Quella strana sensazione...

Aperto da gesulio, 15 Nov 2010, 15:35

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V.

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qualcosa non mi convince, invece. ho riscritto quattro volte questo post.

ho la sensazione di una banda mancini in 16esimo. che ha giocato tante partite belle, anche con la frusta.
ma spesso a partite balorde come il derby, andava vicino vicino e poi scajava. e noi a piangere sentendoci nel giusto. l'emozione di piacenza sovrasta tutto? allora ricomincio da capo e mi spiego meglio.

Il rimpianto di Parma, ckioè per come è venuto il pareggio,  ha un nome: Mauri. Un bell'avvio di stagione, brvissimo, ma se Mauri è il migliore della Lazio vuol dire che siamo troppi là davanti, che siamo leggeri, e che corriamo molto, tanto da essere in palla.

Il che vuol dire che non siamo pesanti. non segnamo da fermo. dobbiamo girare e girare e girare per trovare posto al nostro pallone. ogni tanto però toccherebbe mettere la palla in garage. e allora ci vuole un custode. un centravanti. uno di quelli con le gambe dure e storte, un pò di gobba.

chi mi risponde





Yanez_de_Gomera

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Citazione di: V. il 24 Nov 2010, 04:30
uno di quelli con le gambe dure e storte, un pò di gobba.

Guarda che di quella razza lì si é perso lo stampo, ormai. Del resto, era il tempo che le outsiders uno scudetto ogni tanto lo vincevano sul serio. Adesso funziona in un altro modo.

E se nel frattempo a Formello dedicassimo un paio di orette al giorno per provare come si tira da fuori area e come si centra lo specchio della porta, quando non si trovano spazi per le azioni manovrate ?

white-blu

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Citazione di: Yanez_de_Gomera il 24 Nov 2010, 09:32
Guarda che di quella razza lì si é perso lo stampo, ormai. Del resto, era il tempo che le outsiders uno scudetto ogni tanto lo vincevano sul serio. Adesso funziona in un altro modo.

E se nel frattempo a Formello dedicassimo un paio di orette al giorno per provare come si tira da fuori area e come si centra lo specchio della porta, quando non si trovano spazi per le azioni manovrate ?
bisognerebbe fa esercitare radu con il destro
bisognerebbe imparare a battere cross e punizioni dalla 3/4

fish_mark

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Citazione di: V. il 24 Nov 2010, 04:30
qualcosa non mi convince, invece. ho riscritto quattro volte questo post.

ho la sensazione di una banda mancini in 16esimo. che ha giocato tante partite belle, anche con la frusta.
ma spesso a partite balorde come il derby, andava vicino vicino e poi scajava. e noi a piangere sentendoci nel giusto. l'emozione di piacenza sovrasta tutto? allora ricomincio da capo e mi spiego meglio.

Il rimpianto di Parma, ckioè per come è venuto il pareggio,  ha un nome: Mauri. Un bell'avvio di stagione, brvissimo, ma se Mauri è il migliore della Lazio vuol dire che siamo troppi là davanti, che siamo leggeri, e che corriamo molto, tanto da essere in palla.

Il che vuol dire che non siamo pesanti. non segnamo da fermo. dobbiamo girare e girare e girare per trovare posto al nostro pallone. ogni tanto però toccherebbe mettere la palla in garage. e allora ci vuole un custode. un centravanti. uno di quelli con le gambe dure e storte, un pò di gobba.

chi mi risponde

La banda mancini aveva un gioco inebriante, molto più entusiasmante di questa di Reja, senza contare che la qualità media dei singoli era di livello internazionale.
Questa Lazio non è necessariamente più operaia, ma più compassata, non meno efficace, ma meno stupefacente ed in ogni caso è nel posto che merita
A mio modo di vedere il centravanti che mette la palla in garage c'è e si chiama FLoccari, per me il CAsiraghi del 2000, peraltro molto più tecnico.
Il limite finora è stato Reja nel non aver capito che quel 500 può partecipare degnamente anche al gran premio di formula 1. La mia sensazione è che la disfatta di Cesena gli abbia portato via il sonno per più di qualche notte ed ora pretende molto di più dai suoi: sa ora che ha di fronte a sé l'occasione della sua carriera.

