Citazione di: FatDanny il 11 Set 2015, 15:46
assurdo e schifoso anche il pensare che siccome la cosa riguarda quei "soliti noti" in qualche modo la cosa non ci interessi e, anzi, in qualche modo questi se lo meritino pure.
Fai l'Ultras? Sei un violento, è giusto che tu venga monitorato come se già fossi un criminale.
Sei un attivista? Potenzialmente un "black bloc", giusto che tu venga monitorato come un criminale.
Il problema è che il criterio con cui si stabiliscono i "soliti noti" cambia nel tempo.
Oggi sono gli Ultras e gli attivisti sociali, domani magari lo saranno i sindacalisti, dopodomani chissà...
Non rifiutare il principio di per sé, al di là dei soggetti interessati in questo preciso momento, è il primo passo di legittimazione di uno Stato autoritario.
Fat, io non credo che il problema sia quello di legittimare uno stato autoritario. L'Italia non mi sembra un paese in mano alle forze reazionarie. E' che, secondo me - io però non frequento la curva - a roma il discorso s'è fatto pericoloso. Le curve della roma e della Lazio sono frequentate anche da persone pericolose. C'è stato un vecchio capo ultras della roma che ha sparato a un tifoso del Napoli e l'ha ucciso; ci sono state rivendicazioni allo stadio; in ogni derby succede l'ira di dio, fuori soprattutto, con scontri a ponte milvio, a ponte duca d'aosta, al ponte della musica, davanti ai baretti; dentro sfilano i più assurdi gruppi di alleati ultras arrivati da tutta europa. Intorno alla curva della Lazio ruota una specie di internazionale nera che compare sempre nei momenti topici e in partite importanti. E' un casino. Una brutta aria. C'è propoganda politica, apologia di fascismo, apologia di razzismo, apologia della criminalità. C'è violazione della legge. Davanti a decine di telecamere che riprendono il tutto e lo rimbalzano in tempo reale nel mondo, con un grave danno d'immagine per la città, il paese, magari pure il governo, tiè.
Tutto questo stanno cercando di limitare. Cercano di rendere lo stadio un posto un po' meno "franco", visto che il concetto di stadio come luogo franco per antonomasia in Italia gira da almeno 30 anni, e anche tra le cosiddette "élite". Certo, fanno ciò attraverso la burocrazia, e sappiamo bene cos'è la burocrazia in Italia anche dal punto di vista della comicità che riesce a esprimere (perché l'annuncio di domenica scorsa verso la fine della partita ha dimostrato anche la comicità del potere...), e magari anche, come scrivi tu, utilizzando durezza inutile, rigore eccessivo nei controlli, atteggiamenti vessatori che io non metto in alcun dubbio e che, senz'altro, creano odio, astio, voglia di rivalsa in chi li subisce. Non ho alcuna difficoltà ad ammetterlo.
Però, Fat, succede solo a Roma, ma come sarà? Domenica scorsa vedevo in tv il derby di Milano, in casa dell'inter: 80% di tifosi interisti allo stadio. Ho visto però molti milanisti sedere tra gli interisti in quella che da noi sarebbe la tribuna tevere. Stavano vicini. Uno accanto all'altro. Ognuno con maglia o sciarpa della propria squadra. Qui a Roma ai derby c'è l'apartheid, e quando hanno provato a dividere la tevere in due si sono picchiati in diretta tv durante il Tg delle 20 (era di sera, partita di coppa italia, 4, 5 anni fa), se sei della Lazio, zona nord, compresa la strada per arrivare, se sei della roma, zona sud. A questa degenerazione, io credo, stia cercando di mettere un argine chi deve governare l'ordine pubblico. Poi, come hanno scritto altri, ci sarà dentro l'ascesa politica del nuovo prefetto, la fine politica di chi offriva copertura a questi gruppi di ultras, addirittura può darsi che ci sia una richiesta arrivata direttamente dalle società di calcio (ma la Lazio, ad esempio, si potrà essere rotta le palle di questa gente che provoca multe, squalifiche del campo, partite a porte chiuse, mancati introiti, la gogna continua della uefa, umiliazioni come quelli dei delegati nascosti due anni fa tra i fotografi per contare quanti saluti romani s'erano alzati durante una certa canzone della curva?), tutto, può starci dentro tutto. Però forse s'era un pochino superato il limite. C'hai fatto caso che una delle prime misure prese è stata quella di interdire ai tifosi la vetrata centrale in basso delle curve, quella da dove si governa il settore e da dove un anno e mezzo fa Genny 'a Carogna aveva aperto il suo ufficio personale e ricevuto esponenti dell'ordine pubblico, delle società di calcio, calciatori che gli chiedevano lumi sulla possibilità di giocare una partita che 60mila persone allo stadio e altri 10 milioni a casa stavano aspettando di vedere? Può darsi che quella umiliazione subita dallo stato non sia stata digerita e si sia deciso di porvi fine.