Un anno vissuto pericolosamente

0 Utenti e 44 Visitatori stanno visualizzando questo topic.

Un anno vissuto pericolosamente
« il: 01 Mar 2020, 11:31 »
Mancavano pochi giorni a Natale.
Allo stadio c'era Lazio-Ravenna di Coppa Italia.
Non si poteva mancare, ma c'era una cosa in più.
Da un mesetto e mezzo avevo cominciato a frequentare un forum di laziali.
Era una novità. Avevo cominciato a usare internet da più di un anno, con il kit favoloso in tetrapak di Agora, comprato direttamente giù da loro, in centro.
Lo usavo per seguire i risultati di atletica, principalmente.
E casa avevo un modem da 28.8. La sera che rientrai a casa trovandola vuota mi attaccai a internet senza farmi domande: sapevo che se ne sarebbe andata, ma le mancava il coraggio di farmelo sapere prima. Il biglietto lo lessi come se fosse diretto a qualcun altro.
Mi collegai con il sito della Gazzetta, e sulla pagina dei links c'era questo sito.
Entrai e ci trovai una discussione fitta fitta sui nazi in curva. Si chiamava Combat18. La lessi distrattamente/non ero concentrato, avevo un dolore parcheggiato sopra, che mi sovrastava, e mi muovevo strisciandogli sotto, per tirargliela nel culo. Non mi schiacci, diceva il mio risponditore automatico. Lo lessi distrattamente e, chissà perché, mi soffermai su quello che scriveva Dixie. Con una firma pomposa e ostentata e un argomentare decisamente fascistone. La parte di me che era ancora collegata sentenziò: i soliti laziali fasci. E chiusi la comunicazione.
Poi, dopo una decina di giorni, tornai.
Compilai la form d'iscrizione.
Il giorno dopo c'era il derby.
Pensai che non avrei postato: poteva portare male.
Mi misi lì a buttare giù una roba scritta tipo quelle cazzatine di Stefano Benni e d'altri mille scribacchini satirici di sinistra. Le profezie per il duemila, una cosa così.
Le scrissi e me le tenni lì.
Al derby ci massacrarono. Ma avevano paura lo stesso, si vedeva da lontano.
La mattina dopo accesi il pc, mi collegai, aprii il forum e postai, nella depressione generale, quel topic di cazzeggio laziale.
Fu una specie di miracolo, ci si divertì, molti si chiesero chi fossi, se fossi un altro Pikkio, il magnifico netter che deliziava il forum con le sue trovate geniali. Io non mi mostravo. Pensavano non esistessi.
Poi contattai un certo MaxEagle, uno con i baffi che andava e veniva dall'Antartide.
Mi feci dare il suo numero.
E a Lazio-Ravenna me ne stetti lì, da solo, nel vuoto dello stadio, col telefono in mano, a pensare: chiamo o non chiamo?
Non chiamai. La Lazio passeggiò contro i simpatici romagnoli, purtroppo giallorossi.
Ma poi, anno dopo, ci fu la festa del centenario, con Gigi Polentes.



