Citazione di: Tarallo il 06 Nov 2010, 09:25
In my opinion questa e' una tipica allucinazione da primo posto, tipo quella per cui quando eravamo giovani si stava meglio ecc ecc ecc.
Quello che dice pressingalto col suo eloquio aberrante e col suo fondamentalismo cieco, ha un suo perche'.
Partiamo da alcuni assunti irrinunciabili.
1) Noi amiamo la Lazio, a prescindere dai risultati (com'e' ovvio, altrimenti saremmo del Barcellona).
2) Noi tutti gioiamo molto di piu' - anzi gioiamo, punto, quando la Lazio vince. Altrimenti e' una miseria. Questo per dire che i risultati sono importantissimi per la qualita' della nostra vita.
3) Alcuni di noi (molti? pochi? non so) amano anche vedere la loro Lazio praticare un bel gioco. Per alcuni e' fondamentale, a prescindere dai risultati (p.a.). Per altri, come me, e' importantissimo, ma e' una cosa che si puo' barattare per risultati eccellenti, che io definisco come un campionato in cui si lotta per lo scudetto e si finisce in CL. Questo campionato, per ora, entra in questa categoria.
Se non stessimo lassu', se non fossi folgorato dall'emozione ogni volta che leggo la classifica, se non dovessi pizzicarmi le guance per confermare che e' tutto vero, se non vedessi ogni domenica un gruppo di cui mi sto innamorando perdutamente, che mi fa piangere di commozione per come interpreta le partite, per come rispetta l'avversario, per come rispetta l'arbitro, per come aiuta il compagno in difficolta', per come e' un tutt'uno con l'allenatore.. se tutto questo mi lasciasse un minuto do lucidita' per preoccuparmi della qualita' del gioco, dovrei dire che e' scarsa. Altro che Genova. La Lazio ha giocato UNA gran partita, a Verona. Il che dimostra che non c'e' un SOLO modo di giocare per giocare bene, come vorrebbe pressingalto. In questo senso quello che dice pressingalto e' rispettabile, se rispettiamo la sua "differenza" nelle priorita', un po' bizzarra, ma noi dobbiamo essere tolleranti.
Ma stiamo lassu', e quindi personalmente ho l'espressione ebete post-sex e ubriacatura stampata sul volto.
Del resto, in queste condizioni, non riesco a farmene fregare un cazzo neanche se ci provo. Magari non sono un puro, ma se arriviamo in CL, se restiamo in alto a lungo, se sbraniamo le merde putrefatte, la mia gioia non sara' intaccata neanche di un ottetto elettronico a causa del nostro gioco un po' cosi', e del fatto che Reja sta utilizzando i giocatori in posizioni e con compiti leggermente demenziali.
Grazie Tara', dopo qualche giorno di silenzio sugli aspetti tattico-organizzativi della Lazio, trovo la voglia di scrivere qualcosa grazie alle tue parole.
Per carità, non ho granché da aggiungere; ciò che hai espresso così lucidamente (il rapporto controverso tra la concretezza dei risultati e le molteplici interpretazioni del come si è arrivati a quei risultati) vorrei farmelo tatuare sulla schiena...
Ribadisco la gioia provata in queste settimane nel sentire il triplice fischio finale e nel correre a guardare la classifica col niente sopra e tutto il resto sotto.
Ribadisco anche una certa insoddisfazione nel valutare la qualità del gioco.
Anzi, arrivo a dire che molto della sottovalutazione mediatica del fenomeno Lazio dipende dal fatto che non diamo mai la sensazione di possedere ed essere una forza solida e strutturata.
Concordo sulla partita col Chievo, anche se ci aggiungerei mezza partita a Firenze; per il resto, col Brescia ho smaltito, col Cagliari pure e molto, per non dire di Palermo (dove abbiamo fatto un solo tiro in porta..., è lesa lazialità dirlo?), col Bari abbiamo fatto 3 azioni e 2 gol: quante volte ti capita una cosa del genere se non nei periodi di vento del destino in poppa?
La sensazione di potere (non dico strapotere) non l'ho mai avuta (se non, appunto, col Chievo); le grandi squadre a un certo punto, se non riescono a mettere al sicuro il risultato con almeno un paio di gol di scarto, tendono a congelare il minimo vantaggio, non facendoti più giocare, salendo e facendo il possesso palla il più avanti possibile (sempre rimanendo corte).
La Lazio questa cosa non la fa, secondo me, ma si affida a un'impostazione difensivistica old style; tutti schiacciati dietro a ribattere (in altro post parlai di tamburello; le cose per me non sono cambiate, e finché Santo Dias regge anche il tamburello porterà risultati).
Mi trovo un po' a disagio perché son d'accordo con molte delle cose che dice Di Canio sul gioco della Lazio, pensa un po'...
Comunque baratto, avoja.