Questione di stile

Aperto da GuyMontag, 23 Gen 2013, 23:50

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Screaming Eagle Walter

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Alcares

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Citazione di: Adler Nest il 24 Gen 2013, 11:12
per spiegarlo semplicemente:
Lazio:roma=Nesta:totti
Lazio:roma=Petkovic:zeman
Lazio:roma=Klose:osvaldo


avevamo anche noi qualche coattone: uno è andato a genova, l'altro si allena a parte, l'altro può pure andarsene.
Forse un po' troppo semplicemente ;)

Se prendi il meglio da una parte e il peggio dall'altra diventa decisamente semplice.

Tarallo

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arkham, questo argomento lo svisceriamoda annie e' uno tra i piu' complessi. Io mi odio per il fatto che sono convinto che una differenza antropologica in realta' esista, perche' non rientra nei miei schemi normali. Ma l'analisi offre un quadro chiaro, e la spiegazione e' nell'anima. Potrei elencare tanti gruppi di persone fra cui a mio avviso esiste una differenza antropologica. Quello che con un sorriso di offre il posto sull'autobus vs. quello che ti butta il fumo in faccia con un'occhiatra di sfida. Quello che ti ascolta interessato e tiene conto della tua prospettiva vs. quello che trae godimento soltanto da una vittoria dialettica.
Il laziale, generalizzando, e' solo, la vetta la guarda dal basso e spera di raggiungerla, sogna un futuro radioso, lo ritiene raggiungibile, e si batte per arrivarci sapendo che quel giorno scoprira' una nuova vetta nascosta dalla prima, e che la vita e' una scoperta continua di nuove vette, abbassa la testa, si aggiusta il cappello e ricomincia la sua scalata.
Nel mondo visto da un romanista, su quella vetta (ma quale? non si e' accorto che dietro ce ne sono altre, troppo preso dall'occupare quella in cui si trova) c'e' lui, su una sdraia che prende il sole, musica a tutto volume, in pace con se stesso, che con un calcetto fa rotolare un sasso verso quegli hikers lontani che potrebbero cercare di usurpargli quel posto al sole che gli spessa di diritto. Perche' lui ha deciso che e' cosi'.

Il dubbio vs. la certezza, la ricerca, anche introspettiva, vs. l'affermazione dell'io cosi' com'e', la condivisione vs. il dominio sull'altro.
Queste sono differenze antropologiche.

italicbold

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Citazione di: Tarallo il 24 Gen 2013, 11:17
arkham, questo argomento lo svisceriamoda annie



-Guarda Annie, é inutile che insisti, sul comportamento post partita di Derossi possiamo parlarne delle ore, ma nulla in confronto dell'eziologia dell'acquisto dei 9 giocatori in un giorno é ugualmente qualificabile come topos...
capito ?

- Si Tarà, si, pero' compramose i pop corn prima de entrà...

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arkham

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Sono differenze tra due stili di vita.
Non necessariamente questi stili appartengono (anzi a sentir voi quasi discendono) distintamente a due categorie di persone distinte esclusivamente dalla scelta della squadra per cui tifare.
Lo sai anche tu che non può essere così, contro ogni evidenza.

Tarallo

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Citazione di: arkham il 24 Gen 2013, 11:25
Sono differenze tra due stili di vita.
Non necessariamente questi stili appartengono (anzi a sentir voi quasi discendono) distintamente a due categorie di persone distinte esclusivamente dalla scelta della squadra per cui tifare.
Lo sai anche tu che non può essere così, contro ogni evidenza.

Diciamo che quelli che si sono ritrovati a tifare la squadra che non corrisponde esattamente al loro corredo (genetico, di esperienze, di educazione - di anima) vivono una sorte di sottile angoscia permamente. E" per questo che la separazione non e' totale, dipende dalla genesi della scelta della squadra, da come ci si arriva. Ma credo che invece ci sia larga corrispondenza fra questo "corredo" e la squadra per cui si tifa nella stragrande maggioranza dei compnenti dei due gruppi.
Io lo so (per me e' un fatto assodato) che il 98% dei laziali si vergognerebbe ad avere un giornale come il romanista, un capitano come totti, cronache di partite come le loro. Apriremmo topic di dissenso, di disgusto, di protesta, ma in realta' non li apriremmo, non esisterebbero, non esisterebbe una Lazio cosi'. Si chiama asroma.

