Silenzio generale

Aperto da RubinCarter, 26 Ott 2017, 11:19

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REDDITO 
DI CIALTRONERIA (Corriere dello Sport)

 
di Alessandro Barbano

Ieri, sul «Fatto Quotidiano», quel gigante della semplificazione populista che risponde al nome di Marco Travaglio, oracolo dei talk dove sdottoreggia senza contraddittorio, convincendosi così che la realtà coincida con i suoi teoremi, ha censurato una mia domanda provocatoria in tv, senza averne compreso il senso, per la sua naturale tendenza a deformare fatti e fenomeni. Avevo detto in quella circostanza: sarei curioso di sapere quanti tra i centottanta identificati quali presunti autori degli scontri abbiano completato il ciclo di studi dell'obbligo e quanti beneficino del reddito di cittadinanza. Perché sono convinto che la suggestione tribale della guerra tra ultrà attecchisca nell'ignoranza civile e nella marginalità sociale. Neanche un bambino penserebbe che io consideri il reddito di cittadinanza un incentivo alla violenza, ma piuttosto un target identificativo di un segmento sociale specifico, a cui certo non giova la politica di parassitismo assistenziale che il populismo di governo, di cui Travaglio è stato sponsor, ha messo in piedi a fini di consenso elettorale. 
Proverò qui a spiegare ancor meglio al direttore del Fatto ciò che ha travisato deliberatamente, allo scopo di eruttare il suo sarcasmo moraleggiante. Mi chiedo e gli chiedo perché un cuoco a quarantatré anni, cioè a un'età in cui è auspicabile avere responsabilità verso sé e i propri simili, decida di darsi appuntamento in un autogrill dell'autostrada per giocare alla guerra, finendo per beccarsi una coltellata sulla gamba con la quale, in date circostanze, si può perfino morire. La mia risposta è che la guerra, i suoi rituali, i suoi simboli, le sue medagliette al petto da esibire nel branco canalizzano la libido e offrono l'illusione di un'identificazione collettiva, sia pure dentro una prospettiva civile ed esistenziale rovesciata. 
Si può anche pensare, come fa intendere Travaglio, che dietro gli scontri ci sia la criminalità comune e organizzata, l'eversione nera e anche la complicità delle società di calcio, che pagano il viaggio degli ultrà cedendo ai loro ricatti. È una parte della verità che giustifica la retorica dei giri di vite, delle pene che aumentano sempre di più, della flagranza differita, degli stadi interdetti alle tifoserie ospiti. Senonché questi rimedi, che ciclicamente vengono riproposti e irrobustiti, non hanno fin qui estirpato la violenza dal calcio. Due anni di pandemia l'hanno messa solo in letargo, e adesso riaffiora con gli stessi picchi di prima. 
Con un'altra provocazione mi sono chiesto ieri su queste colonne quanto ha speso fin qui l'Italia, e con quali risultati, su educazione, formazione e avviamento al lavoro. E quanto ha sperperato in assistenzialismo e in burocrazia securitaria e giudiziaria. Perché fino a quando in diverse regioni del Paese meno di una persona su due lavora e più di uno studente su quattro diserta le lezioni, possiamo anche chiudere gli stadi, arrestare e investigare a iosa, ma ci sarà sempre un autogrill per scannarsi con pieno accordo delle due "teppisterie" rivali. 
Questo per dire che il reddito di cittadinanza è parte del problema, nella misura in cui corrisponde a un'arma spuntata. Non riduce la povertà, perché non attiva sviluppo, imprenditorialità, doveri civici, crescita, ma cristallizza la marginalità sociale nelle sue nicchie. Travaglio tutto ciò lo sa benissimo, ma la ditta a cui appartiene ha pagato con il reddito il proprio welfare politico, e lui ha scritto e recitato il copione di questa farsa. 

