Gli interrogatori si sono conclusi e la baraonda mediatica vivrà qualche altro giorno di mostri sbattuti in prima pagina e a comando prima dell'inizio del campionato e del calcio mercato.
La situazione al momento mi pare questa:
Stanno per essere iscritti nel registro degli indagati i giocatori chiamati in causa negli ultimi giorni, e sicuramente verrà iscritto anche Stefano Mauri. Credo che sia un atto dovuto.
Bisognerà vedere se a quest'ultima tranche di indagini ed interrogatori si legherà quella della scorsa estate e se nel registro degli indagati e negli atti sgraffignati dal prode Palazzi siano state inserite anche le altre partite dubbie (circa 20) uscite sui giornali in estate e recentemente.
Continuo a pensare che la traccia più importante per gli inquirenti sia l'aggancio alla cella di Formello, anche se non dimostra nulla, ma non dimostra nemmeno il contrario.
E qui veniamo al punto dolente.
Per la giustizia sportiva, che molto probabilmente ci deferirà, bisogna dimostrare di essere innocenti, quindi ci troveremo ad affrontare quel venduto, militare, romanista di Palazzi (in ordine crescente di disprezzo) che non vede l'ora di riscrivere le classifiche come già ai tempi di Calciopoli.
E' già successo con l'affaire Vinazzani, e la Lazio è storicamente recidiva in campo scommesse, volenti o nolenti.
La cosa preoccupante è che arriveremo ad un eventuale processo sportivo con un presidente condannato in primo grado per frode sportiva e non è certo un prezioso biglietto da visita.
E ci arriveremo, a differenza di calciopoli, con un assetto societario privo di Ugo Longo e di Felice Pulici la cui saggezza e competenza furono decisive nel farci evitare la gogna in quello strampalato e indecente processo all'insegna dei grappini alla pera.
Nel frattempo il nome della Lazio è stato infangato, parecchio. Un titolo su una home page e un articolo di Bianconi purtroppo sono come mitragliatrici su un corpo inerme, colpevole o innocente che sia.
Ciò dimostra ancora una volta cosa significhi essere laziali, senza protezioni né coperture mediatiche o corazze politiche. In affanno, in minoranza e costretti a difendersi da accuse che hanno il solo scopo di abbatterci e farci scomparire. Che sia "burino" o "quelli che hanno portato il calcioscommesse a roma".
Ecco, in tutto questo penso a mio nipote che sta per compiere 7 anni e che per il suo compleanno ha chiesto il completino della Lazio.
Al di là della retorica e del facile piagnisteo alla Barbara D'urso, spero che voi abbiate capito cosa intendo.
Perché quando io avevo 9 anni successe quel che successe e non fu facile resistere in questa città vergognosa alla tentazione di schierarsi dalla parte più facile della barricata.
E poi ce ne ho pure un altro di nipote, che ha 3 anni e sa a memoria gli inni della Lazio, ma ha anche due maestre [...] peperoniche che protestano quando mio fratello gli mette un paio di jeans un po' troppo andanti sul celeste e una maglietta bianca (è successo!) e gli cantano l'inno della riomma per fargli una specie di patetico lavaggio del cervello (succede!)
Voi direte, che cazz.o c'entra? Cosmo s'è rin[...]to. No. C'entra, eccome. Perché è un modus operandi che va avanti dal 1927 in ogni sede, luogo, bassifondo. Ci vogliono fare scomparire togliendoci le forze, affossandoci quando siamo sull'orlo della ribalta. Da sempre. Lo dico, lo affermo, lo esclamo solennemente.
Per cui, prepariamoci.
Per cui, poiché io non credo al complotto degli inquirenti, qualora ci fosse stato veramente qualcosa e un tesserato della Lazio dovesse essere implicato in queste squallide faccende, sappia che non si stava giocando 10000 euro insanguinati, ma in quel momento si stava giocando un nome, uno stile, un modo di essere, una battaglia che tutti noi combattiamo ogni cazz.o di giorno in questa città eterna rovinata per l'eternità dal 1927.
Se mi toccano la Lazio stavolta mi scateno. Contro chiunque, a costo de annà in galera.