L'ammazzacaffè
Di fish_mark
Prende il via questa rubrica di penseri, parole, opere (pubbliche) e omissioni (private).
Mi rivolgo al simpatico robylele che ha avuto modo di chiedere al sempre vigile Kim Gordon se la questione aeroporti abbia "a che fare con la SSLazio?". La sua risposta a questa domanda retorica è stata No. E allora basta...".
Su questo punto, caro Robylele, caschi maluccio, perché oltre a pattugliare l'etere dei forum dovresti ogni tanto fermarti a leggere non dico libri ma qualche quotidiano o anche cercare su gughel tracce di una recente battaglia che si è avviata in queste lande romane. Mi riferisco al progetto del raddoppio dell'aeroporto di Fiumicino che prevede la costruzione di altre piste di atterraggio, nonché palazzine per negozi e ristoranti. Tutto questo sulla base di una previsione – una specie di profezia che con tutta sicurezza si realizzerà senz'altro – per cui il traffico aereo di Fiumicino, attualmente sui 30 milioni di passeggeri annui, passerà nel 2030 a 100 milioni. Non si arriva a molto di concreto però se si cerca di capire sulla base di quale proiezione e quale calcolo avverà questo aumento del triplo. Ma tant'è.
Peraltro, faccio osservare che la realizzazione delle piste di cui sopra comporta l'abbattimento della pineta che attualmente costeggia la pista parallela alla Roma-Civitavecchia, dove attualmente – incidenter tantum – lavora una impresa agricola che produce banalissimi ortaggi. Vuoi mettere la valorizzazione contro un po' di verdura fresca.
Tutto questo per dire che la questione aeroporti c'entra con lo stadio perché sono due grimaldelli che a livello mediatico e politico producono un effetto irresistibile: la premessa culturale di un operazione immobiliare inevitabile, necessaria, anzi URGENTE, tanto che nella legge sugli stadi l'approvazione del progetto produce l'effetto della dichiarazione di pubblica utilità e di indifferibilità ed urgenza delle opere (articolo 3, comma 3), neanche si stesse parlando della costruzione di una diga utile per arginare una alluvione.
A tutto questo sarebbe ora di dire "ma anche no".
A whiteblu che sottolinea come la volontà di lotito di costruire palazzi e centri commerciali sia una supposizione di qualche malizioso netter, rispondo citando i passi di una intervista pubblicata sul sito internet "lazio'r'us", dove il presidente ce l'ha con quelle "quattro righe", anche se ha la bontà di sottolineare il "ruolo di ammortizzatore sociale " del calcio perché altrimenti "ci sarebbero stati comportamenti ben diversi anche nelle piazze quotidianamente" (il calcio come antidoto verso la contestazione politica: involontariamente si suffragano le tesi care a certa pubblicistica di estrema sinistra, vero Carib?).
Quindi mi sembra molto ingenuo credere che "l'unica cosa da costruire e che vuole costruire (ripetuto più volte per altro) è una casa alla polisportiva e alle giovanili , intorno lo stadio.".
Mi rivolgo poi a Maverick 2007 il quale afferma parla della necessità di una P.A. efficiente con meno burocrazia". Io credo che la P.A. sia molto "efficiente" proprio a causa della sua inefficienza visto che il luogo comune per cui in Italia non si può fare niente è smentito dalla realtà dei fatti: basta guardarsi attorno e vedere la infinita teoria di cantieri aperti.