Stadio S.S. Lazio (Topic ufficiale)

Aperto da Ganzo, 12 Ott 2012, 06:06

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

WhiteBluesBrother

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 22.228
Registrato
La legge sugli stadi esclude il residenziale.
Fra l'altro, sarebbe meglio costruirlo in un buco urbanistico circondato da quartieri popolosi.

EagleBass

*
Lazionetter
* 1.104
Registrato
Citazione di: WhiteBluesBrother il 15 Ott 2014, 19:00
La legge sugli stadi esclude il residenziale.
Fra l'altro, sarebbe meglio costruirlo in un buco urbanistico circondato da quartieri popolosi.
allora si, intorno a quartieri popolosi, ma se vogliono far vivere il commerciale devono assolutamente mettere dei servizi che sono insostituibili

Zanzalf

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.963
Registrato
Citazione di: WhiteBluesBrother il 15 Ott 2014, 18:43
Alla tiberina ci stai in A poco, qulche anno, poi fallisci perché ci vengono in 1000.

La Tiberina è sul raccordo. E sul raccordo ci sono i due più grossi successi commerciali della capitale: Porta di Roma e Euroma2.
E' una civiltà automobilistica: allo stadio ce vai in maghina. E Parcheggi.

ES

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 20.560
Registrato
Citazione di: Aquila Romana il 15 Ott 2014, 15:54
Io mica te seguo più, sei partito dallo stadio che produce denaro manco fosse una zecca clandestina, poi sei passato per lo stadio gratis perchè ce lo paghiamo con le palazzine, adesso concludi con uno stadio di livello che non si capisce mica cosa intendi

Ma fosse che te stai a 'ncartà da solo ?

:beer:
Ma che devo fare, me lo scrivo in firma?
io desidero:
uno stadio nostro, ovvero non in affitto, gratis, ovvero non pagato dalla Lazio (che i soldi non li ha), di livello, ovvero grandioso, bello, con tanta roba intorno che porti tanti soldi alla Lazio.

Ma è così difficile, aquila?  8)

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

COLDILANA61

*
Lazionetter
* 17.355
Registrato
Citazione di: ES il 15 Ott 2014, 20:37
Ma che devo fare, me lo scrivo in firma?
io desidero:
uno stadio nostro, ovvero non in affitto, gratis, ovvero non pagato dalla Lazio (che i soldi non li ha), di livello, ovvero grandioso, bello, con tanta roba intorno che porti tanti soldi alla Lazio.

Ma è così difficile, aquila?  8)

Uno stadio nostro : se po fa . Lo dice pure Lotito che sara' nostro .

Non pagato dalla Lazio : se po fa . Vedi sopra

Di livello : ma si , se po fa . Vedi sopra

Che porti tanti soldi alla Lazio : non se po fa . Perche' nessuno ha l'anello al naso e la sveglia al collo .

Perche' quello che c'e' intorno non sara' MAI della Lazio . O delle merde , o di qualsiasi altra squadra .
Tranne forse juve e milan , ma sappiamo tutti perche' . Sono squadre di famigghia .  ;)

Aquila Romana

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 21.463
Registrato
Citazione di: ES il 15 Ott 2014, 20:37
Ma che devo fare, me lo scrivo in firma?
io desidero:
uno stadio nostro, ovvero non in affitto, gratis, ovvero non pagato dalla Lazio (che i soldi non li ha), di livello, ovvero grandioso, bello, con tanta roba intorno che porti tanti soldi alla Lazio.

Ma è così difficile, aquila?  8)

Ora no, i sogni non vanno mai spenti, ero io che mi approcciavo in maniera troppo seriosa all'argomento

;)

Palo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 15.844
Registrato
Citazione di: Zanzalf il 15 Ott 2014, 19:58
La Tiberina è sul raccordo. E sul raccordo ci sono i due più grossi successi commerciali della capitale: Porta di Roma e Euroma2.
E' una civiltà automobilistica: allo stadio ce vai in maghina. E Parcheggi.
Cito te come simbolo dei "tiberiadi".

Oggi riunione di lavoro con colleghi provenienti da: novi ligure, Genova, Toscana meridionale, Parma ed altre (non pertinenti) province.

