Un anno vissuto pericolosamente

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Offline biko

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Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #20 il: 03 Mar 2020, 14:36 »
Visto che è stato citato, ho appena saputo che il Four Green Fields, dopo 39 anni chiude😢...quante Pinte 😿
Ci sarà l'ultimo San Patrizio...cheers☹️

Offline pan

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Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #21 il: 03 Mar 2020, 14:50 »
Chi disse, un giorno, Eriksson vattene, stimolando l'apertura di un altro topic-tormentone: Annatevene voi.
 :lol:

Offline maumarta

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Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #22 il: 03 Mar 2020, 15:39 »
Mi hai fatto sentire vecchio TD!!!
Anche perché un po' vecchio ci sono diventato nel frattempo...
Certi flashback di quel periodo restano indelebili.
Harry Totter e gli altri trip sarebbero opere da Pulitzer, per esempio.
Ma mi ricordo anche "Io sono Teotokris"... e se penso alla scenografia dell'ultimo derby mi viene da ridere.
Tanti ricordi di un periodo in cui una squadra così ci avrebbe fatto scrivere opere immortali su queste pagine.
Oggi molti di noi hanno un po' parcheggiato, io per primo... ma poi basta una scintilla e il fuoco divampa, come prima.
Ha ragione il mio fratellone Adler Nest.
Torna, tornate... e tanti altri lo faranno.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #23 il: 03 Mar 2020, 20:01 »
Definimmo quello che ci univa lo "spirito" di Lazio.net. In particolare, questa era un'espressione cara a Roberto Couto. C'era talmente tanta convergenza su certi temi che a un certo punto Tarallo, mi pare fosse lui, scrisse un decalogo del Laziale che sollevò più di qualche polemica perché in odore di patente di lazialità.
Il nodo era: critiche costruttive, rispetto per i giocatori, ironia, commento sardonico dello scalcagnato panorama dei comunicatori locali, che tra qualche anno saranno definiti, con felice espressione dello stesso RobC/Teotokris/Zapruder (mille e mille incarnazioni e cancellazioni di un totem della lazialità virtuale), Catetere romano.
D'altra parte c'era chi lo chiamava etere, suggerendo storpiature che poi arrivavano puntuali.
Sulla comunicazione laziale qualche ruggine veniva fuori, perché tutti si nutrivano dalle fonti locali, prima di cominciare a costruire una comunicazione indipendente, non ancora sociale.
Quindi c'erano goldinottisti, guidoniani, c'era gente che interveniva alla Contea, c'erano Elsneriani, e comunque si ascoltava chi c'era: Ilario Ilario, con il discusso Benedetti e il trombone Focolari, Rocco Ilaria, Capodaglio, Ulivieri.
Erano, poi, gli anni del Brociesso di Bishgarde, che spesso veniva parodiato.
I lazzi riservati a Guidone o a Plastino suscitavano la reazione dei fans di Guidone e di Plastino, mentre cresceva la curiosità, e se ne parlava tra noi, sul punto: ma questi ci leggono? Sanno che esistiamo? Perché non si riesce a interagire con loro?
Ancora nutrivamo una stima esagerata per personaggi che invece erano veramente scalcagnati come pochi. Negli anni la vicenda lotitiana e la pusillanimeria nei rapporti con la curva ce li ha regalati in tutta la loro piccineria, salvandone pochissimi.
Però c'era chi s'incazzava se chiamavi Guido Bongo.
La suscettibilità degli utenti del forum, in effetti, è sempre stata il principale motivo di scazzo.
Bastava che si partisse in quattro o cinque a cazzeggiare che si presentava qualcuno con la faccina rossa rossa, che magari non aveva capito lo scherzo, forse perché era uno scherzo del cavolo.
E giù discussioni accorate e trita[...], tra personaggi esemplari della psicopatologia laziale.
Storie gustosissime, tipo quella del netter che si mise a litigare a sangue con i vicini romanisti nell'assemblea condominiale che doveva decidere la riverniciatura dei box, me pare, provando a imporre il bianco e l'azzurro.
Storie di resistenza antiromanista spesso fantasiose, talvolta inventate, che serviranno l'anno dopo a smaltire il colpo micidiale dello scudetto alle merde, quello che se non scegniete da là sopra lo spettacolo non proseguisce. Già, Sensolo. Chi dimentica le meravigliose cronache di Tarallo, che raccontavano le conversazioni tra Sensi e il mistere vincente Capello, che cominciavano sempre con un ciao miste, allora che se vince, che se vince, che avemo vinto?
Erano perfide parodie di un personaggio vendicativo, che di lì a poco si sarebbe venduto le mutande pur di prendersi la rivincita su Sergio Cragnotti, l'Imperatore.
Ma dicevamo del Mestalla.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #24 il: 03 Mar 2020, 22:16 »
Topic spettacolare.
Pendo dalle tue dita
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #25 il: 04 Mar 2020, 09:42 »
E quindi leggendo questo bel Topic ti vado a scoprire che Alessandro, il ragazzo con cui visitai il gazometro anni fa' è un aquilotto e vecchio Lazionetter...

