certi soggetti la prendono troppo sul serio, fanno sorridere , e ti viene spontaneo sfotterli...e fingo un alterigia da Laziale, che in realtà non mi appartiene, ma che li fà tanto incazzare...
Certo, ma poi alla fine quello che influenza veramente i fatti del calcio, anche perché strumentalizzato ad
arte, è il delirio prodotto dalla maggioranza delle teste vuote mentre gli altri non ci possono fare un bel
niente.
Non puoi nemmeno dire me ne frego e vedo solo la partita, non è contorno, sono pesantemente entrati
nello "spettacolo" che inevitabilmente è scaduto (anche e soprattutto per altre responsabilità).
Più si va avanti più le differenze "scemano"... alla fine ci vorrà un grosso pelo sullo stomaco per non
vergognarsi di essere accomunati a questo patetico circo, una volta c'erano gli "undici scemi che correvano
appresso a un pallone" adesso ci sono solo le decine di migliaia di dementi che li guardano.
Post di apertura bellissimo, complimenti a GuyMontag.
Certo, c'è una vena di nostalgia, e io apprezzo anche quella, pur'avendo qualche lustro di meno.
Condivido anche chi nel calderone dell'analisi ci ha buttato gli effetti indesiderati della modernità: dalle 20 radio locali ai forum, tutto ciò che è eccesso di informazione ti si ritorce contro l'animo puro di tifoso in un momento come questo.
Questa è la realtà di oggi, e noi stessi in questo istante contribuiamo a scrivere nuove pagine, qui sul forum. Sarebbe bello però ogni tanto accendere il cervello e non farsi trascinare per forza nella polemica, nella ricerca del pelo dell'uovo.
Fermarsi e chiedersi, come dice giustamente Gesulio da diversi giorni: cui prodest? a chi giova tutta sta cagnara contro dei tesserati della Lazio dopo sole due giornate di campionato?
Citazione di: Arctic Eagle il 20 Set 2011, 20:47
Forse però parlargli di quei tempi potrebbe essere un modo per farli ragionare sulla differenza sul tifo di una volta e quello che è diventato oggi (se ancora di tifo si può parlare, e forse è proprio quello il punto).
Sulla seconda frase sono completamente in disaccordo. Niente se e niente ma. Reja fa bene ad inca..arsi, altrochè. La tifoseria (quella vera) va spronata a riflettere sui suoi comportamenti ed a cercare di isolare chi alla presentazione della squadra, per esempio, fischia allenatore e giocatori, per non si sa quali colpe. Reja non lavora in silenzio?? Ma se è un anno e mezzo che lavora in silenzio. Ci ha portato da una quasi certa serie B ad una Europa League, sfiorando la qualificazione Champion's, persa un pò per colpe sue, un pò per colpe dei giocatori, ma anche per alcuni arbitraggi diciamo così "anomali", non dimentichiamolo. Ora, se vogliamo crocifiggere un allenatore per aver commesso qualche errore, Dio scampi la Lazio a qualsiasi allenatore del mondo. Qualsiasi.
Io invece preferisco continuare con un allenatore, che sarà pure "minestraro" (?), sarà pure difensivista(ri-?), ma l'anno scorso con la squadra che avevamo ci ha fatto vincere 20 partite. E quest'anno, forse, la squadra è pure più forte dell'anno scorso. E noi invece di stare vicino alla squadra in un momento in cui non ci gira bene, in cui tutto ci rema contro (vedi partita col Vaslui dove su due, dico due, azioni pericolose abbiamo preso due gol), che facciamo? Urliamo il nostro disprezzo per l'allenatore e rischiamo di buttare all'aria (per non dire peggio) tutto ciò di buono che è stato fatto l'anno scorso e che può essere ripetuto e , se dio vuole, migliorato quest'anno.
Infine c'è la penosissima storia dei Derby persi e di Zarate. Se veramente sono quelle le motivazioni dell'odio per Reja, mamma mia, a cosa ci siamo ridotti. Ma chi se ne frega di quelli dellà e chi se ne frega di Maurito (io lo adoravo, ma ora non è più con noi, e, almeno per me, non ne sto sentendo ancora la mancanza).
