Io capisco lo scontento a prescindere, che vorrebbe un'altra società e un'altra squadra.
E quindi vomita bile e non apprezza niente.
Ora la Juventus ha una rosa incomparabile con la nostra, l'aesse in mezzo girone ha fatto 49 punti, il Bologna ha fatto un campionato fantastico giocando un grande calcio e il Milan ha sei o sette campioni assoluti e un allenatore che ci piacerebbe tanto avere, più la fiorentina che ha infilato un paio di filotti assurdi, ha un grande centravanti e un portiere supereroe.
In questo cartellone di mostri siamo alla pari con la Juve, punto a punto con le merde e sopra milanisti, bolognesi e violacei.
Dice, non vinciamo in casa. Ok, ma se abbiamo fatto tutti questi punti (siamo sopra la media degli ultimi dieci anni, a oggi) in qualche modo li avremo fatti: se dovessimo vincere a Milano, infatti, faremmo il nostro record di vittorie fuori casa. Sarebbero dodici. Perché in trasferta siamo terzi, per punti ottenuti, dopo Atalanta e Napoli. In più abbiamo un centravanti che non segna, degli esterni che segnano poco, dei mediani che non segnano affatto, e il terzo attacco della serie A, più una difesa che tolte le due scuffie con Inter e Bologna incassa di media un gol a partita, 35 in 34 gare, che è un dato niente male. Calcolando il numero di partite giocate a oggi, 36+8+2+4=50, e gli infortuni in rosa normali per questi livelli d'impegno, la squadra comunque fa meglio degli avversari nei finali di partita.
Mi sembra che gli sfoghi pre e post partita non tengano conto dei numeri di questa squadra in un campionato molto equilibrato, in una stagione senza precedenti quanto a circostanze sfortunate in campo, arbitri in testa, partita con premesse a detta di quasi tutti dall'ottavo posto in giù.
Un malumore talmente forte che fa imprecare i più per tutta una partita disordinatamente combattuta contro una squadra che se esce dalla UCL ha fallito miseramente e contro di noi ha fatto un tiro soltanto, segnando per un infortunio di Mandas che ricorda certe topiche di Felice Pulici: quel tiro lo para e se lo tira addosso, è un'autorete del portiere, ed era un tiro a colpo sicuro da un metro.
Il tutto con una rosa rinnovata, rivedibile, partita alla grande e un po' peggiorata, alla lunga, per via di tante circostanze facilmente leggibili. Per esempio, l'indisponibilità sostanziale del giocatore che aveva rotto gli equilibri nel girone d'andata, Tavares, oltre all'assenza lunghissima di Taty, che è come levare alle nostre avversarie giocatori che fanno la differenza. E se ne avessimo di più saremmo messi meglio su tutta la linea. Questa squadra ha sbagliato a Bodo, per il resto ha fatto il suo sempre, oggi meglio di altre volte, e il pareggio è strameritato, anzi, va decisamente stretto, anche oggi maturato con una buona dose di sfortuna. Andiamo a giocarci le ultime due e a prendere questo visto per l'Europa, anche se la conference è a un passo. Bisogna vincere a Milano, non certo per il record. Anche per regalarci un nuovo 5 maggio.