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tattico1982

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Citazione di: V. il 24 Nov 2010, 04:30
qualcosa non mi convince, invece. ho riscritto quattro volte questo post.

ho la sensazione di una banda mancini in 16esimo. che ha giocato tante partite belle, anche con la frusta.
ma spesso a partite balorde come il derby, andava vicino vicino e poi scajava. e noi a piangere sentendoci nel giusto. l'emozione di piacenza sovrasta tutto? allora ricomincio da capo e mi spiego meglio.

Il rimpianto di Parma, ckioè per come è venuto il pareggio,  ha un nome: Mauri. Un bell'avvio di stagione, brvissimo, ma se Mauri è il migliore della Lazio vuol dire che siamo troppi là davanti, che siamo leggeri, e che corriamo molto, tanto da essere in palla.

Il che vuol dire che non siamo pesanti. non segnamo da fermo. dobbiamo girare e girare e girare per trovare posto al nostro pallone. ogni tanto però toccherebbe mettere la palla in garage. e allora ci vuole un custode. un centravanti. uno di quelli con le gambe dure e storte, un pò di gobba.

chi mi risponde

Segnamo poco o per nulla di testa. Inoltre bisognerebbe essere molto di più rapinatori d'area.

mansiz

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Citazione di: V. il 24 Nov 2010, 04:30
...

Il che vuol dire che non siamo pesanti. non segnamo da fermo. dobbiamo girare e girare e girare per trovare posto al nostro pallone. ogni tanto però toccherebbe mettere la palla in garage. e allora ci vuole un custode. un centravanti. uno di quelli con le gambe dure e storte, un pò di gobba.


100%
facciamo un discreto possesso palla, belle trame, ci specchiamo, facciamo rabone ma siamo sempre là.

Forse esiste una risposta: giochiamo troppo bassi. Ma credo che la coperta è troppo corta per tirarla fin sotto il collo..

fish_mark

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Citazione di: mansiz il 24 Nov 2010, 10:52

Forse esiste una risposta: giochiamo troppo bassi. Ma credo che la coperta è troppo corta per tirarla fin sotto il collo..

Esatto. Infatti abbiamo vinto le sfide con Chievo, Cagliari, Brescia e anche il Palermo con il piglio del passista, mentre con il Napoli ho visto un'altra Lazio che ha provato anche a fare pressing e alzare i ritmi.
Reja forse ha capito che si può premere sull'acceleratore, senza rischiare di sbandare in curva.

Pikkio

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Citazione di: V. il 24 Nov 2010, 04:30
non segnamo da fermo
degli ultimi sei gol, tre [floccari contro il cagliari, dias a palermo, floccari a parma] arrivano da calcio da fermo.

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Silverado

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Citazione di: V. il 24 Nov 2010, 04:30
qualcosa non mi convince, invece. ho riscritto quattro volte questo post.

ho la sensazione di una banda mancini in 16esimo. che ha giocato tante partite belle, anche con la frusta.
ma spesso a partite balorde come il derby, andava vicino vicino e poi scajava. e noi a piangere sentendoci nel giusto. l'emozione di piacenza sovrasta tutto? allora ricomincio da capo e mi spiego meglio.

Il rimpianto di Parma, ckioè per come è venuto il pareggio,  ha un nome: Mauri. Un bell'avvio di stagione, brvissimo, ma se Mauri è il migliore della Lazio vuol dire che siamo troppi là davanti, che siamo leggeri, e che corriamo molto, tanto da essere in palla.

Il che vuol dire che non siamo pesanti. non segnamo da fermo. dobbiamo girare e girare e girare per trovare posto al nostro pallone. ogni tanto però toccherebbe mettere la palla in garage. e allora ci vuole un custode. un centravanti. uno di quelli con le gambe dure e storte, un pò di gobba.

chi mi risponde

C'è qualcosa che non mi convince nel complesso e non riesco ad avere strane sensazioni.
Cioè, valutando la qualità del nostro organico e la mediocrità complessiva del campionato, un pensiero sconcio all'orgasmo da urlo, con morso sul collo e schiaffoni sulle chiappe, l'ho fatto.
E già questo pensiero rende meno appetibile il buon godimento di una qualificazione Champions. Tralascio pensieri di Europa League, eccitanti come una sega alle 8 e 40 di una fredda mattina invernale, con una provetta in mano e le mattonelle verdi a far da specchio.

