i concetti cari a petkovic, se non ricordo male, erano due e potrei riassumerli così: dominare quando si può dominare, soffrire quando c'è da soffrire
la Lazio, questo petkovic lo ripete sempre, deve saper fare bene tutte e due le fasi, indipendentemente dal modulo che che mette in campo. difesa a tre, difesa a quattro, rombo a centrocampo, presing alto, attesa nella propria metà campo, una punta e due trequartisti, due punte e così via, tutto conta molto relativamente, l'importante è saper gestire con consapevolezza e determinazione tutte le fasi della partita
c'è da crescere, indubbiamente, di certo però non possiamo lamentarci di quanto visto finora. ieri a Palermo purtroppo, sia nel primo che nel secondo tempo, c'è stato un passo indietro, si è rivista, a mio parere, la Lazio a "bagno maria" di Atene, quella che pur in vantaggio era stata incapace di gestire con la ferocia e la determinatezza necessarie una partita assolutamente abbordabile. attacco e la chiudo oppure mi difendo e vado a meta con l'uno a zero? la Lazio non ha scelto né l'una né l'altra via, è stata a guardare. se avesse scelto la prima via probabilmente avrebbe realizzato "secondi gol" meno casuali di quello annullato da rocchi (su questo non dico nulla altrimenti scrivono che diffondo visioni cupe e apocalittiche!), se avesse scelto la seconda avrebbe alzato di venti metri la barriera e avrebbe ringhiato con ben altra determinazione. invece ha lasciato fare. almeno fino al 2-1
adesso comunque cerchiamo di allungare (almeno) a 16 la serie delle partite positive