Offline dario

*****
872
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #1 il: 01 Mar 2020, 12:29 »
Mancavano pochi giorni a Natale.
Allo stadio c'era Lazio-Ravenna di Coppa Italia.
Non si poteva mancare, ma c'era una cosa in più.
Da un mesetto e mezzo avevo cominciato a frequentare un forum di laziali.
Era una novità. Avevo cominciato a usare internet da più di un anno, con il kit favoloso in tetrapak di Agora, comprato direttamente giù da loro, in centro.
Lo usavo per seguire i risultati di atletica, principalmente.
E casa avevo un modem da 28.8. La sera che rientrai a casa trovandola vuota mi attaccai a internet senza farmi domande: sapevo che se ne sarebbe andata, ma le mancava il coraggio di farmelo sapere prima. Il biglietto lo lessi come se fosse diretto a qualcun altro.
Mi collegai con il sito della Gazzetta, e sulla pagina dei links c'era questo sito.
Entrai e ci trovai una discussione fitta fitta sui nazi in curva. Si chiamava Combat18. La lessi distrattamente/non ero concentrato, avevo un dolore parcheggiato sopra, che mi sovrastava, e mi muovevo strisciandogli sotto, per tirargliela nel culo. Non mi schiacci, diceva il mio risponditore automatico. Lo lessi distrattamente e, chissà perché, mi soffermai su quello che scriveva Dixie. Con una firma pomposa e ostentata e un argomentare decisamente fascistone. La parte di me che era ancora collegata sentenziò: i soliti laziali fasci. E chiusi la comunicazione.
Poi, dopo una decina di giorni, tornai.
Compilai la form d'iscrizione.
Il giorno dopo c'era il derby.
Pensai che non avrei postato: poteva portare male.
Mi misi lì a buttare giù una roba scritta tipo quelle cazzatine di Stefano Benni e d'altri mille scribacchini satirici di sinistra. Le profezie per il duemila, una cosa così.
Le scrissi e me le tenni lì.
Al derby ci massacrarono. Ma avevano paura lo stesso, si vedeva da lontano.
La mattina dopo accesi il pc, mi collegai, aprii il forum e postai, nella depressione generale, quel topic di cazzeggio laziale.
Fu una specie di miracolo, ci si divertì, molti si chiesero chi fossi, se fossi un altro Pikkio, il magnifico netter che deliziava il forum con le sue trovate geniali. Io non mi mostravo. Pensavano non esistessi.
Poi contattai un certo MaxEagle, uno con i baffi che andava e veniva dall'Antartide.
Mi feci dare il suo numero.
E a Lazio-Ravenna me ne stetti lì, da solo, nel vuoto dello stadio, col telefono in mano, a pensare: chiamo o non chiamo?
Non chiamai. La Lazio passeggiò contro i simpatici romagnoli, purtroppo giallorossi.
Ma poi, anno dopo, ci fu la festa del centenario, con Gigi Polentes.
Sono giallorossi ed è il motivo per cui io, laziale di Ravenna, non ho mai seguito la squadra.
Passeggiammo ma loro, sul 2-1 per noi, ebbero una super occasione con Sotgia (credo) a pochi minuti dalla fine. Avessero segnato ci avrebbero eliminati, impedendo il double.
Il 4-1 finale fu un po’ bugiardo.
Meno male va...
😊

Online paolo71

*****
12696
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #2 il: 01 Mar 2020, 12:37 »
Sono giallorossi ed è il motivo per cui io, laziale di Ravenna, non ho mai seguito la squadra.
Passeggiammo ma loro, sul 2-1 per noi, ebbero una super occasione con Sotgia (credo) a pochi minuti dalla fine. Avessero segnato ci avrebbero eliminati, impedendo il double.
Il 4-1 finale fu un po’ bugiardo.
Meno male va...
😊

Verissimo.
A Ravenna era finita 1 a1 reti di Boksic e Vecchiola e io in tribuna ormai me menano i miei concittadini perché tifavo Lazio con mio padre.
Motivo per cui ho sempre preferito la SPAL nei derby a cui assistevo coi miei amici romagnoli e mia moglie ravennate.