L'acqua è una bruttissima bestia. Non diciamo e scriviamo cazzate. Se ci sono dei vincoli lasciamo che ad andare sotto siano le merde. Non facciamo cazzate. Una esondazioncina e altro che falliti ... Rendeteve conto. Non so cosa vi faccia godere nel negare un ragionevole sogno Faminio ma rispetto la vostra opinione. Ma niente zone a rischio esondazioni ...

WhiteBluesBrother

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 22.228
Registrato
Si, ma il flamigno è un sogno irragionevole, mi sono anche stufato di ripetere gli innumerevoli motivi. Innumerevoli, quando ne basta uno per far saltare tutto.
Perché cercarsi rogne?
No alla tiberina, no al flamigno.
Una terza via non solo è possibile, ma è l'unica percorribile.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

sweeper77

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 14.227
Registrato
perfetto WBB, bisogna trovare un'area servita dai mezzi pubblici, e abbastanza grande per parcheggi ecc..
Sdo? Bufalotta? sono le prime che mi vengono in mente.

viking68

*
Lazionetter
* 486
Registrato
quello che conta è il pensiero e la voglia del presidente, noi possiamo trovare, parlare e cercare tutte le zone/soluzioni che vogliamo

giorgione

*
Lazionetter
* 3.072
Registrato
Citazione di: sweeper77 il 16 Ott 2014, 08:06
perfetto WBB, bisogna trovare un'area servita dai mezzi pubblici, e abbastanza grande per parcheggi ecc..
Sdo? Bufalotta? sono le prime che mi vengono in mente.

Bufalotta servita dai mezzi pubblici? du' autobus...

Aquila Romana

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 21.463
Registrato
Citazione di: WhiteBluesBrother il 15 Ott 2014, 18:43
Lo stadio flamigno (lo chiamo così in  senso dispregiativo,  o screnshottatori dell'anca sbilenca di vostra  madre regina der casino per mercenari in Sierra Leone) è unbreakable per legge dal 2009, quando sono  scattari i famigerati 50 anni previsti dal decreto urbani, e la conseguente dichiarazione  di inalterabilità del  MIBAC. Se qualcuno trovasse la dichiarazione online farebbe  cosa grata.

Non si trova molto materiale in giro per la rete, se ne parla in questa intervista di Pierluigi Nervi a Il Tempo (aprile 2005)

Architetto, è vero che la sua famiglia è stata sentita lo scorso maggio dal Comune di Roma per parlare della ristrutturazione del Flaminio?

«Alcuni componenti della famiglia Nervi sono stati contattati dal Comune di Roma; il seguito delle riunioni mi è stato assicurato che sarà fissato a breve».

Chi è la persona incaricata dal Campidoglio per seguire la «questione» Flaminio?

«Non c'è ancora un incarico formale, al momento il sottoscritto».

Finora non è mai stata approvata nessuna proposta di ammodernamento dello stadio. Negli ultimi venti anni, chi ha manifestato l'interesse a realizzare un progetto di questo tipo?

«La salvaguardia dell'impianto può essere effettuata solo con i fatti, non a parole. Ad oggi sono stati eseguiti pochi lavori di manutenzione tralasciando indagini accurate ed approfondite sullo «stato di salute» del Flaminio.
Nel 1987 la A.S. Roma di Dino Viola e la S.S. Lazio dei fratelli Calleri scrissero una lettera congiunta, pubblicata da alcuni giornali, nella quale invitavano il sindaco a considerare un progetto di ampliamento dello stadio proposto dal sottoscritto dal costo massimo di 70 miliardi delle vecchie lire. La sola risposta fu quella di bandire, mesi dopo, la gara di appalto per l'ampliamento dell'Olimpico. Poi ci fu l'interessamento del Comitato promotore di Roma 2004 e recentemente quelli dell'Amministrazione Comunale e della Federazione Italiana Rugby».

In base alla legge sul diritto d'autore, chi ha diritto di veto su eventuali modifiche all'impianto?

«Gli eredi di Antonio e Pierluigi Nervi(nonno)».

È vero che lo stadio rischia cedimenti in alcuni punti?

«La struttura ha urgente bisogno di indagini approfondite ed interventi di consolidamento e restauro».

C'è la possibilità che il Flaminio venga demolito per essere ricostruito oppure intendete lavorare sull'impianto esistente ampliandolo?

