Citazione di: COLDILANA61 il 20 Set 2011, 14:24
Parto da qui . Regista=Allenatore , Spettatori=Tifosi .
Tu Regista fai le cose che ti piacciono o quelle che pensi piacciano al pubblico ? Secondo me la prima , altrimenti di registi come Te ne trovo a centinaia e magari costano anche meno.
Tu Regista , a fine stagione teatrale , se sei stato bravo , trovi altre opportunita' perche' Produttori che investono ne trovi (gli porti risultati) .
Tu Regista , a fine stagione teatrale , se non sei stato bravo , non trovi altre opportunita' perche NON trovi che vogli buttare soldi su un prodotto che non rende.
Adesso dimmi Te , se dopo due rappresentazioni e magari non su palcoscenici prestigiosi , il Regista deve mollare la Tournee . Perche' due scalzacani hanno fischiato dopo due rappresentazioni .
Vuoi sapere quale Regista vorrebbe la ns tifoseria . Uno che gli da' in pasto quello che vuole . Il problema e' che questa tifoseria vorrebbe anche un produttore a sua scelta . Gli attori a sua scelta . I costumi a sua scelta .
Invece lo spettatore ha una sola scelta : NON TI PIACE LO SPETTACOLO . STAI A CASA . Oppure convinciti di non essere un tifoso ma qualcos'altro (a tua scelta) .
P.S. : non era per Te , ma in generale .... 
Bellissima analisi Coldilana, finalmente parliamo di cose concrete.
IEri rileggevo un passaggio di Cechov nipote (allievo di Stanislavky) sul regista Vachtangov che "sentiva" dove il pubblico avrebbe reagito, in quale scena, e lì, li avrebbe colpiti o spiazzati. Ma diceva che il regista deve sempre, quando fa le prove, sentire il pubblico in sala, anche se non c'è. Devi affrontarlo. Grotowsky dice che non esiste teatro se non c'è uno spettatore. Dario Fo dice che il pubblico è vivo e condiziona le tue scelte ogni singola serata di spettacolo. Perchè ti da un ritorno, un respiro collettivo, un sentimento collettivo che condiziona gli attori e fa fremere il regista che non può fare a quel punto più niente.
C'è una corrente che dice che non gliene frega niente del pubblico. Ma è minoritaria e non ho trovato nessun grande autore storico o attuale che la segui.
Senza pubblico, non esisti. Nel teatro, così come nel calcio professionistico. Immagina stadi vuoti. La morte del pallone.
Mourihno, Zeman, Eriksson, sono allenatori che hanno subito di tutto e hanno provocato con il loro gioco. Si amano e si odiano. Ma quando hai una maggioranza allo stadio che ti fischia... chi ha ragione?
Non è stato capito reja? Eppure a Napoli lo hanno cacciato per gli stessi motivi... parole di amici napoletani.
Allora lui è un provocatore? Uno che ha le sue idee e il popolo del calcio non lo capisce? Chi ha ragione?
Reja è il Galileo del terzo millennio?
Possibile. Non mi chiudo a nessuna possibilità.
Posso dire però che nutro dei dubbi quando si riesce a colaizzare un intero stadio contro un allenatore? Perchè bisogna sempre disprezzare il parere di un popolo?
NOn voglio prendere una posizione precisa, però perchè non ragionare su entrambi le ragioni?