Nostalgia di Reja

Aperto da kelly slater, 07 Ott 2012, 23:20

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Iker77

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Citazione di: Zoppo il 10 Ott 2012, 13:25
Quindi la colpa è della squadra.
Ha fatto il massimo?
Più di quello la rioma non poteva fare?

OT
Io consideravo quella rosa, già da inizio stagione, piena di buchi in alcuni ruoli e doppioni in altri, e qualitativamente inferiore a tutte quelle sotto alle quali è arrivata.
Per me ha fatto il massimo con il materiale a disposizione, poi si può discutere su come è arrivato al risultato finale.

robylele

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Citazione di: Iker77 il 10 Ott 2012, 13:06
Mi limito a constatare che questi utenti non partecipano più alle discussioni riguardanti la conduzione tecnica mentre continuano a profondere energie appigliandosi ai casi - di pochissimo conto aggiungo io: tipo il mancato utilizzo di Diakitè e Matuzalem- per dare continuità alla loro opera di critica nei confronti del duo (duo, che pure a 'sto giro, con la scelta di Petkovic, pare averli sodomizzati per bene).

straquoto.   :)

non condivido la presunta mediocrità di Reja in quanto l'allenatore non è solo che mette solo la squadra in campo e insegna i tagli e i movimenti senza palla.
A me è parso superlativo dal momento che è arrivato a Formello, tra scelte, imposizioni, assegnazione dei ruoli (a parte il Profeta  :=))).

Un lavoro enorme e positivo dal primo all'ultimo minuto.

Certamente aveva dei limiti e certamente avrei preferito arrivare sesto una volta e secondo l'altra, oltre che divertirmi di più. Ma se non fosse stato limitato tatticamente sarebbe stato una spanna sopra Mouriho, diciamo che aveva altre qualità.
E queste qualità servivano subito e utilizzate in quantità industriale.

Forse la cosa migliore da fare, col senno di poi, sarebbe stato lasciare dopo il primo splendido anno e mezzo.

Zoppo

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Citazione di: Iker77 il 10 Ott 2012, 13:43
OT
Io consideravo quella rosa, già da inizio stagione, piena di buchi in alcuni ruoli e doppioni in altri, e qualitativamente inferiore a tutte quelle sotto alle quali è arrivata.
Per me ha fatto il massimo con il materiale a disposizione, poi si può discutere su come è arrivato al risultato finale.

Si è vero ricordo. E sono d'accordo con te.

Dico la mia povera ed inutile impressione...

Partiamo dal fatto che io sono schiavo del risultato. A calcio vince chi fa più gol, quindi chi vince più partite, quindi chi fa più punti...
Per me quelli sono i parametri per valutare un allenatore. Se poi i punti arrivano con il bel gioco, siamo tutti più felici.
Capitolo LE
Per me un bravo allenatore è quello che riesce a fare il massimo con quello che ha.
Io ero uno di quelli che ero molto preoccupato per Petkovic. Perchè? Perchè secondo me la sua idea iniziale non combaciava con il materiale che aveva a disposizione. Il 4-4-2 era impraticabile con quegli uomini. Il 3-4-3 forse era meglio, ma bisognava completamente "reinstallare" alcuni meccanismi. Come dice Pet lui ha fatto un passo indietro. Cambiato schema, lasciato alcuni meccanismi rejani rodatissimo (in difesa) e fatto uscire tutte le sue idee, ed ecco una bellissima Lazio.
Luis Enrique non fece lo stesso ragionamento.
La sua idea era completamente folle. Senza senso. Non puoi lasciare i due centrali sempre isolati, che nemmeno sono fortissimi, non puoi continuare in passaggi orizzontali che se intercettati mettevano la squadra in difficoltà. Non puoi fare un gioco d'attacco senza verticalizzare mai e non hai palleggiatori abbastanza bravi da tenere palla per 80 minuti senza mai rischiare. Era una pazzia, troppi punti ha fatto. Deve ringraziare il cielo...
La roma non è forte ma poteva fare di più, secondo me. C'era molto meno gap tra noi e loro l'altro anno rispetto a questo.
Per me è un'ottima persona, ma come allenatore sarà sempre un incapace se non modellerà le sue idee sui giocatori (problema che ha avuto anche zeman in passato).
Fare come ha fatto lui logora una squadra, fa fare brutte figure, fa crescere l'insicurezza e i problemi.

