Citazione di: AquiladiMare il 06 Mag 2024, 08:07
Quando arrivò Sarri, la Lazio era simile a questa. Solo con 3 anni in meno nei suoi giocatori più forti.
Venivamo da una stagione fuori dalla zona CL
E una stagione in cui abbiamo stramaledetto il mercato fallimentare e abbiamo cominciato a mettere seriamente in dubbio Inzaghi prima che avvenisse la sceneggiata del rinnovo.
Purtroppo la percezione della realtà influisce sugli stati d'animo: giustamente a ranx e altri la questione non tocca perché riescono ad andare allo stadio sempre con lo stesso entusiasmo indipendentemente dai risultati della squadra, delle sparate del presidente e delle situazioni nello spogliatoio.
Altri se ne fanno un cruccio e non campano sereni.
Ma la costante è sempre e solo la percezione: per chi questa situazione non è pesante al limite dell'insofferenza è impossibile comprendere le ragioni dell'altro.
E nessuno pretende di aver ragione, però ci sono dei fatti che andrebbero analizzati singolarmente e valutati nel merito: quando la Lazio va bene e c'è unità di intenti (e soprattutto quando il presidente non parla) la risposta si vede eccome. Quando si ripresentano i problemi (che solitamente sono sempre gli stessi), quando il presidente parla, quando le piccole speranze vengono disattese, allora il malumore cresce.
Il problema è stabilire quante di queste cose siano ripetitive e quanto si faccia realmente per evitare che accadano di nuovo.
Molti pensano che l'atteggiamento e gli investimenti della società si siano fermati a parecchi anni fa, a prescindere dai risultati conquistati sul campo. Ad altri questo circolo tutto sommato sta bene, perché appunto riescono a vivere la Lazio con immutato entusiasmo ogni anno, e gli fa stra onore.
Forse aver vissuto gli anni bui aiuta, ma chi non ha visto con i suoi occhi gli spareggi per la C ma solo poche annate mediocri suggellate però dall'avvento di Cragnotti, oppure chi ha vissuto solo e soltanto la Lazio di Lotito, magari vede il contesto intorno a lui e prova un po' di frustrazione e di voglia di spingersi in quella direzione.
Ma, ovviamente, si parla di percezioni, e chi non le ha non può immedesimarsi completamente in quelle dell'altro.