Poi però, pensieri sconci a parte, quello che sento mancare è il sangue.
Vecchio difetto deliorossiano, per tacer di Ballardini.
Sento che manca la cattiveria, la bestia dentro, quella vitalità che si trasforma in scossa elettrica, in fame di campo, di pallone, di risultato.
Intendiamoci, la Lazio gioca per vincere, è indubbio.
Ma senza volontà assoluta. Una volontà che non fa calcoli, che vuole e basta.
Nella Lazio sento piuttosto una volontà relativa; relativa al momento della gara, al contesto ("in fondo un punto in trasferta è sempre buono", nessuno che renda esplicitamente tale dichiarazione ma è come se la sentissi aleggiare), relativa a qualcosa che non si sa bene cosa sia ma c'è e frena. Forse questo qualcosa è semplice buon senso, consapevolezza dei limiti, pragmatismo. Non credo sia soltanto rejanesimo, visto che una certa anemia la riscontro da qualche anno.
Mancano la sfrontatezza e la ferocia della volontà assoluta.
Manca lo sprint degli ultimi metri, fatto di follia e rischio (di scoppiare senza neanche salire sul podio).
La volontà relativa della Lazio è gestione.

Prendete la roma.
Piaccia o meno, è squadra che gioca con la volontà assoluta. Ha delle pause, rischia tanto, è fortunata, è aiutata, quello che volete. Però poi viene un momento della gara in cui senti uscire la bestia. E ti aggredisce, ti toglie l'aria, ti colpisce, ti fa male. A quel punto sai che è venuta per prendersi tutto. Ne ha bisogno. Questione di vita o morte. E infatti rischia tanto, con la difesa che balla. Eppure, sta lì, imperfetta ma affamata.
Sì, viene un momento della gara in cui sai che vincerà.
Questione di necessità.
Con la Lazio questi impulsi vitali non li sento. Vedo tanti bravi ragazzi che conoscono il buon senso. Quello che manca è la ferocia. Basterebbe pochissimo per sfruttare il grande lavoro fin qui fatto.
Finora ha pagato il buon senso, comincio a sentire che non basta più.
E' tempo di sporcarsi, di diventare balordi.

fish_mark

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Citazione di: Silverado il 24 Nov 2010, 13:04

E' tempo di sporcarsi, di diventare balordi.

BEh, qualche volta si sono visti gli occhi iniettati di sangue.
VEdi Milan Fiorentina e anceh l'inizio con il Napoli.
Ma certo, nel complesso hai ragione.

porgascogne

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Citazione di: Silverado il 24 Nov 2010, 13:04
Poi però, pensieri sconci a parte, quello che sento mancare è il sangue.

...

Prendete la roma.
Piaccia o meno, è squadra che gioca con la volontà assoluta. Ha delle pause, rischia tanto, è fortunata, è aiutata, quello che volete. Però poi viene un momento della gara in cui senti uscire la bestia. E ti aggredisce, ti toglie l'aria, ti colpisce, ti fa male. A quel punto sai che è venuta per prendersi tutto. Ne ha bisogno. Questione di vita o morte. E infatti rischia tanto, con la difesa che balla. Eppure, sta lì, imperfetta ma affamata.
Sì, viene un momento della gara in cui sai che vincerà.
Questione di necessità.
Con la Lazio questi impulsi vitali non li sento. Vedo tanti bravi ragazzi che conoscono il buon senso. Quello che manca è la ferocia. Basterebbe pochissimo per sfruttare il grande lavoro fin qui fatto.
Finora ha pagato il buon senso, comincio a sentire che non basta più.
E' tempo di sporcarsi, di diventare balordi.