Online ES

*****
15433
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #3 il: 01 Mar 2020, 13:36 »
Mancavano pochi giorni a Natale.
Allo stadio c'era Lazio-Ravenna di Coppa Italia.
Non si poteva mancare, ma c'era una cosa in più.
Da un mesetto e mezzo avevo cominciato a frequentare un forum di laziali.
Era una novità. Avevo cominciato a usare internet da più di un anno, con il kit favoloso in tetrapak di Agora, comprato direttamente giù da loro, in centro.
Lo usavo per seguire i risultati di atletica, principalmente.
E casa avevo un modem da 28.8. La sera che rientrai a casa trovandola vuota mi attaccai a internet senza farmi domande: sapevo che se ne sarebbe andata, ma le mancava il coraggio di farmelo sapere prima. Il biglietto lo lessi come se fosse diretto a qualcun altro.
Mi collegai con il sito della Gazzetta, e sulla pagina dei links c'era questo sito.
Entrai e ci trovai una discussione fitta fitta sui nazi in curva. Si chiamava Combat18. La lessi distrattamente/non ero concentrato, avevo un dolore parcheggiato sopra, che mi sovrastava, e mi muovevo strisciandogli sotto, per tirargliela nel culo. Non mi schiacci, diceva il mio risponditore automatico. Lo lessi distrattamente e, chissà perché, mi soffermai su quello che scriveva Dixie. Con una firma pomposa e ostentata e un argomentare decisamente fascistone. La parte di me che era ancora collegata sentenziò: i soliti laziali fasci. E chiusi la comunicazione.
Poi, dopo una decina di giorni, tornai.
Compilai la form d'iscrizione.
Il giorno dopo c'era il derby.
Pensai che non avrei postato: poteva portare male.
Mi misi lì a buttare giù una roba scritta tipo quelle cazzatine di Stefano Benni e d'altri mille scribacchini satirici di sinistra. Le profezie per il duemila, una cosa così.
Le scrissi e me le tenni lì.
Al derby ci massacrarono. Ma avevano paura lo stesso, si vedeva da lontano.
La mattina dopo accesi il pc, mi collegai, aprii il forum e postai, nella depressione generale, quel topic di cazzeggio laziale.
Fu una specie di miracolo, ci si divertì, molti si chiesero chi fossi, se fossi un altro Pikkio, il magnifico netter che deliziava il forum con le sue trovate geniali. Io non mi mostravo. Pensavano non esistessi.
Poi contattai un certo MaxEagle, uno con i baffi che andava e veniva dall'Antartide.
Mi feci dare il suo numero.
E a Lazio-Ravenna me ne stetti lì, da solo, nel vuoto dello stadio, col telefono in mano, a pensare: chiamo o non chiamo?
Non chiamai. La Lazio passeggiò contro i simpatici romagnoli, purtroppo giallorossi.
Ma poi, anno dopo, ci fu la festa del centenario, con Gigi Polentes.