100% bravissimo.
Citazione di: zaradona il 20 Set 2011, 20:25
Ti amo.
Ps. I 50mila di Lazio Catanzaro , per citar loro , non avevano :
"alazziosolloro"
"quelli che hanno portato rcarcio a roma"
cellulari con le cuffie nelle orecchie per ascoltare tutto il giorno radio6
erano liberi. Mentalmente liberi.
Oggi no , sono indirizzati , come le pecore, giri pe strada e se ne parla , poi senti :" ao' l'ha detto pure uirzon !!" embe' , perchè lo dice tal personaggio deve essere vero ?
"ao' l'ha detto guido!! " mejo me sento . . . .
Svegliamose noi , che se la Lazio non la paramo noi , non c'è rimasto piu' nessuno.
(Reja a me non piace).
:clap:
Un applauso ad Alerub. Tra ieri e oggi, non sono riuscito a spiegarlo così bene come ha fatto lui. Grazie
Citazione di: superazio il 20 Set 2011, 19:03
il problema è che si dovrebbe essere meno pecore e più lupi solitari, bella guy!
Si dovrebbe essere più aquile e meno lupi (che notoriamente vivono in branco), vorrai dire... Basterebbe seguire il nostro animale simbolo e ragionare come lui.
Citazione di: Alerub il 20 Set 2011, 19:51
Come dicono i buddhisti, nulla è permanente
continuare ad evocare cambi culturali a colpi di offese è la cosa più stupida che ci sia.
mi sorprende che molti netter di indiscussa intelligenza aderiscano a questa prassi incivile e antistorica.
...brunetta&sharon non hanno risolto un ca220 con i loro metodi da Kapò, ma hanno fatto proseliti vedo.
come capita spesso, mi trovo totalmente d'accordo con GM
ed è un peccato che il suo intervento venga letto come un'apologìa del passato
è il presente ad essere fetido, viscido, vischioso, avviluppante
e, con questo presente, il futuro non può che essere peggiore
detto ciò, ha ragione aquilante quando invita a non pensare solo alla "tifoseria" ma ai "singoli tifosi"
però, aquilante caro, io è proprio dal comportamento dei singoli tifosi che traggo lo spunto per un'analisi peggiorativa della situazione
ad oggi manca quasi del tutto una guida, unificante, totalitaria, della tifoseria
e, se questi sono i risultati, vuol dire che è l'essere singolo che è marcio e non è la sua appartenza ad un gruppo a farlo diventare così
in pratica, voglio dire, venuta meno una "direzione" del tifo, pardon, della tifoseria, che aveva fatto scendere la ns ai livelli di una hitlejugend de' noantri, ora assistiamo ad un "ognun per se" che, di fatto, evidenzia come siano le singole teste ad essere rancide
ovviamente, gradirei fosse chiaro, non mi sto riferendo assolutamenmte alla curva ed a chi la frequenta
mi riferisco a tutto il tifo laziale
ora, bisogna capire se questo è il risultato di anni di eterodirezione ed aderenza ad un singolo gruppo, oppure se il problema è più ampio, sociale, come invece GM non vuole fare, eliminando l'humus sociologico dal suo ragionamento e limitandolo alla SS Lazio, alla sua tifoseria
per me, sbaglierò, è proprio una stratificazione sociale che è crollata, evidenziando un tutti contro tutti che si rispecchia in ciò che vedo nella società nella quale vivo
e ciò non può che riflettersi sui tifosi, in quanto cittadini (a)sociali
Citazione di: GuyMontag il 20 Set 2011, 18:15
Avevo già in mente di scrivere prima del fatal lunedì.
Tanto non cambia di una virgola il mio timore.
Il mio timore è che la nostra tifoseria sia una tifoseria di mer.da.
Intendiamoci sul termine tifoseria. Quando si critica, spesso qui, sono tutti d'accordo. Tifoseria di mer.da. Tranne me.
C'è una scuola di pensiero. Sarà di merda, né più né meno di altre. E giù copiosi esempi.
