SPORT
Calcioscommesse, spunta il nome di Totti
DARIO FERRI
8 giugno 2011
In un'intercettazione si fa il nome del "capitano della Giallorossa" in relazione a Fiorentina-Roma. Il Pm: gare truccate per la classifica
E' in tre parole il nuovo scandalo del calcioscommesse. Tre parole dette al telefono, "capitano della Giallorossa", e una scommessa, quella su Fiorentina-Roma che finì 2 a 2 con due reti di Francesco Totti. Ne parla Carlo Bonini nel suo articolo per Repubblica:
IL CAPITANO DELLA GIALLOROSSA A Firenze è di scena la Roma di Montella. La partita finisce 2- 2, quindi "over" per gli scommettitori. La partita è una di quelle indicate da Pirani davanti agli investigatori come "sicure" per l'organizzazione. Hanno puntato forte sull'over e hanno vinto. La conferma arriva da una telefonata tra Gianfranco Parlato e Massimo Erodiani. I due sono felici perché dopo tante scommesse sulle serie minori, sono arrivati alla A. «Stiamo lavorando bene. Non devono essere ingordi però come Antonio (Bellavista ndr.), che dice: "Ma con una partita di serie A facciamo solo 20 mila euro?"». «Eh certo — risponde Erodiani — Antonio non può pensare che con una partita ci mettiamo 100 mila euro in tasca, perché sennò non faremo mai niente così, ma che volete? Con novanta minuti vi mettete in tasca 20 mila euro!». Ma chi aveva dato l'imbeccata? E davvero qualcuno l'aveva data? Erodiani da chi ha saputo? È qui che viene fuori il nome di Francesco Totti, indicato solo come "il Capitano della Giallorossa" che in quella partita segnerà due volte, superando i 200 gol in carriera. «Erodiani — annota la polizia — dice a Pirani che giovedì va a Bologna a portare i soldi della giocate. Erodiani commenta con Pirani la partita dell'Inter e dice che l'attaccante del Lecce Daniele Corvia avrebbe pronosticato anche tanti gol in Fiorentina-Roma, avendolo saputo dal Capitano della Giallorossa ».
D'altronde, scrivono Foschini e Mensurati, il pubblico ministero è convinto che ci siano conbine anche tra squadre di serie A:
«Le partite sono truccate anche in Serie A. Solo che sono truccate a livello di società più che di calciatori. E non per organizzare le scommesse ma a fini diversi, diciamo sportivi». Il procuratore capo Roberto Di Martino ha appena finito di interrogare il primo collaboratore di questa sua inchiesta. Non può parlare degli atti compiuti. Ma si vede che è tristemente sorpreso dal quadro che piano piano si va componendo davanti ai suoi occhi: la Lega Pro è un suk, la Serie B – per la quale ci sono le prove che almeno quattro club hanno passato metà stagione a contrattare sulle partite – un supermercato, la Serie A una boutique. La differenza, l'unica differenza vera, è che per le prime due ci sono ormai prove abbondanti e probabilmente Atalanta e Siena finiranno per pagare, mentre per la Serie A no. E chissà se mai ci saranno.
Paolo Berizzi racconta della "tariffa" per la serie A e per quelle minori:
Lo schema è collaudato. Ogni biscotto inzuppato nello stagno della truffa ha un costo. E necessita di una struttura. Funziona così. Gli zingari definiscono le tariffe e pagano i giocatori venduti. Gli "albanesi", un altro gruppo del quale non si conosce ancora l'organigramma, hanno il compito di contattarli, i giocatori. Ogni giocata ha bisogno di una copertura azionaria. E a questo ci pensano i "bolognesi", il gruppo che — secondo l'accusa — aveva in Beppe Signori il finanziatore più solido. E nella triade Bellavista-Erodiani-Pirani la cerniera con i "ganci" delle combine. «I giocatori corrotti che influiranno sul risultato della partita — scrive il gip Salvini — vengono definiti dalla banda "nostri", come fossero un supporto stabile, un bene dell'organizzazione». Oppure attori. («gli zingari vogliono incontrare almeno due attori per avere garanzie », Massimo Erodiani prima di un Inter-Lecce da taroccare). Ma quanto costa corrompere un calciatore? Daniele Quadrini per far perdere il suo Sassuolo contro il Siena viene oliato con 45mila euro (lo pagano in albergo dove è in ritiro). A garanzia del buon esito del popocchio si impegna, in caso di inconvenienti — ma tutto filerà liscio — , a rimettere lui i soldi. Una specie di assicurazione- cauzione. Il "Quadro", come lo chiama il tabaccaio-allibratore Erodiani prima di collegarsi con lui via skype, dice di avere coinvolto nella truffa anche i compagni di squadra Pomini (portiere) e Bianco (difensore).
e mo? anche se è di giugno che fa??? su questa cosa hanno chiesto la penalizzazione???