Un anno vissuto pericolosamente

0 Utenti e 17 Visitatori stanno visualizzando questo topic.

Offline arkham

*****
13440
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #40 il: 05 Mar 2020, 01:03 »
Ecco, ho trovato il mio topic.
Mi metto qui, continuate, ascolto.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #41 il: 05 Mar 2020, 01:34 »
quell'anno la coppa delle grandi orecchie si sarebbe alzata a Milano...
che botta che prendemmo al mestalla..maledetto pjoco...
Al ritorno topolino Conceicao fallì il gol di una possibile rimonta sparando in curva nord il 2 a 0, lì finirono i sogni...

Stade de France, Real Madrid Valencia 3-0
A Milano si giocò la finale dell'edizione successiva, nella quale il Valencia venne sconfitto ai rigori dal Bayern Monaco

Offline cartesio

*****
18780
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #42 il: 05 Mar 2020, 04:30 »
Io arrivai nell’aprile 2002, cercando siti di enigmistica e rimbalzando su Sigurd. Le mie ricerche su internet sono sempre un po’ bizzarre, mi distraggo facilmente e corro dietro a ciò che mi ispira. Finii qui senza avere la minima idea di che razza di forum fosse ed iniziai con qualche gioco di parole, tra cui un profetico anagramma. Me lo ricordo ancora.

   Alessandro Nesta = E la Nord s’assenta

Qualcuno chiese se fossi Tarallo sotto mentite spoglie. Tarallo chi? Ma come, non conosci Tarallo? No, perché?
Mi sembrava di essere finito in una specie di paesotto in cui tutti conoscevano tutti e spesso comunicavano per allusioni invece che per messaggi espliciti. Fastidioso, a tratti ti faceva sentire escluso. E poi comparve un dellà, e a un certo punto anche un dellà dellà, e chiedere per capire sembrava dire cacca in società.
Comunque c’era tanta passione, ed io che da sempre ero laziale fino al midollo - nato in Prati da padre laziale e madre, ahimé, romettista - ho condiviso qui per quasi due decenni la mia passione.


Offline syrinx

*
12732
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #43 il: 05 Mar 2020, 05:14 »
Mi iscrissi nel 2006, nel pieno della contestazione, quindi sono relativente gdm. Ricordo che volevo capire e confrontarmi su quello che succedeva nel mondo Lazio, avendo vissuto all’estero diverso tempo ed essendo decisamente smarrito.

C’era ancora un po’ della vecchia Lazionet a quei tempi, o almeno di quello che posso intuire fosse la vecchia Lazionet, anche se era già diventata una comunità enorme. Sicuramente c’erano ancora tanti utenti storici. Poi fra cene ed altro qualcosa lo toccai pure con mano.

Offline dario

*****
825
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #44 il: 05 Mar 2020, 07:08 »
Chi disse, un giorno, Eriksson vattene, stimolando l'apertura di un altro topic-tormentone: Annatevene voi.
 :lol:
Se non ricordo male lo striscione “Eriksson vattene” venne vergognosamente esposto nella trasferta di Parma.

