si può fare tutto , chiaro
io dicevo solo che, per me è più saggio concentrarsi su una maniera di giocare (e magari provare una due varianti in caso che ...), adattarsi al gioco avversario alle volte porta risultati, ma sempre secondo me, in generale è controproducente.
Il mio tra l'altro è un discorso in generale(non parlavo della Lazio nello specifico), perchè molto dipende anche dai giocatori che hai in squadra , molti si sanno adattare facilmente altri meno, e questo al di la del livello dei giocatori stessi (chiaro che se il livello cresce, per logica, generalmente, cresce anche la capacità di lettura del gioco da parte degli stessi giocatori)
Credo che molto dipenda dal fatto che ci sono allenatori a cui piace dare un gioco ed altri più bravi ad adattarsi, è una filosofia di lavoro, non dico che una sia meglio dell'altra, secondo me avere un minimo di flessibilità aiuta i cosiddetti giochisti, per i minestrari è la stella cometa
Esempio classico gasperino, le sue squadre giocano in questa maniera da anni, e credo gli vada riconosciuto che , nel tempo tolto le esperienze con presidenti un filo esauriti, le sue squadre abbiano quasi sempre giocato un gran bel calcio ed ottenuto se non vittorie (un paio se non ricordo male), grossi traguardi quantomeno intermedi (e genoa e dea prima di gasperino contavano poco o niente, in italia ed in europa)
I vari conte ed allegri stanno sull'altra linea, ma mentre il carbonaro ha fatto vedere bel calcio anche con gente non molto conosciuta, gli altri due danno lìidea di aver bisogno sempre e comunque di gente di un certo livello (su quel genere era trapattoni fenomenale con la giuve, fallimentare, se non ricordo male, a cagliari, ma anche ancelotti mostruoso nl gestire i fenomeni, meno con squadre che non erano le più forti)