questa è la cosa che invidio loro
è triste, eh, però è vero

si, i rimpalli, le sviste, gli aiutini,le sostituzioni
però, ziocane, ieri sera dopo il primo goal ho immaginato che gliene facessero altri due

e non è la prima volta

poi, certo, magari non vincono un cazzo
magari, anzi sicuro, semo mejo noi

ma darei tutta la nostra presunta nobiltà per avere in campo Mancini, QUEL Mancini che è arrivato qui ed ha modificato un ambiente destinato al secondo perenne e giaculatorio posto

pure per mezzo tempo, va

aquilante

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silverado: "Finora ha pagato il buon senso"

ma il punto è proprio questo: la Lazio ha ottenuto tutto ciò che ha ottenuto - che non è tanto, è tantissimo - esattamente seguendo le coordinate del "rischio zero" (tendenzialmente zero)

basterà in futuro? la domanda la porrei diversamente: la Lazio ha le armi adeguate per passare dalla strategia del ragno - diciamo così - alla tattica della baionetta, dell'assalto alla baionetta? non lo so. penso però che la questione non si possa porre in termini di globuli rossi; anche per attendere e per incrinare passo dopo passo le fortezze avverse servono forza e consapevolezza

starei attento, molto attento, a cambiare strategia. anche perché i tre punti che ci separano dal milan dipendo dalla differenza di potenziale (tecnico e non solo) tra le due squadre/società più che da una nostra presunta anemia. le possibilità per la Lazio di sognare l'impossibile non credio stiano nello snaturamento della nostra identità tattica

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V.

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Citazione di: Silverado il 24 Nov 2010, 13:04
C'è qualcosa che non mi convince nel complesso e non riesco ad avere strane sensazioni.
Cioè, valutando la qualità del nostro organico e la mediocrità complessiva del campionato, un pensiero sconcio all'orgasmo da urlo, con morso sul collo e schiaffoni sulle chiappe, l'ho fatto.
E già questo pensiero rende meno appetibile il buon godimento di una qualificazione Champions. Tralascio pensieri di Europa League, eccitanti come una sega alle 8 e 40 di una fredda mattina invernale, con una provetta in mano e le mattonelle verdi a far da specchio.

Poi però, pensieri sconci a parte, quello che sento mancare è il sangue.
Vecchio difetto deliorossiano, per tacer di Ballardini.
Sento che manca la cattiveria, la bestia dentro, quella vitalità che si trasforma in scossa elettrica, in fame di campo, di pallone, di risultato.
Intendiamoci, la Lazio gioca per vincere, è indubbio.
Ma senza volontà assoluta. Una volontà che non fa calcoli, che vuole e basta.
Nella Lazio sento piuttosto una volontà relativa; relativa al momento della gara, al contesto ("in fondo un punto in trasferta è sempre buono", nessuno che renda esplicitamente tale dichiarazione ma è come se la sentissi aleggiare), relativa a qualcosa che non si sa bene cosa sia ma c'è e frena. Forse questo qualcosa è semplice buon senso, consapevolezza dei limiti, pragmatismo. Non credo sia soltanto rejanesimo, visto che una certa anemia la riscontro da qualche anno.
Mancano la sfrontatezza e la ferocia della volontà assoluta.
Manca lo sprint degli ultimi metri, fatto di follia e rischio (di scoppiare senza neanche salire sul podio).
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Piaccia o meno, è squadra che gioca con la volontà assoluta. Ha delle pause, rischia tanto, è fortunata, è aiutata, quello che volete. Però poi viene un momento della gara in cui senti uscire la bestia. E ti aggredisce, ti toglie l'aria, ti colpisce, ti fa male. A quel punto sai che è venuta per prendersi tutto. Ne ha bisogno. Questione di vita o morte. E infatti rischia tanto, con la difesa che balla. Eppure, sta lì, imperfetta ma affamata.
Sì, viene un momento della gara in cui sai che vincerà.
Questione di necessità.
Con la Lazio questi impulsi vitali non li sento. Vedo tanti bravi ragazzi che conoscono il buon senso. Quello che manca è la ferocia. Basterebbe pochissimo per sfruttare il grande lavoro fin qui fatto.
Finora ha pagato il buon senso, comincio a sentire che non basta più.
E' tempo di sporcarsi, di diventare balordi.

la Lazio di Signori e Casiraghi non era così. Non rievoco la Lazio dello scudetto. Voglio quest'altra Lazio.
e mi trovo d'accordo con te.

Capitolo Floccari: evidentemente i giocatori hanno vite davvero diverse dai comuni mortali.
perchè a ripensarci, un comune mortale sei mesi dopo il danno del derby scorso, sarebbe entrato in campo
con la mazza fiondata. Come faceva Cristiano Lucarelli contro la juventus.

Da fermo: hai ragione pikkio, ma alludevo alle punizioni dirette, e al fatto di non giocare anche per procurarsi una punizione.



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