Malagò: «Stadio Flaminio, il Coni pronto a salvarlo» (Il Messaggero)
Dalla convention dei giovani dell'Ance, il presidente del Coni Giovanni Malagò lancia «una proposta al prossimo sindaco sul destino dello stadio Flaminio». Il Comitato olimpico, dice Malagò, è pronto a fare la sua parte e a rilevare l'impianto, anche se come extrema ratio per evitare che la struttura rimanga nel degrado in cui ormai versa da anni. Prezzo di cessione, simbolico, di 1 euro. Poi investimenti massicci da parte del Coni, dai 10 ai 20 milioni di euro, per dare nuova vita allo stadio progettato da Pier Luigi Nervi negli anni '50.
«Il Comune - è il ragionamento che Malagò ha condiviso con i giovani imprenditori edili - faccia un bando e lo faccia bene, se qualcuno risponde tutto si risolve. Ma nel caso in cui, come temo, nessuno abbocchi all'amo, resta solo una soluzione: venderlo simbolicamente a 1 euro al Coni e a quel punto noi, a costo di fare un'operazione di lungo termine con il credito sportivo, lo sistemiamo investendo 10 o 20 milioni di euro».
GLI IMPIANTI
Durante il XVII convegno dei giovani dell'Ance, Malagò ha parlato della sfida a cinque cerchi che attende la Città eterna. «Roma ha bisogno delle Olimpiadi del 2024 ma soprattutto le Olimpiadi hanno bisogno di Roma - ha detto il numero uno del Coni - Può sembrare una provocazione ma l'Olimpiade ha senso in una città in cui c'è tanto da fare e dove ci sono tante cose da risolvere. Perché in una città dove non c'è nulla da sistemare non c'è passione e soprattutto non c'è molto da lasciare».
E anche con un occhio al 2024, «dobbiamo ripensare il paesaggio urbano promuovendo la rigenerazione del costruito, la tutela dell'ambiente e l'economia circolare», ha detto la presidente dei giovani imprenditori edili, Roberta Vitale.
TRASPARENZA
«Chiediamo certezza e trasparenza non solo nella programmazione e nei tempi delle opere da realizzare, ma soprattutto sul destino degli impianti alla fine dei Giochi», le ha fatto eco la vicepresidente Gioia Gorgerino. Secondo il presidente dell'Ance, Claudio De Albertis «stiamo assistendo a una vera rivoluzione nel nostro settore che deve portare a una profonda innovazione del processo di costruzione e dei prodotti: per questo fanno bene i giovani a spingere in questa direzione».
L. De Cic.