Offline dario

*****
825
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #45 il: 05 Mar 2020, 07:12 »
Definimmo quello che ci univa lo "spirito" di Lazio.net. In particolare, questa era un'espressione cara a Roberto Couto. C'era talmente tanta convergenza su certi temi che a un certo punto Tarallo, mi pare fosse lui, scrisse un decalogo del Laziale che sollevò più di qualche polemica perché in odore di patente di lazialità.
Il nodo era: critiche costruttive, rispetto per i giocatori, ironia, commento sardonico dello scalcagnato panorama dei comunicatori locali, che tra qualche anno saranno definiti, con felice espressione dello stesso RobC/Teotokris/Zapruder (mille e mille incarnazioni e cancellazioni di un totem della lazialità virtuale), Catetere romano.
D'altra parte c'era chi lo chiamava etere, suggerendo storpiature che poi arrivavano puntuali.
Sulla comunicazione laziale qualche ruggine veniva fuori, perché tutti si nutrivano dalle fonti locali, prima di cominciare a costruire una comunicazione indipendente, non ancora sociale.
Quindi c'erano goldinottisti, guidoniani, c'era gente che interveniva alla Contea, c'erano Elsneriani, e comunque si ascoltava chi c'era: Ilario Ilario, con il discusso Benedetti e il trombone Focolari, Rocco Ilaria, Capodaglio, Ulivieri.
Erano, poi, gli anni del Brociesso di Bishgarde, che spesso veniva parodiato.
I lazzi riservati a Guidone o a Plastino suscitavano la reazione dei fans di Guidone e di Plastino, mentre cresceva la curiosità, e se ne parlava tra noi, sul punto: ma questi ci leggono? Sanno che esistiamo? Perché non si riesce a interagire con loro?
Ancora nutrivamo una stima esagerata per personaggi che invece erano veramente scalcagnati come pochi. Negli anni la vicenda lotitiana e la pusillanimeria nei rapporti con la curva ce li ha regalati in tutta la loro piccineria, salvandone pochissimi.
Però c'era chi s'incazzava se chiamavi Guido Bongo.
La suscettibilità degli utenti del forum, in effetti, è sempre stata il principale motivo di scazzo.
Bastava che si partisse in quattro o cinque a cazzeggiare che si presentava qualcuno con la faccina rossa rossa, che magari non aveva capito lo scherzo, forse perché era uno scherzo del cavolo.
E giù discussioni accorate e trita[...], tra personaggi esemplari della psicopatologia laziale.
Storie gustosissime, tipo quella del netter che si mise a litigare a sangue con i vicini romanisti nell'assemblea condominiale che doveva decidere la riverniciatura dei box, me pare, provando a imporre il bianco e l'azzurro.
Storie di resistenza antiromanista spesso fantasiose, talvolta inventate, che serviranno l'anno dopo a smaltire il colpo micidiale dello scudetto alle merde, quello che se non scegniete da là sopra lo spettacolo non proseguisce. Già, Sensolo. Chi dimentica le meravigliose cronache di Tarallo, che raccontavano le conversazioni tra Sensi e il mistere vincente Capello, che cominciavano sempre con un ciao miste, allora che se vince, che se vince, che avemo vinto?
Erano perfide parodie di un personaggio vendicativo, che di lì a poco si sarebbe venduto le mutande pur di prendersi la rivincita su Sergio Cragnotti, l'Imperatore.
Ma dicevamo del Mestalla.
Ti sei dato una risposta alla fine?
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #46 il: 05 Mar 2020, 07:36 »
Sono iscritto da tanto, tantissimo tempo, arrivatoci per caso.
Lazionet è cambiata molto perdendo per strada forse il meglio di se.
Ricordo il topic su Ballotta e tanti altri come vette di letteratura. Di quelli che ho conosciuto e che sono diventati e considero amici  rimangono Tarallo, Nestorburma e IB. Aquilante ha smesso di scrivere, Porga e Maumarta scrivono sempre di meno  ( peccato), Kalle è esiliato Recentemente è transitato da Parma Above us only the sky, una persona squisita.
La mia casa è aperta.
Mia moglie rimane stupita da quel qualcosa che scatta quando ci si incontra. Ho conosciuto persone bellissime.
Non essendo di Roma, non ho potuto frequentare le cene lazionettiche e certe amicizie che si sono saldate.
Pur essendo un “Vecio” e avendo molte risposte non vengo ricordato molto se non per le mie intemperanze verso qualche giocatore frutto della passionalità: chi mi ha conosciuto e mi conosce, sa  , alcuni altri mi hanno bollato arrivando a darmi del sub umano, ma è colpa dello strumento.
Mi ricordo che un giorno postai una intervista a Nesta ( era appena passato al Milan) che mi ero inventato di sana pianta, ma risulto molto credibile. Lo era perché era un copia e incolla di sue dichiarazioni.
L’avevo fatta per difenderlo dagli attacchi sconsiderati di chi lo accusava di tradimento.
Ho difeso Lotito, il  Presidente sempre con la p maiuscola nel momento più buio dei rapporti con i tifosi e nel momento più buio di Lazionet dove le spaccature hanno portato a diaspore, rancori, dissapori e opposte fazioni , dove volavano le patenti manco fossi passato a 200 Km/h con il rosso in pieno centro.
Quando ho riletto TD mi si è riaperto il cuore e come dice Arkham , mi siedo e aspetto la prossima puntata.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #47 il: 05 Mar 2020, 08:12 »
Tutto può ricominciare.

A partire dal Porga&Tarallo Show.

Io ci sono.

