Un caro saluto a WBB
la storia che ho postato è soltanto una curiosità di come vengono affrontati certi temi in altre realtà come quella tedesca. Sarebbe bello, coinvolgente e anche emozionante che i tifosi vengano coinvolti in progetti come questo, anche se so benissimo che è una storia unica e personalmente non mi vedrei a scarriolare assieme ai lazio club per costruire l'impianto della SSLazio. Pensare poi a questo presidente che indice una gara pubblica per la presentazione di progetti, chiamando i tifosi a contributi di danaro mi sembra quanto meno ingenuo: la sua linea è "ghepensi mi" alla vaccinara, con l'inventiva milanese e efficienza romanesca che tutti quanti finora hanno potuto apprezzare.
Torniamo quindi serenamente alle cose di casa nostra. La Tiberina è andata, kaputt, non si torna indietro. Lo sanno anche i ciotoli bagnati dal Tevere ormai e non serve alcuna ufficializzazione. Il sindaco attuale - da politico di razza quale è (nessun giudizio di valore sul suo operato parlo soltanto della capacità di fare il suo mestiere) - non ha detto nulla di definitivo; gli è bastato esprimersi a favore dell'idea in campagna elettorale: tanto gli serviva tanto ha fatto su un progetto che non sta in piedi. Al posto suo avrei fatto lo stesso: candidarsi oggi alla carica di sindaco e non mostrarsi favorevole alla costruzione di uno stadio per le squadre della capitale è politicamente suicida.
Peraltro, lo si ricorda tra il pubblico durante la presentazione del posacenere giallorosso, altro improbabile e comico progetto della futuribile roma calcistica: e lì l'errore è stato imperdonabile perché la presenza era impropria e non richiesta visto che l'inizitiva era di un privato costruttore (nella fattispecie si ricorda anche la presenza dell'allora presidente della regione per dare un tocco bipartizan all'operazione).
Quindi che fare? Niente, per il momento. Gli unici due impianti esistenti a Roma sono di proprietà pubblica (il Demanio) e il delegato allo sport ha fatto capire che giuridicamente, al di là dei vincoli esistenti sul Flaminio, l'attribuzione di quell'impianto alla SSLazio non sarebbe agevole, visto che sarebbe necessaria una procedura ad evidenza pubblica con la partecipazione di diversi concorrenti.
Pertanto, sull'argomento siamo ormai nel mare della tranquillità: calmi, non succede niente.
Rimane però il problema. L'utente-consumatore-tifoso romano ha a sua disposizione degli impianti all'altezza in termini di comodità e accessibilità? La risposta è NO. Di questo ne sono consapevoli tutti, forze politiche, imprenditoriali e opinione pubblica. Le soluzioni finora prospettate non si sono rivelate capaci di affrontare e risolvere la questione.
Gli esempi provenienti dall'estero sono sotto gli occhi di tutti, come anche la necessità e l'urgenza di intervenire. E' un problema politico, della cittadinanza e come tale necessita di risposte adeguate.
La legge sugli stadi non risolverebbe molto, così come la mancata attribuzione degli europei 2016 è l'ennesimo smacco per una classe dirigente calcistica totalmente inadatta al compito.