Un altro capitolo di quella che sembra essere ormai diventata una saga. Non è più un segreto che la Lazio e il presidente Claudio Lotito vogliano il Flaminio, allo stesso modo non è una novità che dall'altro lato le barriere sono tante e la volontà di aprire in modo concreto non c'è mai stata.
Come riporta l'edizione odierna del Corriere dello Sport nella giornata di ieri l'Associazione Carteinregola, Fondazione Pier Luigi Nervi Project, DOCOMOMO Italia, Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, VAS Verdi Ambiente e Società, Cittadinanzattiva Lazio hanno inviato una pec al sindaco di Roma Gualtieri e ai ministri Gennaro Sangiuliano e Andrea Abodi il cui oggetto è: "un rilancio rispettoso dell'opera architettonica vincolata e della sostenibilità del territorio".
Di base, all'interno della mail si chiede l'esclusione dei progetti che comportino modifiche alla struttura architettonica e si chiede che nessun di questi venga approvato prima di averne dibattuto con la città. Il riferimento, si legge, riguarda anche "proposte private per il suo restauro e riutilizzo, mai concretizzate, compresa quella ricorrente, ancora in questi giorni, da parte della Lazio".
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Ah Clà, mesà che qui và a finì come con la pezza di Expo2030. Mannali affanculo cò nà pec alla fam. Nervi e compagnia bella.