vabbe', comunque vedo come al solito che si finisce a parlare di tutto e di più, anzi in realtà di una cosa sola, la fonte di tutti i mali. discussione come al solito pilotata dai soliti noti ma vabbe'... lasciamo perdere.
lo so, col rischio di finire fuori tema (

), voglio soffermarmi sul problema degli orrori arbitrali:
qui credo esista una vera e propria voragine regolamentare, un qualcosa che non essendo oggetto di norma in maniera esplicita, finisce sempre per creare i presupposti di una manipolazione mediatica a seconda dei casi.
il giudice di porta può intervenire così pesantemente in una decisione arbitrale che non riguardi lo specifico motivo per cui è messo lì (p.es: gol fantasma o posizione dei portieri sul rigore)?
sta cosa giuro non l'ho capita.
o lo può fare (e in quel caso lo DEVE fare) oppure si deve fare i cazzi suoi.
non esiste che questa cosa è lasciata alla sua discrezionalità. non esiste che non ci sia da nessuna parte una regola esplicita che funzioni da discrimine rispetto alle prerogative del giudice di porta.
noi abbiamo assistito a diversi episodi diametralmente opposti, ossia arbitri portati all'errore da segnalazioni balorde dei giudici di linea e episodi clamorosi sfuggiti alla corretta interpretazione dell'arbitro a causa dall'omertà degli stessi.
il rigore di ieri (che l'arbitro inizialmente non aveva dato) da una parte e il clamoroso fallo su Marchetti in Lazio frosinone dall'altra.
questo buco nero crea i presupposti per l'interpretazione malevola e in malafede, perché in entrambi i casi è possibile essere indulgenti o severi nei confronti del giudice di porta. non esiste una norma specifica e quindi è possibile interpretare l'accaduto a seconda del proprio personalissimo metro di giudizio e, quando certi pezzi di mer.da ci si mettono, anche a seconda del colore della sciarpetta indossata mentre si scrive un articolo o commento.
per me la prima cosa da fare sarebbe pretendere chiarezza circa questo aspetto.
i discorsi che leggo qua dentro mi pare pecchino di una contestualizzazione troppo pronunciata, che rischia di far perdere di vista quello che secondo me è il punto chiave su cui eventualmente battere forte.
qui l'aia deve fare chiarezza, e le squadre devono pretenderla. soprattutto quelle danneggiate.
nelle sedi consone, questo è ovvio.
e poi anche a livello mediatico, se non si dovesse ottenere una risposta inequivocabile su questa questione.