Il biondo

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 11 Gen 2023, 08:20
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Ieri, sul «Fatto Quotidiano», quel gigante della semplificazione populista che risponde al nome di Marco Travaglio, oracolo dei talk dove sdottoreggia senza contraddittorio, convincendosi così che la realtà coincida con i suoi teoremi, ha censurato una mia domanda provocatoria in tv, senza averne compreso il senso, per la sua naturale tendenza a deformare fatti e fenomeni. Avevo detto in quella circostanza: sarei curioso di sapere quanti tra i centottanta identificati quali presunti autori degli scontri abbiano completato il ciclo di studi dell'obbligo e quanti beneficino del reddito di cittadinanza. Perché sono convinto che la suggestione tribale della guerra tra ultrà attecchisca nell'ignoranza civile e nella marginalità sociale. Neanche un bambino penserebbe che io consideri il reddito di cittadinanza un incentivo alla violenza, ma piuttosto un target identificativo di un segmento sociale specifico, a cui certo non giova la politica di parassitismo assistenziale che il populismo di governo, di cui Travaglio è stato sponsor, ha messo in piedi a fini di consenso elettorale.
Proverò qui a spiegare ancor meglio al direttore del Fatto ciò che ha travisato deliberatamente, allo scopo di eruttare il suo sarcasmo moraleggiante. Mi chiedo e gli chiedo perché un cuoco a quarantatré anni, cioè a un'età in cui è auspicabile avere responsabilità verso sé e i propri simili, decida di darsi appuntamento in un autogrill dell'autostrada per giocare alla guerra, finendo per beccarsi una coltellata sulla gamba con la quale, in date circostanze, si può perfino morire. La mia risposta è che la guerra, i suoi rituali, i suoi simboli, le sue medagliette al petto da esibire nel branco canalizzano la libido e offrono l'illusione di un'identificazione collettiva, sia pure dentro una prospettiva civile ed esistenziale rovesciata.
Si può anche pensare, come fa intendere Travaglio, che dietro gli scontri ci sia la criminalità comune e organizzata, l'eversione nera e anche la complicità delle società di calcio, che pagano il viaggio degli ultrà cedendo ai loro ricatti. È una parte della verità che giustifica la retorica dei giri di vite, delle pene che aumentano sempre di più, della flagranza differita, degli stadi interdetti alle tifoserie ospiti. Senonché questi rimedi, che ciclicamente vengono riproposti e irrobustiti, non hanno fin qui estirpato la violenza dal calcio. Due anni di pandemia l'hanno messa solo in letargo, e adesso riaffiora con gli stessi picchi di prima. 
Con un'altra provocazione mi sono chiesto ieri su queste colonne quanto ha speso fin qui l'Italia, e con quali risultati, su educazione, formazione e avviamento al lavoro. E quanto ha sperperato in assistenzialismo e in burocrazia securitaria e giudiziaria. Perché fino a quando in diverse regioni del Paese meno di una persona su due lavora e più di uno studente su quattro diserta le lezioni, possiamo anche chiudere gli stadi, arrestare e investigare a iosa, ma ci sarà sempre un autogrill per scannarsi con pieno accordo delle due "teppisterie" rivali.
Questo per dire che il reddito di cittadinanza è parte del problema, nella misura in cui corrisponde a un'arma spuntata. Non riduce la povertà, perché non attiva sviluppo, imprenditorialità, doveri civici, crescita, ma cristallizza la marginalità sociale nelle sue nicchie. Travaglio tutto ciò lo sa benissimo, ma la ditta a cui appartiene ha pagato con il reddito il proprio welfare politico, e lui ha scritto e recitato il copione di questa farsa.
da condividere al 100%. Solo applausi

PARISsn

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sto parassitismo assistenziale c'e in tutta Europa, solo da noi genera scandalo....nel paese con la maggior evasione fiscale del mondo, con i redditi piu' bassi d' Europa, infllazione al 10% il problema sono 500 euro ( ma anche 400 o 300 ) dati a chi non ha manco di che mangiare....gli occupabili !! ai quali, chi grida allo scandalo per  il Reddito, dovrebbe trovare un lavoro, perche purtroppo occupabile  non vuol dire occupato, e sopratutto un lavoro non da 2 euro l'ora o da 400 euro al mese per 10 ore di lavoro al giorno...Alessandro Barbano uno che  è giornalista  professionista da quando aveva 23 anni, chissa' se ha  mai passato una stagione a fare il barista o il cameriere ( in fabbrica  o cantiere manco lo dico )....addaveni' baffone !!

