quella foto del tifo laziale

Aperto da aquilante, 26 Ott 2012, 11:27

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Eagle70

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Citazione di: Aquila Romana il 27 Ott 2012, 22:39
Il pericolo dei forum è che si legge e si replica d'impeto, senza oltretutto avere l'opportunità di vedere l'espressione facciale dell'interlocutore....

Rileggi quello che ho scritto Eagle

io veramente rispondevo a Cesio.

CN12

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* 992
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Citazione di: robylele il 27 Ott 2012, 22:44
approfitto di questo topic per cercare di capire delle dinamiche a me sconosciute. Noi ci difendiamo sempre o a volte siamo anche propositivi?

Ma che domande sono???

ciceruacchio

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Citazione di: blow il 26 Ott 2012, 14:05
Sì mi vien da ridere aquilante quando leggo che si vuole addossare agli ultras il vuoto di uno stadio.
mi spiace, ma la pensiamo in maniera diversa, sarà che ho fatto parte della curva nord per anni.
mi citi episodi degli anni 70, mi verrebbe da risponderti che di acqua ne è passata sotto i ponti, anche perchè all'epoca non frequentavo certo la curva, ma le mie esperienze dirette partono dagli anni '80 in poi.
la colpa non può essere di un manipolo, centinaia o qualche migliaio di persone.
ritengo che ci sia stato un disegno molto più articolato dietro, soprattutto di interessi, dove si è quasi voluto che il tifoso sedesse a casa sua per vedere la partita, era, è molto più conveniente all'industria che muove i quattrini dietro una partita di pallone. questo ha inciso molto di più di una banda di tifosi o teppisti.
i teppisti si isolano in tutte le parti del mondo. se la causa erano gli ultras si sarebbero potuti combattere con metodi molto più efficaci come si fa nel resto d'europa, mentre a me il fenomeno dello stadio vuoto sembra un caso solo e soltanto tipicamente italiano.
manca la cultura dello sport, mancano le infrastrutture, mancano i servizi che rendano agevole fruire di uno spettacolo degno di questo nome e questo, per me è solo in Italia.
Le volte che ho seguito la Lazio all'estero mi sembravo un marziano sbarcato in uno stadio di calcio.
Il tema mi affascina, ma se lo riduciamo da subito al fenomeno ultras e basta non ci siamo, tra l'altro il discorso, come facilmente immaginabile, si sposta sul rosso ed il nero ed allora discutere serve a poco.

100%

robylele

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Citazione di: CN12 il 27 Ott 2012, 22:54
Ma che domande sono???

in effetti era formulata male o incompleta. Riprovo: noi odiamo altre tifoserie per cui loro partono da casa per fronteggiarci quando vengono da noi?
oppure noi non odiamo nessuno e ci difendiamo solamente?

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eaglesforever

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Citazione di: eaglesforever il 27 Ott 2012, 18:09
ma un bel lucchetto a sto topic no ??? Magari qualche altra "perla" ce la risparmiate...........

Niente da fare ci tocca leggere altre "perle" ........e' proprio vero il Laziale deve sempre soffrire fino alla fine !!!!

RohanKishibe

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aquila-della-notte

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complimenti ai 400 nostri ragazzi che non hanno lasciato da sola la Lazio.
l'unica altra cosa che si evince da questo topic, è che la Stone Island va messa la bando, sennò le anime pie e candide si turbano se qualcuno compra quelle giacche.
ah, no, c'è anche la chicca di andare per Atene con la maglia della Lazio (magari, perchè no, anche con un bersaglio disegnato dietro la schiena per facilitare chi ti aspetta).

se per ogni 10 post ci fosse una presenza allo stadio, faremmo il pienone tutte le domeniche; invece allo stadio siamo sempre i soliti 25.000, però in compenso rompiamo le palle sui forum ai 400 che si prendono la briga di seguire la nostra squadra.

quei 400 erano belli come il sole.

white-blu

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Citazione di: robylele il 27 Ott 2012, 22:58
in effetti era formulata male o incompleta. Riprovo: noi odiamo altre tifoserie per cui loro partono da casa per fronteggiarci quando vengono da noi?
oppure noi non odiamo nessuno e ci difendiamo solamente?

La violenza non ci appartiene.

Andare oggi ad atene equivale ad andare a vedere una partita in casa del partizan.
Se qualcuno pensava di andare li a far il turista , con in dosso segni distintivi sbagliava alla grende.
Con tutte le precauzioni del caso incidenti e feriti ci sono stati uguale.



