vorrei ribadire un concetto: tranne le sei o sette sorelle che dominano il calcio continentale, non ci sono squadre in Europa in grado di competere con pari efficacia in tutte le competizioni nazionali e internazionali. nel panorama medio alto del calcio italiano ed europeo non esistono rose adeguate per restare all'altezza di un obiettivo tanto ambizioso
qualsiasi riflessione non può che partire da qui; e partendo da qui la mia conclusione è che il black out che la Lazio paga in campionato dalla partita con il chievo a quella di ieri con il torino (non vinciamo più, non segnamo più, il gioco è lento, prevedibile, crescono gli infortuni, siamo più fallosi: un autentico crollo, verticale, ingiustificabile e inaccettabile. per essere chiari) altro non è che il prezzo che noi - al pari di tutte le squadre del nostro livello - paghiamo, stiamo pagando per mantenere alta la competitività nelle coppe. che è, con evidente simmetria, il corrispettivo delle figuracce pagate dal napoli in coppa italia con il bologna e in el con il victoria per restare ai vertici in campionato
sigurd mi chiede con cosa scambierei questa debacle che stiamo attraversando in campionato. la questione c'è, io però non la porrei in questi termini. quindici anni fa, con eriksson vivemmo una situazione molto simile a questa: il crollo in campionato - con il sorpasso e i relativi strobazzamenti da parte dei canidi e del barnum che li accompagna - fu il prezzo che pagammo per giocarci la finale uefa, persa malamente contro l'inter, e la finale di coppa italia, vinta trionfalmente contro il milan. quella stagione, con tutti i suoi alti e bassi, non fu, semplicemente, una stagione trionfale, fu, molto più concretamente, il passaggio essenziale per arrivare, al termine di una crescita graduale e progressiva, al pomeriggio del 4 maggio sul prato dell'olimpico
allora, sigurd, secondo me la domanda che dobbiamo porci è questa: la Lazio di petkovic, con i suoi alti e bassi, sta dentro un processo di crescita che potrà vederla, nei prossimi anni, più stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo? oppure stiamo scontando un passo indietro rispetto ai piazzamenti "quasi-champions" del biennio rejano? il mio parere è che la Lazio sia decisamente e prepotentemente in crescita. conquistare entrambe le finali aiuterebbe. vincere una finale o meglio ancora vincerle entrambe aiuterebbe ancora di più. quello che conta ora però è mettere a fuoco bene la fase che stiamo attraversando: una fase che non è di stallo e che tantomeno è di involuzione, ne dal punto di vista del quadro tecnico ne da quello del gioco
altrimenti non avremmo eliminato la juventus dalla coppa italia (siamo l'unica squadra che è stata capace di eliminare la juve di conte da una qualche competizione) e non saremmo la prima squadra italana a raggiungere i quarti di el. siamo cresciuti, stiamo crescendo (nei prossimi due mesi vedremo quanto). questo conta, per me, ora