Che meraviglia di post.
In cui ti racconti con grandissima umanità e intelligenza.
Grazie.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #4 il: 01 Mar 2020, 14:09 »
Arrivai fuori dal Four Green Fields in discreto anticipo sull'orario.
Sulla porta del pub c'era un uomo.
Brizzolato, vestito come me, stava là fuori a fumarsi una sigaretta. Teneva i piedi in un certo modo particolare. Alla dieci e dieci.
Mi accostai quasi esitando, con un senso di timidezza, come se mi spogliassi di qualcosa.
Era Alfa. Oggi GuyMontag.
Ogni volta che visualizzo Alfonso lo rivedo lì che mi aspetta.
Mi fece: Ma allora esisti! Certo che esisto. Sono qua.
Arrivarono presto in tanti.
Me li ricordo uno per uno, ricordo persino come si stava seduti a tavola.
Io ero seduto tra Tarallo, che conoscete bene, e Alexis, che non conoscete perché manca da qua sopra da quasi vent'anni. Era un grande, Alexis. Appassionato giocatore di rugby, velista, veniva dall'agro pontino e veniva spesso salutato con un affettuoso alza la vela e vattene affanq.
Alfa era squisito. Tarallo mi pareva di averlo già visto, una sensazione che mi ha inseguito per anni. Possibile, essendo lui di famiglia di Accumoli e io di Amatrice. Poco probabile, essendo lui, nonostante le apparenze contrarie, un po' più giovane di me.
E poi c'era il Mapuche, stralunato cantore un po' Mr. Bean e un po' Stanlio.
Il Chimico e Fischietto, inseparabili compari, il primo oggi gestore di uno dei 3500 spinoff di Lazio.net (biancocelesti).
Piersifal, monumentale sbevazzone, sosia di Superciuk, instancabile coniatore di massime biancocelesti, copywriter di mestiere. O copriwater, non ricordo. E gli altri.
Ora che frugo nella memoria mi manca qualcosa: non so se tizio o caio c'erano o no.
Soprattutto, però, c'era Gigi Polentes.
A lui era stato dedicato come un club virtuale, un sodalizio surreale di soggetti particolari.
Il nucleo era fatto da tre giornalisti de l'Unità, i fratelli Cipriani e Daniela Amenta.
Io non li conoscevo, anche se poi scoprii che Daniela era Daniela, e mi emozionai, avendo a casa una ventina d'anni di numeri del Mucchio Selvaggio belli archiviati, pieni di pezzi scritti da lei, che mi erano costati un sacco di soldi di dischi comprati. Daniela aveva un'elegante giacca blu e un foulard, ed era accompagnata dall'inseparabile Claudio. Li seguivano Gigi Polentes, in baffi e nasone, e gentile signora.
S'intrattennero con noi amabilmente, ricordando i bei tempi, la Mercedes bianca che s'era comprato giocando qui, lo scudetto e la festa che lo aspettava per il centenario.
Gli chiesi della bellissima maglietta del Perugia col laccetto bianco sul collo con cui lo ricordavo sulle figurine. Una maglietta che poi tornò nei nostri racconti di fine stagione.
Mangiò con noi e ascoltò le nostre chiacchiere e si unì ai canti. Ci raccontò delle vigne che curava personalmente, su in Veneto. Mangiò la sua scamorza col prosciutto come fosse una leccornia speciale. Si allontanò con noi nella notte di Prati, nostro (della Lazio, cioè) quartiere natale, mentre, felici, ci davamo di gomito, infervorati dal nostro bel giocattolo, che usavamo con la scusa di parlare di quella magnifica squadra parlando soprattutto di noi, facendo esercizi di stile, prendendo in giro i poveri romanisti, sotto a un treno alla sola idea di doversi confrontare con un avversario invincibile.
Giorni indimenticabili.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #5 il: 01 Mar 2020, 15:18 »
Caro TD, quando tu, Aquilante, Pikkio, Porga, Nanni, Guy Montag e tanti altri , penne meravigliose, avete smesso di scrivere, Lazionet ha perso molto.
Qui dei vecchi ne rimangono pochi.
Tornate.
Grazie
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #6 il: 01 Mar 2020, 18:14 »
già, le "penne" di Lazio.net...
Si era creata una situazione in cui ci si sentiva stimolati a scrivere in modo creativo.
Si scrivevano cose per far ridere gli altri, si scrivevano i racconti degli incontri conviviali, si scrivevano/alteravano canzoni, poesie, cose anche complicate.
RobCouto arrivò persino a inventarsi una parodia dell'Inferno dantesco da premio.
Ma, oltre al delirio creativo che rivelava un entusiasmo infantile per il mezzo che si aveva tra le mani, il racconto era spesso incentrato sulla partita e sulla squadra. Si parlava di calcio con toni ironici.
Facile quando vinci sempre, ok. Ma mica tanto se pensate alle discussioni di oggi.
C'erano eventi del lunedì attesissimi. Le pagelle di Pikkio, "Pagelle di Regime Biancoceleste", erano piene di battute e tormentoni esilaranti. Sono state copiate da tanti, anche inconsapevolmente, ma erano impossibili da riprodurre. Una volta le saltò, avevamo già una rubrica fissa sul Magazine del sito e mi toccò provare a farle io. Era impossibile, per quanto uno ci provasse, buttarle giù con quei guizzi micidiali. Avevano poi una serie di p.s. divertentissimi, fotogrammi che fulminavano.
Ricordo le sue battute sul cugino di Veron, su Inzaghino che ogni tanto si insuofratelliva, sui quadricipiti di Boksic dalla consistenza simile alle frappe, sul naso a comodino di Pancaro, sulla lonza di Almeyda, e poi le battute sulle cazziate di Mancini.
Il famoso topic "Pronto, sono Roberto Mancini, vieni a Formello che ti spacco il culo" che raccontava una telefonata fatta a non so che cronista ci avesse maltrattato.
Vivevamo un clima particolare, ci avevano appena scippato clamorosamente lo scudetto quelli del Milan ed era evidente che stampa e sistema calcio cercavano di limitarci in ogni modo.
Questo ci portava a commentare ironicamente i pezzi dei giornali (Gabriele De Bari, un uomo un perché) o a creare tormentoni sulle sciocchezze che scriveva Renga (la pattuglia acrobatica giallorossa). In più spesso e volentieri, scrivevamo noi finti articoli e finte interviste pigliando in giro i giornali. Che, anche se eravamo pochi, un centinaio al massimo (qualcuno scrisse un famoso "i soliti trenta, le solite dieci" per dirci che eravamo un gruppetto chiuso) ci leggevano.
E ci citavano pure.
E non solo loro.
Mi ricordo un Clemente J. Mimun fare un editoriale, o forse un'intervista, quando dirigeva il TG2, con il monitor acceso sulla home page di Lazio.net, Giorgione col ditino alzato.
Per noi era una sorpresa continua, sembravamo esistere, sembravamo contare qualcosa, sembravamo poter fare un discorso laziale che fosse alternativo a quello dei guidoni e dei plastini.
Eravamo ingenui, eh.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #7 il: 01 Mar 2020, 18:43 »
Il topic su Ballotta.....
Per fare un paragone, oggi è un po’ come quei tifosi nati nell’era cragnottiana....
Che ne sanno di quello che abbiamo passato.....
Tornate, TD, tornate.