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Tarallo

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Citazione di: white-blu il 28 Ott 2012, 07:24
La violenza non ci appartiene.

Andare oggi ad atene equivale ad andare a vedere una partita in casa del partizan.
Se qualcuno pensava di andare li a far il turista , con in dosso segni distintivi sbagliava alla grende.
Con tutte le precauzioni del caso incidenti e feriti ci sono stati uguale.

Questa e' la realta' dei fatti.

Barra

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Ovviamente il post di aquilante poneva altre questioni e probabilmente andava aperto altrove.
Ma da lì a travisarne il senso, ce ne passa.

Si prende a spunto da una foto (avrebbero potuto essere livornesi in trasferta Verona, poco cambiava, ma siamo laziali e l'occhio cade prima a casa nostra, non è così sconvolgente come evento), che secondo lui dice una cosa: quella forza creativa - perché per un periodo lo è stata, non condivisibile, magari, ma creativa - rappresentata dal mondo ultras, che si poneva tra gli altri obiettivi principali quello di farsi baluardo di un calcio che si ispirava a mai ben definiti valori originari, contro il dilagare del calcio moderno, fatto di tv, moviole, ospitate e palinsesti spezzatino, non solo non è riuscito nell'impresa (e non gliene si può fare una colpa, ché la lotta era impari), ma è diventato esso stesso parte in commedia.

Il calcio moderno è una recita a soggetto con regia SKY? Bene, in quella recita a soggetto, per mille altre ragioni, non da ultima la necessità di testare modelli repressivi su frange anche (e sottolineo "anche", non "solo"), orientate a potenziali scontri, l'ultras o presunto tale, sta tutto dentro, con le sue logiche che ormai sono subalterne al modello tritatutto dello spettacolo, a questo palinsesto.

Il calcio moderno è triste, non coinvolgente, esteticamente aggrappato al gesto tecnico del campione e non all'effetto corale della partita. Ecco, questo mi sembrava lo spunto di riflessione di aquilante, quel che resta di coloro che volevano opporsi a quel modello, è una foto sfocata, a metà tra la gita con quelli del liceo e lo scatto fatto dal corrispondente del NYT sulla spiaggia di Nha Trang nel 1967 ai ragazzi in licenza (esclusa la colonna sonora, ovvio).

Aquilante ha sempre riconosciuto al mondo ultras una valenza e un interesse mai banali. Roba che, tra l'altro, non sempre ho condiviso. Ma tacciare lui di visioni preconcette nei confronti di 400 persone, liberi cittadini, che vanno a vedere una partita, mi sembra non solo un giudizio poco lucido, ma un guardare al dito, mentre si indica uno stadio.

Ripeto, può essere limitato il contenitore e i fruitori di Lazio Talk (se i moderatori non lo lucchettano, potrebbero spostarlo magari altrove), ma che l'immagine in oggetto possa richiamare ad alcune riflessioni, non mi pare una lesa maestà nei confronti di gente che, maggiorenne e vaccinata, si autorappresenta in una foto, in un modo che, dress code o non dress code, fa emergere un punto cromatico (ribadisco, lo stesso che si incontrerebbe tra gli arditi livornesi), che non parla di un orientamento politico (c'è anche quello, per carità, negarlo suona buffo, ma non è questo il punto), ma di una perdita di forza vitale, anche solo e semplicemente nella capacità di rappresentare la bellezza, quella si assoluta, unica e innegabile, dell'esposizione dei propri colori e dei propri vessilli.
Maglia, colori, simbolo, vessilli, appunto. Nelle logiche di appartenenza sono essenziali.
Non si può passare sopra a questa evidenza cromatica lampante.

Invece prevale - e non da questa foto - un grigio scuro spalmato, che questi ultras laziali (torno alla foto, ma solo per comodità), condividono con l'orizzonte calcistico ufficiale, con i presidenti di club, i dirigenti FIGC, i giornalisti e tutta la corte dei miracoli di cui sono diventati a modo loro complici. Il più delle volte inconsapevoli e alcune volte prezzolati.

È qui, però, che da sempre mi discosto da aquilante.
Personalmente reputo il fenomeno ultras, un movimento internazionale cui prestare attenzione, certo, che va approcciato fuori da ogni preconcetto bacchettone, ma che, specie in questo ultimo decennio, è una storia esaurita, un copione stanco, recitato da controfigure, comparse, buone solo per alimentare i fondi da stanziare per i reparti speciali delle FFOO.