«Non c'è alcun motivo alla data odierna per pensare di abbatterlo, non ha senso. Insieme agli architetti Francesco Fedele ed Emilio Guazzone, sulla base dei suggerimenti dell'Amministrazione Comunale (il Sindaco) e della Soprintendenza BB.AA. (dottor Marchetti), ho elaborato una proposta che ritengo molto interessante».

Dal 1981 ad oggi, quanti piani di modifica del Flaminio ha presentato?

«Progetto per l'ampliamento dello Stadio Flaminio di Roma (studio di fattibilità e progetto generale su incarico del C.O.N.I.) nel 1981; progetto per l'ampliamento dello stadio Flaminio di Roma (studio di fattibilità e progetto generale su incarico del consorzio CO.SVI.TUR.S. S.p.A. di Roma) nel 1987 e uno studio per la trasformazione dell'impianto in palazzo dello Sport da 15.000/18.000 spettatori per conto del Comitato Olimpico Roma 2004 nel giugno del '96».

E oggi?

«È tempo di decidere, se lasciar vivere o no il Flaminio».

L'ultima edizione del «Sei Nazioni» ha dimostrato che lo stadio Flaminio è troppo piccolo per soddisfare l'enorme domanda di biglietti per gli incontri casalinghi della Nazionale italiana. Roma è stata confermata sede del torneo anche per il 2008 ma se si vuole trasformare il Flaminio in una vera casa del rugby azzurro, bisognerà ampliarlo. Sembrerebbe che il Comune di Roma stia studiando soluzioni alternative alla proposta di ristrutturazione dello stadio (da 24mila a 37mila posti), pochi mesi fa in conferenza stampa al Campidoglio da Pierluigi Nervi, nipote dei progettisti originari del Flaminio.

Architetto Nervi, come cambierà il volto dello stadio?

«Non conosco le intenzioni del Comune, prima di giudicare aspetto di vedere che cosa accadrà. Vorrei evitare che, dopo la realizzazione di una proposta ponderata e calibrata di ampliamento del Flaminio, vista con occhio benevolo dai Beni Culturali, si arrivasse ad attuare soluzioni poco pratiche. Questo stadio è preso a modello per la gradevolezza architettonica e per la visibilità dagli spalti: spero non venga trasformato in un tendone».

Ha parlato con il Campidoglio?

«Ufficiosamente. Ho cercato di verificare quali siano i loro piani, a breve dovrei avere una risposta».

Entro 2 anni, in base al Codice Urbani, potrebbe scattare un vincolo su eventuali modifiche all'impianto.

«È dal 1982 che si discute di ristrutturare il Flaminio senza passare ai fatti. Se questo stadio deve essere la casa del rugby azzurro va ampliato: se non sarà fatto in tempo, c'è il rischio che rimanga come è oggi. Se il problema sono i costi, si potrebbe rinunciare alla creazione della zona commerciale sotterranea, lavorando solo alle nuove gradinate. In questo modo ci sarebbe una riduzione delle spese e, in 18 mesi, il Flaminio passerebbe a 37mila posti».

Lei è tifoso biancoceleste, il presidente Lotito vorrebbe uno «Stadio delle Aquile», la zona dello stadio Flaminio è storicamente laziale. Perché non aprire un tavolo con il sindaco Veltroni e celebrare il «matrimonio»?

«Il tavolo è stato già aperto, come dimostrato dall'ultima conferenza stampa. Ostacoli da parte del Comune non ce ne sono, anzi c'è unitarietà, soddisfazione e consenso totale su quanto proposto. Mi auguro, visto che i tempi per il "fidanzamento" non sono necessari, che si possa arrivare a celebrare ufficialmente questo "matrimonio" e non si debba ricorrere alla "fuitina" di convenienza».

Perché non demolire l'impianto per ricostruirlo più grande e con la copertura?

«È una soluzione possibile, anche se mi dispiacerebbe. Senza andare troppo per il sottile, gli inglesi e gli irlandesi hanno demolito Wembley e il Lansdowne Road, templi del calcio e del rugby. Perché, con la morte nel cuore, noi non possiamo farlo?»

Se qualcuno la ascoltasse, come potrebbe essere un Flaminio nuovo?