Freezer67

Freezer67

Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #8 il: 01 Mar 2020, 19:43 »
Mi avvicinai timidamente a questo sito alla vigilia di quello che fu l’anno nefasto della vittoria di quelli de la’, un po’ per non sentirmi solo, un po’ perché  “le storie”Raccontate  tra le pagine di Lazionet erano talmente coinvolgenti che non potevo non desiderare di farne parte nonostante la mia timidezza. Sound of Silence così si palesò tra le pagine,  negli anni a seguire conobbi personalmente personaggi  che hanno fatto la storia di questo sito e che avranno sempre un posto nel mio cuore. Bellissimo rileggere Thomas doll

Offline Achab77

*****
4799
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #9 il: 01 Mar 2020, 22:04 »
Questo forum, la gente che lo popola, le parole che lo animano e che lo hanno animato sono un patrimonio inestimabile.
È forse l'unica componente che ha messo il tifo per la Lazio avanti a ogni ideologia, ogni favoritismo su giocatori o periodi storici, una democrazia laziocratica impossibile da ritrovare nelle molteplici componenti che formano la Lazio intesa come entità sportiva, sociale e culturale.

Credo di essere diventato un tifoso migliore partecipando a questo forum, mia ancora di salvezza quando ci hanno strappato lo scudetto e quando abbiamo perso 0-2 in casa con il Bari di Ventura e io fissavo lo schermo spento della TV: avevo perso il lavoro, la fidanzata, avevo dovuto smettere di giocare a pallone causa infortunio al ginocchio, e in quei momenti mi sembrava che stesse scivolando via anche la Lazio. Ma per fortuna c'era lazionet: ogni tanto vado indietro nel forum a quei giorni, in cui scrivevamo in pochi, anzi io forse leggevo e basta, e rivivo i momenti della mia vita grazie alle vostre parole, anche a quelle di chi purtroppo non c'è più.

