dal corriere dello sport:
ROMA - In una nota integrativa, depositata alla Procura della Repubblica di Cremona il 19 aprile 2012, vengono annotate diverse cose.
LA RESPONSABILITA' DEL SIENA - Prima fra tutte, il coinvolgimento del Siena. «Anche in questo caso - è scritto - si sono rivelati indispensabili i contributi dichiarativi assunti dai principali indagati Carobbio Filippo e Gervasoni Carlo, il primo dei quali militante nella formazione toscana proprio nella stagione 2010-2011, oggetto di analisi investigativa. (...) Il dato investigativo, che emerge dall'analisi delle numerose dichiarazioni che coinvolgono la suddetta società, rivela che in più occasioni, l'alterazione delle gare calcistiche, non era solo frutto dell'infedeltà di tesserati corrotti, ma sarebbe stato indirizzato da vere e proprie direttive, espresse da organi dirigenziali o tecnici della compagine calcistica, che, in più occasioni, avrebbero direttamente concordato "a tavolino" il risultato finale dell'imminente incontro, mirando al conseguimento di un vantaggio sportivo in classifica». Le partite prese in esame sono: Novara-Siena 2-2; Siena-Torino 2-2; Siena-Varese 5-0; Albinoleffe-Siena 1-0.
DIRETTAMENTE SUL CAMPO - In pratica, Carobbio conferma, anche nel secondo interrogatorio reso davanti ai pm, quanto già riferito anche davanti a Palazzi. Le manipolazioni di diverse partite del Siena, a cominciare da quella col Novara. Carobbio aveva già dichiarato che «Conte ci rappresentò che potevamo stare tranquilli in quanto avevamo raggiunto l'accordo con il Novara per il pareggio». Poi le conferme: «I giocatori hanno appreso dell'accordo in occasione della riunione tecnica che ha preceduto la partita. In sostanza Conte si limitò a dire che avremmo pareggiato la partita e che era stato raggiunto un accordo per il pareggio. (...) quando riferisco di aver parlato in campo con Bertani e Gheller del Novara voglio dire che prima di giocare ho chiesto una sorta di conferma di un accordo che comunque già era stato concluso».
CONTRO IL TORINO - Carobbio parla di Siena-Torino, lo fa danti al pm, svelando un accordo di non belligeranza: «in sostanza, senza neanche bisogno che ci fosse un input da parte dell'allenatore, scesi in campo per la ricognizione, prima ancora di entrare negli spogliatoi, cercammo subito di metterci d'accordo con la squadra avversaria. Io in particolare non parlai con nessuno. I compagni mi dissero che l'accordo era stato raggiunto».
PROPOSTA-CHOC - Arriviamo a Siena-Varese, Carobbio racconta un particolare. «vorrei rappresentare spontaneamente la seguente circostanza. Qualche giorno prima della partita Siena-Varese, Coppola Ferdinando, giocatore del Siena, portiere titolare, entrò negli spogliatoi sbiancato in volto rappresentandoci che poco prima, all'esterno degli spogliatoi, era stato avvicinato da una persona vicina al Presidente che gli aveva chiesto se c'era la possibilità di perdere la partita. Questa persona (...) gli aveva detto che il Presidente intendeva scommettere o aveva scommesso sulla nostra sconfitta. Intendo riferirmi al Presidente Mezzaroma. La squadra oppose un netto rifiuto suggerendo al Coppola di rappresentare a chi lo aveva contattato di non avere voluto riferire la proposta ai giocatori in quanto lui stesso non era d'accordo. Ribadisco che il Coppola era quasi sconvolto. In seguito ho appreso da Stellini che la proposta era stata fatta da Mezzaroma anche allo staff tecnico e che anche loro si erano rifiutati».
IL MOMENTO DECISIVO - Sulla partita contro l'Albinoleffe, Carobbio ha già raccontato di come l'idea della combine partì da Stellini, conferma tutto anche nel secondo interrogatorio e rivela alcuni passaggi. Ritengo comunque che fosse impossibile che anche l'allenatore non fosse al corrente della cosa». E poi: «la decisione definitiva di lasciare la partita all'Albinoleffe venne presa in occasione di una riunione tecnica che si svolgeva in occasione di un allenamento qualche giorno prima della partita di ritorno. Alla riunione erano presenti l'allenatore Conte Antonio, il vice allenatore Alessio Angelo, il collaboratore tecnico Stellini, il preparatore dei portieri Savorani, nonché tutta la squadra. Tutti furono d'accordo e avendone parlato con Faggiano, desumo che anche la dirigenza ne fosse al corrente....».
GLI SCENARI - Spuntano i nomi anche di Massimo Carminati che, scrivono gli investigatori, «si ricorda essere stato affiliato alla Banda della Magliana ed accusato di aver garantito il legame tra l'organizzazione criminale romana e il mondo dell'eversione di destra», e di Angelo Senese, «elemento di spicco del clan camorrista dei Moccia». Il primo viene citato in una annotazione di servizio durante un servizio di osservazione riguardante Sculli. Che davanti ad un albergo romano, dove è in ritiro con il Genoa, aspetta Massimo Papola, «massaggiatore della Lazio» più un altro personaggio che, scrivono, «verosimilmente può essere identificato come il soggetto che si è incontrato con Sculli». Questo personaggio scende da una macchina fermata da un controllo il 27 gennaio: alla guida dell'auto, quel giorno, c'è Massimo Carminati, «soprannominato "er cecato"». Senese, invece, compare nell'ordinanza firmata da Salvini, prima con riferimento a Lazio-Genoa, quando prima del match incontra a Roma Zamperini, amico di Mauri, poi per Lecce-Lazio, con una telefonata con l'ex giocatore che ferma, per un momento, una valanga di sms fra lo stesso Zamperini e Ilievski.
Edmondo Pinna
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Sculli era in ritiro con il Genoa, ma di quale anno parlano?