Vero, eh? I copiosi esempi però rendono solo più desolante il quadro, non modificano l'assioma.
Se altre tifoserie mantengono nei confronti della propria società (intesa come dirigenza, staff, giocatori) gli stessi atteggiamenti della nostra, ebbene trattasi di pandemia: tifoserie di merda. Tutte.
Il problema è che io speravo che la nostra fosse differente.
Io, che ho passato i cinquanta, mi ricordavo dei cinquantamila che si strinsero attorno alla squadra a Lazio-Catanzaro, e io il pomeriggio andavo a Tor di Quinto a "far quadrato", mi ricordavo dei nostri momenti eroici, sempre coincidenti con le difficoltà, i drammi, ma noi c'eravamo, tanti, tantissimi, magari con meno distinguo e meno puzze sotto il naso. Stavamo in B e non è che dicevamo siamo la quinta tifoseria d'Italia, quindi ogni posto sotto il quinto non lo accetto. No, andavamo in diecimila ad Arezzo (c'ero) oppure a Como, che eravamo in A ma in B ci stavamo finendo, ed eravamo sempre diecimila (c'ero, e m'ero perso le chiavi della macchina nell'entusiasmo, sono tornato allo stadio e le ho ritrovate), oppure a Pisa, e quante altre...
Questo mi ricordo, e allora penso davvero che noi siamo diversi. Sappiamo soffrire, prendiamo bottigliate in faccia ma siamo accanto alla squadra. A questi megnifici colori. A questa storia emozionante. Pure se ci avevamo quelle magliette della Seleco che ho sempre trovato orride. Pure se non ci organizzava nessuno, non è che ci preparavamo per gli scontri, sto cazzo di tessera del tifoso non era ancora stata partorita a forza da un idiota in preda alla stipsi, papà, mia sorella, mio zio, un paio di cugini, pure una cugina tettona che mi attizzava, un paio di macchine, un po' di sciarpe e via sull'autostrada verso posti improbabili, Terni, Rimini, San Benedetto, Campobasso, e vai, facendo risuonare il clackson ogni volta che ci superava una sciarpetta biancoceleste.
Ma oggi, settembre 2011, siamo diversi dagli altri? Cosa distingue la nostra tifoseria da un Napoli, un'Inter, una Roma? Togliamo bandiere e colori, mischiamoli e invertiamoli a piacimento. Li riconosceremmo? Forse per alcuni cori, qualche romanista ebreo o laziale che avevi il moschetto ci potrebbe indirizzare, ma per il resto... reazioni, contestazioni preventive, rancore, frustrazione, odio... lo stesso identico rispetto agli altri.
Siamo diversi? In cosa siamo diversi? Nella nostra storia? Ma chi cavolo la conosce la nostra storia, e più che altro chi la ricorda? La storia bisognerebbe non solo conoscerla, ma anche onorarla e rispettarla, e onorare e rispettare i suoi protagonisti. Qua non si onora e non si rispetta niente e nessuno. Non c'è un attimo di felicità, un attimo di gioia, neanche quando si vince. Quando si vince, è dovuto. Tutto è dovuto, e se tutto è dovuto, se il tifoso ha tutti i diritti (diritti di incazzarsi, di fischiare, di insultare tutto e tutti, prima, durante e dopo) ma nessun dovere (che sarebbe quello - mi rendo conto di essere obsoleto - di incitare la propria squadra), tutto quanto accade è logicamente conseguente. Nessuna sorpresa.
A questo punto di solito si alza uno che - con meritorio vigore - rivendica il proprio diritto di critica. Perbacco, è un forum, si può - anzi si deve - criticare. Sennò che ci stiamo a fare.
E ha ragione, lo dico subito. Critichi pure, è sancito costituzionalmente. Se (per tornare all'attualità) il nostro allenatore è un minestraro e pure vecchio, perbacco, urliamolo forte. Più forte dei nostri dirimpettai, che quasi ci perdono gusto. Con tutte quelle spalate di mmerda che leggo qua sulla nostra società, non saprebbero fare di meglio. Ma - ripeto - il diritto c'è, la voglia pure. Fate vobis.