Grazie per ricordarmi ogni giorno di aver scelto la parte giusta in cui risiedere: forza Lazio, viva Lazionet.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #10 il: 01 Mar 2020, 23:32 »
È grande piacere averti ritrovato TD. Ed è fantastico rileggere i tuoi post.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #11 il: 02 Mar 2020, 20:27 »
Ecco un vezzo che nacque subito: la pretesa di essere nel giusto, belli e dotati, creativi e alternativi.
Fino a quando eravamo una cinquantina si andava alla grande: dieci facevano le star, 40 facevano la claque. E daje a lustrasse la fava a vicenda.
Ogni tanto qualcuno imitava le star. Ogni tanto qualcuno, però, scantonava.
Capitava quando, manco a dirlo, si ragionava della curva. Perché c'era, questo sì, un grumo pensante che era antiultras-orrore-che gente questi che svernano allo stadio. Fascirazzistitepparazzumaglia. Per esempio, io.
Ma c'era anche, e non secondario, uno zoccolo di gente-da-stadio.
E il tifoso da stadio, si sa, verso la curva ci pende, per questioni di tifo. Ma non è una storia che riguarda solo i laziali: qualunque tifoso si uniforma, volente o nolente, a un repertorio da stadio costruito dagli ultras in curva.
Così il forum si divaricava in un conflitto schizoide tra curvaroli critici, curvaroli ortodossi (inizialmente silenti, essendo in totale minoranza) e tifosi refrattari alla curva, generalmente da tribuna o da divano, incapaci di ricollegarsi alla retorica del pane e frittata e dei pulmi dei lazioclebbe, che scivolano supini nella deriva logorroica della curva, negandone, consapevolmente o meno, l'autoreferenzialità, o passandoci sopra, mormorando sottovoce qualche slogan tipo in trasferta chi ci va?
Siccome questo era un forum di tifosi travestito da circolo culturale, nell'alternarsi del fiume carsico del ragionamento quotidiano ci s'inabissava nel turbinio delle discussioni sulla curva per poi emergere nei pratini fioriti delle poesiole e degli haiku, dei raccontini e degli anatemi politically correct che tanto fecero ridere, poi, la soldataglia curvarola, quando ebbe lo sghiribizzo di sbarcare in forze su questi lidi.
Ma quella è un'altra storia.
La conflittualità su queste pagine all'inizio era nulla. Zero proprio.
Poi sorse qualche problema di convivenza con utenti fascistoni.
Niente nick, per rispetto della memoria dell'utente in questione, persona di una complessità labirintica ma anche di lazialità diamantina, dalla vicenda umana toccante, stordente, impressionante.
Ti sia sempre lieve la terra, Giovanna.
Fu la perdita dell'innocenza, la nascita dell'idea primigenia di una supervisione/moderazione del sito, che presupponeva tutto: una linea di linguaggio, un indirizzo preciso che, partendo dalla netiquette, voleva tenere a la discussione su binari salottieri, da tè e pasticcini.
Una linea che tutti quelli che incorsero nella scure terribile della moderazione contestarono come liberticida, mostruosa, fascistona, stalinista, parto del politburo del comitato centrale di Lazioniet. Fecero la conta e uscii io: lo decise Alfonso.
Mi fecero fare il moderatore perché ero un bambacione.
Divenni in breve tempo una merda.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #12 il: 02 Mar 2020, 20:33 »
Quale merda TD..... ciò che hai dato e puoi dare è infinitamente più grande e bello.
Torna e tornate.
Voi che conoscete e permettete a gente che è stata bannata per amore della Lazio di poter scrivere ancora.

Offline MadBob79

*****
10134
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #13 il: 02 Mar 2020, 20:36 »
Mi fecero fare il moderatore perché ero un bambacione. Divenni una merda.