Leggo che Reja deprimeva i giocatori. Non voglio sapere come stavano Heinze o Kjaer o Cassetti con lo spagnolo...

Per fortuna che Reja stava quà e LE stava là. Per fortuna...

fabrizio1983

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Iker permettimi...si può lodare la scelta di Petko e nello stesso tempo criticare la linea su diakitè o qualunque altra cosa...perchè devi sempre vederlo come un attaccxo strumentale....chi non vede le cose positive che hanno fatto tare e lotito è chiaramente in malafede ma c'è anche diritto di critica e mica può essere tutto positivo...

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robylele

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Citazione di: fabrizio1983 il 10 Ott 2012, 14:08
Iker permettimi...si può lodare la scelta di Petko e nello stesso tempo criticare la linea su diakitè o qualunque altra cosa...perchè devi sempre vederlo come un attaccxo strumentale....chi non vede le cose positive che hanno fatto tare e lotito è chiaramente in malafede ma c'è anche diritto di critica e mica può essere tutto positivo...

caro Fabrizio, credimi. L'80% sono attacchi strumentali.   ;) magari qualcuno fatto pure in buonafede, come a dire che dare contro al 'duo' potrebbe essere automatico a livello inconscio.

Quando vengono sempre dai soliti e un solo minuto dopo l'insorgere del 'problema' stai tranquillo che è così.

Se poi quelli che non vorrebbero perdere il capitale-Diakite e che vorrebbero Matuzalem a fare il co-titolare sono gli stessi che fino a poco tempo fa chiamavano i due ''zavorra''.. allora hai anche la prova certificata.

Se vuoi ti posto, omettendo i nomi, dei post in cui gli stessi che oggi dànno suggerimenti alla dirigenza della Lazio, a Diaki e Matu avrebbero dato la lista gratuita e pure pagato l'ingaggio, basta che si toglievano dalle pal.le.


Iker77

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Citazione di: Zoppo il 10 Ott 2012, 14:00
Si è vero ricordo. E sono d'accordo con te.

Dico la mia povera ed inutile impressione...

Partiamo dal fatto che io sono schiavo del risultato. A calcio vince chi fa più gol, quindi chi vince più partite, quindi chi fa più punti...
Per me quelli sono i parametri per valutare un allenatore. Se poi i punti arrivano con il bel gioco, siamo tutti più felici.
Capitolo LE
Per me un bravo allenatore è quello che riesce a fare il massimo con quello che ha.
Io ero uno di quelli che ero molto preoccupato per Petkovic. Perchè? Perchè secondo me la sua idea iniziale non combaciava con il materiale che aveva a disposizione. Il 4-4-2 era impraticabile con quegli uomini. Il 3-4-3 forse era meglio, ma bisognava completamente "reinstallare" alcuni meccanismi. Come dice Pet lui ha fatto un passo indietro. Cambiato schema, lasciato alcuni meccanismi rejani rodatissimo (in difesa) e fatto uscire tutte le sue idee, ed ecco una bellissima Lazio.
Luis Enrique non fece lo stesso ragionamento.
La sua idea era completamente folle. Senza senso. Non puoi lasciare i due centrali sempre isolati, che nemmeno sono fortissimi, non puoi continuare in passaggi orizzontali che se intercettati mettevano la squadra in difficoltà. Non puoi fare un gioco d'attacco senza verticalizzare mai e non hai palleggiatori abbastanza bravi da tenere palla per 80 minuti senza mai rischiare. Era una pazzia, troppi punti ha fatto. Deve ringraziare il cielo...
La roma non è forte ma poteva fare di più, secondo me. C'era molto meno gap tra noi e loro l'altro anno rispetto a questo.
Per me è un'ottima persona, ma come allenatore sarà sempre un incapace se non modellerà le sue idee sui giocatori (problema che ha avuto anche zeman in passato).
Fare come ha fatto lui logora una squadra, fa fare brutte figure, fa crescere l'insicurezza e i problemi.

Leggo che Reja deprimeva i giocatori. Non voglio sapere come stavano Heinze o Kjaer o Cassetti con lo spagnolo...

Per fortuna che Reja stava quà e LE stava là. Per fortuna...