In uno stadio credo tedesco, qualche tempo fa, comparse uno striscione che prendeva una curva, su cui c'era scritto:
"A.C.A.B. All Colors Are Beautiful".

Se chi fa della propria presenza negli stadi una ragione di vita, intuisse che un antidoto naturale alla mercificazione di tutto, calcio in testa, sono i colori, la festa, la folla e non il grigio, lo scontro e il manipolo, forse, e dico forse, qualche cosa da dire ancora ce l'avrebbero.
Ma temo che, lungi dall'essere i responsabili di quanto sta accadendo al calcio italiano, siano diventati di questo calcio una componente prevista, calcolata e necessaria.
Contenti loro.

P.s.
Se potevano porta' le bandiere greche in onore dei nostri colori, dello spirito olimpico, di Bigiarelli... Sto a scherza' :)

Gioxx

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Gli ultras ci sono sempre stati, fanno parte del mondo del calcio, qualsiasi squadra anche nelle serie minori ha il suo gruppo che si distingue dal resto del pubblico per il loro modo di tifare piu colorito.
Agli "anti-ultras" vorrei fare una domanda, ma davvero vi piacerebbe uno stadio senza curva? non parlo solo di Curva Nord all' olimpico ma di tutte le curve .

Un bel pomeriggio a teatro, dove tra un po non si potrà nemmeno piu fumare e nemmeno piu parlare ad alta voce, tutti buoni ...

Il calcio è fatto di passione, almeno il calcio che mi ricordo io, la rivalità tra squadre, gli sfottò, esistono da sempre, la violenza no! e ultimamente non vedo episodi cosi significativi da catalogare come violenti, probabilmente negli anni 80 gli episodi "violenti" erano sicuramente maggiori.
Personalmente il tifo, specialmente quello della Nord mi esalta e mi ripeto, vorrei vedere che clima ci sarebbe allo stadio senza la curva che canta, una noia mostruosa.
L' abbigliamento? ma lasciamoli fare.... sò ragazzi :)

silvia84

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mah boh non ho capito il senso del topic.. la trasferta era pericolosetta e credo sia normale che abbiano lasciato le maglietta a casa. Non mi pare di aver sentito che ci siano stati brutti episodi di cori o altro, direi quindi onore ai 400 anche perchè so che hanno speso un bel po' per andarci.. bravi  :since

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robylele

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Citazione di: robylele il 27 Ott 2012, 22:58
in effetti era formulata male o incompleta. Riprovo: noi odiamo altre tifoserie per cui loro partono da casa per fronteggiarci quando vengono da noi?
oppure noi non odiamo nessuno e ci difendiamo solamente?

non mi pare di aver ricevuto risposta. Ritento.

white-blu

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Citazione di: robylele il 29 Ott 2012, 09:05
non mi pare di aver ricevuto risposta. Ritento.

Odiamo anche noi altre tifoserie , ma non abbiamo mai usato violenza. Quindi  qui ci vengono sereni.

robylele

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* 36.633
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Citazione di: white-blu il 29 Ott 2012, 09:12
Odiamo anche noi altre tifoserie , ma non abbiamo mai usato violenza. Quindi  qui ci vengono sereni.

grazie per la risposta, non conosco le dinamiche degli ultras.

quindi confermi che noi ci difendiamo sempre, sia in casa che in trasferta?
sono sempre gli altri che ci odiano e, al contrario di noi, attaccano pure?

