Citazione di: DajeLazioMia il 24 Mag 2021, 09:28
Non è o Inzaghi o narrazione da basso cabotaggio. Non è o Inzaghi o vivacchiare.
Dipende dal nome e dalla scelta del suo successore. Da come lo venderanno e da come saprà vendersi.
E da come sarà accettato dai "clienti" tifosi.
In questa discussione non c'é cosa più inutile dello snocciolamento dei freddi numeri, delle statistiche, delle classifiche, dei milioni spesi per Muriqi. Non perché non contino in linea generale, ma perché lasciano il tempo che trovano e non hanno/avranno una reale influenza sulla percezione del prossimo allenatore. E' quello che ormai tutti quelli che vogliono darsi un'aria di esperti, chiamano lo story-telling. Mi viene in mente quando venticinque anni fa lavoravamo per su due acque che faticavano a farsi spazio nel mercato delle acque minerali. Il ministero della sanità impediva di fare, allora, qualsiasi comunicazione che informasse sui dati concreti di mineralità, su quello che c'é scritto in dietro alla bottiglia. Per una di quelle acque il problema era grosso, perché era una delle acque che aveva la più grande percentuale di Magnesio tra le acque minerali e si era nel periodo in cui questo magnesio, come agente anti-stress, stava prendendo piede. Non si poteva e dovemmo
raccontare quell'acqua con il sempiterno uccellino (che ancora campa tristemente) e la sua digeribilità. Per l'altra acqua invece il problema era ancora più complesso. Era un'acqua che aveva pochissimi sali minerali, al limite dell'acqua distillata. Non aveva, e non ha, nessuna qualità. Se la bevi scorre rapidamente nel tuo corpo e, in genere, la pisci tutta. Su questo fatto ci costruimmo una qualità che, in fondo, non ha nessun reale ruolo salutare per il corpo. Quello di far fare molta pipi. Ovviamente non era possibile dire che un'acqua fa fare molta pipi. Quindi tirammo fuori la storia del "plin plin" con il "puliti dentro e belli fuori" che non dice nulla e non vuol dire nulla. Che ancora oggi é utilizzato da quell'acqua senza sapore e senza qualità che ha sparecchiato il mercato delle acque minerali pur mantenendo un prezzo di vendita relativamente elevato e garantendosi uno spicchio costante di mercato.
Ecco, la Lazio di Lotito da quasi venti anni ha fatto la stessa cosa. Chi parla di comunicazione carente, in fondo sbaglia, perché uno "story telling" efficace, Lotito, lo ha messo in atto da quando é arrivato. Tutte le famose citazioni che vengono spesso utilizzate contro di lui hanno creato attorno al personaggi, e alla sua gestione che ne é una proiezione diretta, un racconto a cui, spesso con la forza dei risultati raggiunti, molti tifosi si sono accodati (me compreso). Quando parla di Ferrari, di bocce, di valori intrinsechi, di lazialità, di Carpi, forse inconsapevolmente Lotito ci racconta, ci ha raccontato una storia a cui molti di noi hanno cominciato a credere. Quando ha raccontato per la prima volta di scudetto e di premio scudetto, alle prese in giro, ai meme, alle battute da 140 caratteri non uno di più, é seguito un campionato, nel silenzio e nel terrore delle merde romaniste, abbiamo cominciato anche noi a crederci. Lotito, per quasi venti anni, ci ha raccontato di una
via laziale al paradiso e lo scorso anno prima di una pandemia mondiale ci stavamo tutti credendo (non sto scrivendo che avremmo vinto, ma che stavamo per lottare per lo scudetto) passando per percorsi che avrebbero compreso anche i Vignaroli, i Saha e i Kakuta ma soprattutto gli Inzaghi dirottati dalla Roma-Napoli a Formello nel giro di un paio di telefonate. Anche se abbiamo il sesto fatturato.
Il presidente, per anni, ci ha raccontato che il sesto fatturato non é un reale impedimento a sognare di vincere lo scudetto. Che non vuol dire poter spendere e spandere, ma che con le idee, anche le più bizzarre, si può' arrivare in cima al mondo. E Inzaghi, di questo story-telling, come anche Tare, a modo suo, ne sono uno degli argomenti più solidi e fondamentali. E non é una questione di statistiche da manuale del calcio, né di estratti conto per valutare quanto si paghi di stipendio a Muriqi. Ma di messaggio. Ora é chiaro che c'é vita oltre Inzaghi, ma il suo successore, ante post, non puo' essere giudicato in base alle statistiche, né in base a Muriqi o in base a Milinkovic Savic, ma in base al
messaggio che invia. Che CI invia. Arrivasse Gattuso, o un personaggio simile, sarebbe il messaggio che questa "via laziale al paradiso" é stato solo un grande inganno e che quello che é accaduto é stato solo un colpo di culo. Non conta cosa ha fatto Gattuso nella sua carriera.
E' come se dopo aver bevuto per anni l'acqua che fa fare plin plin il medico mi dice che devo andare in dialisi. Me roderebbe il culo parecchio.