Roma: assessore Sport, su stadio Flaminio nessuna novita' ne' da Cdp ne' da Ss Lazio
Sul recupero dello stadio Flaminio "purtroppo non abbiamo novita' ne' da Lotito ne' da Cassa depositi e prestiti, ma una volta risolto il problema del Pala Tiziano, come amministrazione comunale, abbiamo il dovere, anche li', di recuperare i 15 anni perduti. Crediamo che la cosa piu' naturale del mondo sia che la Ss Lazio faccia un investimento sul Flaminio, nel rispetto dei tifosi della Lazio e di quella che e' la vocazione della struttura" ma se cosi' non fosse "ne parleremo con il governo perche' lo stadio Flaminio non ha una vocazione di quartiere ma nazionale e internazionale". Lo ha detto l'assessore allo Sport di Roma, Alessandro Onorato, a margine dell'iniziativa di pulizia a Campo Testaccio. "Crediamo che sia il caso di sminare tutta la mitologia legata ai vincoli nel 2023: questa e' una citta' che si divide tra chi vuole fare le cose e chi non le vuole fare - ha aggiunto -. Noi le vogliamo fare, ovviamente rispettando le norme. Qualora la Lazio non volesse fare un investimento, non e' obbligata a farlo, come ammistrazione comunale a quel punto ne parleremo con il governo perche' lo stadio Flaminio non ha una vocazione di quartiere ma nazionale e internazionale".
ROMA. STADIO FLAMINIO, ONORATO: COSA PIÙ NATURALE È CHE INVESTA LA LAZIO "ALTRIMENTI PARLEREMO CON GOVERNO. NOI PRIMA RIFACCIAMO TUTTI I CAMPI DI PERIFERIA"
"Crediamo che la cosa più naturale del mondo è che la Lazio faccia l'investimento sullo stadio FLAMINIO, per rispetto dei tifosi della Lazio e per la vocazione di quella struttura. Crediamo che tutta la mitologia legata ai vincoli sia, nel 2023, da sminare. Questa è una città che si divide tra chi vuole fare le cose e chi non le vuole fare: noi le vogliamo fare, naturalmente rispettando le norme. Qualora la Lazio non volesse fare l'investimento non è certo obbligata, e come amministrazione comunale ne parleremo con il Governo, perché lo stadio FLAMINIO non ha una vocazione di quartiere, ma ha una vocazione nazionale e internazionale. Quindi, se i contribuenti romani si devono caricare sulle loro spalle, a differenza di quello che è avvenuto a Venezia e Firenze, il costo per rifare una struttura che varia dai 60 ai 100 milioni di euro, se permettete noi prima ci rifacciamo tutti i campi di periferia, i centri sportivi chiusi e poi capiamo se mettere i soldi lì". Lo ha dichiarato Alessandro Onorato, assessore Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, presente alla bonifica di Campo Testaccio.