quarto tempo

Aperto da aquilante, 04 Set 2012, 13:26

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fish_mark

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Citazione di: MisterFaro il 05 Set 2012, 12:45
In parte condivido e infatti non critico i genitori che fanno la scelta diversa dalla mia.
Rilevo solo un'incomprensione nel tuo post: quello che auspico "migliori un tantinello" fa parte del palcoscenico e non del retrobottega. Mica ho detto che devo spiegare ai miei figli gli intrallazzi dei presidenti, dei procuratori, del doping, delle combine, dei giornalisti sportivi, eccetera.

A parte il fatto che non sono io che posso dirti cosa devi spiegargli (sei liberissimo di parlargli anche delle beghe di curva, per dire), ma quando gli dici chi è in campo, dove sta la panchina e le bandiere con i fumogeni, gli hai detto tutto ciò che gli serve e anche (e soprattutto) tutto ciò che ti chiede.

Avevo 8 anni in un Lazio-Torino 1-5 del 1975. Ricordo i tafferugli in sud con i lacrimogeni lanciati dai carabinieri durante la partita. Non capivo il perché di tutto questo, anche se la partita andava maledettamente male. Soltanto anni dopo ho saputo e capito il perché.

Tarallo

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Ricordo una delle volte in cui andai allo stadio durante una delle mie regolari visite dall'estero.
All'epoca non avevo ancora figli.
Mentre entravamo allo stadio, abbastanza serrati gli uni con gli altri, un bambino che avra' avuto 6 anni vicino a me comincio' a cantare "sete la romaa sete la romaaa na squadra de negri". Il padre, [...] bello gnorante, ridacchiava e guardava il figlio con orgoglio, orgoglio che cercava di dividere con i vicini.

Ora, io sono il primo a dire che l'educazione si fa a casa, e quel bambino ha pochissime speranze.
Ma a cosa sono esoposti, i bimbi, deve deciderlo un genitore, per poter gestire le specifiche "sessioni" educative (a meno che non scelga di evitare il soggetto) quando e come preferisce.

Andare allo stadio oggi (meno che un tempo, devo dire) con un bambino significa dover improvvisare discussioni atte a spiegare concetti che un bambino, spesso, non dovrebbe essere costretto ad affrontare, o comunque non quando lo decide uno stadio e con quelle basi.

Per me lo stadio, per quanto esperienza meravigliosa e affascinante in un contesto normale (ha ragione chi dice che e' li' che si vivono le emozioni) non e' un posto per bambini.

Mia molto modesta opinione.

fish_mark

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Mi dispiace Tarallo, ma il tuo post è bellissimo con una conclusione per niente condivisibile.

Lo stadio è un posto per bambini. Per la precisione 80 mila.

Alcuni sanno di esserlo; altri sanno di non esserlo più.

volerevolare

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* 11.468
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Citazione di: Tarallo il 05 Set 2012, 12:54
Ricordo una delle volte in cui andai allo stadio durante una delle mie regolari visite dall'estero.
All'epoca non avevo ancora figli.
Mentre entravamo allo stadio, abbastanza serrati gli uni con gli altri, un bambino che avra' avuto 6 anni vicino a me comincio' a cantare "sete la romaa sete la romaaa na squadra de negri". Il padre, [...] bello gnorante, ridacchiava e guardava il figlio con orgoglio, orgoglio che cercava di dividere con i vicini.

Ora, io sono il primo a dire che l'educazione si fa a casa, e quel bambino ha pochissime speranze.
Ma a cosa sono esoposti, i bimbi, deve deciderlo un genitore, per poter gestire le specifiche "sessioni" educative (a meno che non scelga di evitare il soggetto) quando e come preferisce.

Andare allo stadio oggi (meno che un tempo, devo dire) con un bambino significa dover improvvisare discussioni atte a spiegare concetti che un bambino, spesso, non dovrebbe essere costretto ad affrontare, o comunque non quando lo decide uno stadio e con quelle basi.

Per me lo stadio, per quanto esperienza meravigliosa e affascinante in un contesto normale (ha ragione chi dice che e' li' che si vivono le emozioni) non e' un posto per bambini.

Mia molto modesta opinione.

Non sono d'accordo. Lo stadio è la vera occasione di dialogo e di incontro tra genitore e figlio. Spetta al genitore insegnare i valori dello sport, il rispetto dell'avversario e l'accettazione della sconfitta con variabile del gioco.

Si deve andare allo stadio per tifare la propria squadra ma anche per apprezzare eventualmente l'avversario.

E se ci sono esempi negativi come quello da te riportato, devono appunto servire da esempio e base di discussione per convincere tuo figlio che così non si deve fare.



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MisterFaro

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Ma io non mi sto preoccupando nello specifico dell'educazione dei miei figli.
So benissimo che non posso preservarli dalle brutture della vita, anche perchè visto il padre... , e neanche voglio a  dirla tutta.

Io mi sto preoccupando della considerazione che loro hanno di me!
Oltre al fatto che mi piacerebbe condividessero almeno in parte questa mia passione e allora aspetto fiducioso tempi migliori. Non dico idilliaci, dico migliori.

MisterFaro

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Citazione di: volerevolare il 05 Set 2012, 14:08
Si deve andare allo stadio per tifare la propria squadra ma anche per apprezzare eventualmente l'avversario.

scusate, forse è OT citare questa frase estrapolandola dal contesto ma è troppo bella!!!

robylele

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Citazione di: MisterFaro il 05 Set 2012, 16:05
scusate, forse è OT citare questa frase estrapolandola dal contesto ma è troppo bella!!!

concordo.
ma con un'eccezione, un club di recente fondazione e per il quale fa il tifo tale Fotìa.


fish_mark

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* 15.968
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Citazione di: volerevolare il 05 Set 2012, 14:08
Spetta al genitore insegnare i valori dello sport, il rispetto dell'avversario e l'accettazione della sconfitta con variabile del gioco.

Sarebbe perfetto già se passassero questi semplici concetti di sport, di cui fa parte il calcio, che invece è diventato molto altro, troppo altro.
Il rispetto per qualsiasi avversario, anche quello che abita nella scala di fianco.
Invece, la retorica daa maja, der sudore, der sangue ci ha portato molto lontano, anche se poi ci riempiamo la bocca di terzi tempi e di scambi di maglia con l'avversario.

A quando un derby zero incidenti?

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