Offline Tarallo

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Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #26 il: 04 Mar 2020, 09:49 »
È proprio lui :)

Offline pan

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Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #27 il: 04 Mar 2020, 11:14 »
e mò chi è Alessandro? non mi fate confondere se no perdo il filo di tutta la storia...

Offline Tarallo

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Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #28 il: 04 Mar 2020, 11:20 »
Alerub, un netter.

Offline pan

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Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #29 il: 04 Mar 2020, 11:34 »
ah sì, i cimiteri. grazie Tarallo.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #30 il: 04 Mar 2020, 11:58 »
Per avere un riferimento, in che anni eravamo, 99? 2000?

Io credo di essere arrivato su LN (o era MyLazio.net?) nel 2002-03.

Molto silente, ma c'ero.

Offline jp1900

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Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #31 il: 04 Mar 2020, 12:07 »
Per avere un riferimento, in che anni eravamo, 99? 2000?

Io credo di essere arrivato su LN (o era MyLazio.net?) nel 2002-03.

Molto silente, ma c'ero.
Lazio-Ravenna di Coppa Italia -> 15 dicembre 1999.
Sulla data di iscrizione a LN, basta che vai nel profilo (ho scoperto che io sono iscritto dal 2004, una vita fa  :o).

 :beer:

Offline Tarallo

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Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #32 il: 04 Mar 2020, 12:09 »
Credo che le date siano state resettate a un certo punto, la mia per esempio non è corretta.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #33 il: 04 Mar 2020, 12:09 »
Eh ma nel mio caso mi sono dovuto iscrivere di nuovo a un certo punto.
Infatti riporta il 2009.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #34 il: 04 Mar 2020, 12:10 »
Credo che le date siano state resettate a un certo punto, la mia per esempio non è corretta.