Però anche qui sui forum. Togli Lazionet (che ritengo fra l'altro cent'anni luce superiore ad ogni forum sulla Lazio) e metti Violanet o Ciuccionet. Cambia l'ordine dei fattori, il prodotto non cambia.
Siamo tutti uguali. E se qualcuno può trarre consolazione dal fatto che gli altri sono pessimi, io no. Speravo con tutto il cuore che fossimo diversi, era un po' come quando c'era una persona che stimavi e scoprivi che era laziale, ti faceva un bel piacere. Vedi, il laziale è mejo. E se invece qualcuno sempre che stimavi era tipo difettoso, bé a me seccava, c'era qualcosa che non andava. Ora che cambia?
Fare il tifo non è mettersi uno straccio biancoceleste o giallorosso e sei della Lazio o della roma. E' altro. Sei della Lazio? Bé cazzo te lo devi meritare di essere della Lazio, non basta affermarlo, se poi ti comporti come uno qualsiasi.
E noi - oggi - non ce la meritiamo, la Lazio.
Guy
(PS scritto d'impeto, senza rileggere)
Che cosa m'hai ricordato, Lazio - Catanzaro!!! Grazie.
Dopo quello che era successo, pensa un po' te, nemmeno un insulto che uno verso la società, l'allenatore, i calciatori invischiati... solo grande tifo, dall'entrata in campo di Palanca e soci, a fargli capire che aria tirava, fino al fischio finale! Quel giorno la Lazio giocò in 12.
Ma siamo alla storia del vecchio e il bambino di Guccini. Ci vogliono "vecchi" bravi, come te (sono tuo coetaneo, non te la prendere per il vecchio...) per raccontare, ma pure "bambini" che stiano ad ascoltare. E intorno vedo sempre più sordi e ciechi, con la fretta addosso, senza tempo per la memoria non personale!, ma collettiva.
Forse, è tempo che anche questo giocattolo si rompa definitivamente. E più che chiedere agli isterici di oggi di lasciare, decidere noi di andarcene.
Grazie davvero per il ricordo.
Sono un over 60 e contribuisco ad alzare la media dell'età dei tifosi. Condivido quanto scritto da Guymontag. Sono arci stufo dei cori di contestazione spinta e spesso immotivata. Così si finisce non solo con il far incazzare l'allenatore, che è il meno, ma si demotivano gli stessi giocatori influenzando negativamente il risultato. Ho sempre seguito fin da piccolo la Lazio, anche, e soprattutto, quando siamo andati in B ed i risultati non erano tanto esaltanti. Però si andava allo stadio con gioia e speranza. Ora il clima è cambiato per via di una frangia di tifosi un pò fuori di testa. Non sono più tornato allo stadio dopo un Lazio-Inter, in cui gran parte dei tifosi incitava la squadra a perdere per non far vincere alla Roma lo scudetto..... con il rischio di retrocedere noi, invece. Vedo le partite in un club di tifosi veri e sto meglio.
Citazione di: Il Tenente il 20 Set 2011, 23:42
Fermarsi e chiedersi, come dice giustamente Gesulio da diversi giorni: cui prodest? a chi giova tutta sta cagnara contro dei tesserati della Lazio dopo sole due giornate di campionato?
E' su questo, Tenente, e saluto pure Gesulio, che dovremmo porvare ad essere "aperti" con la mente, non diventare pro-rejisti per educare a tutti i costi i tifosi-figli a stare calmi e maturare, e provare, serenamente a prendere in considerazione, almeno... almeno quello, che questa cosa avvantaggia in tutto e per tutto solo il mister.
E' un'ipotesi. RAgioniamoci almeno. Abbiamo un cervello, almeno proviamo a ragionarci e poi ognuno rimarrà della sua personale opinione serenamente (anche perchè noi, davvero poco possiamo fare).
Creando casino (quando invece visto che hai l'appoggio della società e dei giocatori) con conferenze stampa con parole che rendono ancora più strane interpretazioni e dubbi, il mister, a questo punto si prepara la buonauscita... se vinco, vado bene, se perdo... "è l'ambiente marcio"...