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di Alessandro Barbano

Ieri, sul «Fatto Quotidiano», quel gigante della semplificazione populista che risponde al nome di Marco Travaglio, oracolo dei talk dove sdottoreggia senza contraddittorio, convincendosi così che la realtà coincida con i suoi teoremi, ha censurato una mia domanda provocatoria in tv, senza averne compreso il senso, per la sua naturale tendenza a deformare fatti e fenomeni. Avevo detto in quella circostanza: sarei curioso di sapere quanti tra i centottanta identificati quali presunti autori degli scontri abbiano completato il ciclo di studi dell'obbligo e quanti beneficino del reddito di cittadinanza. Perché sono convinto che la suggestione tribale della guerra tra ultrà attecchisca nell'ignoranza civile e nella marginalità sociale. Neanche un bambino penserebbe che io consideri il reddito di cittadinanza un incentivo alla violenza, ma piuttosto un target identificativo di un segmento sociale specifico, a cui certo non giova la politica di parassitismo assistenziale che il populismo di governo, di cui Travaglio è stato sponsor, ha messo in piedi a fini di consenso elettorale.
Proverò qui a spiegare ancor meglio al direttore del Fatto ciò che ha travisato deliberatamente, allo scopo di eruttare il suo sarcasmo moraleggiante. Mi chiedo e gli chiedo perché un cuoco a quarantatré anni, cioè a un'età in cui è auspicabile avere responsabilità verso sé e i propri simili, decida di darsi appuntamento in un autogrill dell'autostrada per giocare alla guerra, finendo per beccarsi una coltellata sulla gamba con la quale, in date circostanze, si può perfino morire. La mia risposta è che la guerra, i suoi rituali, i suoi simboli, le sue medagliette al petto da esibire nel branco canalizzano la libido e offrono l'illusione di un'identificazione collettiva, sia pure dentro una prospettiva civile ed esistenziale rovesciata.
Si può anche pensare, come fa intendere Travaglio, che dietro gli scontri ci sia la criminalità comune e organizzata, l'eversione nera e anche la complicità delle società di calcio, che pagano il viaggio degli ultrà cedendo ai loro ricatti. È una parte della verità che giustifica la retorica dei giri di vite, delle pene che aumentano sempre di più, della flagranza differita, degli stadi interdetti alle tifoserie ospiti. Senonché questi rimedi, che ciclicamente vengono riproposti e irrobustiti, non hanno fin qui estirpato la violenza dal calcio. Due anni di pandemia l'hanno messa solo in letargo, e adesso riaffiora con gli stessi picchi di prima. 
Con un'altra provocazione mi sono chiesto ieri su queste colonne quanto ha speso fin qui l'Italia, e con quali risultati, su educazione, formazione e avviamento al lavoro. E quanto ha sperperato in assistenzialismo e in burocrazia securitaria e giudiziaria. Perché fino a quando in diverse regioni del Paese meno di una persona su due lavora e più di uno studente su quattro diserta le lezioni, possiamo anche chiudere gli stadi, arrestare e investigare a iosa, ma ci sarà sempre un autogrill per scannarsi con pieno accordo delle due "teppisterie" rivali.
Questo per dire che il reddito di cittadinanza è parte del problema, nella misura in cui corrisponde a un'arma spuntata. Non riduce la povertà, perché non attiva sviluppo, imprenditorialità, doveri civici, crescita, ma cristallizza la marginalità sociale nelle sue nicchie. Travaglio tutto ciò lo sa benissimo, ma la ditta a cui appartiene ha pagato con il reddito il proprio welfare politico, e lui ha scritto e recitato il copione di questa farsa.

