Mentre prosegue il sit-in dei supporters biancocelesti sotto la sede del Ministero degli Esteri, organizzato per sollecitare una ferma presa di posizione delle Istituzioni in difesa delle persone arrestate, dalla Polonia arrivano importanti novità sui 22 tifosi rinviati a giudizio dopo gli incidenti scoppiati giovedì a Varsavia. Per raccontare quello che è emerso dai fascicoli dei singoli imputati e per tentare di fare chiarezza sul materiale probatorio in mano alle autorità polacche, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Roberto Privitera, avvocato che sta seguendo da vicino le vicende legali di 11 ragazzi processati.
Ci può aggiornare sulla situazione dei ragazzi che ancora si trovano a Varsavia?
"Sappiamo che ci sono 8 condanne per direttissima, la più pesante è di 6 mesi, le restanti sono di 3 e 2 mesi. Per quanto riguarda il resto della comitiva, c'è chi è in attesa di giudizio con rito ordinario e chi è in attesa di capire la decisione che verrà presa, perché le richieste di direttissima sono state respinte dai giudici in quanto gli atti di rinvio a giudizio erano lacunosi, incongruenti o comunque viziati. Per cui abbiamo una piccola soddisfazione perché non tutte le richieste della procura (di giudizio per direttissima, ndr) sono state accolte. Il che però vuol dire che gli atti dagli uffici del giudice sono nuovamente tornati all'ufficio del pubblico ministero, impedendoci di prenderne esatta visione. Solo domani potremo sapere, avendo accesso ai fascicoli, che cosa è stato raccolto a carico di questi ragazzi per i quali i giudici hanno disposto una integrazione delle indagini che cosa è stato raccolto a loro carico e che cosa il giudice ha reputato non essere congruo o comunque soddisfacente".
Cosa ci può dire riguardo il materiale probatorio?
"Sostanzialmente posso dire che, sentendo anche i resoconti di chi ha fatto da interprete in udienza, non c'è materiale probatorio schiacciante oltre alle deposizioni più o meno verosimili dei poliziotti, testimonianze che comunque non vanno molto per il sottile. Hanno riconosciuto i ragazzi soprattutto in base all'abbigliamento che indossavano al momento degli scontri, proprio per questo il giudice in alcuni casi ha ritenuto tale impianto accusatorio non sufficiente. C'è stato però un caso di chi ha voluto fare troppo il furbo, raccontando di essere venuto a Varsavia da turista e non per assistere alla partita, però poi non ha saputo indicare nemmeno una attrattiva turistica che aveva visitato e si è preso una condanna di sei mesi". (commento mio: cioè se io so andato in polonia per la figa allora automaticamente mi devo per forza beccare una condanna magari perchè giravo in centro il giorno della partita?)
Per quanto riguarda i ragazzi processati per direttissima i capi di accusa sono quelli del art. 254 del codice penale polacco?
"Esattamente. Assembramento non autorizzato i cui partecipanti commettono violenza, questo è il principale capo di imputazione. Come dicevo, solo 8 di questi sono stati celebrati, per gli altri casi il pm integrerà l'istruttoria e si procederà con il rito ordinario".
Quali saranno le tempistiche per il rito ordinario?
"A gennaio ci saranno le prime udienze e noi faremo in modo che questi ragazzi non stiano in carcere fino ad allora. Se non facciamo nulla permane la misura cautelare degli arresti, ma ci stiamo attrezzando: una volta avuta visione dei fascicoli, laddove il fumus è insussistente chiederemo che venga revocata ogni misura cautelare. Laddove il fumus c'è, invece, chiederemo che come minimo venga commutata la misura cautelare restrittiva della libertà in cauzione pecuniaria".
Di che cifre parliamo?
"Vogliamo proporre alle autorità qualcosa come mille euro a testa, per essere sicuri che accettino. Per sostituire la carcerazione preventiva con la cauzione deve essere stanziata una cifra che venga reputata sufficiente per la commutazione della pena. Se poi l'imputato non si presenterà all'udienza, le autorità polacche potranno in primis trattenere tale cifra, e poi potranno procedere in contumacia, per cui ci sarebbe una doppia beffa".
Per quanto riguarda le tempistiche?
"Per l'impugnazione della misura cautelare il giudice del riesame avrà bisogno di almeno una settimana per pronunciarsi. Per quanto riguarda le nostre richieste di conversione della carcerazione, la decisione dovrebbe arrivare nel giro di pochi giorni, 2 o 3 al massimo. Questo perché per la conversione in una misura più leggera, il pm può decidere senza sentire il giudice".
Visti i capi di imputazione, pensa che sia impossibile sperare in una assoluzione dei ragazzi coinvolti?
"Dipende dal materiale probatorio. In mancanza di filmati, in mancanza di testimonianze che non provengano dalla polizia, in mancanza di cattiva volontà dei magistrati, il nostro augurio è quello che più il tempo passerà e più gli animi si placheranno, anche nell'amministrazione polacca. In prima battuta, per direttissima, bisogna ammettere che le garanzie processuali sono ridotte al minimo, soprattutto perché nell'immediatezza dei fatti l'opinione pubblica vuole un responso. In seconda battuta, a distanza di due mesi dai fatti, la prospettiva sarà diversa. Nel frattempo avremo modo di studiare le difese e non avremo poche ore per analizzare le carte come invece hanno avuto gli avvocati d'ufficio. Tempo a disposizione per proporre una linea difensiva efficace".
Stanno arrivando tante testimonianze di persone che lamentano il silenzio o lo scarso supporto delle Istituzioni italiane, cosa ci può dire a riguardo?
"Non mi risulta. Sono in costante contatto con la stazione consolare e con l'ambasciata e si stanno prodigando per cercare di risolvere la questione. Il problema è che la cosa è avvenuta nel week end, per cui le stesse autorità polacche lavorano a regimi ridotti. Se stessimo parlando di pochi fermi sarebbe un conto, ma trattandosi di tantissimi casi posso dire che c'è un po' di confusione. Stiamo cercando di vincere le resistenze dell'amministrazione polacca: nicchia invece di dare risposte concrete alle nostre richieste, adducendo a problemi tecnici e via discorrendo. Adesso in studio con me ci sono i rappresentanti dell'ambasciata e diversi genitori dei ragazzi fermati e stiamo pianificando una azione concordata a favore di tutte le persone coinvolte perché non ci siano discriminazioni e perché tutti possano godere dello stesso intervento".