Citazione di: Tarallo il 24 Lug 2014, 12:55
Semplice. Danneggiare la Lazio a breve termine equivale, per me e altri, a danneggiare la Lazio, punto. Anche se con un teorico ritorno a lungo termine. Molto teorico. C'e' poco da discute. Danneggiare la Lazio ora, per un minuto, per dieci minuti o tre partite, e' DANNEGGIARE LA LAZIO, qualunque sia il ritorno (teroico) fuuro.
Quindi semplicemente SIAMO CONTRO.
Non faro' mai nulla che danneggi la Lazio.
È un rompicapo su cui ci arrovelliamo da anni, senza ancora esserne venuti a capo.
L'equivoco è nella premessa: tenere separata la proprietà (pro tempore) della società dal patrimonio cuRturale che quella società e quei colori rappresentano per tutti noi.
In una cornice sistematica come la nostra (made in italy), tale separazione non è possibile.
Il nostro sistema, diverso dallo spagnolo e dal tedesco, non prevede alcuna ingerenza, diretta o indiretta, del tifoso-cliente nella gestione delle risorse dell'azienda privata il cui patrimonio ideale è collettivamente condiviso.
Pertanto, mettiamoci definitivamente in testa che ogni azione tesa a colpire gli interessi del singolo proprietario, indirettamente danneggerebbe il patrimonio ideale collettivo.
Si tratta di capire in che misura, di valutare il c.d. Rapporto costi benefici.
Ora, facendo una sommaria conta e un passo avanti, possiamo affermare che, per la maggioranza dei clienti/tifosi, gli innegabili, pregressi meriti di questa proprietà soccombano tragicamente di fronte ai quotidiani, patetici demeriti.
Il credito è esaurito. I bona, allo stato, sono stati impudentemente sputtanati.
Certo, se domani arrivassero vlaar e de vrij, sarei il primo a resettare l'incazzatura e rinnovare il buono stagionale, ma temo abbiano ragione i pessimisti storici del forum (i pro(perty)feti); occorre, dunque, ragionare del misero ovetto e non della irraggiungibile gallinella.
Esaminato in controluce l'ovetto offerto dal boss, quali rischi corre il mio patrimonio a questi affidato nel digiunare?
A mio avviso non molti.
La differenza tra arrivare ottavi, sostenendo economicamente la gasoltermica, e dodicesimi o sedicesimi mandando in concordato preventivo la snam sud, per il sottoscritto, depositario di una frazione del patrimonio culturale non cambia granchè.
Al contrario, per il titolare delle azioni (della Lazio e) della gasnam cambierebbe moltissimo.
I deliranti comunicati, redatti dalla stipendiata pennivendola, lo testimoniano.
Quanto a noi depositari, non prendiamoci per il culo: il rischio retrocessione, di fatto, non esiste.
Vuoi per l'allargamento (a 20 squadre) del campo di gioco, vuoi per la singolare coincidenza di interessi tra venditore del prodotto Lazio e acquirenti live e televisivi.
Siamo disposti, per sbarazzarcene, a danneggiare - indirettamente e negli anzidetti limiti, s'intende - il nostro patrimonio collettivo ed indiviso?
Questo è il tema su cui riflettere, non viva la Lazio ma affanculo lotito.