Ci fossero ancora le firme, questa sarebbe mica male.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #14 il: 02 Mar 2020, 20:50 »
I moderatori di un sito come questo, chi siano stati o chi siano, sono dei santi e dei pazzi scriteriati.
Combattere h24/7 con un'orda di scribacchini logorroici che pensano sia necessario esternare contenuti che spesso sticazzi, e che come je tocchi una virgola per ragioni chiarite in regole che non legge nessuno, partorite durante nottate insonni, trascorse in discussioni infinite alla ricerca di una specie di equilibrio, s'incazzano come api, come fossero Jonathan Safran Foer alle prese con una merda di editor antisemita che gli taglia e cuce i raccontini del Bar Mitzvah del cugino ucraino di suo nonno. I paladini della libera espressione che ti tirano cartate di merda mentre te, oltre che farti i turni di moderazione dalla mattina alle 8 alla notte alle due, gratis e scazzandoti con gli amici, alla fine paghi pure il conto dell'hosting, che costava, e costa, immagino, come un figlio tossico.
Se te rode il culo e chiudi la saracinesca hai lì davanti tutti che si stracciano le vesti, e torna, e daje e su.
Se zotti un topic sei un [...], se crepi l'account a un rompi[...] sei un fascista, se poi il forum fa schifo perché ci vomitano dentro di tutto la colpa è tua.
E quindi, come dicevo, diventi una merda.
Ma questo è off topic, mentre non lo è la massima solidarietà e il ringraziamento incondizionato a chi tiene in piedi questi giocattoli infernali, che danno soddisfazioni ma ti succhiano il midollo.
Fine parentesi ;)
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #15 il: 02 Mar 2020, 21:10 »
Ecco un vezzo che nacque subito: la pretesa di essere nel giusto, belli e dotati, creativi e alternativi.
Fino a quando eravamo una cinquantina si andava alla grande: dieci facevano le star, 40 facevano la claque. E daje a lustrasse la fava a vicenda.
Ogni tanto qualcuno imitava le star. Ogni tanto qualcuno, però, scantonava.
Capitava quando, manco a dirlo, si ragionava della curva. Perché c'era, questo sì, un grumo pensante che era antiultras-orrore-che gente questi che svernano allo stadio. Fascirazzistitepparazzumaglia. Per esempio, io.
Ma c'era anche, e non secondario, uno zoccolo di gente-da-stadio.
E il tifoso da stadio, si sa, verso la curva ci pende, per questioni di tifo. Ma non è una storia che riguarda solo i laziali: qualunque tifoso si uniforma, volente o nolente, a un repertorio da stadio costruito dagli ultras in curva.
Così il forum si divaricava in un conflitto schizoide tra curvaroli critici, curvaroli ortodossi (inizialmente silenti, essendo in totale minoranza) e tifosi refrattari alla curva, generalmente da tribuna o da divano, incapaci di ricollegarsi alla retorica del pane e frittata e dei pulmi dei lazioclebbe, che scivolano supini nella deriva logorroica della curva, negandone, consapevolmente o meno, l'autoreferenzialità, o passandoci sopra, mormorando sottovoce qualche slogan tipo in trasferta chi ci va?
Siccome questo era un forum di tifosi travestito da circolo culturale, nell'alternarsi del fiume carsico del ragionamento quotidiano ci s'inabissava nel turbinio delle discussioni sulla curva per poi emergere nei pratini fioriti delle poesiole e degli haiku, dei raccontini e degli anatemi politically correct che tanto fecero ridere, poi, la soldataglia curvarola, quando ebbe lo sghiribizzo di sbarcare in forze su questi lidi.
Ma quella è un'altra storia.
La conflittualità su queste pagine all'inizio era nulla. Zero proprio.
Poi sorse qualche problema di convivenza con utenti fascistoni.
Niente nick, per rispetto della memoria dell'utente in questione, persona di una complessità labirintica ma anche di lazialità diamantina, dalla vicenda umana toccante, stordente, impressionante.
Ti sia sempre lieve la terra, Giovanna.
Fu la perdita dell'innocenza, la nascita dell'idea primigenia di una supervisione/moderazione del sito, che presupponeva tutto: una linea di linguaggio, un indirizzo preciso che, partendo dalla netiquette, voleva tenere a la discussione su binari salottieri, da tè e pasticcini.
Una linea che tutti quelli che incorsero nella scure terribile della moderazione contestarono come liberticida, mostruosa, fascistona, stalinista, parto del politburo del comitato centrale di Lazioniet. Fecero la conta e uscii io: lo decise Alfonso.
Mi fecero fare il moderatore perché ero un bambacione.
Divenni in breve tempo una merda.

