Citazione di: Pikkio il 08 Mar 2017, 13:13
i laziali trentenni hanno mosso i primi passi nell'era cragnotti. hanno vissuto trionfi, campagne acquisti altisonanti e campionati a ridosso delle posizioni di vertice, con il solo pathos del passaggio a lotito, il salvataggio dal fallimento e un calcioscommesse tutto sommato indolore, con i parenti bruttarelli che si rendevano ridicoli in ogni dove, partendo ogni anno per vincere tutto, poi quasi tutto, poi qualcosa, poi almeno il derby, poi almeno tre partite consecutive.
noi di mezza eta' abbiamo nel dna anni di pale e picconi utilizzati una volta che si era toccato il fondo, di retrocessioni guadagnate sul campo e regalate dal tribunale sportivo, di adolescenze spezzate nelle trasferte a san benedetto del tronto con la radiolina che diceva che l'altra meta' di roma era appena passata in vantaggio a milano.
un bambino del 2017 ha forse un vago ricordo di momenti meno luminosi. vede ad annate alterne la lazio giocare sui campi europei in mezzo alla settimana, mentre dall'altra parte riecheggiano grandi voli pindarici che terminano in atterraggi gestiti a suon di schiaffoni epocali.
ecco, io vorrei dire basta.
basta con la retorica del fortino, del contro tutto e tutti, del profilo costantemente rasoterra.
abbiamo il difetto opposto a quello dei corregionali: viviamo regolarmente nell'attesa che arrivi qualcosa di orrendo. e' un difetto ma lo consideriamo quasi un vanto, cosi' come consideriamo con benevolenza le ferite di guerra da mostrare con orgoglio, come il biglietto di lazio-vicenza che istintivamente, proprio per questa anomalia, consideriamo piu' sacro di quello di lazio-manchester.
ba-sta.
nessuno di noi dimentichera' niente di quella che e' stata la nostra sofferta storia calcistica. rilassiamoci: nessuno tra i bambini che verranno non crescera' sapendo che se e' laziale, se ancora esistono i laziali, e' per quelli come noi che non hanno mollato, perche' come disse qualcuno, i veri eroi dei meno nove non e' la banda fascetti ma siamo noi. ma non facciamo crescere i laziali che verranno come delle vittime sacrificali. serve un po di coraggio: uno fa un video che prende per il culo i romanisti dopo il derby vinto e noi, in larghissima parte, ci sentiamo in colpa, quasi in imbarazzo.
ecco perche' poi al nostro bambino tutti dicono che sarebbe stato umiliato. un po di coraggio, perdio: avere le ali e rimanere sempre a cinque centimetri da terra e' uno spreco enorme, perche' e' vero che in caso di caduta non succede quasi niente, ma e' anche vero che si perde il privilegio di godersi il panorama.
credo che tu sappia - anche se magari non è una medaglia da portare fiero - quanto io ti adori
quindi, non posso non essere d'accordo con quanto scrivi
solo un appunto, necessario
nella ns differenza, da laziale a laziale, perfino fra il me stesso persona ed il me stesso laziale, abbiamo bisogno di tutte le voci
anche di quelle che non ci piacciono o ci piacciono poco
quello che rimarchiamo sempre ai ns "parenti bruttarelli" è di essere un corpo solo, olezzante e rumoroso di un rumore di fondo costante, univoco, unidirettivo
con poche (leggi: ZERO) voci fuori dal coro, dissenzienti e critiche
sia nella felicità (leggi: arrivo di sisigno), che nell'inculata (leggi: scegli una figura dimmerda qualunque), loro sono gnu diretti a velocità costante verso il burrone del ridicolo
noi no
noi semo differenti al limite del fastidioso e la ns voce comune è solo quella che ci fa gridare Lazio da 50 anni, almeno a me
quindi, pikkio, ermacca, guido o capodaglio, sta a noi separare il grano dal d.u.c.o.i.o.n.i.
certo, ci vorrebbe un po' meno retorica del ginocchismo sui ceci
ma so laziali, glielo potemo perdona'
poteva esse peggio