«Ipotizzando la demolizione (proposta lacerante e al tempo stesso provocatoria, ma sempre meglio di eventuali superfetazioni che ne snaturerebbero l'aspetto, la grazia e la funzionalità), si dovrebbe realizzare comunque un abbassamento del terreno di giuoco di una quota tale da consentire un numero adeguato di posti (circa 45.000) e costruire un nuovo stadio interamente coperto che risulti della stessa altezza massima dell'attuale. Inoltre, si potrebbe mantenere lo stesso aspetto per la struttura (decrescente sulle curve), adottando una nuova pensilina continua e dello stesso aspetto dell'attuale».

I Beni Culturali cosa potrebbero obiettare?

«Non approverebbero mai una struttura più alta dell'attuale neanche di un solo centimetro».

Alla città eterna, però, non dispiacerebbe che il Flaminio diventasse finalmente «grande».

http://stadiebusiness.blogspot.it/2006/11/il-nuovo-flaminio-punta-in-basso.html

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

ES

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 20.560
Registrato
Citazione di: Aquila Romana il 15 Ott 2014, 22:56
Ora no, i sogni non vanno mai spenti, ero io che mi approcciavo in maniera troppo seriosa all'argomento

;)
E lo so, aquila, saranno sogni, mica dico di no.
però non sono parole mie, queste, ma di Lotito.
Il che non significa che Lotito non sia detestabile, maneggione,e tc.etc. lo dico a quelli del comitato.
Fosse vero sarei contento, e tiferei per questo.
Io parto dalle cose semplici, tutto qua, e mi riserbo sempre la possibilità di essere abbindolato, lo metto in preventivo, questo è ovvio.

Però parto da questo, molto semplice, e non accetto che questo pensiero mi faccia passare per un Lotitiano(i Lotitiani non esistono), perchè per me il nostro Presidente è un mezzo, non un fine. Come tutti i Presidenti che abbiamo avuto, anche quelli con la p minuscola.
Un abbraccio  ;)

Aquila Romana

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 21.463
Registrato
Citazione di: sweeper77 il 16 Ott 2014, 08:06
perfetto WBB, bisogna trovare un'area servita dai mezzi pubblici, e abbastanza grande per parcheggi ecc..
Sdo? Bufalotta? sono le prime che mi vengono in mente.

Sempre dal sito stadiebusiness (articolo del 2012):

L'ultima idea della Roma (e forse della Lazio). Lo stadio nel cuore della città

Uno stadio al centro di Roma. L'idea non è nuova, a dire la verità: stavolta, però, la Roma ci pensa sul serio. E avrebbe anche individuato l'area giusta. La proposta è già da qualche giorno sul tavolo dei rappresentanti della proprietà giallorossa: quella per far sorgere uno stadio al Gazometro, sull'Ostiense, a due passi dalla Piramide Cestia, scrive su Repubblica Matteo Pinci, che riprende e approfondisce con molti dettagli inediti una possibilità già abbozzata qualche giorno fa da Corriere dello Sport e Il Tempo, che però non erano riusciti ad individuare l'area.

Follia? Tutt'altro. Un quadrante intero o quasi, tra via del Porto Fluviale e l'Ostiense, dedicato allo stadio della Roma. Uno stadio affacciato sul Tevere, con Testaccio - cuore storico del tifo romanista - a un passo e la stazione Ostiense, per garantire i trasporti, tutt'altro che lontana: abbastanza per affascinare chiunque. Perché lo spazio in cui la Roma sta seriamente pensando di far sorgere lo stadio è proprio quello che attualmente ospita l'antico Gazometro della capitale.

Un'area di proprietà del gruppo Eni, che da tempo lavora nel tentativo di riqualificarla, e che oggi ospita nulla più che capannoni e uffici. Da qui, l'idea: metterla a disposizione per la realizzazione del più importante investimento architettonico dei prossimi anni. Il discorso con il club giallorosso sarebbe già stato avviato, privatamente: per questo l'area non compare nella short list indicata dall'advisor Cushman&Wakefield. Ma a Trigoria valutano con grande favore l'ipotesi. Che si farebbe preferire anche per un altro fattore in grado di snellire in modo sostanziale l'iter burocratico: l'area ha già la destinazione per impianti sportivi.