Offline Tarallo

*****
89048
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #48 il: 05 Mar 2020, 08:17 »
A porga si è progressivamente abbassata la voglia di venire qui dentro. E non gli si alza più. Ma questo è un altro discorso.

Offline paolo71

*****
12031
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #49 il: 05 Mar 2020, 08:23 »
Stade de France, Real Madrid Valencia 3-0
A Milano si giocò la finale dell'edizione successiva, nella quale il Valencia venne sconfitto ai rigori dal Bayern Monaco

vero.
in finale 2 volte il valencia...m'ero perso un'edizione de sti spagnoli dopati, perchè pure l'anno dopo da scudettati passammo il girone da secondi per diff reti con l'Arsenal, poi nel successivo girone, all' epoca era così, finimmo quarti dietro al Real, al Leeds e Anderlecht...
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #50 il: 05 Mar 2020, 09:37 »
A porga si è progressivamente abbassata la voglia di venire qui dentro. E non gli si alza più. Ma questo è un altro discorso.

Ci sono tante cose belle che sono nate qui dentro e hanno fiorito nella vita reale. Amicizie forti. Affetti consolidati. Qualche binbo é stato prodotto tra netter (a mia conoscenza in maniera assolutamente naturale anche se su Porga, vista la strabiliante bellezza della sua binba un paio di dubbi sono venuti a tutti, va detto...  :lol: :lol: :lol:), e questo é magnifico, se ci pensate.
Tralaltro, e qui condivido l'esperienza di Adler, abitare fuori Roma ha avuto anche il fascino e la ricchezza di decine e decine di blind dates a cui mia moglie ha spesso assistito incuriosita, e forse affascinata appunto, dalla forza attrattiva di questa religione laica che ci unisce.
Del tipo :
"Esco a cena con un amico di Lazionet ma non so né come é fatto né quanti anni abbia nella vita e cosa faccia per campare, ma la pensa come me su Lotito". Ionesco avrebbe cominciato una disperata carriera da onanista se lo avesse saputo.
E ne é sempre valsa la pena.

Tralaltro, e qui faccio un piccolo excursus personale, 6 mesi fa, uscendo dalla chiesa dove si erano svolti i funerali di mia madre la metà delle braccia nelle quali ho pianto venivano da questo posto.
Per dire.

Da qualche parte nel mondo la Lazio é in vantaggio.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #51 il: 05 Mar 2020, 09:59 »
Ci sono tante cose belle che sono nate qui dentro e hanno fiorito nella vita reale. Amicizie forti. Affetti consolidati. Qualche binbo é stato prodotto tra netter (a mia conoscenza in maniera assolutamente naturale anche se su Porga, vista la strabiliante bellezza della sua binba un paio di dubbi sono venuti a tutti, va detto...  :lol: :lol: :lol:), e questo é magnifico, se ci pensate.
Tralaltro, e qui condivido l'esperienza di Adler, abitare fuori Roma ha avuto anche il fascino e la ricchezza di decine e decine di blind dates a cui mia moglie ha spesso assistito incuriosita, e forse affascinata appunto, dalla forza attrattiva di questa religione laica che ci unisce.
Del tipo :
"Esco a cena con un amico di Lazionet ma non so né come é fatto né quanti anni abbia nella vita e cosa faccia per campare, ma la pensa come me su Lotito". Ionesco avrebbe cominciato una disperata carriera da onanista se lo avesse saputo.
E ne é sempre valsa la pena.

Tralaltro, e qui faccio un piccolo excursus personale, 6 mesi fa, uscendo dalla chiesa dove si erano svolti i funerali di mia madre la metà delle braccia nelle quali ho pianto venivano da questo posto.
Per dire.

Da qualche parte nel mondo la Lazio é in vantaggio.
:love2:
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #52 il: 05 Mar 2020, 10:03 »
Ci sono tante cose belle che sono nate qui dentro e hanno fiorito nella vita reale. Amicizie forti. Affetti consolidati. Qualche binbo é stato prodotto tra netter (a mia conoscenza in maniera assolutamente naturale anche se su Porga, vista la strabiliante bellezza della sua binba un paio di dubbi sono venuti a tutti, va detto...  :lol: :lol: :lol:), e questo é magnifico, se ci pensate.
Tralaltro, e qui condivido l'esperienza di Adler, abitare fuori Roma ha avuto anche il fascino e la ricchezza di decine e decine di blind dates a cui mia moglie ha spesso assistito incuriosita, e forse affascinata appunto, dalla forza attrattiva di questa religione laica che ci unisce.
Del tipo :
"Esco a cena con un amico di Lazionet ma non so né come é fatto né quanti anni abbia nella vita e cosa faccia per campare, ma la pensa come me su Lotito". Ionesco avrebbe cominciato una disperata carriera da onanista se lo avesse saputo.
E ne é sempre valsa la pena.