Alcares

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Citazione di: Tarallo il 24 Gen 2013, 11:17
Queste sono differenze antropologiche.
Sono differenze antropologiche tra esseri umani.
C'è da dimostrare che siano così delineate in base al tifo.
E' plausibile che si tratti di quello che dice arkham, cioè che la maggioranza dei coatti decida di tifare Roma, e quindi è più evidente.

Tu mi dirai che questa non è altro che la conferma che, se la maggiornaza di coatti decide di tifare Roma è perché sono antropologicamente affini. Ma è l'uovo e la gallina.


C'è pure da considerare il contesto storico-sportivo della nascita del coatto.

I coatti sono l'evoluzione (in peggio) di quello che in altre regioni chiamano "er romanaccio".
Ovvero non il romano bono de core, er bonaccione che lassa fa', semo tutti amici, ma quel tipo di romano che non gliene frega niente del prossimo, ti fuma in faccia, parcheggia dove non potrebbe solo "perché io ho sempre parcheggiato lì" e soprusi di vario genere.
Ovviamente gente simile esiste pure altrove, ma qui parliamo della nostra città.
Il coatto è l'evoluzione del prototipo detto sopra, evoluzione data dal progresso, quindi col cellulare strafigo, i tatuaggi (non me ne voglia chi ce l'ha), la tecnologia, le lampade solari, la vacanza a Sharm...

Tutta 'sta roba quando ha conosciuto il suo germe?
Quando c'era la Roma di Falcao, del Barone, der go' de Turone  :=)), di Bruno Conti, di Pruzzo, di Di Bartolomei... mentre noi miserelli ce ne stavamo in B, e tra calcioscommesse e penalizzazioni abbiamo rischiato la C.

I giovani dell'epoca, che poi sono i padri 40-50 enni di oggi, erano probabilmente più attratti dalla Maggica dell'epoca che da quella Lazio miserella che io invece, grazie a mio padre, m'andavo a vedere a 11 anni pure agli spareggi a Napoli.

Ergo, per gli allora educati al "sopruso" era più facile tifare per chi vinceva.
E da lì, l'evoluzione verso il coatto ha portato alla distribuzione di tifo che abbiamo ora.

Se la storia sportiva fosse stata diversa, sono abbastanza convinto che la distribuzione di tifo sarebbe stata anch'essa differente.

Cialtron_Heston

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Provo sincera e profonda ammirazione per chi scrive cosi bene.
Subito dopo aver finito di leggere mi sento un cojo.ne.
E' normale?

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arturo

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Citazione di: Tarallo il 24 Gen 2013, 11:31
Diciamo che quelli che si sono ritrovati a tifare la squadra che non corrisponde esattamente al loro corredo (genetico, di esperienze, di educazione - di anima) vivono una sorte di sottile angoscia permamente. E" per questo che la separazione non e' totale, dipende dalla genesi della scelta della squadra, da come ci si arriva. Ma credo che invece ci sia larga corrispondenza fra questo "corredo" e la squadra per cui si tifa nella stragrande maggioranza dei compnenti dei due gruppi.
Io lo so (per me e' un fatto assodato) che il 98% dei laziali si vergognerebbe ad avere un giornale come il romanista, un capitano come totti, cronache di partite come le loro. Apriremmo topic di dissenso, di disgusto, di protesta, ma in realta' non li apriremmo, non esisterebbero, non esisterebbe una Lazio cosi'. Si chiama asroma.

perfettamente daccordo con Tarallo.