Non riesco a commentare tutto perchè sto uscendo. Magari più tardi.
Mi soffermo solo sulla definizione di difesa rejana, che sento da più parti, probabilmente solo per il fatto che questa attuale incassa pochi gol quella di Reja nei periodi di maggiore solidità. A me sembra una maniera di difendere totalmente diversa. Pressing non esasperato ma continuo ed efficace, baricentro e linea difensiva alta (prudentemente alta), gol incassati unicamente su calcio piazzato (Mura, Chievo, Siena) e con palla nello spazio (due su tre di Napoli, Genoa). La Lazio di Petkovic, ad oggi, subisce pochissimo e viene punita la maggior parte delle volte su distrazioni dovute perlopiù ad errori individuali, quella di Reja dove meglio difendeva era ai 16 metri, chiudendo gli spazi e creando densità davanti alla porta. Lo faceva bene, indubbiamente ma non vedo analogie tra i due atteggiamenti difensivi.

fabrizio1983

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Citazione di: robylele il 10 Ott 2012, 14:16
caro Fabrizio, credimi. L'80% sono attacchi strumentali.   ;) magari qualcuno fatto pure in buonafede, come a dire che dare contro al 'duo' potrebbe essere automatico a livello inconscio.

Quando vengono sempre dai soliti e un solo minuto dopo l'insorgere del 'problema' stai tranquillo che è così.

Se poi quelli che non vorrebbero perdere il capitale-Diakite e che vorrebbero Matuzalem a fare il co-titolare sono gli stessi che fino a poco tempo fa chiamavano i due ''zavorra''.. allora hai anche la prova certificata.

Se vuoi ti posto, omettendo i nomi, dei post in cui gli stessi che oggi dànno suggerimenti alla dirigenza della Lazio, a Diaki e Matu avrebbero dato la lista gratuita e pure pagato l'ingaggio, basta che si toglievano dalle pal.le.
ma a me fanno incacchiare anche queste cose, io che non sono un amante di Lotito se non ammettessi che molte cose le ha fatte bene sarei in malafede...sennò non se capisce come è possibile che siamo in altro da quasi 3 anni...poi io continuo a pensare che Tare è uno dei più bravi in circolazione..
Abbiamo una squadra forte con pochissime spese..

gesulio

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Reja è un grande allenatore che non merita alcun paragone, attualmente, con Petkovic. la cui squadra basa gran parte della sua solidità in non possesso sui principi di gioco impostati dal friulano.
poi vabbe' discutere con chi ha già la sua sentenza in tasca dopo due sole giornate ha ancora meno senso, per cui non c'è niente altro da aggiungere.

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fabrizio1983

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Permettimi di dissentire ci troviamo di fronte a due modi di fare calcio differrenti...spesso la Lazio attacca in più di cinque uomini con terzini molto alti quindi una soluzione opposta a quella dello scorso anno che costruiva davvero poco

gesulio

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Chi ha mai detto il contrario? lo vedo da me che giocano diversamente. Parlavo infatti della fase di non possesso, che viene interpretata con la stessa attenzione e cura, oltre che con gli stessi uomini, segno che il lavoro di petkovic sì  sta sviluppando nel solco. del suo predecessore.
Quanto poi ai paragoni tra i due mister spero tu non abbia nulla in contrario se penso che allo stato attuale siano improponibili e totalmente irrazionali.

Nesta idolo

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Ne approfitto :D auguri Mister! ;)) :party:

Ganzo

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Citazione di: Zoppo il 10 Ott 2012, 14:00
Si è vero ricordo. E sono d'accordo con te.

Dico la mia povera ed inutile impressione...

Partiamo dal fatto che io sono schiavo del risultato. A calcio vince chi fa più gol, quindi chi vince più partite, quindi chi fa più punti...
Per me quelli sono i parametri per valutare un allenatore. Se poi i punti arrivano con il bel gioco, siamo tutti più felici.
Capitolo LE
Per me un bravo allenatore è quello che riesce a fare il massimo con quello che ha.
Io ero uno di quelli che ero molto preoccupato per Petkovic. Perchè? Perchè secondo me la sua idea iniziale non combaciava con il materiale che aveva a disposizione. Il 4-4-2 era impraticabile con quegli uomini. Il 3-4-3 forse era meglio, ma bisognava completamente "reinstallare" alcuni meccanismi. Come dice Pet lui ha fatto un passo indietro. Cambiato schema, lasciato alcuni meccanismi rejani rodatissimo (in difesa) e fatto uscire tutte le sue idee, ed ecco una bellissima Lazio.
Luis Enrique non fece lo stesso ragionamento.
La sua idea era completamente folle. Senza senso. Non puoi lasciare i due centrali sempre isolati, che nemmeno sono fortissimi, non puoi continuare in passaggi orizzontali che se intercettati mettevano la squadra in difficoltà. Non puoi fare un gioco d'attacco senza verticalizzare mai e non hai palleggiatori abbastanza bravi da tenere palla per 80 minuti senza mai rischiare. Era una pazzia, troppi punti ha fatto. Deve ringraziare il cielo...
La roma non è forte ma poteva fare di più, secondo me. C'era molto meno gap tra noi e loro l'altro anno rispetto a questo.
Per me è un'ottima persona, ma come allenatore sarà sempre un incapace se non modellerà le sue idee sui giocatori (problema che ha avuto anche zeman in passato).
Fare come ha fatto lui logora una squadra, fa fare brutte figure, fa crescere l'insicurezza e i problemi.