Sfanculare Travaglio è sempre cosa lodevole, ma qui mi pare che si mischino troppe cose che tra loro c'entrano poco.

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El Matador

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 11 Gen 2023, 08:20
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di Alessandro Barbano

[... minestrone volutamente tagliato ...]
Parliamone...
Partiamo dal presupposto che la "domanda provocatoria" è in realtà una domanda ad minchiam e fuori contesto, nonostante il successivo tentativo di parziale spiegazione.
Gli sarei poi anche grato se ci spiegasse perché quando in mezzo ci sono le merde si scomodano i massimi sistemi e si risale su fino a tutte le motivazioni sociologiche, mentre quando entra in mezzo la Lazio si invocano radiazioni, penalizzazioni, ecc... (e con questo non giustifico MAI NELLA VITA la fauna che compone la nostra tifoseria eh...)

PARISsn

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Citazione di: WhiteNoise il 11 Gen 2023, 12:08
Sfanculare Travaglio è sempre cosa lodevole, ma qui mi pare che si mischino troppe cose che tra loro c'entrano poco.

ma  infatti Travaglio c'entra poco, mi pare questo abbia colto la palla al balzo per sferrare l'ennesimo attacco al Reddito e pure in maniera becera e meschina, aggiungendo alla leggenda metropolitana che  i percettori del reddito non vogliono lavorare anche  il fatto che hanno tempo e soldi per andare in giro a delinquere o fare tafferugli... 8)

WhiteNoise

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Non so se è stato segnalato ma lunedì mattina in una radio nazionale l'area di servizio di Badia al Pino era quella dove era morto Gabriele Sandri.
Morto, non ucciso.
Morto.
Quasi per cause naturali.
Schifosi!

PARISsn

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Citazione di: El Matador il 11 Gen 2023, 12:09
Parliamone...
Partiamo dal presupposto che la "domanda provocatoria" è in realtà una domanda ad minchiam e fuori contesto, nonostante il successivo tentativo di parziale spiegazione.
Gli sarei poi anche grato se ci spiegasse perché quando in mezzo ci sono le merde si scomodano i massimi sistemi e si risale su fino a tutte le motivazioni sociologiche, mentre quando entra in mezzo la Lazio si invocano radiazioni, penalizzazioni, ecc... (e con questo non giustifico MAI NELLA VITA la fauna che compone la nostra tifoseria eh...)

eh si...a noi squalificano la curva ( giusto, giustissimo, ogni domenica se gli idioti continuano con i loro comportamenti ) pero' nella stessa domenica succede  lo stesso a Lukaku, nei referti del Giudice Sportivo si legge che ha chiesto agli inquirenti di specificare a quale settore dello stadio napoletano appartengono i tifosi che hanno offeso Lukaku ( immaginavo per poter squalificare quel settore del San Paolo ), sono passati 10 giorni e non è stato preso nessun provvedimento...