domenico

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Ciao a tutti,
vi seguo da tanto, con muta ammirazione, ma non ho mai preso parte a nessuna discussione.
Non ho trovato un post in cui presentarmi, ma ho scelto questo perchè è davvero bello e soprattutto identifica il motivo per cui anni fa sentii di essere Laziale... Come si dice Laziali bella gente, e ciò viene dimostrato quotidianamente dall'atteggiamento di tifosi, tesserati (calciatori e non), dirigenza ecc. con qualche rara, ma pur vera eccezione.
Ad esempio qui, ho trovato sempre discussioni con toni pacati, di gente preparatissima, ma nonostante ciò mai spocchiosa e saccente. Per certi versi questo forum incarna lo stile Lazio, che gente riommica fino al midollo, come pradè per dirne uno, non sa neanche dove sta di casa. Per quanto riguarda lo spirito non polemico dei giocatori, che spesso da qualcuno, (leggi De Angelis), viene scambiato per arrendevolezza, sono d'accordo anch'io che vada encomiato e non demonizzato. Sulla distinzione antropologica ho qualcosa da ridire, visto che purtroppo anche nelle migliori famiglie, qualche pecora nera viene fuori, nonostante il medesimo DNA...
P.s. Forza Lazio sempre!

Tarallo

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Attenzione domenico (e bevenuto) quando si parla di corredo.
L'appartenenza alla stessa famiglia vuol dire poco, abbiamo tutti conosciuto fratelli o sorelle con personalita' opposte fra loro. Anche persone con grandi parti di DNA in comune possono differire fra loro di molto e altri senza una goccia di sangue in comune possono avere affinita' estreme. Il corredo, al completo, per me aiuta a stabilire scelte future.

domenico

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Grazie del benvenuto! Ora ho capito cosa intendi, e posso dire di essere d'accordo...Pensavo intendessi antropologico in senso stretto, tutto qui.
Una piccola cortesia volevo chiedervi: sapete dirmi come posso modificare il profilo per mettere l'avatar, la firma e cose simili?

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maverickiv2007

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Senza nessuna pretesa vi dico perché sono Laziale, voi direte che c'entra? Io vi rispondo c'entra c'entra  :p
Mio padre e mia madre sono nati nella provincia di Rieti (ma questo non vuol dire nulla, non mi chiamate burino  :beer: naturalmente scherzo sono fiero delle mie origini) e non hanno mai tifato nessuna squadra, se non mia madre che da piccolina era interista, perché suo fratello, poliziotto, all'epoca era a Milano e si innamorò dell'Inter; io fino ai 7-8 anni sono rimasto neutrale, non mi sono affezionato a nessuna squadra, diciamo che ero un'eccezione perché a Roma, vuoi o non vuoi, una squadra la devi tifare... Mio padre aveva un collega di lavoro, un uomo all'epoca di 40 anni circa, celibe, o meglio, come si dice oggi single, senza più genitori, aveva solo una sorella (una str.... di prima categoria che gli aveva portato via tutto compreso un attico zona Colosseo), lui viveva zona Monterotondo, solo, con un cane e passava le sue giornate diviso tra il lavoro e il tennis.
Il giorno del mio compleanno lo invitammo a cena a casa e lui si presentò con un pacchettino "Lazio Point Via Farini" lo scartai e dentro c'era una tuta della Lazio (classica con l'aquilotto non quelle pacchianate con scritte ASR a caratteri cubitali o frasi del tipo L'impero sia con voi) e il vecchio pallone Uhlsport della Lazio; poi c'era un'altra cosa, la più importante, un biglietto per Lazio-Fiorentina (8-2). Andammo allo stadio insieme e fu colpo di fulmine; quei colori, quelle bandiere, quella gente, l'amico di famiglia, quella serie di avvenimenti mi fecero innamorare della Lazio e ancora oggi se ci ripenso dico, se non ci fosse stato lui oggi io non sarei così Laziale, non sarei così fiero di essere Tifoso della mia Lazio. In sostanza, una persona così buona, così semplice, così pulita della quale io ero innamorato non poteva che essere Laziale e grazie a lui lo sono anche io e spero voglia seguirmi mio figlio, domani.
:since

Nesta idolo

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Citazione di: domenico il 24 Gen 2013, 12:08
Grazie del benvenuto! Ora ho capito cosa intendi, e posso dire di essere d'accordo...Pensavo intendessi antropologico in senso stretto, tutto qui.
Una piccola cortesia volevo chiedervi: sapete dirmi come posso modificare il profilo per mettere l'avatar, la firma e cose simili?
Ciao e benvenuto devi andare su Profilo che si trova in una qualsiasi pagina sopra Lazio. net community con vari indirizzi a fianco in base alla sezione in cui ti trovi.
Altrimenti clicca sul tuo nome utente Domenico e successivamente vai su Profilo forum per inserire l'avatar, la tua firma,etc.

