Ho letto tutto con attenzione. Le argomentazioni di Strike sono, in ogni caso, sincere e chiare. Conosce l'ambiente dei cronisti di "giudiziaria", sa come funziona e quali sono le regole. Ci sono delle cose che possono essere riportate ed altre che non possono essere riportate. Questo in base a delle norme relative al segreto istruttorio ed al calcolo del rischio di querela per diffamazione. Il mestiere di Mensurati sembra essere quello di "giornalista d'inchiesta" che, per quel poco che posso capire, è un gradino sopra a quello di cronista. Pare pure che abbia una certa reputazione, ha scritto dei libri su argomenti che col calcio non c'entrano niente e che, probabilmente, hanno maggior dignità. Insomma, si tratta di un serio professionista che ha già dato dimostrazione della sua capacita di raccogliere informazioni, collegarle, ordinarle e tirarne fuori delle teorie, giuste o meno, che qualcuno ritiene meritino di essere pubblicate su un giornale, su una pagina di un blog o su un libro.
Arriva il nuovo scandalo scommesse nel calcio. In giro le voci parlano di tante cose. Si dice che Buffon scommette 200.000 "migliardi" alla settimana, che De Rossi se 'mbriaca prima durante e dopo le partite, che Totti sia capitano di una squadra giallorossa, che a Mauri gli piace la gnocca e che per la gnocca farebbe qualunque cosa, che Doni è un gran paraculo e che Signori un "grande vecchio".
Mensurati raccoglie, insieme al suo collega, informazioni, le seleziona e stabilisce quali sono le cose "pubblicabili" e quali no. Ha le sue fonti. Fonti che lo ritengono degno e rispettabile al punto che gli soffiano gli scoop delle dichiarazioni di Gervatizio e di Zampacaio, con dettagli e virgolettati. Lui butta giù l'articolo, lo sottopone alla redazione e, dopo qualche correzione, l'articolo viene pubblicato.
Fin qui, direi, poco da eccepire. Se al calcio scommesse sostituissimo il bunga bunga, ci indigneremmo o rideremmo o ci incazzeremmo come ogni cittadino ha fatto con Berlusconi & C. a suo tempo. Ce li leggeremmo, quegli articoli, dicendo "Ma guarda un po'! Chi l'avrebbe mai detto che il Viagra dà assuefazione?" oppure commentando, scandalizzati, "Che figura di merda che ci fa l'Italia!" o ancora "Ecco la solita 'Repubblica' che fa propaganda contro il nostro Premier!". In quest'ultimo caso ci consoleremmo leggendo gli editoriali sul Giornale o su Libero che ci darebbero versione confortante e tranquillizzante della vicenda.
Purtroppo, tra il bunga bunga ed il calcio scommesse ci sono delle marcate differenze. Lì, ad Arcore (o dove volete voi), si combatte una "battaglia" mediatica fra forze pari. Dei mezzi di comunicazione schierati da una parte ed altri schierati dall'altra. Gli italiani sono, più o meno, 50/50, tra gli innocentisti e i colpevolisti. Qui il sono tutti unanimi, anche noi, nel dire che è uno schifo. La linea editoriale deve essere quindi quella della massima severità: la parola d'ordine viene scandita in tutte le redazioni, dal giornale schierato a destra di Gengis Kahn a quello "che Mao era un revisionista democristiano".
Il bravo Mensurati ha, di prima mano e, forse, in esclusiva, le soffiate e le deve buttare giù in una serie di articoli.
Fin qui tutto bene!
Qui, però, salta fuori quel piccolo ma inesorabile tarlo che affligge molti ... forse è colpa dell'idiotina, forse di un ambiente di lavoro che, si dice, prevede accessori TUTTI colorati di rosso e giallo, dalla tazza del caffè alla carta igienica. Sta di fatto che nel buttare giù i suoi articoli, il buon Mensutrati, dimentichi l'ottima professionalità che lo ha portato a scrivere libri, articoli e a stendere teorie, condivisibili o meno, e ci mette un po' di ... parzialità. Inattaccabile, per carità, ma ... insomma! Lui ce lo scrive che Gervasioni parla per sentito dire da uno che aveva sentito dire. E ci mette una buona dose di condizionali (senza condizionali, la stampa ed in particolare i giornalisti o gli scribacchini, filo romanisti sarebbero bloccati davanti al foglio bianco da anni) che gli para il deretano da attacchi o da querele. Ma chi legge cosa capisce? La casalinga di Voghera o il tifoso della Bovisa cosa leggono? Li capiscono quei condizionali? Oppure vedono i grassetti, le maiuscole, le parole forti. Sono capaci di discernere la rilevanza di un "mi ha detto che gli hanno detto" sparato nelle prime due righe dell'articolo rispetto all'affermazione "con lui ho parlato di altre cose" messa più in basso, dove ci arrivano in meno persone a leggere? Mensurati potrebbe anche non essere responsabile del titolo del suo articolo ... ma quel titolo ci va giù pesante, no? Ed i calcoli sulle penalizzazioni, che scoop sono? Fanno parte del giornalismo d'inchiesta o sono semplicemente stralci dalla letterina che ogni buon romanista sta scrivendo alla befana?