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FatDanny

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 11 Gen 2023, 08:20
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Ieri, sul «Fatto Quotidiano», quel gigante della semplificazione populista che risponde al nome di Marco Travaglio, oracolo dei talk dove sdottoreggia senza contraddittorio, convincendosi così che la realtà coincida con i suoi teoremi, ha censurato una mia domanda provocatoria in tv, senza averne compreso il senso, per la sua naturale tendenza a deformare fatti e fenomeni. Avevo detto in quella circostanza: sarei curioso di sapere quanti tra i centottanta identificati quali presunti autori degli scontri abbiano completato il ciclo di studi dell'obbligo e quanti beneficino del reddito di cittadinanza. Perché sono convinto che la suggestione tribale della guerra tra ultrà attecchisca nell'ignoranza civile e nella marginalità sociale. Neanche un bambino penserebbe che io consideri il reddito di cittadinanza un incentivo alla violenza, ma piuttosto un target identificativo di un segmento sociale specifico, a cui certo non giova la politica di parassitismo assistenziale che il populismo di governo, di cui Travaglio è stato sponsor, ha messo in piedi a fini di consenso elettorale.
Proverò qui a spiegare ancor meglio al direttore del Fatto ciò che ha travisato deliberatamente, allo scopo di eruttare il suo sarcasmo moraleggiante. Mi chiedo e gli chiedo perché un cuoco a quarantatré anni, cioè a un'età in cui è auspicabile avere responsabilità verso sé e i propri simili, decida di darsi appuntamento in un autogrill dell'autostrada per giocare alla guerra, finendo per beccarsi una coltellata sulla gamba con la quale, in date circostanze, si può perfino morire. La mia risposta è che la guerra, i suoi rituali, i suoi simboli, le sue medagliette al petto da esibire nel branco canalizzano la libido e offrono l'illusione di un'identificazione collettiva, sia pure dentro una prospettiva civile ed esistenziale rovesciata.
Si può anche pensare, come fa intendere Travaglio, che dietro gli scontri ci sia la criminalità comune e organizzata, l'eversione nera e anche la complicità delle società di calcio, che pagano il viaggio degli ultrà cedendo ai loro ricatti. È una parte della verità che giustifica la retorica dei giri di vite, delle pene che aumentano sempre di più, della flagranza differita, degli stadi interdetti alle tifoserie ospiti. Senonché questi rimedi, che ciclicamente vengono riproposti e irrobustiti, non hanno fin qui estirpato la violenza dal calcio. Due anni di pandemia l'hanno messa solo in letargo, e adesso riaffiora con gli stessi picchi di prima. 
Con un'altra provocazione mi sono chiesto ieri su queste colonne quanto ha speso fin qui l'Italia, e con quali risultati, su educazione, formazione e avviamento al lavoro. E quanto ha sperperato in assistenzialismo e in burocrazia securitaria e giudiziaria. Perché fino a quando in diverse regioni del Paese meno di una persona su due lavora e più di uno studente su quattro diserta le lezioni, possiamo anche chiudere gli stadi, arrestare e investigare a iosa, ma ci sarà sempre un autogrill per scannarsi con pieno accordo delle due "teppisterie" rivali.
Questo per dire che il reddito di cittadinanza è parte del problema, nella misura in cui corrisponde a un'arma spuntata. Non riduce la povertà, perché non attiva sviluppo, imprenditorialità, doveri civici, crescita, ma cristallizza la marginalità sociale nelle sue nicchie. Travaglio tutto ciò lo sa benissimo, ma la ditta a cui appartiene ha pagato con il reddito il proprio welfare politico, e lui ha scritto e recitato il copione di questa farsa.

una pila di merda alta diverse righe.

tommasino

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Citazione di: WhiteNoise il 11 Gen 2023, 12:17
Non so se è stato segnalato ma lunedì mattina in una radio nazionale l'area di servizio di Badia al Pino era quella dove era morto Gabriele Sandri.
Morto, non ucciso.
Morto.
Quasi per cause naturali.
Schifosi!
Ho segnalato non ricordo su quale topic che al gr1 hanno detto "morto per uno sparo accidentale".

A.Nesta (c)

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Jeffry

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paolo71

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Citazione di: El Matador il 11 Gen 2023, 12:09
Parliamone...
Partiamo dal presupposto che la "domanda provocatoria" è in realtà una domanda ad minchiam e fuori contesto, nonostante il successivo tentativo di parziale spiegazione.
Gli sarei poi anche grato se ci spiegasse perché quando in mezzo ci sono le merde si scomodano i massimi sistemi e si risale su fino a tutte le motivazioni sociologiche, mentre quando entra in mezzo la Lazio si invocano radiazioni, penalizzazioni, ecc... (e con questo non giustifico MAI NELLA VITA la fauna che compone la nostra tifoseria eh...)

