Perché infliggersi una inutile sofferenza? Il Flaminio non sarà mai lo stadio della Lazio, almeno con questa proprietà, che lo ha detto e ripetuto innumerevoli volte.
E non ha più senso neanche la battaglia di retroguardia. Il Flaminio può essere inghiottito dai flutti dell'oblio, in attesa che una carica di dinamite lo dissolva nel nulla, prologo dell'ennesimo, attesissimo e "indispensabile" nuvo centro commerciale, più elegante, più cool, come la zona pregiata richiede.
Piuttosto, sulla Tiberina - che è il vero unico obiettivo finale dell'attuale proprietà - le "squadre" sono da tempo inchiodate sullo zero a zero. A questo punto, il sospetto di una melina a centrocampo comincia a farsi consistente, per una partita che non deve produrre nulla, perché l'obiettivo non è neanche più o tanto lo stadio, ma "ben altro", che non arriva e non arriverà mai.