Per capirci, non sarebbe necessario attendere la delibera del ddl stadi (nuovi rallentamenti al Senato dopo che la Commissione Ambiente ha sollevato dubbi su un conflitto di competenza, riferisce Stadi&Business). Ma l'area piace anche perché consentirebbe di caratterizzare lo stadio in modo unico: il Gazometro, struttura di acciaio alta 92 metri e realizzata nel 1937, un "Colosseo industriale", diventerebbe l'immagine del nuovo impianto. Con la possibilità di illuminarlo di notte, come accaduto per la Notte Bianca del 2006, facendone elemento attrattivo e di identificazione. Tutto intorno, verrebbero abbattuti capannoni e i tre gazometri più piccoli (e più antichi) per far posto alle strutture: rispetto ad aree limitrofe (Mercati Generali, Testaccio) l'area garantisce spazio sufficiente a realizzare non solo la cubatura indispensabile per uno stadio da 50 mila posti, ma anche quella per le attività correlate che avrebbe in mente il club giallorosso: dal centro commerciale a una Fan Zone fino allo store del club e ai parcheggi.

Tutto deciso allora? Decisamente no. Perché, se è vero che l'idea piace (sembra anche ai proprietari americani) esistono dei problemi: a cominciare dai vincoli architettonici e paesaggistici che una struttura come uno stadio costituisce. La Roma sta già lavorando con l'architetto statunitense Dan Meis (dello studio Populous, lo stesso dell'Olympic Stadium di Londra) al progetto per il nuovo impianto di proprietà, e non è detto che il progetto incontri il gradimento delle istituzioni, dai Beni Culturali all'Urbanistica. In più c'è da mettere sulla bilancia il disagio di bloccare o quasi un quartiere per almeno due anni, il tempo minimo per i lavori. Elementi su cui si lavorerà. Perché adesso la Roma ci pensa davvero: regalare ai tifosi uno stadio nel cuore della citta.

Al pezzo di ieri di Repubblica sul tema fa seguito il Romanista, dove Daniele Galli che oggi fa accenno a come una possibilità possa influire anche sulle scelte della SS Lazio, che da tempo vuole il suo stadio:
"Secondo qualcuno, quella che al momento è solamente un'idea potrebbe trovare sponde importanti in Campidoglio. Uno stadio della Roma a San Paolo potrebbe infatti convincere anche Lotito a prendere in considerazione l'ipotesi del Flaminio come futuro stadio della Lazio. Una soluzione, questa, caldeggiata per anni dal Comune di Roma. Prima da Veltroni, poi da Alemanno".

http://stadiebusiness.blogspot.it/2012/07/lultima-idea-della-roma-e-forse-della.html

Aquila Romana

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 21.463
Registrato
Citazione di: WhiteBluesBrother il 15 Ott 2014, 18:43
Lo stadio flamigno (lo chiamo così in  senso dispregiativo,  o screnshottatori dell'anca sbilenca di vostra  madre regina der casino per mercenari in Sierra Leone) è unbreakable per legge dal 2009, quando sono  scattari i famigerati 50 anni previsti dal decreto urbani, e la conseguente dichiarazione  di inalterabilità del  MIBAC.

Trovato..articolo 54 comma 2

http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/04042dl.htm

fish_mark

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 15.968
Registrato
L'intevista non è proprio recente, ma il passaggio che è riportato qui sotto sbaraglia tutte le certezze sull'intangibilità del paracarro di viale Tiziano.

Citazione di: Aquila Romana il 16 Ott 2014, 17:54

Perché non demolire l'impianto per ricostruirlo più grande e con la copertura?

«È una soluzione possibile, anche se mi dispiacerebbe. Senza andare troppo per il sottile, gli inglesi e gli irlandesi hanno demolito Wembley e il Lansdowne Road, templi del calcio e del rugby. Perché, con la morte nel cuore, noi non possiamo farlo?»

Se qualcuno la ascoltasse, come potrebbe essere un Flaminio nuovo?

«Ipotizzando la demolizione (proposta lacerante e al tempo stesso provocatoria, ma sempre meglio di eventuali superfetazioni che ne snaturerebbero l'aspetto, la grazia e la funzionalità), si dovrebbe realizzare comunque un abbassamento del terreno di giuoco di una quota tale da consentire un numero adeguato di posti (circa 45.000) e costruire un nuovo stadio interamente coperto che risulti della stessa altezza massima dell'attuale. Inoltre, si potrebbe mantenere lo stesso aspetto per la struttura (decrescente sulle curve), adottando una nuova pensilina continua e dello stesso aspetto dell'attuale».