arturo

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 11 Gen 2023, 08:20
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Ieri, sul «Fatto Quotidiano», quel gigante della semplificazione populista che risponde al nome di Marco Travaglio, oracolo dei talk dove sdottoreggia senza contraddittorio, convincendosi così che la realtà coincida con i suoi teoremi, ha censurato una mia domanda provocatoria in tv, senza averne compreso il senso, per la sua naturale tendenza a deformare fatti e fenomeni. Avevo detto in quella circostanza: sarei curioso di sapere quanti tra i centottanta identificati quali presunti autori degli scontri abbiano completato il ciclo di studi dell'obbligo e quanti beneficino del reddito di cittadinanza. Perché sono convinto che la suggestione tribale della guerra tra ultrà attecchisca nell'ignoranza civile e nella marginalità sociale. Neanche un bambino penserebbe che io consideri il reddito di cittadinanza un incentivo alla violenza, ma piuttosto un target identificativo di un segmento sociale specifico, a cui certo non giova la politica di parassitismo assistenziale che il populismo di governo, di cui Travaglio è stato sponsor, ha messo in piedi a fini di consenso elettorale.
Proverò qui a spiegare ancor meglio al direttore del Fatto ciò che ha travisato deliberatamente, allo scopo di eruttare il suo sarcasmo moraleggiante. Mi chiedo e gli chiedo perché un cuoco a quarantatré anni, cioè a un'età in cui è auspicabile avere responsabilità verso sé e i propri simili, decida di darsi appuntamento in un autogrill dell'autostrada per giocare alla guerra, finendo per beccarsi una coltellata sulla gamba con la quale, in date circostanze, si può perfino morire. La mia risposta è che la guerra, i suoi rituali, i suoi simboli, le sue medagliette al petto da esibire nel branco canalizzano la libido e offrono l'illusione di un'identificazione collettiva, sia pure dentro una prospettiva civile ed esistenziale rovesciata.
Si può anche pensare, come fa intendere Travaglio, che dietro gli scontri ci sia la criminalità comune e organizzata, l'eversione nera e anche la complicità delle società di calcio, che pagano il viaggio degli ultrà cedendo ai loro ricatti. È una parte della verità che giustifica la retorica dei giri di vite, delle pene che aumentano sempre di più, della flagranza differita, degli stadi interdetti alle tifoserie ospiti. Senonché questi rimedi, che ciclicamente vengono riproposti e irrobustiti, non hanno fin qui estirpato la violenza dal calcio. Due anni di pandemia l'hanno messa solo in letargo, e adesso riaffiora con gli stessi picchi di prima. 
Con un'altra provocazione mi sono chiesto ieri su queste colonne quanto ha speso fin qui l'Italia, e con quali risultati, su educazione, formazione e avviamento al lavoro. E quanto ha sperperato in assistenzialismo e in burocrazia securitaria e giudiziaria. Perché fino a quando in diverse regioni del Paese meno di una persona su due lavora e più di uno studente su quattro diserta le lezioni, possiamo anche chiudere gli stadi, arrestare e investigare a iosa, ma ci sarà sempre un autogrill per scannarsi con pieno accordo delle due "teppisterie" rivali.
Questo per dire che il reddito di cittadinanza è parte del problema, nella misura in cui corrisponde a un'arma spuntata. Non riduce la povertà, perché non attiva sviluppo, imprenditorialità, doveri civici, crescita, ma cristallizza la marginalità sociale nelle sue nicchie. Travaglio tutto ciò lo sa benissimo, ma la ditta a cui appartiene ha pagato con il reddito il proprio welfare politico, e lui ha scritto e recitato il copione di questa farsa.
Una montagna di merda.

alex73

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La categoria dei giornalisti e' merda vera

lazios

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Guardate ora il titolo della Gazza online, non so più cosa pensare, non riesco a comprendere se 'ste stronzate sono uscite dalla bocca degli inquirenti (sarebbe assai grave) o sono "solo" fantasie giornalistiche.

Aquila Romana

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Citazione di: lazios il 11 Gen 2023, 14:45
Guardate ora il titolo della Gazza online, non so più cosa pensare, non riesco a comprendere se 'ste stronzate sono uscite dalla bocca degli inquirenti (sarebbe assai grave) o sono "solo" fantasie giornalistiche.