Panzabianca

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"Vado allo stadio vestito di nero..." beh, de gustibus, ci può stare, "No, guarda è Atene, c'è la crisi, stanno inc.azzati, c'è la guerriglia, il gemellaggio co le mierde, i poliziotti che aspettano solo un pretesto...devo nascondere il bianco celeste". Ok , posso capirti. Ma se rischi anche qualche manganellata o peggio, quale il gusto?
"Ma che stai a scherzà, qualcuno deve pur farlo!!" Ah, ho capito, te l'ha detto er Dottore.
"Bordo il tricolore col nero..." bah, accostamenti cromatici personali ma fai come vuoi (ut supra), suppongo che a Roma in occasione delle partite normali ti vesta diversamente... suppongo.
"Io faccio parte dei 400, sono andato ad esporre i nostri vessilli..." Ah, il tuo capo è Leonida? Siete 100 de più.
Va'bbè ...Molti netters scrivono cose incredibili quasi sottintendo un codice d'onore o cosa? quando leggi frasi come "sono andati a fronteggiare" "là ce possono annà solo quelli grossi e cazzuti" "rispetto pé i laziali che seguono la Lazio!!!" e ad altro condito anche da una certa "antipatia"(chiamiamola così) per chi appartiene alla "detestabile" frangia di quelli che vanno allo stadio unicamente per divertirsi e sostenere la propria squadra e, non certo,per far vedere che quel giorno nel mare grosso delle avversità la loro barchetta veleggiava ardita e fiera(lessico non casuale), beh, le domande che si dipartono sono numerose.
La prima, la più banale è che per quale motivo costoro non facciano nulla proprio nulla per nascondere la loro connotazione politica. Ops, ahimé, solo dicendolo, per alcuni netters  sconfino, so banale o peggio ancora, generalizzo  o magari non rispetto quel manipolo di arditi.Per carità, io rispetto tutti, compresi quei ragazzi, alcuni corpulenti, che sono andati la. Però a me con questo atteggiamento, con queste bordature cromatiche, per carità, anche casuali, con queste sottili connotazioni politiche, questi non mi rappresentano. Si può dire? Poi saranno tutti figli di madre e padri de famiglia co la madonna sur comodino, nessuno lo mette in dubbio.
Ho il torto di ragionare in termini, credo, di civiltà: Trasferta pericolosa =non trasferta. Se io non vado a Firenze per "fronteggiare"e dispormi allo scontro (perché questo è) magari la famigliola di Firenze va allo stadio e l'altro che ti aspetta nutrendo gli stessi pensieri na calmata se la da perchè l'odiato avversario non c'è e mentre questi ti aspetta sotto la pioggia fiorentina tu te stai a magnà na pizza a trastevere. Infine, contesto tutti coloro che hanno dubitato del senso di questo topic, a me sembra pertinente oltreché legittimo. Ripeto, il terzo tempo e quant'altro possa farci uscire dagli anni di piombo (so rimasti solo in curva) sono solo le mosse iniziali di un lungo iter che non può e non deve prescindere dall'annullamento della connotazione politica.
Questo penso.

blow

*
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* 20.008
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stai bene col telecomando in mano e la panzabianca sul divano.


Panzabianca

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Citazione di: blow il 29 Ott 2012, 11:32
stai bene col telecomando in mano e la panzabianca sul divano.


certo. Vado a pijà le botte pe la bella faccia tua. Discuti invece dé di cose senza senso. Apriti al dialogo. Stai a parla di sport, di un momento storico (e di quando auspicabilemte finirà) e non della guerra di Troia.
Sto lessico da falange, da arditi,sto codice d'onore non scritto ma continuamente alluso me da il voltastomaco. Il coraggio, le prove d'onore e quant'altro vi gonfia si dimostrano in altri contesti della vita, non certo in una trasferta calcistica. Incredibile.

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gesulio

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Citazione di: Barra il 28 Ott 2012, 08:38
Ovviamente il post di aquilante poneva altre questioni e probabilmente andava aperto altrove.
Ma da lì a travisarne il senso, ce ne passa.

Si prende a spunto da una foto (avrebbero potuto essere livornesi in trasferta Verona, poco cambiava, ma siamo laziali e l'occhio cade prima a casa nostra, non è così sconvolgente come evento), che secondo lui dice una cosa: quella forza creativa - perché per un periodo lo è stata, non condivisibile, magari, ma creativa - rappresentata dal mondo ultras, che si poneva tra gli altri obiettivi principali quello di farsi baluardo di un calcio che si ispirava a mai ben definiti valori originari, contro il dilagare del calcio moderno, fatto di tv, moviole, ospitate e palinsesti spezzatino, non solo non è riuscito nell'impresa (e non gliene si può fare una colpa, ché la lotta era impari), ma è diventato esso stesso parte in commedia.

Il calcio moderno è una recita a soggetto con regia SKY? Bene, in quella recita a soggetto, per mille altre ragioni, non da ultima la necessità di testare modelli repressivi su frange anche (e sottolineo "anche", non "solo"), orientate a potenziali scontri, l'ultras o presunto tale, sta tutto dentro, con le sue logiche che ormai sono subalterne al modello tritatutto dello spettacolo, a questo palinsesto.

