Una società normale
se si guardano a questi 10 anni di presidenza lotitiana il bilancio, sportivo e societario, è tutto sommato soddisfacente. Tre trofei vinti e un risanamento della società hanno rimesso in vita una Lazio vicina alla sparizione.
Eppure il nostro sembra un corpo estraneo dal mondo Lazio, con un lavoro non pienamente accettato e/o riconosciuto da ambiente, stampa, tifoseria organizzata o meno che fosse. E' difficile trovare il motivo principale di questo fallimento ma è certo che il plot del romanzo degli ultimi 10 anni - Lotito versus Resto del Mondo - non ha incontrato il successo né della critica né del pubblico.
L'errore di fondo, a mio parere, è quello dell'accentramento su di sé dei poteri, delle responsabilità e delle attenzioni del mondo laziale, il che ha approfondito ed esacerbato antiche divisioni. Una stampa specializzata molto spesso arruffona e impreparata, una tifoseria organizzata che prima lancia una guerra di liberazione poi si attesta su una ritirata strategica ed ora è impegnata in un momento di transizione dove però non si abbandonano gli schemi e i messaggi culturali che ci hanno messo all'indice anche a livello internazionale, una società strutturata su uno schema assolutistico incompatibile con le esigenze e le opportunità di un calcio moderno. Una società che manca di sfruttare le occasioni che si presentano e le potenzialità di cui dispone, in una confusione di ruoli generata dalla eccessiva snellezza della catena di comando.
sono tutti questi fattori che danno la sensazione di un mondo diviso, di un ambiente corroso da veleni, di uno stadio lugubre e vuoto.
Come se ne esce e soprattutto cosa sarà la Lazio ne prossimo futuro? In attesa di un improbabile investitore straniero - scorciatoia che spesso non risolve niente -, riconosciuta una volta per tutta l'insostenibilità di un progetto stadio misterioso che non trascina la tifoseria e non convince il potere politico, la risposta potrebbe venire da un Lotito 2.0 che riconosca l'esigenza di un mondo laziale dove ognuno, a turno o anche simultaneamente, sia chiamato a dare il suo contributo decisivo, evitando una volta per tutte di presentarsi come il cavaliere dell'apocalisse, quello che vince da solo una battaglia impari. del resto il tifoso si appassiona e oltre a tifare, discute e si divide. E' un portatore sano di passione e di follia. Ha bisogno soltanto di un sogno da vivere e un compito da svolgere.