domenico

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Grazie mille! Ci ho provato, ma mi dice che non sono autorizzato ad accedere a quella sessione...mah... Vabbè dai, me ne farò una ragione, tanto non era fondamentale  ;)

Nesta idolo

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Citazione di: domenico il 24 Gen 2013, 13:20
Grazie mille! Ci ho provato, ma mi dice che non sono autorizzato ad accedere a quella sessione...mah... Vabbè dai, me ne farò una ragione, tanto non era fondamentale  ;)
Guarda, sicuramente devi raggiungere un certo numero di post prima di poter accedere alla pagina. Credo, non mi ricordo, venticinque.

Zoppo

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Citazione di: Cialtron_Heston il 24 Gen 2013, 11:48
Provo sincera e profonda ammirazione per chi scrive cosi bene.
Subito dopo aver finito di leggere mi sento un cojo.ne.
E' normale?

Succede anche a me...

Comunque, IMHO, c'è una differenza sostanziale. Decidere quale squadra tifare comporta una scelta. E proprio in quella scelta che incominciamo a dividerci.
Non ci prendiamo in giro. Tifare rioma è molto più facile che tifare lazio. I problemi sono di meno, la protezione è tanta. Che bello stare in maggioranza. Quanta sicureza ti crea.
Io ho notato che la differenza maggiore stà sulla personalità. A forza di "vivere", stare accanto con qualcuno, in questo caso con tatnti, un po' ti plasmi, ed è normale che molte caratteristiche del laziale standard mi hanno invaso. Anche a voi sarà stato così. Anche a loro naturalmente, come ai juventini ecc.

L'essere laziale implica una personalità non indifferente, ed un orgoglio abbastanza importante. Difficilmente una persona senza queste cose sarebbe laziale...
Non durerebbe 2 giorni.


Sonni Boi

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Citazione di: Alcares il 24 Gen 2013, 08:18
Un plauso a Guy anche se mi sento di fare un appunto.

Nella nostra attuale dirigenza, l'unico che considero di stile superiore è il nostro Mister.
Considero Tare senza [...]a e senza lode, mentre De Martino lo vedrei bene di là (nella bagarre post Udinese-Lazio dello scorso campionato a coattaggine se l'è giocata davvero con Totti!).

Lotito poi... fatico veramente a scovare "qualità assoluta" nel modo in cui si presenta alle telecamere.
Lontano anni luce dal coatto, è vero, ma trovo comunque volgare quella sua parlantina sgrammaticata, slegata, prolissa e rimpinzata con termini pomposi e citazioni latine.

Concordo su Lotito e in parte su De Martino.

Dissento assolutamente su Tare. Sempre sobrio, di poche parole, non fa mai dichiarazioni sboroniche, e più di una volta, a detta di molti netters, ha dato prova di essere un vero gentiluomo.

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domenico

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* 2.673
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Citazione di: Nesta idolo il 24 Gen 2013, 13:25
Guarda, sicuramente devi raggiungere un certo numero di post prima di poter accedere alla pagina. Credo, non mi ricordo, venticinque.
Ok, allora non mi resta che partecipare alle discussioni...  :)
Grazie della dritta!  ;)

Nanni

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Secondo me il cosidetto Stile, come prerogativa personale, esistenziale, come scelta a volte spontanea di vita, esiste.

Non so da cosa nasca, se sia frutto (come credo) dell'educazione (non necessariamente dell'istruzione, come ha detto bene Il Tenente, anche se obiettivamente l'istruzione può aiutare...), delle esperienze o in fin dei conti del caso (la famiglia dove uno nasce, le amicizie, la scuola, il quartiere, il lavoro, il libero arbitrio, etc. ) oppure se sia qualcosa di connaturato con l'individuo, col suo DNA starei per dire.

Non credo nell'anima, non credo nell'infusione dello spirito (che peraltro per qualsiasi religione dovrebbe essere universale, pari per tutti, no?), ma certo è che qualcuno ci nasce con quel qualcosa che noi chiamamo "stile" (la bontà, l'educazione, la correttezza, la pacatezza, la buona disposizione, se vogliamo l'onestà e la rettitudine, etc. etc. etc ci siamo capiti, no?) e qualcun altro non se lo ritrova naturalmente ma per averlo lo deve imparare, apprendere. Magari a costo di qualche sacrificio.