Il calcio moderno è triste, non coinvolgente, esteticamente aggrappato al gesto tecnico del campione e non all'effetto corale della partita. Ecco, questo mi sembrava lo spunto di riflessione di aquilante, quel che resta di coloro che volevano opporsi a quel modello, è una foto sfocata, a metà tra la gita con quelli del liceo e lo scatto fatto dal corrispondente del NYT sulla spiaggia di Nha Trang nel 1967 ai ragazzi in licenza (esclusa la colonna sonora, ovvio).

Aquilante ha sempre riconosciuto al mondo ultras una valenza e un interesse mai banali. Roba che, tra l'altro, non sempre ho condiviso. Ma tacciare lui di visioni preconcette nei confronti di 400 persone, liberi cittadini, che vanno a vedere una partita, mi sembra non solo un giudizio poco lucido, ma un guardare al dito, mentre si indica uno stadio.

Ripeto, può essere limitato il contenitore e i fruitori di Lazio Talk (se i moderatori non lo lucchettano, potrebbero spostarlo magari altrove), ma che l'immagine in oggetto possa richiamare ad alcune riflessioni, non mi pare una lesa maestà nei confronti di gente che, maggiorenne e vaccinata, si autorappresenta in una foto, in un modo che, dress code o non dress code, fa emergere un punto cromatico (ribadisco, lo stesso che si incontrerebbe tra gli arditi livornesi), che non parla di un orientamento politico (c'è anche quello, per carità, negarlo suona buffo, ma non è questo il punto), ma di una perdita di forza vitale, anche solo e semplicemente nella capacità di rappresentare la bellezza, quella si assoluta, unica e innegabile, dell'esposizione dei propri colori e dei propri vessilli.
Maglia, colori, simbolo, vessilli, appunto. Nelle logiche di appartenenza sono essenziali.
Non si può passare sopra a questa evidenza cromatica lampante.

Invece prevale - e non da questa foto - un grigio scuro spalmato, che questi ultras laziali (torno alla foto, ma solo per comodità), condividono con l'orizzonte calcistico ufficiale, con i presidenti di club, i dirigenti FIGC, i giornalisti e tutta la corte dei miracoli di cui sono diventati a modo loro complici. Il più delle volte inconsapevoli e alcune volte prezzolati.

È qui, però, che da sempre mi discosto da aquilante.
Personalmente reputo il fenomeno ultras, un movimento internazionale cui prestare attenzione, certo, che va approcciato fuori da ogni preconcetto bacchettone, ma che, specie in questo ultimo decennio, è una storia esaurita, un copione stanco, recitato da controfigure, comparse, buone solo per alimentare i fondi da stanziare per i reparti speciali delle FFOO.

In uno stadio credo tedesco, qualche tempo fa, comparse uno striscione che prendeva una curva, su cui c'era scritto:
"A.C.A.B. All Colors Are Beautiful".

Se chi fa della propria presenza negli stadi una ragione di vita, intuisse che un antidoto naturale alla mercificazione di tutto, calcio in testa, sono i colori, la festa, la folla e non il grigio, lo scontro e il manipolo, forse, e dico forse, qualche cosa da dire ancora ce l'avrebbero.
Ma temo che, lungi dall'essere i responsabili di quanto sta accadendo al calcio italiano, siano diventati di questo calcio una componente prevista, calcolata e necessaria.
Contenti loro.

P.s.
Se potevano porta' le bandiere greche in onore dei nostri colori, dello spirito olimpico, di Bigiarelli... Sto a scherza' :)

l'errore di fondo, secondo me, è non considerare quella foto per ciò che è, un'istantanea.
da contestualizzare nel momento in cui è stata scattata e niente altro.
una foto che non rende alcun merito a un percorso che mai come in questo ultimo anno è diventato dinamico.
a quella foto, piena di grigio, qualcuno potrebbe contrapporre questa:

anche la foto qui sopra non rappresenta altro che il contesto in cui è stata scattata e nulla più, anche questa foto non riesce a descrivere le dinamiche di un processo complesso che è attualmente in corso, ambedue le foto sono emblematiche, eppure, essendo tali, non possono che raccontarci soltanto una porzione di verità.

robylele

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Citazione di: blow il 29 Ott 2012, 11:32
stai bene col telecomando in mano e la panzabianca sul divano.

dici che anche Panzabianca debba partire per 'fronteggiare' le opposte fazioni che ci odiano?

oppure non sarebbe il caso di cominciare a capire che ognuno è fatto a modo suo, ognuno ha i suoi cazzi, ognuno ha i suoi impegni (famigliari ad esempio) e che andare a fare una trasferta PER DIVERTIRSI non significa avere più diritti su altri tifosi?


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