Magari se mi fai una sintesi evito di regalargli un clic (che oggi equivale a comprarne una copia in edicola)

lazios

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Citazione di: Aquila Romana il 11 Gen 2023, 22:01
Magari se mi fai una sintesi evito di regalargli un clic (che oggi equivale a comprarne una copia in edicola)
E' lunga da fare, diciamo che in tutto l'articolo (ovviamente) nessuno nomina i tifosi romanisti e dal possibile agguato napoletano (quindi nemmeno l'accordo per scontrarsi, proprio l'agguato), si passa a scrivere che è accaduto per caso perché in realtà i napoletani volevano scontrarsi a Genova con i doriani, veronesi, baresi e ternani e la prova sarebbe la presenza di alcuni tifosi di queste squadre nella curva doriana.
Ovviamente è una ipotesi ridicola, sia perché si sono dimenticati che questi tifano squadre gemellate con la Doria e quindi, con tutta probabilità, si sono recati alla partita per ricordare Vialli e (credo) Sinisa (la presenza sarebbe legata a questo), sia perché tranne i veronesi e in parte i doriani (per il vecchio gemellaggio Napoli-Genoa, ora rotto tra l'altro), tra i baresi, i ternani e i napoletani non è che ci sia chissà quale odio (soprattutto cazzo gli frega dei ternani ai napoletani?), comunque non tale da portare a 'sta specie di organizzazione per scontrarsi.
Insomma è una tesi senza senso (appunto spero non c'entrino gli inquirenti), totalmente campata in aria, assai più facile che lo scontro (non l'agguato) fosse davvero organizzato tra chi ha partecipato, sicuramente per l'omicidio di Esposito (senza scordare gli striscioni apparsi in sud dopo quell'omicidio).
In ogni caso, quello che mi ha colpito, come scritto (oltre l'ipotesi in se, ridicola) è che sono nominati tutti tranne i tifosi di una squadra in quel pezzo, quindi in modo diverso fa il paio con gli articoli di ieri sulla "caccia al romanista".
Sarà un mio pregiudizio, ma ogni volta ho questa strana sensazione che, a prescindere dalla gravità di cosa accade, ci sia la corsa per cercare di salvare i tifosi di alcune squadre, oddio, di solito i napoletani ne fanno parte, solo che stavolta dovendo scegliere mi sembra chiaro che, almeno i media, hanno scelto "gli altri".

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lazios

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Questo è l'articolo, ripreso dal CdS, come vedi si legge di "assalto ai tifosi della roma", ora per carità, tutto può essere, però per evitarlo sarebbe stato sufficiente proseguire invece di accettare le provocazioni, fermarsi, fare retromarcia etc.
Comunque ho fatto copia e incolla per evitare possibili errori (se non si può cancellatelo pure).

-Domenica l'autostrada A1 è rimasta bloccata per alcune ore, ostaggio della violenza degli ultrà. Ma gli scontri tra la tifoseria del Napoli e quella della Roma, avvenuti nell'autogrill Badia al Pino, vicino Arezzo, sono stati un cambio di programma inaspettato rispetto al piano originario. Gli ultrà napoletani, infatti, si erano dati appuntamento a Genova per un mega assalto con gruppi di quattro tifoserie: Sampdoria, Bari, Ternana e Verona. È quanto racconta il Corriere della Sera, rivelando un elemento delle indagini sul quale è al lavoro la Digos.
In base alle prime informative, era stato pianificato uno scontro a Genova, in occasione del match tra Sampdoria e Napoli. La riprova sta nelle immagini della curva della Samp scattate la stessa domenica: durante il minuto di silenzio in ricordo di Vialli, sono comparsi gli stendardi degli ultrà di Ternana, Bari e Verona. Tutti nemici storici dei "colleghi" del Napoli, legati invece per anni da un gemellaggio con la sponda genoana.

Sotto ci sono anche commenti di doriani, che (come me e altri) non riescono a capire che razza di ipotesi investigativa sarebbe questa.

lazios

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Sto a fa un casino, scusate, prego i mod di togliere il superfluo.

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