Citazione di: Bianchina il 26 Mar 2014, 15:21
piu' che altro un progetto (e scusate se insisto)
parliamo, parliamo, parliamo, ma la societa' ha mai affrontato seriamente il problema?
Poi voglio di', il Flaminio rientrerebbe perfettamente nella filosofia lotitiana.
I campioni non ce li possiamo permettere, ci alleviamo i primavera.
Le americanate sono fuori della nostra portata? e noi restiamo dove siamo nati.
Io comunque sogno ancora una società capace di competere anche con la magniloquenza dell'altra sponda, perché non mi rassegno a un futuro di subalternità sportiva e culturale.
Quindi per me il Flaminio non è l'appartementino per studenti da ristrutturare, ma un progetto di riqualificazione di un impianto capace di dare nuovo lustro a una zona della città e volano per la crescita del nostro fatturato. Tutto questo, ovviamente, nel quadro di un progetto complessivo che tocchi anche altri ambiti.
Ma serve la lungimiranza, l'ambizione e la visione di un imprenditore, tutte risorse inconcepibili nel tessuto dell'imprenditoria romanesca, ben ritratta da Sorrentino quando sul Lungotevere di una mattina soleggiata Servillo incontra un gruppo di tre uomini intenti a fare footing, uno dei quali dice agli altri che "
Come aiuto direzione mettece Sacconi, tanto Antonini m'ha rotto veramente er cazzo".
Questa è Roma, capitale d'Italia, quella città dove pensiamo ci sia da qualche parte un Bill Gates mentre in realtà resiste indomita la quarta generazione del fu Romolo Catenacci.
Minuto 1.08. Questa è Roma.
Tempo fa un uomo alla guida della nostra società indicò la strada: poi gli eventi si incaricarono di farcela cambiare. Si chiamava Sergio.
Non succederà niente. Inutile agitarsi. Resta soltanto lo spettacolo di leggere l'ennesima intervista.