Riprendo il filo.
Si è detto che questo è un luogo dove convergono grandissimi laziali.
Questo è sempre stato vero, almeno fino a quando la contestazione a Lotito ha portato a snaturarsi il confronto, con gente che si è spinta a fare affermazioni che nemmeno un romanista avrebbe sottoscritto. E tutto è nato dalla bertarelleide ed è proseguito per ragioni di bieco intere$$e di alcuni.
Ma non mi interessa, qui, ragionare di questo. Quello che voglio dire è che tutte le anime del sito, che non erano poche benché si fosse in pochi, speravano nella stessa cosa: lo scudetto come obiettivo, la champions come sogno, la Lazio come valore condiviso, sacro e inviolabile.
Questo spiega perché alcuni rapporti si siano mantenuti su livelli di stima talvolta esagerata, nonostante differenze enormi sul come concepire la vita, la politica, il calcio o qualunque altro elemento comparabile o sovrapponibile. E in quell'anno in questo forum c'erano dei grandissimi animatori che poi daranno vita a un sito concorrente spesso in feroce contrapposizione con questo.
Ma sulla Lazio non c'erano distinguo da fare: i discorsi da spogliatoio che Cicalone faceva prima delle partite, per motivare i giocatori uno a uno, manco leggessero, erano gustosissimi e fomentavano per davvero il lettore. E il racconto dei viaggi dei due ultras del sito, il compianto amico Jugovic e Igor, residente a Livorno e ardente di una passione insaziabile che lo portava a macinare chilometri a centinaia per seguire la squadra ovunque andasse, partendo dalla non proprio centrale Livorno, dove abitava. Spesso c'era, poi, un dietro le quinte, quando i racconti andavano oltre quello che si poteva scrivere. Si condivideva la quotidianità laziale, insomma, dalle poesie e dalle canzoncine alle trasferte più rischiose e dispendiose. E spesso, in quella stagione che ci regalava un insperato, esaltante crescendo finale, si partiva in gruppi sempre più numerosi, man mano che si respirava l'aria dell'altissima quota. Le trasferte di Firenze e di Bologna regalarono racconti epici, includendo protagonisti collaterali del forum, come le due tipe fiorentine che confezionavano curiosi pupazzetti dalla forma vagamente fallica, rivestiti di robe lavorate all'uncinetto: le MegRyan, intorno alle quali orbitò la trasferta fiorentina in cui Batistuta, centravanti dalle grandi corna, in senso buono, tentò di demolire a pallonate il nostro sogno, mentre la mamma di Cecchi Gori si esercitava nel suo elegante gesto dell'ombrello. Peccato abbia tirato il calzino, sai che mal de fegato je verrebbe tutte le domeniche tra lo spettacolo deprimente di quei morti listati a lutto dei suoi e le nostre vittorie.
Le trasferte, manco a dirlo, finivano in magnate pantagrueliche, si beveva come tombini, si arrollavano tromboni, si avevano visioni notturne lato corsia d'emergenza e si arrivava a casa in piena notte a trafficare sul forum invece di andare a letto, ché poi la mattina dopo in ufficio...
Poi, come racconta Cartesio, c'erano i quiz.