Siamo al 10 gennaio e, come successo in quasi in tutte le sessioni di calciomercato, la Lazio non ha ancora messo nero su bianco in nessuna trattativa. Mai come quest'anno si è avvertita la sensazione che 2 o 3 pedine buone avrebbero (potrebbero ancora) aiutato la squadra a respirare, a dare linfa vitale ai titolare contati, a restare a galla in classifica. Lo scorso gennaio, a mio avviso, questa dirigenza ha condotto il miglior calciomercato della sua storia, cambiando radicalmente faccia ad una formazione, puntellandola con sagacia in ogni reparto, stando attenti al portafogli. Certo, quella Lazio era più facilmente migliorabile di questa, ma io al discorso degli equilibri dello spogliatoio non ci sto. Non mi convince la tesi che sono pochi i giocatori in circolazione, liberi e a costo accessibile, capaci di migliorare questa squadra.
E' ancora (soprattutto) una questione di soldi? Ho l'impressione, dopo anni, che la lentezza del presidente dipenda ancora da un fattore puramente economico. Purtroppo tra quelle in testa la Lazio è la società con meno disponibilità ed ho paura che questo fattore incida moltissimo per l'agognato salto di qualità: le trattative vanno per le lunghe per sfiancare l'interlocutore, i nuovi giocatori arrivano in ritardo e, a gennaio, a stagione iniziata, ogni giorno in più che passa può risultare determinante per l'ambientamento, molto più che in estate.