Per uno che già lo scorso anno diceva che voleva andare via, questo sospetto è così assurdo?...
Io non contesto nè lui, figuriamoci Lotito. Questo c'è. Però farmi prendere in giro da questo personaggio, mi chiedo perchè dovrei?
Ma quanti allenatori sono andati via da ROma dicendo che l'ambiente è marcio? E' roma e lo sapevi, e se non lo sapevi, vogliamo davvero credere che mister reja è il profeta che con il suo esempio può cambiare la mentalità di una piazza? Uno che accende le micce invece che stare zitto e lavorare? E proprio da uno di esperienza come lui che mi aspettavo porfessionalità almeno, visto tecnicamente non si può guardare.
Citazione di: COLDILANA61 il 20 Set 2011, 20:35
Alerub non e' che il nuovo e' buono solo perche' nuovo .
Non credo che GM ed altri che la pensano come Lui , vogliano criticare chi critica (scusa il gioco di parole) .
Qui si critica la critica preventiva che si poggia su fattori che con il tifo NON hanno nulla a che fare .
Io sono diventato Laziale quando la Lazio era in B . Non quando vinceva in Italia ed Europa .
Non ero contento di stare in B , ero felice , dopo , di vincere .
Ma la Lazio prescinde da Cragnotti o meglio dall'era Cragnotti .
Non sono i risultati a fare il tifoso .
E' quello che GM ed i suoi "accoliti" stanno cercando di spiegare da Domenica Sera e non sono lamenti .
Quelli vengono da chi vuole sempre e solo vincere . A prescindere (come direbbe Toto' e non Siddharta)
:beer: and :ssl
Mi dispiace Col,
ma è proprio questo il punto.
E' qui che ci vedo l'incoerenza.
Ma se a una persona non piace contestare. NOn contesta. Se ad un'altra piace contestare, contesta.
E' la libertà.
MA perchè vogliamo farci carico noi di educare la gente se non lo fa il sistema.
MA secondo reja ha detto delle cose chiare per cui il tifoso si è rasserenato? no? E lallora si prenda le sue responsabilità.
Il gioco fa schifo. I risultati non vengono. NOn riesci neanche a spiegare che stai a fa? Non ti prendi nessuna colpa.
Ma perchè un tifoso che paga dovrebbe stare zitto? E io chi sono per azzittirlo?
Ma se noi volgiamo essere tifosi veri e maturi. Pensiamo a noi e a fare quello che dobbiamo fare e diamo l'esempio.
Se no facciamo i soliti italiani medi che criticano il paese e poi sono i primi a buttare le cartacce per terra.
Che ci frega se molti criticano. Urliamo più forte la nostra volontà verso i giocatori.
Chi cerca di prevenire uno sfogo collettivo, cerca di frenare una valanga con le mani.
MA che ci frega a noi se contestano?
Se io mi sento maturo e critico senza aggredire me ne frego se "una maggioranza" non aiuta la squadra.
NOn volgiamo essere educati dai loro modi beceri però noi vogliamo educare loro a prescindere.
E' l'altra faccia della stessa medaglia.
MIa opinione personale.
Citazione di: zaradona il 20 Set 2011, 20:25
Ti amo.
Ps. I 50mila di Lazio Catanzaro , per citar loro , non avevano :
"alazziosolloro"
"quelli che hanno portato rcarcio a roma"
cellulari con le cuffie nelle orecchie per ascoltare tutto il giorno radio6
erano liberi. Mentalmente liberi.
Oggi no , sono indirizzati , come le pecore, giri pe strada e se ne parla , poi senti :" ao' l'ha detto pure uirzon !!" embe' , perchè lo dice tal personaggio deve essere vero ?
"ao' l'ha detto guido!! " mejo me sento . . . .
Svegliamose noi , che se la Lazio non la paramo noi , non c'è rimasto piu' nessuno.
(Reja a me non piace).
