Citazione di: robylele il 29 Mag 2014, 13:13
ci sono molti motivi -parecchi pure validi e incontrovertibili- però il 70% di questo malessere può essere cancellato da un miglioramento tecnico e di comunicazione, oltre che da un rientro nei ranghi dell'asrioma. Inutile girarci intorno.
Dopodiché potrebbe essere più facile affrontare il 30% residuo. Come approccio, perché, come detto da molti, alcune cose sono insanabili e quindi al limite potresti limare un'altra piccola percentuale ma poi ti fermi lì.
per l'azzeramento del malessere occorrerà invece attendere il cambio di proprietà. Ma, conoscendoci, ritengo che dopo vari festeggiamenti l'anima del laziale (che amo, sia ben chiaro) riprenderebbe il sopravvento.
Abbiamo insultato Maestrelli e chiamato Re Cecconi scarto del Foggia e senza CV, ricordiamocelo.
Non c'è alcun dubbio.
Però intanto inizierei dal 70% cercando da una parte di migliorare le performances della squadra con una rosa competitiva in modo da evitare stagioni anonime come quella scorsa, dall'altra rendendo i tifosi più partecipi, magari evitando di fare affermazioni del tipo la Lazio è mia, non la venderò mai e la lascerò a mio figlio. Per quanto riguarda quello che fanno dall'altra parte, lì non si può far nulla, se non limitarsi a gufare sulle loro disgrazie.
Per l'altro 30% direi che rientrano nel fisiologico, del resto anche Cragnotti nel decennio d'oro non è che avesse consensi plebiscitari. Si può limare la situazione arrivando ad una tregua in caso di risultati positivi, ma ci sarà sempre qualcuno che, per le più svariate ragioni, si pone in contrasto con chi prende decisioni.
Certo, un cambio di proprietà azzererebbe rancori e divisioni, poi magari se ne creerebbero altri come è normale che sia, ma quantomeno consentirebbe un rinnovato entusiasmo e un'unità di intenti su cui poter ripartire.