 :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:

Offline jp1900

*****
6394
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #16 il: 02 Mar 2020, 21:41 »
Ehi, siamo qui... Come continua?
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #17 il: 03 Mar 2020, 00:17 »
Un esempio: quando la curva fece lo striscione "Onore alla tigre Arkan" Pikkio titolò "Onore alla tigre e ar cane". Si scatenò una discussione parte ironica (titolo geniale, per tacere di Gatto Silvestro che finalmente il 14 maggio se magna er canarino) e parte accorata, chi spiegava chi fosse Arkan, chi lo scriveva male (Harkan, Arkhan), chi non sapeva chi fosse, chi difendeva a priori Sinisa, chi la curva, chi qua, chi là. Il forum, nonostante ci scrivessero sostanzialmente poche persone, ribolliva di discussioni che tutti leggevano. Perché erano poche e perché i contenuti erano interessanti, o meglio, perché i lettori erano interessati ai contenuti. Lo scambio era virtuale, ma ci si vedeva fuori dal forum e ci si conosceva tutti, almeno quelli che risiedevano in zona. C'erano canadesi, americani, francesi, spagnoli, gente che viveva lontano da Roma, anche tifando per altre squadre. Un nome su tutti: Charly, torinese tifoso del Torino, che si aggregò per quella stagione al nostro gruppo, unendosi ai pazzi in trasferta al Delle Alpi per quello Juve-Lazio, pietra miliare di quella fantastica impresa. Con la sciarpa del Toro. Più tardi Charly diventerà un apprezzato critico musicale, tra Mucchio Selvaggio e Rumore. Parecchia gente è passata qui per poi ritrovarsi a fare cose interessanti e ben visibili. Uno dei protagonisti di quell'anno era AleRub, che si è inventato poi le visite teatrali al Cimitero laico, a Ostia Antica e in tanti altri posti. Altri ne verranno negli anni successivi, a ingrossare le fila del forum con il loro talento, arricchendo il dialogo sempre e comunque laziocentrico.
Gli argomenti di quell'anno somigliavano, alla fine, a quelli di sempre: soprattutto le critiche ai calciatori e ai comportamenti della gente allo stadio.
Chi si lamentava di Favalli, che non sapeva crossare;
Chi diceva che Negro manco in serie C;
Chi che Marchegiani era fenito dopo l'infortunio;
Chi che Boksic era forte ma troppo matto e nun segnava manco dar fornaro;
Chi che Veron giocava bene quando je pareva a lui;
Chi che Mancini pareva la Sora Assunta;
Chi che Inzaghino era una pippa;
Chi rimpiangeva Vieri, chi Jugovic;
Chi disse, un giorno, Eriksson vattene, stimolando l'apertura di un altroi topic-tormentone: Annatevene voi.
Alla fine, sempre dello stesso argomento si tratta: il fuoco amico dei laziali criticoni.
Si sprecavano i de profundis a ogni passo falso: la grande delusione, però, fu l'eliminazione dalla Champions. Perché molti di noi credevano, dopo la finale persa con l'Inter in Coppa UEFA, dopo la vittoria in Coppa delle Coppe e in Supercoppa, che la caratura di quella squadra fosse adeguata a vincere la coppona.
Ma si era messa male. Avevamo perso col Feyenoord, facendo giocare Guerino e Lombardo, e poi non eravamo risuciti a prenderci la rivincita in Olanda. Battuto il Marsiglia con la vendemmiata di Inzaghino, rimaneva la vittoria obbligata in casa del Chelsea.
A Stamford Bridge, dove erano presenti alcuni netters. Chi andava fuori faceva, poi, il resoconto della trasferta, e quella serata, che passammo insieme, come sempre, al pub, ci fece sentire a un passo dal cielo. Ma tanto così.
Poi arrivò la serata maledetta del Mestalla.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #18 il: 03 Mar 2020, 08:07 »
Un interessantissimo viaggio negli archivi storici di Lazionet.
Siamo qui e ti leggiamo con piacere.
Finchè ti va, non smettere.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #19 il: 03 Mar 2020, 09:45 »
Questo forum ha anche avuto un ruolo sociale non indifferente.
Ha tenuto lontani dalla strada e dai giardinetti decine di paranoici e predatori sessuali occupandoli a discutere se Giannichedda calciava meglio di desto o di sinistro.
Poi, fortunatamente, é arrivata l'andropausa a pioggia.
 :lol: :lol:
 

Powered by SMFPacks Alerts Pro Mod