Leggo che Reja deprimeva i giocatori. Non voglio sapere come stavano Heinze o Kjaer o Cassetti con lo spagnolo...

Per fortuna che Reja stava quà e LE stava là. Per fortuna...
Stra-QUOTO

Petkovic è pragmatico e questa è la sua forza invece Luis Enrique è stato INTEGRALISTA come lo è Zeman e questo è il suo punto debole.

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Il Mitico™

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Io invece ricordo Luis Enrique molto meno integralista rispetto a quello di cui parlate, ad esempio ricordo che iniziò a fare punti quando allentò leggermente il tiki taka e fece fare qualche verticalizzazione e tiro in porta in più, oltre all'inserimento dei senatori nella formazione titolare al posto di alcuni giovani deludenti. Il problema principale è che la sua squadra era scarsa, non abbiate paura di ammetterlo... prendevano goal perché Kjaer, Heinze e José Angel erano scarsi, così come sterkelemburg, pjanic e lamela non sono fenomeni, e lo stanno dimostrando anche quest'anno, come lo sta dimostrando anche Bojan al Milan. Una squadra eliminata ai play-off di Europa League dallo Slovan Bratislava, non so se vi rendete conto della gravità dell'evento... vi ricordate la disastrosa Lazio di Ballardini? Ebbene, quella Lazio passò facilmente il play-off di Europa League, e prima aveva vinto anche la Supercoppa italiana, pensate a che livelli potevano stare loro... I 6 punti in più di loro sono bugiardi a causa nostra, perché se la Lazio dell'anno scorso non fosse stata la seconda squadra italiana con più infortuni, sicuramente saremmo arrivati al 3° posto, e con un mese d'anticipo, quindi avremmo dato una pista ai cugini.
Sono contento che Luis Enrique se ne sia andato, perché lui non c'entrava niente in mezzo a quel porcile, non aveva niente a che fare con il loro mondo, sapeva benissimo come stavano le cose ma non poteva dirlo, ricordo la conferenza stampa dove si addossò tutte le colpe nonostante non fossero tutte sue: Basta con le vostre bughie, è con me che dovete prendervela, lasciate stare questi ragazzi". Che dire poi della risata in faccia al giornalista dopo la sonora sconfitta in Coppa Italia contro la Juve? Quella risata era un "meglio che non parlo, va..." avrebbe voluto dire: "siamo nella merda e voi volete spacciarla ai tifosi per cioccolata".

Tornando a Reja, ho sempre sostenuto che si è trattato di un allenatore importante per la Lazio non solo per la salvezza nel 2010 e le ultime due ottime stagioni, bensì perché parliamo dell'uomo che ha fatto cambiare mentalità a Lotito. Ve lo ricordate Lotito nell'estate 2009? "Non voglio un allenatore che venga qui e mi dica quello che devo fare, voglio un allenatore a cui dire: questa è la squadra, allenala". Vi ricordate invece Lotito a fine stagione 2009-2010? Gli facevano domande su eventuali acquisti, cessioni, organigramma societario, e la risposta era sempre: "decide Reja". Difatti Reja ottenne tutto quello che voleva nelle tre sessioni di mercato successive, alla quarta invece no, e giustamente s'incazzò (ma fu anche il suo più grosso alibi della stagione).

Se oggi Petkovic può contare su un grosso appoggio della società (anche se nel calciomercato estivo non ha fatto grosse richieste) lo deve a Reja, viene sottolineato anche in una frase della lettera aperta scritta da Lotito per salutarlo quando decise di non rinnovare: "La Lazio le è grata per quanto ha fatto e per gli insegnamenti dei quali farà tesoro". Ballardini non ebbe la stessa fortuna di Petkovic, anche se tra Ballardini e Petkovic c'è un abisso... Ballardini ha avuto comunque le sue colpe, e non parlo solo di assecondare le scelte folli di Lotito...