Il problema, l'hai centrato in pieno! Chiunque parli di Lazio, alle radio che io ascolto, da uirzon (come lo chiami tu) a Facco, a Oddi, a Paglia, a guido (solo per citare i GRANDI LAZIALI CHE PARLANO SOLO PER IL BENE DELLA LAZIO, per non elencare quelli che, sono sempre Laziali, ma che odiano Lotito e, quindi, la Lazio non esiste più), non fa altro che critiche continue a tutto e a tutti. Mi viene anche da ridere, alcune volte, per la ridicolaggine nella quale scadono, quando non si accorgono che si contraddicono, pur di portare avanti l'odio per una certa persona......
OT
Quel Lazio-Catanzaro, lo scrissi qualche anno fa, è forse una delle 10 partite più importanti della storia della Lazio.
Un Lazio-Vicenza anticipato di 5 giornate rispetto alla fine del campionato, ma a tutti era chiaro che se si perdeva si finiva in B (e quindi in C, in ragione della tegola calcio scommesse che ci stava cadendo in testa).
Finimmo un punto sopra al Catanzaro, terz'ultimo.
Anche un parggio ci avrebbe condannato.
Quello stadio è il ricordo più forte che ho del mio essere laziale.
Più di Lazio-Vicenza.
Ero un bambino, 10 anni, quasi 11.
Addosso una giacca da "boscaiolo" a scacchi rossi e neri.
Me la ricordo bene, perché al gol di D'Amico mio padre mi stringe e mi fa: "Guarda, ci sono tutti".
E' vero, c'erano tutti.
Vecchi dei paesi, ragazzini, gli eagles (stavo in nord), le signore.
Aquilante dice che la parola "popolo" è troppo generica, forse è vero, ma in quell'occasione ci andammo molto vicino ad esserlo.
Quel giaccone me lo tirai sugli occhi, perché mi vergognavo.
Mi stavano uscendo le lacrime.
Cose da ragazzino, ma vabbe'.
Quella roba non tornerà più, credo, perché da quando il tifo è diventato un affare (per tutti, non solo per i quattro paraculetti delle curve), si è persa l'innocenza e certe cose non le rimetti più insieme.
Radio, tv, giornali, varia umanità, un indotto che crea un mare di interessi tale per cui la dimensione sarà sempre più individuale e sempre meno collettiva.
E' andata.
Io ringrazio di aver avuto un padre che quel giorno mi portò allo stadio.
Il tabellino:
25a GIORNATA 30 mar 1980
Lazio - Catanzaro 2-0
72' D'Amico, 82' aut. Groppi
EOT
Ecco ci siamo in Curva Nord ad aspettar , una vittoria che col Cuore arriverà , la nostra Fede sempre quella resterà , non Ti lasceremo mai !
Forza Forza Grande Lazio ,
Forza Forza Grande Lazio ,
Forza Forza Grande Lazio ,
NON TI LASCEREMO MAI !
avevo 16 anni sono stato senza voce una settimana , il coro era sempre questo senza soluzione di continuità , come finiva ricominciava e ricominciava ancora ,
e ogni tanto mi ritorna in mente nei momenti più impensabili , qualche volta in macchina lo canto a squarciagola con la voce strozzata e rauca dalle troppe sigarette , felice però di ricordare quello Stadio e tutti quei Laziali intorno a me :band5:
Citazione di: oldengland il 21 Set 2011, 14:58
Sono un over 60 e contribuisco ad alzare la media dell'età dei tifosi. Condivido quanto scritto da Guymontag. Sono arci stufo dei cori di contestazione spinta e spesso immotivata. Così si finisce non solo con il far incazzare l'allenatore, che è il meno, ma si demotivano gli stessi giocatori influenzando negativamente il risultato. Ho sempre seguito fin da piccolo la Lazio, anche, e soprattutto, quando siamo andati in B ed i risultati non erano tanto esaltanti. Però si andava allo stadio con gioia e speranza. Ora il clima è cambiato per via di una frangia di tifosi un pò fuori di testa. Non sono più tornato allo stadio dopo un Lazio-Inter, in cui gran parte dei tifosi incitava la squadra a perdere per non far vincere alla Roma lo scudetto..... con il rischio di retrocedere noi, invece. Vedo le partite in un club di tifosi veri e sto meglio.
ho 10 anni meno di te, a due anni mio padre mi portava allo stadio con miei fratelli e mia madre, ma sono stanco.
