Il fatto che tutto vada contestualizzato, Gesulio, è una sottolineatura di buonsenso che non posso che condividere, ma se ci fermiamo agli opposti da contestualizzare, ci impediamo di tentare una lettura d'insieme.
Come suppongo saprai, qualche volta allo stadio ci sono stato.
La mia riflessione prende spunto da un altro spunto legato a una foto, un'immagine. E come succede in questi casi, è un punto di partenza per ragionare, non uno di arrivo.
Il contesto specifico dato va considerato, ma non può cancellare un contesto "storico" pluriennale, altrimenti meglio evitare in partenza ogni discussione che fuoriesca dalla contingenza della partita del giorno.
La curva sta cambiando rispetto a qualche stagione fa? Bene, benissimo, ma proprio ieri sera hanno fatto rivedere una squadra che gli ultras, quelli veri, li aveva in campo, e quando vinse uno dei titoli più epici della storia del calcio italiano, lo stadio (io c'ero e me sa pure te), era un mare bianco celeste.
Una festa di colori, i propri.
Come credo sia quasi banale auspicarsi.
La curva sta cambiando, dunque? Evviva.
Lo spunto puntava a suggerire (senza per questo voler minimamente sminuire l'impresa dei 400, specie da parte di chi come me manco dal divano se la vede, ma se la sente in macchina) un ritorno ai colori, come fanno e non hanno mai smesso di fare migliaia e migliaia di ultras in mezzo mondo, dove di certo le condizioni non sono meno tese.
I colori mancano da tempo, questo dice il mio sguardo daltonico.
Tutto lì.
Se la nuova curva nord (i cui residenti, però, in quanto tali, non valgono più di un qualsiasi abitante di un distinti est, di una Tevere laterale o di un divano Ikea), dovesse avere oltre che una svolta di leadership, anche una svolta a colori, i nostri, sarebbe un segnale forte, un'immagine comprensibile a tutti, anche a quelli meno addentro alle dinamiche autoreferenziali del mondo ultras.
Sennò anche sticazzi, per carità.
Ma il mio intervento era solo un tentativo, a ben vedere fallito, di evitare che la discussione, nata sotto altri auspici, degenerasse nella solita manfrina "curva nord si/curva nord no", che ormai credo appassioni solo quelli che da almeno tre anni si dimenticano di vedere risultati e classifiche della SS. Lazio 1900.
Citazione di: Aquila Romana il 29 Ott 2012, 23:15
"All Colors Are Beautiful" è come a dire che al Palio di Siena "All Contrada Is Beatufil", tutti felici e contenti, a prescindere da chi vinca, tutto diventa fiction [...]
Il senso dello striscione, esposto da ultras e non da scout, non era un inno al "relativismo culturale", non sia mai, era altro.
Ma credo, però, tu abbia toppato esempio.
Forse un saltino a Siena per il palio è bene tu ce lo faccia, perché i colori delle contrade in campo sono ovunque (e anche quelli delle sette che non corrono).
Ogni contradaiolo va fiero dei propri colori, che indossa come una seconda pelle.
Quando il cavallo passa ai canapi per la terza volta, i primi a partire sono i contradaioli che hanno vinto, ovviamente. Se la contrada che ha vinto ha una rivale (non tutte hanno rivali), quelli filano a casa.
Il resto, però, si riversa in campo e con bandiere e applausi, accompagna in Duomo o al Provenzano i contradaioli vincenti.
Un corteo con tutte le bandiere di Siena, con tutti i colori, perché tolto il "dolore" degli eventuali rivali, è Siena che vince ogni volta che si celebra un Palio.
Insomma, trova un altro esempio.