Il difetto più grande di Reja è stato confermato il giorno in cui ha deciso di non rinnovare: la paura del pubblico. Reja aveva paura del giudizio dei tifosi, è per questo motivo che si è dimesso, parole sue, probabilmente è anche per questo che non provava un gioco più propositivo, e non rischiava qualche giovane della primavera. Dimostrava questa paura in conferenza stampa, spesso la sua umiltà sfociava in questa paura: va bene essere realisti, ma se lui stesso sottolineava come la Lazio stesse facendo un grande campionato nonostante gli infortuni, e diceva che senza tutti quegli infortuni sarebbe stato tutto più semplice, perché diceva sempre che chi ci stava sotto era più attrezzato?

Questo atteggiamento proprio non lo sopportavo.



FabioPirovano

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Petko tt la vita,Giochiamo meglio ma con Reja magari 3 a napoli non le prendevi.. (3 goal imponerabili comunque)

syrinx

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LE si dimostrato tutto sommato non adeguato, ma il rioma era - ed è ancora - una squadra costruita coi piedi.

Adler Nest

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Citazione di: Iker77 il 10 Ott 2012, 13:06
Reja era un allenatore mediocre (per te) che ha portato punti con una buona squadra (ottima (ottima quanto? ma davvero sei così innamorato? metà campionato con le riserve.....)se paragonata alle competitors in Italia) ed un gioco squallido (gioco poco divertente?, si, forse ,certo ma MOLTO redditizio)che deprimeva prima i giocatori in campo (pure! te l'hanno detto loro?) chiamati ad interpretarlo che i tifosi sugli spalti obbligati ad imbottirsi di sostanze eccitanti per non cadere vinti dal sonno.
Reja ha ottenuto un buonissimo risultato il primo anno , più che per il traguardo raggiunto, in termini assoluti, per aver scalato 6/7 posizioni rispetto alla stagione precedente, e uno appena sufficiente nel secondo (hai un concetto di appena sufficiente molto ma molto personale: qual'era IL CAZZO di obiettivo della Lazio?: la EL), dove, stante i valori espressi, la Lazio sarebbe dovuta arrivare terza in carrozza dopo Juve e Milan (tifosi così fuori dalla realtà mi domando se facciano bene alla Lazio). Due campionati dall'andamento in fotocopia con la costante rappresentata da finali di stagione da raccapriccio in cui, per mentalità perdente, riuscì a bucare gli obiettivi alla portata.
Reja era convinto ed era riuscito a convincere più di mezzo mondo che l'inqualificabile ( diomio, inqualificabile, squallido......di tutto ciò io vedo solo il tuo modo di porti) espressione di gioco di quella squadra fosse il massimo consentito dai mezzi a disposizione (revisionismo, congetture, bla bla): mancava corsa, mancava fisicità, mancava dinamismo, mancavano risorse. Insomma mancava un po' tutto. E gli immancabili piagnistei una tantum quando la Lazio toppava di brutto, avevano fatto breccia nel popolo laziale che ripeteva ogni suo singolo concetto. La squadra scalava marce rassegnata a non poter fare di più. Reja ripeteva che il lavoro fatto dai ragazzi, a cui andavano "costruiti monumenti", era eccezionale. Petkovic dopo uno 0-3 in trasferta mostra moderata soddisfazione chiedendo alla squadra di raggiungere il 100%. Cercare le differenze alla voce "mentalità". La squadra ora in campo si diverte, si vede, e lo fa sapere per bocca dei giocatori; ha raggiunto una consapevolezza ed un furore agonistico mai visti: ci crede. Su questo e sulle differenze sul piano tattico confermo quanto scritto sul topic "un'altra Lazio era possibile" di un mesetto fa.

Questo è un punto focale che spiega gran parte delle posizioni sull'argomento. Potrei fare nomi e cognomi (falli, dai che ci divertiamo)di chi perseguiva questa linea partendo dalla tua premessa. Mi limito a constatare che questi utenti non partecipano più alle discussioni riguardanti la conduzione tecnica mentre continuano a profondere energie appigliandosi ai casi - di pochissimo conto aggiungo io: tipo il mancato utilizzo di Diakitè e Matuzalem- per dare continuità alla loro opera di critica nei confronti del duo (duo, che pure a 'sto giro, con la scelta di Petkovic, pare averli sodomizzati per bene).