Esatto.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #35 il: 04 Mar 2020, 23:02 »
Perché il Mestalla?
Perché fu lì che tramontò la possibilità concreta di vincere la Champions.
E in tutte le nostre cene di coppa, sottovoce, ci confessavamo che il sogno segreto era quello: la circostanza che avrebbe fatto fuggire dalla città i romanisti con i materazzi arrotolati sui portabagagli, (cit., manco a dirlo, RobC) oppure li avrebbe prostrati al punto che li riccojemo co la scopa (ibidem). La vittoria della Coppa con le grandi orecchie.
Eravamo imbattuti da una vita in trasferta in Europa e il Valencia ci spaventava il giusto, certi che ce la saremmo giocata col Barcellona, semmai. Cuper, che allenava i bianchi, l'avevamo già suonato a Birmingham e gli daremo il resto il 5 maggio. Ma al Mestalla mancava Sandro, e la Lazio di allora, pur essendo una squadra spaventosamente forte, mancava, talvolta, di raziocinio nello stare in campo.
Così, mentre noi assistevamo attoniti nella saletta del pub (eravamo al Banana Republic, stavolta), la Lazio prendeva i due gol lampo del Valencia come lesa maestà e giocava la partita senza guardia, soprattutto dopo aver accorciato le distanze che magari portarlo a casa, quel 2-1, finendo per farsi bucare dalla difesa-e-contropiede cuperiana, che innescava il devastante Pidocchio che già avevamo comprato a prezzo salatissimo e che si rivelò, poi, bel giocatore ma cor cazz che valeva 50 fischioni.
Quella squadra di merda poi ci rifilò pure Mendieta, con la coda di Fiore e Corradi dati in conto rate in protesto, per cui personalmente godrei nel saperne la cancellazione dai ranghi calcistici internazionali, li mortaccioni loro.
Fu una brutta botta, anche se la stagione finì in gloria: provammo a sospingere la squadra nel ritorno all'Olimpico, ma la Lazio si accese solo nel secondo tempo e non riuscì a trovare la rabbia necessaria a ribaltare la situazione.
Già, la rabbia.
Invocavano, da più parti, un allenatore palluto che sostituisse il tacchino freddo che era Sven, che Melli definiva perdente di successo.
Eriksson era un tema di discussione continua, tra chi ne documentava il palmares impressionante e chi sognava Lippi o rimpiangeva di non aver preso Capello.
L'eliminazione dalla CL fu salutata dalla stampa trionfante, e noi ci incazzavamo.
Non era come adesso, che la Lazio ha preso tutti di sorpresa e lo spiegamento di trigorioti nella comunicazione non sa che pesci prendere, dopo aver speso 15 anni a far finta che la Lazio non esistesse.
La scalata di Cragnotti fu contrastata selvaggiamente da sistema e comunicazione, e più Sergio alzava il tiro più era forte il fuoco di sbarramento.
Ci avvelenavamo con le storiacce del passaporto falso di Veron, con le dichiarazioni vergognose dello scucchione giallorosso (c'è un giocattòre, Veròn, che ha sbagliatto, e chi sbaglia deve pagare. Li mortacci tua ancor oggi), ma ci faceva anche incazzare la bega del cartellino di Nesta, infilatosi in un giraccio torbido di speculatori olandesi che ci costrinsero, complice Canovi, a ricomprarci il nostro calciatore-simbolo.
Anche a loro si estandano li mortacci dedicati a quell'altro.
Era una vita in trincea, come piace a noi. Oggi è leggermente diverso, perché rivolgiamo i nostri strali al presidente, reo di averci condannato a 15 anni da orsacchiotti, noi che siamo aquile.
E invece guarda che ti combina.

Quanto ad Alerub, laziale pazzissimo di prima categoria, grande protagonista di quella stagione.
Ma non era il solo.

Offline tommasino

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Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #36 il: 04 Mar 2020, 23:26 »
Lessi per la prima volta la parola Lazionet su non ricordo quale giornale, che, parlando della sollevazione dei tifosi verso il possibile arrivo di maifredi dopo l’esonero di Caso, citava appunto un forum di tifosi che si chiamava Lazionet.
Da lì cominciai a cercarlo su internet, lo lessi per qualche giorno, me ne innamorai e mi iscrissi.
Scoprendo così un posto meraviglioso, quasi come la Lazio.
È vero, prima c’erano menti e penne eccelse in numero maggiore; spero che piano piano possano rientrare, anche se Lazionet rimane comunque il miglior forum di tifosi del globo terraqueo.
Grazie a tutti voi.
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #37 il: 04 Mar 2020, 23:49 »
La mia data di iscrizione è corretta. Ricordo, infatti, che fu poco prima del famoso e infausto derby con titty stampellato a bordo campo. E ricordo pure nella settimana che precedette quel derby un topic dedicato all'infortunio del fesso, e alla sua santificazione che trasformò un infortunio praticamente autoprodotto in martirio, che raggiunse ineguagliate vette di umorismo.
E comunque a Lazio Valencia io ricordo che veniva giù un'acqua che lèvete.

Offline paolo71

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Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #38 il: 05 Mar 2020, 00:17 »
quell'anno la coppa delle grandi orecchie si sarebbe alzata a Milano...
che botta che prendemmo al mestalla..maledetto pjoco...
Al ritorno topolino Conceicao fallì il gol di una possibile rimonta sparando in curva nord il 2 a 0, lì finirono i sogni...
Re:Un anno vissuto pericolosamente
« Risposta #39 il: 05 Mar 2020, 00:55 »
Vedi TD? Come si il tuo intervento illumina di luce brillante forum?
Grazie! Racconto godibilissimo e nostalgia dei tempi che furono e che possono essere ancora.
Con te, Lazionet è più ricca e lo siamo anche noi.
 

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