Stanco ma non della Lazio.
Sono stanco di tutti quelli che vogliono aver ragione e creano fazione. non c'è un giorno in cui qualcuno non crei comunicazione negativa su questa compagine che è la punta di diamante di una polisportiva tra le più importanti al mondo.
Stanco di chi dice che il laziale pretende troppo.
Stanco di chi attacca la proprietà che non ci ha fatto fare la fine che tutti ci volevano farci fare.
Stanco di miliardari che si lamentano.
Stanco di tifosi pseudofilosofi che attaccano gli stessi tifosi della propria squadra.
Stanco di una stampa che non vede l'ora di trovare una defezione all'interno della squadra per rafforzare il concetto che se si sparisce è meglio.
Ma della lazio non sono stanco.
Chi invece è stanco della lazio, allenatore, giocatore, tifoso, giornal(aro)ista, si accomodi, si scelga un'altra compagine, scenda di livello e vada a fare il tifo per qualcosa che non ha il retaggio morale della Lazio, perchè intendiamoci, se qualcuno pensa di essere laziale senza conoscerne la storia e l'eccezionalità della sua nascita e sopravvivenza, sappia che se non si sente fortunato, non è della lazio.
Io sono certo che me la merito, LA MIA LAZIO, chi non ne è certo, la restituisca
:since
Citazione di: Alerub il 21 Set 2011, 18:31
...
MA secondo reja ha detto delle cose chiare per cui il tifoso si è rasserenato? no? E lallora si prenda le sue responsabilità.
...
Ale, quello che dici è interessante però l'Apritore di questo topic ha chiesto espressamente di lasciare fuori lo specifico caso "Reja" o "Lotito". Si chiede di parlare in generale.
(continuate che mi state distraendo da una incaxxatura... è finito il primo tempo...)
(mi è passata l'incaxxatura :pp)
Citazione di: Alerub il 20 Set 2011, 20:52
...
Io ho sempre ammesso che reja non mi piace assolutamente come allenatore. Ma qui, oggi, mi sono reso conto, dopo diversi topic molto interessanti e maturi, che è proprio l'uomo reja che mi ha deluso.
E' proprio da un allenatore di 65 anni, che vuole allenare in A, che io almeno mi aspetto l'intelligenza e l'esperienza di non agitare le acque quando la situazione è calda, soprattutto se la società ti protegge e hai i giocatori con te. MA ti sembra possibile che sia proprio lui ad alzare tutta questa caciara? Invece di lavorare e zitto?!
Ma proprio da una persona di esperienza ci mettiamo a fare conferenze stampa ancora più divisorie, invece di unire?
...
Io questa persona non la vorrei più neanche all'interno della società come futuro dirigente, dopo la vicenda di oggi.
MA io non sono Lotito e il presidente ha tutto il diritto di tenerlo.
Io tiferò la Mia Lazio, comunque. Sempre. Ma non rispetto più quell'uomo in panchina.
...
Io sosterrò la mia Lazio. Solo quei giocatori che correranno in campo, onorandola e onorandosi come Professionisti.
Ale, ti leggo e mi sembra che alla fine condividi il succo del ragionamento di GuyM:
tu critichi Reja, lo critichi aspramente, ma MAI ti augureresti che la Lazio perda così Reja va via e MAI ti permetteresti di offenderlo incontrandolo per strada.
In cuor tuo speri di sbagliarti nel giudicare Reja.
Altri, ne conosco alcuni personalmente, si auguravano che la Lazio andasse in B pur di togliersi dalle scatole Lotito. In B.
Io sento di meritarmi di essere della Lazio (o il tifo è passione e rispetto, almeno per ciò che si tifa, o non è). E penso che anche tu lo meriti.
Citazione di: Alerub il 21 Set 2011, 18:31
Ma se a una persona non piace contestare. NOn contesta. Se ad un'altra piace contestare, contesta.
E' la libertà.
MA perchè vogliamo farci carico noi di educare la gente se non lo fa il sistema.
