Sono vere tante delle cose che si sono dette, da una "curva" e dall'altra... perchè l'atmosfera è quella ormai.
Anche ai tempi d'oro di Cragnotti il Laziale era sempre quello pessimista, quello "tanto qualcosa succede".
Siamo sempre stati molto Colin Firth in "Febbre a 90°", quando si aspetta fino all'ultimo secondo il gol del Liverpool, perchè "a noi succede sempre così".
Il 14 maggio 2000 eravamo sotto shock perchè uno scudetto così lo potevano solo perdere non vincere.
Del resto siamo tra i pochi che hanno perso una finale per lo scudetto per una inezia come la Prima Guerra Mondiale e un altro possibile epico scudetto per una pandemia.
Il mio sangue Laziale mi fa essere piuttosto sorpreso che a fine 2021 non ci sia stata una OPA palese della Gazprom a Lotito...
Lotito appunto.
Anche dopo 20 anni di Cragnotti sarebbe stata possibile una saturazione del rapporto... figuriamoci con un tipetto come Lotito.
Io vedo una società sana, pure troppo, un timone ben saldo e anche una squadra niente male tirata su con due spicci, anzi neanche quelli.
Però l'entusiasmo non viene dalla semestrale in attivo, posso capire per gli azionisti ma al "popolo" gliene frega il giusto.
Anzi, è giusto che se ne freghi.
Non sono nemmeno i risultati a darti l'entusiasmo, la voglia di esserci perchè anche a quelli ci si abitua in fretta.
E' l'ambizione, l'aspirazione ad arrivarci, l'aspettativa che si crea.
Dei tanti trofei dell'era Cragnotti, tolto il colpo apoplettico dello Scudetto, quello che mi ha emozionato di più è stata la Coppa Italia del '98.
Non tanto per come è venuta ma perchè era la prima volta che vedevo la MIA LAZIO alzare un trofeo.
E' stato come il venerdì di un week end d'estate, con le tasche piene e che non sai quanto durerà.
Ricordo ancora la presentazione della prima Lazio di Cragnotti, all'Olimpico.
Era la fine dell'estate del 1992 ed eravamo tutti lì, senza una partita, a sfregarci le mani per una squadra che era arrivata ottava e che sarebbe arrivata quinta quell'anno.
Ma per noi era solo un'alba perchè la voglia di grandezza si respirava nell'aria.
Questa voglia adesso non c'è, prima di tutto da chi gestisce il nostro "tesoro", quello che dovrebbe sempre conservare una percentuale si sogno perchè è il pezzetto di infanzia che ci porteremo sempre dietro.
Abbiamo bilanci da fare invidia, paghiamo gli stipendi pure in anticipo, siamo (o meglio, dovremmo essere) un esempio da seguire però... di emozione ce ne è sempre meno rispetto a un tempo.
Forse perchè sono VDM, uno alla Guidone che ha i lucciconi quando vede i gol di Giordano e il groppo in gola pensando a Giorgione, Felice e Pino.
Del resto
"Adesso che non ho più il mio motorino, che cosa me ne faccio di una macchina.
Adesso che non c'è più Topo Gigio, che cosa me ne frega della Svizzera".