Riparto da questo post, dopo aver letto tutto fino in fondo.
Premesso che di LE mi frega poco e delle merde ancora di meno, trovo caro Iker che tu voglia dispensare verità : abbi almeno il pudore di dire che è la tua opinione.
in rosso frase per frase come la penso.
p.s.: ma come mai di Ledesma che doveva giocare nel Lecce, e che adesso, invece, guarda caso, è a dispetto tuo ancora lì, perno essenziale anche di Petkovic toh, strano............!) non dici più niente?
cosa aspetti? magari la domenica storta?
Veramente questo topic è abominevole per quanta poca serenità e quanto astio riesce a far saltare fuori.
Godiamoci la Lazio di Petkovic e facciamo pace con noi stessi.

Zoppo

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Citazione di: Iker77 il 10 Ott 2012, 14:35
Non riesco a commentare tutto perchè sto uscendo. Magari più tardi.
Mi soffermo solo sulla definizione di difesa rejana, che sento da più parti, probabilmente solo per il fatto che questa attuale incassa pochi gol quella di Reja nei periodi di maggiore solidità. A me sembra una maniera di difendere totalmente diversa. Pressing non esasperato ma continuo ed efficace, baricentro e linea difensiva alta (prudentemente alta), gol incassati unicamente su calcio piazzato (Mura, Chievo, Siena) e con palla nello spazio (due su tre di Napoli, Genoa). La Lazio di Petkovic, ad oggi, subisce pochissimo e viene punita la maggior parte delle volte su distrazioni dovute perlopiù ad errori individuali, quella di Reja dove meglio difendeva era ai 16 metri, chiudendo gli spazi e creando densità davanti alla porta. Lo faceva bene, indubbiamente ma non vedo analogie tra i due atteggiamenti difensivi.

Sono cambiati gli atteggiamenti difensivi, ma per molte cose vedo tante analogie.

Per prima cosa tutti appena perso palla si devono riposizionare e difendere (con Reja di solito si diceva "je vole fa fa er terzinooo").
Poi il primo attaccante è il primo difensore (e pure quà con Reja gli si diceva de tutto e de più). Vabbè.
Prima importante differenza: il pressing alto. Si attacca alti, anche perchè la difesa è alta e se non viene pressato il portatore di palla si può incappare in veri macelli (vedi naples), per fortuna siamo stati sempre bravi, ma questa è la parte principale della difesa Petkovicciana, è anche la novità più importante.
Ecco, per il resto quando il baricentro si abbassa (quelle poche volte fino a qui in cui è successo) i principi difensivi sono gli stessi di Reja: densità tra le linee, squadra molto corta e suddivisa su più "linee", aiuto dei laterali ai terzini, continui raddoppi (quanto è importante Gonzalez), ma sopratutto il triangolo Ledesma-Biava- Dias (quando stanno bene una macchina perfetta). Queste sono tutte cose che vedo da 2 anni. E dicendo così non dico che il merito è tutto di Reja. No no...
Dicendo così faccio un grande omaggio a Petkovic. La cosa bella di questo allenatore è proprio questa. Il capire i pregi del suo predecessore, cosa andava bene e cosa cambiare (sopratutto la mentalità come ha già detto qualcuno). Tenere le cose positivi e utili costruendoci la propria idea di calcio.

Il problema di Reja è stato il fatto che si è sempre venduto male.
E in questo ambiente non c'abbiamo capito niente e non lo abbiamo sempre supportato a dovere. Sempre pronti a criticarlo, prima ancora di vedere una partita.

Comunque Reja è il passato. Una bella pagina di passato, IMHO. Non per tutti, purtroppo.
Adesso c'è Petkovic. Il presente. C'è la Lazio.

Citazione di: Adler Nest il 11 Ott 2012, 01:17
Veramente questo topic è abominevole per quanta poca serenità e quanto astio riesce a far saltare fuori.
Godiamoci la Lazio di Petkovic e facciamo pace con noi stessi.

FORZA LAZIO!!!!


gesulio

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Citazione di: Zoppo il 11 Ott 2012, 08:28
Sono cambiati gli atteggiamenti difensivi, ma per molte cose vedo tante analogie.