Tralaltro, e qui faccio un piccolo excursus personale, 6 mesi fa, uscendo dalla chiesa dove si erano svolti i funerali di mia madre la metà delle braccia nelle quali ho pianto venivano da questo posto.
Per dire.

Da qualche parte nel mondo la Lazio é in vantaggio.
Cosa mi hai fatto ricordare IB.... a settembre al funerale di mia madre a Conegliano, mi sono trovato di fronte un amico netter che era venuto ad abbracciarmi.
Da qualche parte la LAZIO è sempre in vantaggio....

P.S. la bimba di Porga è bella come la mamma.
Deve essere un caso si partenogenesi.... :=))
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #53 il: 05 Mar 2020, 10:25 »
Ci sono tante cose belle che sono nate qui dentro e hanno fiorito nella vita reale. Amicizie forti. Affetti consolidati. Qualche binbo é stato prodotto tra netter (a mia conoscenza in maniera assolutamente naturale anche se su Porga, vista la strabiliante bellezza della sua binba un paio di dubbi sono venuti a tutti, va detto...  :lol: :lol: :lol:), e questo é magnifico, se ci pensate.
Tralaltro, e qui condivido l'esperienza di Adler, abitare fuori Roma ha avuto anche il fascino e la ricchezza di decine e decine di blind dates a cui mia moglie ha spesso assistito incuriosita, e forse affascinata appunto, dalla forza attrattiva di questa religione laica che ci unisce.
Del tipo :
"Esco a cena con un amico di Lazionet ma non so né come é fatto né quanti anni abbia nella vita e cosa faccia per campare, ma la pensa come me su Lotito". Ionesco avrebbe cominciato una disperata carriera da onanista se lo avesse saputo.
E ne é sempre valsa la pena.

Tralaltro, e qui faccio un piccolo excursus personale, 6 mesi fa, uscendo dalla chiesa dove si erano svolti i funerali di mia madre la metà delle braccia nelle quali ho pianto venivano da questo posto.
Per dire.

Da qualche parte nel mondo la Lazio é in vantaggio.
Ma li hai portati tutti in quel bistrot di Rue Vieille-du-Temple (Bar Du Marche?) in cui, in un'altra vita, mangiai con il TD più bagnato di sempre?
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #54 il: 05 Mar 2020, 10:28 »
Ma li hai portati tutti in quel bistrot di Rue Vieille-du-Temple (Bar Du Marche?) in cui, in un'altra vita, mangiai con il TD più bagnato di sempre?

 :lol: :lol:
Chez Georget. Che pare adesso abbia perso gran parte del suo fascino.
Non come TD che resta un bell'uomo.


*Una delle due frasi che ho scritto é ripiena fino all'orlo di unta condiscendenza....in realtà TD é ormai un vecchio aggrinzito dal sole e dagli insaccati della Toscana.