Scusa Alerub
ma guarda che c'è stato un fraintendimento
L'ho pure scritto.
C'è la libertà. Cavolo, diritto sancito un po' ovunque. Tranne fumare nei ristoranti (ma che me frega ho smesso).
Mica discuto il diritto a contestare, né tampoco voglio educare l'ineducato che mi sbrana i testicoli. Tant'è che a forza di non discutere e non educare allo stadio non ci vado più. Come quel ragazzo che ha aperto il topic sulla partita, me la vedo rigorosamente da solo. Ad evitandas rupturas.
Quindi?
Fatta salva la costituzione, ma tu come la vedi questa tifoseria biancoceleste? Si può parlare di popolo unito e compatto per uno scopo oppure ognuno se ne va per cazzi suoi, che in definitiva poi sono più importanti, se mi hanno rigato la macchina oppure avrei vinto a winforlàif ma quella trija di mia moglie non ha giocato la schedina, permetti che mi rode il chiccherone e sticazzi de sti morammazzati...
Non educo, non contesto chi contesta, ma tanto chimmesenchiula, e a chi gliene può fregare di meno se per non sentirli me ne sono andato dallo stadio, tanto c'è la libertà e chi la tocca hanno pagato e allora. Però permettimi anche di dire che mi rode. Tanto.
C'è un passo molto carino nella nostra bibbia di calciofili, Febbre a 90, dove il buon Nick ha il terrore di mancare una partita perché poi quando torna a quella dopo avverte che si è perso qualcosa, un coro nuovo, un aneddoto, anche uno scambio di battute, insomma si sentiva a disagio. Io rievocando le partite d'antàn ero felice perché C'ERO. Facevo parte di qualcosa. Qualcosa da raccontare, ma più che altro da ricordare. A quel Lazio-Catanzaro, c'ero. Ma c'ero a Lazio-Varese con tre gol di Vincenzino, ero a Lazio-Cremonese con le panchine scoperchiate da un fortunale, non c'ero a un Lazio-Cagliari di B perché mi avevano regalato un viaggio a Taormina e ci sono dovuto andare sennò la mia futura mi faceva a fettine. Ma mi sono sentito in colpa terribilmente. E dalla mia prima partita, credo un Lazio-Lanerossi nel 1964 la Lazio, lo stadio, ha accompagnato all'incirca 47 anni della mia vita. Bambino, adolescente, studente universitario in trasferta (Perugia) ma la domenica cascasse il mondo ero all'Olimpico, poi la moglie, i figli, ogni episodio della mia vita è in qualche modo legato alla Lazio. Quando mi sono operato al naso, cavolo mi sono perso un Lazio-Napoli con gol di Boksic, quando si è sposata mia cugina sono partito nella notte per vedere uno Juve-Lazio (4-0 con tre gol di Altafini ndr), il giorno di Juve-Lazio del gol di Simeone si sposava mia sorella, ho partecipato al ricevimento sui carboni ardenti per presentarmi al pub in giacca e cravatta... le partite della Lazio sono il calendario della mia (misera, direte) vita. Del mio viaggio di nozze (1987) ricordo più le telefonate a casa per sapere cosa aveva fatto la Lazio che l'itinerario...
E questo ora me l'hanno tolto. Mi hanno tolto l'ineffabile piacere di entrare allo stadio facendo di corsa gli ultimi gradini e poi vuuump il prato verde, la gente, l'odore della mia gente, della mia Lazio. Mi hanno tolto quell'allegria, sono andato l'anno scorso a una partita, in Monte Mario, mi sembrava di stare all'estero. Non era più il mio stadio.
Pace. Si campa lo stesso, non amo la Lazio di meno, la vedo con mezzi di fortuna, odio sky e mp, quindi streaming rumeni o arabi, alle volte alla radio che fa molto tempi eroici alla Benvenuti-Griffith. E sto in pace. E non educo nessuno, sia chiaro. Mi rode, faccio due fatiche. E stasera (chissà perché) non mi rodeva nulla, non ho fatto nessuna fatica. Forza Lazio bella.
Guy