Per prima cosa tutti appena perso palla si devono riposizionare e difendere (con Reja di solito si diceva "je vole fa fa er terzinooo").
Poi il primo attaccante è il primo difensore (e pure quà con Reja gli si diceva de tutto e de più). Vabbè.
Prima importante differenza: il pressing alto. Si attacca alti, anche perchè la difesa è alta e se non viene pressato il portatore di palla si può incappare in veri macelli (vedi naples), per fortuna siamo stati sempre bravi, ma questa è la parte principale della difesa Petkovicciana, è anche la novità più importante.
Ecco, per il resto quando il baricentro si abbassa (quelle poche volte fino a qui in cui è successo) i principi difensivi sono gli stessi di Reja: densità tra le linee, squadra molto corta e suddivisa su più "linee", aiuto dei laterali ai terzini, continui raddoppi (quanto è importante Gonzalez), ma sopratutto il triangolo Ledesma-Biava- Dias (quando stanno bene una macchina perfetta). Queste sono tutte cose che vedo da 2 anni. E dicendo così non dico che il merito è tutto di Reja. No no...
Dicendo così faccio un grande omaggio a Petkovic. La cosa bella di questo allenatore è proprio questa. Il capire i pregi del suo predecessore, cosa andava bene e cosa cambiare (sopratutto la mentalità come ha già detto qualcuno). Tenere le cose positivi e utili costruendoci la propria idea di calcio.

Il problema di Reja è stato il fatto che si è sempre venduto male.
E in questo ambiente non c'abbiamo capito niente e non lo abbiamo sempre supportato a dovere. Sempre pronti a criticarlo, prima ancora di vedere una partita.

Comunque Reja è il passato. Una bella pagina di passato, IMHO. Non per tutti, purtroppo.
Adesso c'è Petkovic. Il presente. C'è la Lazio.

FORZA LAZIO!!!!

ottimo Zoppo.
voglio solo aggiungere una cosa a proposito di Reja.
e cioè che la sua parabola era conclusa. giusto farsi da parte ma non perché l'ambiente gli era ostile e lui non si è saputo vendere bene. cioè, questo sì, d'accordo. ma credo che sulla sua scelta abbia influito un altro fattore.
aveva raggiunto il massimo possibile per le sue capacità, di più non poteva dare, era già arrivato al suo massimo l'anno prima, quando aveva perso la qualificazione in CL per la differenza reti, dopo che gli erano state rubate un paio di partite chiave come napoli al s. paolo e juve all'olimpico.

l'anno successivo, con una squadra obiettivamente rinforzata, e superiore a quella dello scorso anno anche con tutti gli infortuni che abbiamo avuto da un certo punto in poi, non è riuscito a dare quel qualcosa in più in termini di classifica e ci siamo ritrovati allo stesso punto da cui eravamo partiti a inizio anno, pur avendo nettamente migliorato la tendenza relativa agli scontri diretti, tutti vinti al girone di ritorno tranne juventus e udinese.

se l'anno prima, come detto, aveva perso il treno per la CL dopo due furti clamorosi, l'ultimo anno l'ha persa presentando una squadra improponibile (nei titolari ma soprattutto nella testa) a Novara, su un campo dove tutti vincevano da almeno tre mesi e dove tutti, dopo di noi, hanno continuato a vincere.

ecco, il fatto di aver perso la CL a Novara, la scorsa stagione, mi ha fatto pensare che per Reja obiettivamente era finita. e credo debba averlo pensato pure lui, più di così non posso fare.

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sweeper77

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zoppo e gesulio, PERFETTI!  :since

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Citazione di: gesulio il 11 Ott 2012, 08:40
anche con tutti gli infortuni che abbiamo avuto da un certo punto in poi, non è riuscito a dare quel qualcosa in più in termini di classifica

quelli non erano infortuni, erano una piaga biblica, probabilmente nessun allenatore al mondo avrebbe fatto di meglio, visto che ha sopperito all'apocalisse con la saggezza tattica e l'esperienza, qualità che ci hanno salvato dalla B e ci hanno proiettato verso posizioni impensabili, si impensabili, perchè ora sembra che reja abbia fatto il minimo sindacale con una squadra più forte del real madrid, e questo è ingiusto, dato che all'inizio non aveva neanche un attacco e lo sa solo lui come ha fatto a sfiorare la champions.
poi un conte o un montella sarebbero quasi retrocessi con tutti quegli infortuni, e petko avrebbe guadagnato una salvezza tranquilla

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