Spesso è solo questione di carattere. Io ho avuto sempre animali per casa, cani, gatti, sopratutto gatti. Delle decine di gatti, gattini e gattacci che mi hanno allietato col loro (sussiegoso, un po' distaccato) affetto ce n'è stato uno, uno solo, nato e cresciuto allo stesso modo, trattato (da me, male) come tutti gli altri e insieme con gli altri. Ma che da tutti gli altri si distingueva, a vista. Per lo stile, appunto. Lo stile da gatti, certo. Quello che gli faceva fare le stesse identiche cose che facevano gli altri mici, il rrrr rrrr delle fusa, le unghie affilate sul tronco dell'albero, le corse ad acchiappare le lucertole, i topi e gli uccelletti, le leccate continue su tutto il corpo, il dormire accocolati con le zampette davanti nascoste sotto al corpo... Ma tutto questo lui lo faceva con un'eleganza diversa, unica. Con stile, appunto.
Glielo aveva insegnato qualcuno? non credo.

Ed è lo stesso per le persone, io credo.

Ma nello specifico del discorso di Guy, che lega lo stile all'essere Laziali, io rivolterei la questione.
Primo perchè le generalizzazioni in nessun campo hanno senso.
Secondo perchè di cosidetti coatti o di maleducati fra i Laziali.... eeeeeeeeehhhh altrochè se ne conosco... anche a me fa ribrezzo incrociare e sbarrare gli occhi di fronte a decine di individui abbardati co le tute-de-a-maggica, le sciallette-de-a-maggica, le ciavatte-de-a-maggica (dai centri commerciali ai musei  :shock: dagli studi televisivi, alle gite scolastiche, dall'uscita dei figli da scuola  :cry: ai matrimoni... :roll: ) però lo ammetto, se mi capita di incrociare il tizio, uno, raro e isolato, anche lui abbardato con la tuta ma della Lazio, prima sorrido con piacere, poi lo guardo meglio e... in fondo mi pare dello stesso tipo come dire "antropologico", degli altri dieci con l'ASR in formato king-king-size stampato sulla panza sul petto che ho appena lasciato alle spalle.

Io, ripeto, rivolterei la questione. Mi capita di incontrare una persona, e riesco a coglierne lo stile, ne apprezzo l'educazione, il tratto, la capicità di sorridere, l'espressione soave e bella dello sguardo. Ne sento magari i discorsi e ne riesco ad apprezzare la saggezza, la moderazione, lo spirito, la qualità (non necessariamente la "cultura" in senso scolastico, molto spesso una persona che non ha studiato è comunque capace di prestazioni intellettuali e morali di assoluto livello).

E solo dopo cerco di legare queste sensazioni (piacevoli) che ho colto da quell'individuo al suo essere o non essere Laziale. Ma lo potrei fare per qualsiasi target: al suo essere o non essere del PD, al suo essere o non essere pacifista, essere o non essere Italiano, o anti-razzista, o femminista, o amante della musica, sindacalista, appassionato di natura, di ciclismo, di buon vino o di ecologia...

E se il sillogismo "ti si chiude" secondo quanto ti aspettavi, questa scoperta ti dà una gioia, una soddisfazione profonda, un senso d'entusiasmo veramente sconfinato.

Come, del resto, il contrario.

Quante volte, quante, incrociamo una persona, ci interfacciamo, abbiamo magari contrasti o anche legami civili ma aspri. Ma che sentiamo come inadeguata, come ci fosse qualcosa che sotto sotto stride, qualcosa che in fondo non ci sfaciola . E allora indaghiamo, all'inverso di quando "ricerchiamo il Laziale", scaviamo, facciamo tentativi, prove... fino a che... ahi, quel portachiavi col lupetto sdentato... quel piccolo, quasi invisibile adesivo tondo sulla targa della macchina... quel badge dai colori orrendi...
Ecco, trovato!
E l'equazione ti si chiude: mancanza di "stile" = romanista.

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