I Beni Culturali cosa potrebbero obiettare?

«Non approverebbero mai una struttura più alta dell'attuale neanche di un solo centimetro».

Alla città eterna, però, non dispiacerebbe che il Flaminio diventasse finalmente «grande».

http://stadiebusiness.blogspot.it/2006/11/il-nuovo-flaminio-punta-in-basso.html

L'articolo che citi parla di inalienabilità, non di indistruttibilità.
Articolo 54, comma 2
"2. Sono altresì inalienabili:
a) le cose immobili e mobili appartenenti ai soggetti indicati all'articolo 10, comma 1, che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, fino a quando non sia intervenuta, ove necessario, la sdemanializzazione a seguito del procedimento di verifica previsto dall'articolo 12;"

poi ci sarebbe il 55 che parla di autorizzazione ministeriale

Articolo 55
Alienabilità di immobili appartenenti al demanio culturale

1. I beni culturali immobili appartenenti al demanio culturale e non rientranti tra quelli elencati nell'articolo 54, commi 1 e 2, non possono essere alienati senza l'autorizzazione del Ministero.

2. L'autorizzazione di cui al comma 1 può essere rilasciata a condizione che:
a) l'alienazione assicuri la tutela e la valorizzazione dei beni, e comunque non ne pregiudichi il pubblico godimento;
b) nel provvedimento di autorizzazione siano indicate destinazioni d'uso compatibili con il carattere storico ed artistico degli immobili e tali da non recare danno alla loro conservazione.

3. L'autorizzazione ad alienare comporta la sdemanializzazione dei beni culturali cui essa si riferisce. Tali beni restano sottoposti a tutela ai sensi dell'articolo 12, comma 7.


La cosa non è impossibile.
Con una concessione di 99 anni si può fare tutto, anche la demolizione e il rifacimento per un impianto di almeno 40 mila.

WhiteBluesBrother

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 22.228
Registrato
Gli articoli di stampa riportati sono amarcord, superati dai tempi e dai fatti, fra l'altro leggendo con attenzione il nervy già prefigurava lo stallo irreversibile e il declino inesorabile del bidet di cemento.
Il decreto urbani lo conosco anche io, quello che non ho trovato è la dichiarazione del 2009 che vincolava a vita (quindi a morte) l'orrido manufatto.
È quella a cui si deve far riferimento, non ad articoli del decreto che nulla hanno a che fare coll'inutile rudere.

Le aree buone ci sono.
Ogni anno che passa sempre di meno.

Aquila Romana

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 21.463
Registrato
Citazione di: WhiteBluesBrother il 16 Ott 2014, 20:58

Il decreto urbani lo conosco anche io, quello che non ho trovato è la dichiarazione del 2009 che vincolava a vita (quindi a morte) l'orrido manufatto.
È quella a cui si deve far riferimento, non ad articoli del decreto che nulla hanno a che fare coll'inutile rudere.


Fammi capire, che voglio capire

A che dichiarazione fai riferimento ? Servono altri indizi   

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

WhiteBluesBrother

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 22.228
Registrato
Citazione di: Aquila Romana il 16 Ott 2014, 22:27
Fammi capire, che voglio capire

A che dichiarazione fai riferimento ? Servono altri indizi   
Quella di cui  all'art.14 del DL che hai linkato tu.
Gli articoli dopo c'entrano poco  sono gli art. 10-11-12 e 14 che definiscono la trappola.
I cui contorni precisi possono essere rinvenuti nella Dichiarazione ex art.14, sicuramente avvenuta nel 2009, o a inizio 2010, scaduti dunque i 50 anni.

gaizkamendieta

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 15.147
Registrato
io sto con WBB se non è possibile basta co sto flaminio e sta tiberina.
Sono sicuro che se lotito si mostrasse accondiscendente a trovare altre aree (facendo ovviamente guadagnare a quel punto molto piu i costruttori che lui personalmente) lo stadio si farebbe e NESSUNO qui gli si schierebbe contro... ma lui è interessato veramente allo stadio di per se?

Discussione precedente - Discussione successiva