Offline maumarta

*
5605
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #55 il: 05 Mar 2020, 10:29 »
Sono arrivato qui poco prima di Lotito, quando imperversava il fantasma di Bertarelli prima e di Mister X poi.
L'epopea di Cragnotti ci aveva cambiato la carta di identità, ci aveva dato un domicilio più altolocato ma, al tempo stesso, aveva aperto alla Lazialità praticamente a tutti, anche a quel micromondo sociale che fino ad allora era più identificabile con i difettosi che con noi.
Facevo un gioco con i miei amici e non.
Al bancone del Bar riuscivo a riconoscere i difettosi alla prima parola che dicevano, a volta anche solo dai gesti.
Qualche anno dopo Cragnotti divenne sempre più difficile.
Qui dentro no.
Qui sentii subito quell'aura di sofferenza, orgoglio e dignità che rappresenta il Laziale tipo, o meglio l'immagine di Laziale tipo con cui sono cresciuto.
Parlare di storia della Lazio ed avere interlocutori che rispondevano per quello che sapevano e che avevano letto, sui libri, e non per osmosi delle cazzate vomitate su sitarelli da due soldi, fu bello, appagante, emozionante a tratti.
Con alcuni scattò un feeling immediato.
Adler Nest su tutti.
Ci siamo visti tre volte in tutto ma i 500 kilometri che ci separano sembravano non esistere quando parlavamo di noi e di lei... la Lazio, la NOSTRA Lazio.
Mi chiese come comprare una delle copie del mio libro "Quella maglia sporca d'amore" e senza pensarci su gliene mandai una delle pochissime copie che avevo (me ne è rimasta solo una).
Alla seconda volta che ci vedemmo non ci pensai un secondo a presentarmi "con il cielo tra le mani", una delle due maglie 83/84 che mio padre comprò a sorpresa nel 1983, quando nemmeno pensavo esistessero sul mercato.
Sapevo che affidandola a lui la avrei resa eterna, come la mia, e non sarebbe scomparsa in qualche meandro di casa di mia madre o mio fratello.
La purezza con cui i nostri occhi vedevano la Lazio la respiravamo a pieni polmoni a "casa nostra", qui.
Ricordo tanti topic, struggenti, divertenti, irriverenti, sognanti, incazzati ma sempre rigonfi di Lazio.
In particolare ne ricordo uno che in un momento di tensione e depressione, con lo spettro del fallimento accampato costantemente fuori dalla porta.
"Sì, me lo ricordo", più o meno si chiamava così, aperto da un certo Thomas Doll.
La Lazio era un pensiero costante in quei giorni, una lama conficcata nel fianco che girava e rigirava.
Non sapevamo per quanto ancora la avremmo avuta per noi, se sarebbe esistita ancora.
In un momento così TD tira fuori questo topic con le immagini di cosa eravamo stati fino a poco prima, con ricordi, racconti, emozioni, lacrime.
Fu liberatorio e terapeutico, fu un doppio nodo ad legame che era già forte.
Volli conoscerli e partecipai all'unica cena Lazionettica, vicino Santa Maria Maggiore.
Quando arrivai eravamo in pochi e ci venne incontro un omone, alto e sorridente.
Felice Pulici.
Si presentò a tutti, ci strinse le mani come se fossimo amici che non vedeva da tempo e quandò ando via, durante la cena, girò per i tavoli, salutando tutti, uno ad uno.
Ho ancora i brividi quando penso a Felice, alla sua Lazialità pura, manco fosse nato a Piazza della Libertà.
Questo è uno dei regali di questo posto, e li porterò tutti con me.
Sempre. 
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #56 il: 05 Mar 2020, 10:35 »
:lol: :lol:
Chez Georget. Che pare adesso abbia perso gran parte del suo fascino.
Non come TD che resta un bell'uomo.


*Una delle due frasi che ho scritto é ripiena fino all'orlo di unta condiscendenza....in realtà TD é ormai un vecchio aggrinzito dal sole e dagli insaccati della Toscana.
Hai ragione.
In entrambe le cose

Offline arturo

*****
10578
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #57 il: 05 Mar 2020, 10:39 »
Iscritto nella torrida estate del 2006 , quella di calciopoli , in cerca di conforto e condivisione di  paure , incazzature e speranze.
E' stato un porto sicuro dove ripararsi dai marosi travolgenti di quella estate , è stata la fonte dove attingere notizie " neutre " per affrontare l'ondata giustizialista e moralista ordita dalle merde e dall'inter.

Ho partecipato ad una partita , con scarsi risultati  :=)) ed a più di qualche cena , dove mi difendo decisamente meglio  8) e che sarebbe il caso di riorganizzare. ;)
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #58 il: 05 Mar 2020, 12:06 »
Leggo dall'addio di Nesta, e ogni volta che scorrevo i primi post della discussione "Capitano mio capitano" mi veniva da piangere (sarebbe possibile recuperarli?).
Attivo mi sembra dall'inizio delle voci su Bertarelli, addirittura forse fui il primo a linkare un articolo che ne parlava... maledetto me  :) .

Da allora sempre presente, sicuramente più da lettore, ma un passaggio sul forum è per me un rito quotidiano.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #59 il: 05 Mar 2020, 12:42 »
bellissimo questo post di metaforum

 :D
 

Powered by SMFPacks Alerts Pro Mod